Crisi:sempre piu' giovani a casa genitori,+120mila in 1 anno

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Crisi:sempre piu' giovani a casa genitori,+120mila in 1 anno
di: ANSA
Pubblicato il 22 dicembre 2012| Ora 15:02

In 2011 quasi 7mln tra 18 e 34 anni

Crisi:sempre piu' giovani a casa genitori,+120mila in 1 anno

(ANSA) - ROMA, 22 DIC – In un anno si contano 118 mila ragazzi in piu', anche trentenni, che ancora mangiano e dormono a casa di mamma e papa'. Cosi' nel 2011 arrivano a 6 milioni 933 mila i 18-34enni non sposati che vivono con almeno un genitore. Si tratta di quasi il 60% dei giovani di questa fascia d'eta' celibi o nubili. E' quanto emerge dalle tabelle allegate al Rapporto sulla coesione sociale.(ANSA).
 
Comunque è cambiato il diritto di famiglia: se il "ragazzo" di 30 anni sta a casa dei genitori è tenuto a contribuire secondo le sue possibilità. :yes:
 
Comunque è cambiato il diritto di famiglia: se il "ragazzo" di 30 anni sta a casa dei genitori è tenuto a contribuire secondo le sue possibilità. :yes:

già...il fatto è che il motivo per cui restano a casa dei genitori...è che di possibilità..:cool:.. non ne hanno manco mezza...:o
 
niente di cui stupirsi

il dato aumenterà vertiginosamente
allacciare le cinture
 
Embè? E che c'è di nuovo?
 
nei 7 milioni ci sono anche persone che hanno la possibilità ma aspettano per lasciar spurgare il mercato, proprio perchè le prospettive future sono di una perdita di potere di acquisto media sui beni di consumo e ogni 5000 euro in meno spese nella casa sono 5000 euro in più che si avranno a disposizione in futuro ( escludendo i soldi che nel frattempo si possono risparmiare, che possono essere anche 1-8 volte in più per ogni anno di attesa )
 
nei 7 milioni ci sono anche persone che hanno la possibilità ma aspettano per lasciar spurgare il mercato, proprio perchè le prospettive future sono di una perdita di potere di acquisto media sui beni di consumo e ogni 5000 euro in meno spese nella casa sono 5000 euro in più che si avranno a disposizione in futuro ( escludendo i soldi che nel frattempo si possono risparmiare, che possono essere anche 1-8 volte in più per ogni anno di attesa )

consentimi, ma cambia poco...Un tempo non era necessario fare questo tipo di calcoli...a 25 anni ti sposavi e iniziavi a costruire la tua vita...se ora a 35 anni l'unico modo che hai per costruirti un minimo per il futuro è di rimanere a vivere con i tuoi genitori...direi che il sistema ha parecchie cose che non funzionano....:cool:
 
Parere

E te credo, l'occupazione è aumentata solo per gli ultra 55 enni.....:o:o
 
dipende da quando fai iniziare il concetto di nuovo....:o

Da almeno 20 anni fa...
(che poi tra l'altro, a parte la crisi contingente -iniziata nei primi anni 90- gli italiani la "nomea" di mammoni ce l'hanno sempre avuta!)
 
Da almeno 20 anni fa...
(che poi tra l'altro, a parte la crisi contingente -iniziata nei primi anni 90- gli italiani la "nomea" di mammoni ce l'hanno sempre avuta!)

Per il legame stretto con la famiglia di origine e per l'atteggiamento apprensivo delle mamme, sicuramente....però della generazione dei miei genitori non ne conosco uno che sia rimasto a casa dopo i 25...:mmmm:
 
il "mammome" è una prassi tutta italiana e nn dipende solo dalle condizioni economiche,un pò di tempo fà ho letto una statistica che parlava di famiglie italiane trasferite in altri paesi europei(germania,inghilterra)e anche lì mediamente il giovane italiano rimaneva più a lungo con la famiglia
 
Per il legame stretto con la famiglia di origine e per l'atteggiamento apprensivo delle mamme, sicuramente....però della generazione dei miei genitori non ne conosco uno che sia rimasto a casa dopo i 25...:mmmm:

:confused: tutta questa fretta di sposarsi.. io proprio non la capisco.:rolleyes:
anzi di far sposare i giovani soprattutto i maschietti.
i tuoi genitori avranno a spanne 60 anni e forse anche di piu'..un'altra era geologica.
sono paragoni che non calzano piu'.
allora anche ai tempi dei miei nonni ci si sposava senza conoscersi quasi e non
ci si lasciava mai.
ed i sacrifici che si facevano erano tanti, mica quelli di oggi.:rolleyes:
 
consentimi, ma cambia poco...Un tempo non era necessario fare questo tipo di calcoli...a 25 anni ti sposavi e iniziavi a costruire la tua vita...se ora a 35 anni l'unico modo che hai per costruirti un minimo per il futuro è di rimanere a vivere con i tuoi genitori...direi che il sistema ha parecchie cose che non funzionano....:cool:

si ma non ci sono ancora arrivato ... e infatti si parlava della fascia 18-34 anni :) . Il sistema ha tantissime cose che non funzionano, tant'è che ci sono elementi di storica solidità che al giorno d'oggi costituiscono delle potenziali vulnerabilità, non entro nel dettaglio per non andare ot.

