Detrazioni polizze anche familiari a carico

FaGal

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29 maggio 2006

Detrazioni per le polizze

Nella citata circolare n. 15 del 2005 l'Agenzia delle entrate aveva assunto una posizione molto criticata nel caso di contratti di assicurazione stipulati direttamente dal familiare fiscalmente a carico. In tale occasione, infatti, è stato precisato che il diritto alla detrazione spettava al contribuente esclusivamente nelle ipotesi in cui era egli stesso a stipulare il contratto, anche se poi figurava come assicurato un familiare a suo carico, ma non nella circostanza in cui era il familiare a carico (per esempio la moglie) a stipulare il contratto direttamente. In una simile evenienza, dunque, la detrazione di fatto era persa sia dal contribuente che dal suo familiare fiscalmente a carico il quale, non avendo mai reddito imponibile in virtù della no-tax area, non poteva detrarre ”per assenza” dell'imposta lorda.
Le critiche a una simile posizione sono sorte sulla base del tenore letterale dell'articolo 15, comma 2, del Tuir, che appunto individua quali sono gli oneri a fronte dei quali è ammessa la detrazione del contribuente se sostenuti nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Nello specifico, ciò accade non solo per le spese di assicurazione, ma anche per le spese mediche e le spese di istruzione. In pratica, mediante il citato comma 2 il legislatore ha individuato particolari tipologie di oneri la cui rilevanza sociale è meritevole di tutela se sostenuti in riferimento all'intero nucleo familiare, proprio nella convinzione che trattasi di spese ´basilari' e che giocoforza devono sostenersi anche per i soggetti fiscalmente a carico i quali, di fatto, non possono autonomamente provvedervi. E in tale direzione, a più riprese, si è espressa anche l'amministrazione finanziaria riconoscendo, per esempio, la detrazione per le spese mediche direttamente intestate ai familiari, a condizione che in calce alla fattura fosse annotato il nome di chi sostenesse la spesa, oppure ammettendo la detrazione delle tasse universitarie pagate dai figli, laddove di fatto i bollettini di versamento sono intestati direttamente ai figli stessi.

Ecco perché la posizione della circolare n. 15 del 2005 non era condivisibile: solo nel caso dei contratti di assicurazione si riteneva indispensabile che il contraente della polizza fosse il contribuente che intendeva fruire della detrazione, quasi a significare che in presenza di familiari a carico contraenti non era certo chi potesse aver sostenuto l'onere.

Peraltro, la posizione assunta ha portato a una situazione paradossale nell'evenienza in cui un contribuente in sede di dichiarazione ha presentato la certificazione riferita al familiare a carico sia per l'assicurazione sulla vita ante 2001, sia per una forma previdenziale complementare. In tale secondo caso, infatti, il comma 2 dell'art. 10 del Tuir prevede la deduzione da parte del contribuente (con formulazione identica all'art. 15 del Tuir), ma la particolarità è rappresentata dal fatto che la previdenza complementare in forma individuale non può che riferirsi al soggetto beneficiario, che dunque deve essere necessariamente contraente della polizza. In pratica, il paradosso era che a parità di condizioni (ossia polizza sempre stipulata dal familiare), la previdenza complementare risultava deducibile, mentre la circolare n. 15 ´bloccava' la detrazione dell'assicurazione.

Fortunatamente, nella circolare n. 17 del 2006 l'agenzia ha fatto dietro-front su tale assunto, riconoscendo la detrazione anche per la polizza contratta direttamente dal familiare e prescindendo, dunque, dal soggetto contraente.
italiaoggi
 
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