Defiscalizzazione delle plusvalenze da fusione

silvia 80

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Vorrei sapere quale è la normativa vigente sulla tassazione delle plusvalenze ottenute dalla vendita di pacchetti azionari dalle fondazioni bancarie, e sull'assenza di oneri fiscali su proventi derivanti da rivalutazioni in sede di fusione.(x le banche stesse)
Inoltre vorrei conoscere i vostri pareri sull'indirizzo che la commissione europea garante della concorrenza prenderà a tal proposito.
Se si decidesse di abolire tale normativa l'effetto sarebbe retroattivo?
Avete un elenco dell'operazioni di rivalutazione durante le operazioni di fusione negli ultimi anni?
In linea di principio questa "esenzione" è accantonata in un fondo imposte sospese o è già tranquillamente utilizzato tutto l'utile derivante da tali rivalutazioni?

Grazie
 
Devo ricercare le informazioni.
 
Aspettando che Voltaire si sacrifichi, ;) mi sembra di ricordare che l'unico Paese europeo che ha già varato (nel 2000 sotto il nome di riforma Shroeder) una normativa che prevede la detassazioine delle plusvalenze generate dalla cessione di partecipazioni detenute da fondazioni bancarie, é la Germania.

Simile provvedimento é stato adottato (evidentemente soprattutto nell'interesse della Deutsche Bank e dell'Allianz Group) al fine di incentivare la cessione di ingenti ed eccessive partecipazioni industriali da parte delle istituzioni finanziarie.

Lo scopo governativo é, tra l'altro, quello di consentire una maggiore liberalizzazione del sistema industriale tedesco da sempre schiacciato dal "modello capitalistico renano".

La Commissione europea garante della concorrenza ha "ovviamente" autorizzato il provvedimento normativo.

Non è detto che si comporti alla stessa stregua nell'ipotesi in cui simili vie saranno intraprese da altri Paesi Comunitari dato che la normativa antitrust si basa su principi e parametri la cui osservanza é da valutare caso per caso.

Bye.
 
grazie dell'intervento jean, ma la domanda era un'altra.
Nel momento della fusione avvengono delle rivalutazioni di cespiti ecc...questo nel caso in cui le "vecchie azioni" scompaiano
(a+b=c).
Ora, questa operazione per norma era esentasse al fine di favorire la concentrazione bancaria in Italia,e questo vantaggio è al vaglio di bruxelles, che potrebbe revocarla.(a favore della concorrenza)
Io vorrei sapere:
1)visto che è inutile rivalutare fiscalmente i cespiti ma basta una nota nel civilistico,perchè è stato fatto
2)se la norma fiscale può essere retroattiva e credo di sì.
3)Se le banche che ne hanno beneficiato hanno una riserva "imposte sospese" o se hanno usato quei soldi come "utile netto=utile lordo"

Ciao
 
Scritto da silvia 80
grazie dell'intervento jean, ma la domanda era un'altra.

In effetti il mio precedentemente post era "volutamente" legato a valutazioni di carattere politico-finanziarie e non prettamente fiscali. ;)

Ciao.
 
Scritto da Voltaire
Devo ricercare le informazioni.

Voltaire Voltaire...

sta volta i dati li stò raccogliendo io e sono davvero interessanti.
Entro mercoledì prossimo vedrò di postarli.
Ciao
 
E fai bene perché anche io li devo cercare, non avendo niente "sottomano".
 
Voltaire credi che il riassetto di unicredito sia attuato al fine di poter rivalutare partecipazioni in modo fiscalmente indolore?
 
Non ho i dettagli sottomano, ma certamente piani del genere son0 strutturati in maniera tale da annullare o almeno limitare il più poissibile esborsi fiscali,a volte a costo di non procedere in determinate strategie.

Se Cir e Cofide non si fondono, ad esempio, è soprattutto (anzi, solamente) perché la fusione costerebbe qualche centinaio di miliardi di lire in imposte.
 
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