Parlando dell'immediato, quest'anno a mio parere la crisi ha colpito solo superficialmente il 70% dei dipendenti a tempo indeterminato, ma dovrebbe aver instillato dentro questa fetta di lavoratori che in futuro saranno toccati via via più profondamente, e se non lo sanno è ora che aprano gli occhi.
Gli altri la crisi la stanno già subendo, si salveranno in pochissimi, imprese che guardano all'estero, professionisti d'elite, politici, manager vicini al potere .

Per il legame stretto con la famiglia di origine e per l'atteggiamento apprensivo delle mamme, sicuramente....però della generazione dei miei genitori non ne conosco uno che sia rimasto a casa dopo i 25...:mmmm:

i miei si sono sposati e sono andati a convivere in affitto a 26 e 27 anni rispettivamente. ( adesso nemmeno sono sposati e vogliono il trilocale ;) , poi si sposano e si lasciano o si lasciano con il trilocale sul gobbo e magari un figlio a cui il padre deve passare gli alimenti , la ex moglie sta a casa dal lavoro per tenerlo e chi paga la rata ? )
 
Ultima modifica:
Dai... è domenica... diciamola tutta... i maschi restano a casa perché le coetanee non sono più in grado di far funzionare quelle dinamiche che in passato hanno rappresentato il perno della famiglia tradizionale italiana... lungi da me voler far discorsi sessisti... però nella vita di coppia ci son cose che "spettano" alla donna perché le sa(peva) fare meglio e ci son cose che spettano all'uomo perché le sa(peva) fare meglio... la famiglia è come una squadra... per vincere ognuno deve ricoprire quei ruoli che naturalmente gli riescono meglio... invece boh... oggi si è fatto un fritto misto senza senso...

Non sanno cucinare un uovo sodo... non vogliono abbassarsi a far le pulizie... respingono qualsiasi idea di risparmio ed austerità... non hanno più il minimo senso di conciliazione ed, anzi, durante i diverbi son le prime a straparlare... poi... c'è crisi e non trovano nemmeno lavoro (a differenza delle emancipate colleghe europee che almeno a fine mese portano a casa fiori di stipendi !!!)... ma uno che si sposa a fare... ma meglio la mamma :D

Per non parlare del fatto che ogni mattina possono sempre accorgersi che non ti amano più e passare alla cassa a ritirare il vitalizio...
 
bah 2-3 amici si sono sposati e stanno bene , statisticamente non mi conviene, vuol dire che chi si separerebbe sarei proprio io :eek:
 
Dai... è domenica... diciamola tutta... i maschi restano a casa perché le coetanee non sono più in grado di far funzionare quelle dinamiche che in passato hanno rappresentato il perno della famiglia tradizionale italiana... lungi da me voler far discorsi sessisti... però nella vita di coppia ci son cose che "spettano" alla donna perché le sa(peva) fare meglio e ci son cose che spettano all'uomo perché le sa(peva) fare meglio... la famiglia è come una squadra... per vincere ognuno deve ricoprire quei ruoli che naturalmente gli riescono meglio... invece boh... oggi si è fatto un fritto misto senza senso...

Non sanno cucinare un uovo sodo... non vogliono abbassarsi a far le pulizie... respingono qualsiasi idea di risparmio ed austerità... non hanno più il minimo senso di conciliazione ed, anzi, durante i diverbi son le prime a straparlare... poi... c'è crisi e non trovano nemmeno lavoro (a differenza delle emancipate colleghe europee che almeno a fine mese portano a casa fiori di stipendi !!!)... ma uno che si sposa a fare... ma meglio la mamma :D

Per non parlare del fatto che ogni mattina possono sempre accorgersi che non ti amano più e passare alla cassa a ritirare il vitalizio...

pensa te, se avessi invece voluto farli....:o
 
si ma non ci sono ancora arrivato ... e infatti si parlava della fascia 18-34 anni :) . Il sistema ha tantissime cose che non funzionano, tant'è che ci sono elementi di storica solidità che al giorno d'oggi costituiscono delle potenziali vulnerabilità, non entro nel dettaglio per non andare ot.

Parlando dell'immediato, quest'anno a mio parere la crisi ha colpito solo superficialmente il 70% dei dipendenti a tempo indeterminato, ma dovrebbe aver instillato dentro questa fetta di lavoratori che in futuro saranno toccati via via più profondamente, e se non lo sanno è ora che aprano gli occhi.
Gli altri la crisi la stanno già subendo, si salveranno in pochissimi, imprese che guardano all'estero, professionisti d'elite, politici, manager vicini al potere .



i miei si sono sposati e sono andati a convivere in affitto a 26 e 27 anni rispettivamente. ( adesso nemmeno sono sposati e vogliono il trilocale ;) , poi si sposano e si lasciano o si lasciano con il trilocale sul gobbo e magari un figlio a cui il padre deve passare gli alimenti , la ex moglie sta a casa dal lavoro per tenerlo e chi paga la rata ? )

Il matrimonio ormai è del tutto secondario...ciò che fino a, direi qualche settimana fa, remava ancora a favore era la questione figli e il loro riconoscimento giuridico in termini di diritti del tutto discriminatorio per i figli nati fuori dal matrimonio...

