Default banche cosa cambierà e come difendersi

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Default banche cosa cambierà e come difendersi

Default banche, cosa prevede la normativa per il "fallimneto ordinato" in vigore dal 2018 ma nata già vecchia, visto che Cipro e Grecia l'hanno anticipata.

chiusoPartiamo dall’accordo firmato in settimana all’Ecofin, che si rivolge all’intero sistema creditizio europeo.

In caso di Default di un istituto di credito, a pagare saranno anche gli investitori o semplici correntisti, ma andiamo per gradi :

Cosa resta escluso : obbligazioni garantite, depositi garantiti, pensioni e salari dei dipendenti, resta a discrezione delle autorità nazionali il compito di decidere se escludere o escludere parzialmente altri soggetti dal fallimento ordinato.

Chi paga : per primi gli azionisti, poi gli obbligazionisti meno assicurati, e alla fine i depositi bancari, ad esclusione di quelli sotto i 100 mila euro, garantiti da una direttiva europea.

Secondo l’intesa, prima che il governo possa intervenire direttamente con denaro pubblico al salvataggio di una banca, azionisti e creditori dovranno subire una perdita dell’8% degli attivi della banca stessa.
Gli stati dovranno costruire un fondo di risoluzione nazionale, in modo da salvaguardare la situazione.

Tale fondo dovrà raggiungere in 10 anni un livello pari ad almeno lo 0,8% dei depositi garantiti di tutte le istituzioni creditizie autorizzate nel Paese, l’utilizzo del fondo sarà limitato al 5% degli attivi.

La cosa disastrosamente ipocrita è che nella dichiarazione rilasciata dall’Ecofin, tale “Piano” risulta a tutela dei risparmiatori.


Le nuove regole che andranno ora vaglio dal Parlamento europeo, una volta approvate entreranno in vigore entro il 2018, anche se il prelievo forzoso effettuato a Cipro, e la ristrutturazione del debito pubblico Greco, dove a pagare sono stati proprio correntisti e detentori di titoli non può lasciar tranquilli gli investitori privati..

In realtà, questa tipologia di intervento, è uno dei vari strumenti di risoluzione previsti dall’accordo, in quanto è prevista anche la vendita di una parte degli asset della banca in crisi, oppure la creazione di una istituzione-ponte per il trasferimento degli asset bancari sani a un’entità a controllo pubblico.

Sempre che qualcuno sia ancora disposto a credere che in daso di default di un istituto di credito lo stesso preferisca vendere una parte dei suoi averi piuttosto che rivolgersi ai propri clienti.

Nella realtà delle cose da quest’anno gli istituti di credito in fallimento, non potranno più essere salvati dagli Stati, ma dovranno pensarci gli investitori, tranne quelli con depositi sotto i 100mila euro.

Conti correnti, Conti deposito :

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risulta abbastanza inutile scervellarsi per aggirare questo dato di fatto, più che altro è meglio pensare come gestire le liquidità inerenti conto corrente e conto deposito.

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A fatti basterà rimanere sotto la soglia dei 100 mila euro per istituto per non rientrare tra i salvatori, a proprie spese,della banca.

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Indi per cui chi avesse situazioni di giacenza superiore ai 100 mila euro, potrà risolvere il problema aprendo altri conti correnti e conti deposito presso più istituti di credito, sparpagliando la propria liquidità.

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Obbligazioni :

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non tutte andranno a pagare i debiti degli istituti, le obbligazioni subordinate verranno coinvolte mentre le ordinarie sono protette quasi quanto i depositi.

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Per cui attenzione a fare bene i conti in fase di acquisizione, in quanto le subordinate devono “realmente” scontare il rischio implicito che contengono, pagando interessi più elevati delle ordinarie, inutile acquisire una subordinata che dia un rendimento pari ad un’ordinaria.

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Azioni :

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In pratica i possessori di azioni sono quelli messi peggio, concettualmente è anche logico, visto che l’azionista è praticamente “padrone” di un pezzo della società.

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Per cui gli stessi saranno chiamati a pagare il prezzo prima degli altri investitori.





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A questo punto i consulenti dovrebbero sconsigliare l’investimento puro in azioni finanziarie e far optare il cliente su partecipazioni in fondi gestiti da professionisti che non dovrebbero farsi cogliere di sorpresa.

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Vi sono poi situazioni particolari, come nel caso di banche che richiedono di sottoscrivere azioni dell’istituto, a volte neppure quotato, per poter concedere un mutuo o un affidamento, a quel punto meglio pensarci bene e vedere se non vi sono alternative migliori.

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Ripetiamo, l’Ecofin ha messo come paletto per l’entrata in vigore di questo regolamento il 2018, nel frattempo se qualcuno riesce a spiegarlo ai ciprioti……….per cui sempre meglio provvedere per tempo.

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Poi ognuno……………..
 
poi bastera' una interpretazione che dica che il limite dei 100 mila e' per codice fiscale e non per istituto ...ed allora saranno :'(
 
Obbligazioni :

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non tutte andranno a pagare i debiti degli istituti, le obbligazioni subordinate verranno coinvolte mentre le ordinarie sono protette quasi quanto i depositi.

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Per cui attenzione a fare bene i conti in fase di acquisizione, in quanto le subordinate devono “realmente” scontare il rischio implicito che contengono, pagando interessi più elevati delle ordinarie, inutile acquisire una subordinata che dia un rendimento pari ad un’ordinaria.




Mentre per azionisti e correntisti il discorso è liscio, diventa complesso con gli obbligazionisti.

Cosa sono le obbligazioni ordinarie per un istituto di credito?
Il possesso nel dossier del debito sovrano?
Siamo sicuri che non ha reipotecato tale attivo? Oppure che ha strippato il ritorno cedolare?
A parole povere solo il credito industriale e privato sarebbe stato manipolato a dovere per renderlo subordinato.
Insomma una spinta allo sviluppo.
 
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