Deducibilita' PIP

giancarlo55

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Chiedo consiglio, per una corretta interpretazione.
Il caso e' questo: prendiamo il caso di un dipendente di una azienda metalmeccanica di medie dimensioni dove esiste il fondo di categoria COMETA, il dipendente decide di non aderire mentre i sui colleghi si, puo' dedurre un PIP fatto con una compagnia assicurativa?
Secondo caso: una azienda non aderisce al fondo anche se questo esiste, il dipendente visto che il datore di lavoro non aderisce e neanche lui dipendente intende aderire , puo'
sottoscrivere un PIP con una compagnia assicurativa e dedurlo?
Grazie a chi sa' darmi un chiarimento della legge.
 
Scritto da giancarlo55
Chiedo consiglio, per una corretta interpretazione.
Il caso e' questo: prendiamo il caso di un dipendente di una azienda metalmeccanica di medie dimensioni dove esiste il fondo di categoria COMETA, il dipendente decide di non aderire mentre i sui colleghi si, puo' dedurre un PIP fatto con una compagnia assicurativa?
Secondo caso: una azienda non aderisce al fondo anche se questo esiste, il dipendente visto che il datore di lavoro non aderisce e neanche lui dipendente intende aderire , puo'
sottoscrivere un PIP con una compagnia assicurativa e dedurlo?
Grazie a chi sa' darmi un chiarimento della legge.

Purtroppo la risposta è negativa in entrambe le ipotesi che hai presentato.
Nulla ti vieta di sottoscrivere un PIP o un FPA a titolo individuale, ma non godi dei benefici fiscali inerenti.

Saluti.
 
la mia scuola di pensiero dice il contrario...anche per il lavoratore dipendente;puoi dedurre (Fip o Pip che dir si voglia) nei limiti stabiliti dalla normativa fiscale.
In questi due casi, cioè senza il versamento del tfr su fondo di categoria, rimane quella del 12% del reddito lordo con un massimo di 5.164 euro.

Ciao
 
Ultima modifica:
arbiter...

...Più precisamente, se si tratta di lavoratori dipendenti, occorre aggiungere i contributi a carico del datore di lavoro (eccezion fatta per il TFR), nonché le quote eventualmente accantonate dal datore in fondi di previdenza interni.
Rispetto a coloro che siano percettori di redditi di lavoro dipendente, occorre considerare un ulteriore limite rappresentato dal doppio della quota di TFR destinata alla forma collettiva prevista per la categoria di lavoro .
Qualora sussistano i fondi predetti e il lavoratore non vi aderisca, il plafond andrà calcolato avendo a riguardo al 12% del reddito complessivo, con ammontare massimo pari all’ importo rappresentato dalla categoria dei redditi diversi .
....
un estratto da una mia guida su aspetti fiscali della previdenza integrativa che avevo mandato ad un utente del forum di cui non ricordo il nick
 
...

quindi è importante valutare quale limite l' importo non solo del doppio della contribuzione del tfr, ma pure i redditi diversi (per intenderci, visto il forum, i capital gains che finiscano in dichiarazione)
 
Scritto da giancarlo55

Il caso e' questo: prendiamo il caso di un dipendente di una azienda metalmeccanica di medie dimensioni dove esiste il fondo di categoria COMETA, il dipendente decide di non aderire mentre i sui colleghi si, puo' dedurre un PIP fatto con una compagnia assicurativa?
Secondo caso: una azienda non aderisce al fondo anche se questo esiste, il dipendente visto che il datore di lavoro non aderisce e neanche lui dipendente intende aderire , puo'
sottoscrivere un PIP con una compagnia assicurativa e dedurlo?
Grazie a chi sa' darmi un chiarimento della legge.

Ribadisco la mia interpretazione negativa alle due ipotesi sopra menzionate, non ricorrendo a correnti di pensiero, ma ad una circolare dell'Agenzia delle Entrate:

“…Nell´ipotesi in cui il lavoratore dipendente, pur avendone diritto, non aderisce a:

- fondi pensione chiusi istituiti sulla base di:

* contratti e accordi collettivi, anche aziendali, promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro ;
* regolamenti di enti o aziende, i cui rapporti non siano disciplinati da contratti o accordi collettivi, anche aziendali ;
* accordi tra soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro, promossi dalle rispettive associazioni nazionali di rappresentanza ;

- fondi pensione aperti, qualora sia prevista l´adesione su base contrattuale collettiva.

In sostanza, in presenza di tali forme di previdenza complementare, il lavoratore non è "libero" di aderire a forme di previdenza individuale (fondi pensione aperti su base individuale e polizze previdenziali) in quanto - qualora lo faccia - gli viene preclusa la deducibilità dei contributi/premi per la quota del reddito complessivo riferibile al reddito di lavoro dipendente. Se tali forme collettive non sono istituite ovvero, pur essendolo, non sono operanti per oltre 2 anni dalla loro istituzione , la limitazione in parola non si applica e, quindi, il lavoratore è legittimato a beneficiare delle deduzione dei contributi/premi versati ad ogni tipologia di forma previdenziale, sempre - ovviamente - entro i limiti di importi sopra enunciati (12% del reddito complessivo ed euro 5.164,57).

Per espressa previsione normativa, la limitazione stessa non si applica, inoltre:
 nel caso in cui, pur essendo istituite, le suddette forme collettive non sono operanti per oltre 2 anni dalla loro istituzione;
 nell´ipotesi in cui la fonte istitutiva del fondo pensione chiuso ovvero la base contrattuale collettiva di adesione al fondo aperto sia costituita unicamente da accordi tra lavoratori ;
 nei confronti di "vecchi iscritti" a "vecchi fondi". “

[dall´Agenzia delle Entrate - circolare n.29/E del 20 marzo 2001]

Saluti.
 
Se non si versa parte (o tutto per chi lavora dal 1993) del tfr nel fondo "interno", non si può accedere alla deduzione fiscale.
 
confermo la versione di AntonioMazzone. Chiedo venia!
 
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