Possiamo sparare tutte le 'azzate che vogliamo...ma, come per altro ha appena sottolineato quel dinosauro di Monti, la donna non solo non ha le stesse opportunità, a livello di occasioni lavorative, ma soprattutto non ha lo stesso trattamento economico...la cosiddetta parità uomo-donna che si è rincorsa a livello sociale ci ha visto sconfitte su tutti i fronti...Ci siamo sobbarcate gli stessi doveri dell'uomo nell'ambito del contributo economico al nucleo familiare, mantenendo inalterati la maggior parte dei doveri che erano tradizionalmente della donna-casalinga....
Qui non rispondo a te, ma al tono di altri post che ti hanno seguito...

Farei notare che il semplice fatto che la preoccupazione maschile di fronte al vincolo del matrimonio o meglio del suo eventuale scioglimento sia l'aspetto di contributo economico che andrebbe all'ex moglie, dimostra solo e semplicemente come sia riconosciuto perfino dai maschilisti, che la donna nel lavoro sia penalizzata anche e soprattutto a livello di retribuzioni..:cool:..se così non fosse, per come è la legge italiana in merito, questa preoccupazione non sussisterebbe affatto...:rolleyes:
Se le donne iniziassero ad avere stesse opportunità e stesse retribuzioni a parità di lavoro, di qualifica ecc...e gli uomini si assumessero gli stessi doveri (pulire, cucinare, far la spesa, accudire i figli..ecc...ecc....e non dico che nessun uomo lo faccia sia chiaro...però...) uomini e donne avrebbero gli stessi identici interessi a sposarsie e le stesse preoccupazioni a separarsi...

Tornando al discorso casa...per me un paese che funziona è un paese in cui, chi lavora è in grado di mantenersi da solo...e non sia costretto a convivere o a rimanere in famiglia, per sopravvivere...che ne abbia 25-30 o 50 non dovrebbe cambiare nulla.
 
Dai... è domenica... diciamola tutta... i maschi restano a casa perché le coetanee non sono più in grado di far funzionare quelle dinamiche che in passato hanno rappresentato il perno della famiglia tradizionale italiana... lungi da me voler far discorsi sessisti... però nella vita di coppia ci son cose che "spettano" alla donna perché le sa(peva) fare meglio e ci son cose che spettano all'uomo perché le sa(peva) fare meglio... la famiglia è come una squadra... per vincere ognuno deve ricoprire quei ruoli che naturalmente gli riescono meglio... invece boh... oggi si è fatto un fritto misto senza senso...

Non sanno cucinare un uovo sodo... non vogliono abbassarsi a far le pulizie... respingono qualsiasi idea di risparmio ed austerità... non hanno più il minimo senso di conciliazione ed, anzi, durante i diverbi son le prime a straparlare... poi... c'è crisi e non trovano nemmeno lavoro (a differenza delle emancipate colleghe europee che almeno a fine mese portano a casa fiori di stipendi !!!)... ma uno che si sposa a fare... ma meglio la mamma :D

Per non parlare del fatto che ogni mattina possono sempre accorgersi che non ti amano più e passare alla cassa a ritirare il vitalizio...

Sono d'accordo,penso che l'emancipazione riassuma tutte le magagne del caso.Si e' fatto un salto con dimensioni incalcolabili,il sopravvento (anche giustificato) dell'apparire e non dell'essere ci ha totalmente spiazzati,E' mai possibile che dall'abnegazione piu' assoluta in ambito familiare del tipo tradizionale, si debba ora ricorrere all'intervento di legali che stabiliscono l'ora in cui vedere i figli,le somme per gli alimenti,la settimana di vacanze,e via di questo seguito.L'avvento dei "bamboccioni" e' anche derivato da esperienze di questo tipo...
 
:confused: tutta questa fretta di sposarsi.. io proprio non la capisco.:rolleyes:
anzi di far sposare i giovani soprattutto i maschietti.
i tuoi genitori avranno a spanne 60 anni e forse anche di piu'..un'altra era geologica.
sono paragoni che non calzano piu'.
allora anche ai tempi dei miei nonni ci si sposava senza conoscersi quasi e non
ci si lasciava mai.
ed i sacrifici che si facevano erano tanti, mica quelli di oggi.:rolleyes:

ne sei convinto...?

Io no, credo che sia abastanza un luogo comune...non ha senso parlare di sacrifici in astratto...il sacrificio è soggettivo...i parametri per la sua valutazione son tanti...io per esempio son convinta di fare alla mia età più sacrifici di quanti non ne facessero alla stessa età, mia madre e le mie nonne...anche solo se si pensa che per loro c'era la prospettiva di future conquiste e miglioramenti e per me di andare a stare ancora peggio...secondo te cosa è più pesante da affrontare?:cool:
 
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