Dire...fare...baciare....lettere...testa mento

Virgini4

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Caprera, 6 aprile 1882



Anita, my querida,

compañera de my vida, questa mia non verrà mai spedita perché ormai vivrai in un luogo che non conosco.

E' una sera bellissima, il cielo è sgombro da nuvole e le stelle compaiono una dopo l'altra man mano che si fa buio. Mi sono seduto al mio scrittoio, appena rientrato da una breve passeggiata. Ho visto il mare e le vele bianche di una nave che forse è diretta a Savona.

Quando la sera arriva, il mio animo si turba perché i miei ricordi si ravvivano e si riaccende il mio amore per te che si fonde con la sofferenza che deriva dalla tua mancanza e questo è il momento giusto per scriverti.

Il mio corpo è prigioniero quì a Caprera, perché di prigionia si tratta anche se la chiamano esilio.

Il mio spirito è invece libero, ma non so come raggiungerti, durante la mia vita colma di guerre, battaglie e sangue non ho avuto tempo per dedicarmi a comprendere le cose del mondo dello spirito.

Abbiamo vissuto una vita gloriosa, poco di te si è parlato, ma senza il tuo amore non avrei potuto compiere quelle imprese per cui tanti mi hanno acclamato.

La storia ti ricorderà come la compagna di Garibaldi. Tu sei sempre stata fiera di esserlo, non hai mai cercato onori, non hai mai avuto bisogno nemmeno del riflesso della gloria che hanno dato alla mia persona.



Tu saresti stata quella che sei con o senza Garibaldi.

Giuseppe Garibaldi è morto il giorno che ha detto:"Obbedisco!" In un attimo ho sentito tutto il mio ardore affievolirsi fino a scomparire come un fuoco che si spegne gettandoci sopra dell'acqua. In quel momento tutto il mio essere si è contratto, per aver deciso di non essere più Giuseppe Garibaldi.

Se tu fossi stata al mio fianco nessuno avrebbe avuto il coraggio di chiedermi di fermarmi, re o non re, perchè non lo avrei permesso.

La promessa di amore eterno che abbiamo suggellato mentre guardavamo le onde dell'oceano forse ci porterà ad incontrarci nel corso delle vite, ma in tal caso quello che incontrerai sarà un uomo vinto, seppur sconfitto solo da se stesso, che non ricorderà chi era stato, perché non so se riuscirò a riprendere la mia forza a cui ho rinunciato.

Forse ci incontreremo e ci guarderemo negli occhi attratti l'uno dall'altra, ma le nostre vite saranno diverse perché i tempi saranno cambiati.

L'Italia sarà fatta, un giorno ci saranno anche gli Italiani, forse i re non faranno più guerre.

Forse saremo due cittadini qualunque, ma se è vero che, come penso, il nostro amore continuerà per l'eternità, il corso del tempo ci porterà inevitabilmente a riunirci e a lasciarci per poi ritrovarci, e ho speranza che verrà il momento che l'eternità ci unirà per sempre.

Non sarà facile per Giuseppe Garibaldi essere nessuno dopo tanta gloria e tanti onori e poi niente.

Non mi pesano tanto gli onori che non verranno rinnovati, quanto il fatto che forse non avrò modo di dare quanto ho saputo dare in questa vita.

Se ci incontreremo, ti chiedo comprensione per il mio animo ferito e le ombre che passeranno sul mio volto senza sapere perché. Ma so già che sai amare un uomo anche nei momenti difficili.

A presto my querida.
 
A Giuseppina Beauharnais

primavera 1797

Non ti amo più; al contrario, ti detesto. Sei una disgraziata, realmente perversa, realmente stupida, una vera e propria Cenerentola. Non mi scrivi mai, non ami tuo marito; tu sai il piacere che le tue lettere gli procurano eppure non riesci nemmeno a buttar giù in un attimo una mezza dozzina di righe.
Che cosa fate tutto il giorno, Signora? Che tipo di affari così vitali vi privano del tempo per scrivere al vostro fedele amante? Quale pensiero può essere così invadente da mettere da parte l’amore, l’amore tenero e costante che gli avevate promesso? Chi può essere questo meraviglioso nuovo amante che vi porta via ogni momento, decide della vostra giornata e vi impedisce di dedicare la vostra attenzione a vostro marito? Attenta Giuseppina; una bella notte le porte saranno distrutte e là io saro.
In verità, amor mio, sono preoccupato di non avere tue notizie, scrivimi immediatamente una lettera di quattro pagine con quelle deliziose parole che riempiono il mio cuore di emozione e di gioia.
Spero di tenerti tra la braccia quanto prima, quando spargerò su di te milioni di baci, brucianti come il sole dell’equatore.

Bonaparte
 
Bonaparte Napoleone (1769/1821) e Giuseppina si sposano nel 1795. Due giorni dopo il matrimonio, Napoleone parte per la sua campagna in Italia. Giuseppina non era una buona corrispondente, indifferente a Napoleone e attratta da altri uomini. E solo molto più tardi che si innamorerà di lui. Si separano con mutuo grande dolore per dare un erede alla Francia.*

“Non è passato giorno che non t’amassi; non è passata notte che non ti stringessi fra le braccia; non ho preso una tazza di thè senza maledire la gloria e l’ambizione che mi tengono lontano dall’anima della mia vita.
In mezzo agli affari, alla testa delle truppe, percorrendo i campi di battaglia, la mia adorabile Giuseppina è sola nel mio cuore, occupa il mio spirito, assorbe il mio pensiero. Se mi allontano da te con la velocità di un torrente del Rodano, è per rivederti più in fretta. Se, nel mezzo della notte, mi alzo per lavorare ancora, è che questo può anticipare di qualche giorno l’arrivo della mia dolce amica e, tuttavia, nelle tue lettere del 23, del 26 ventoso, mi davi del Voi.
Voi, tu stessa.Come hai potuto scrivere questa lettera? Come è fredda! E poi dal 23 al 26 ci sono quattro giorni; che cosa hai fatto per non aver scritto a tuo marito?
Ah! Amica mia, questo Voi e questi quattro giorni mi fanno rimpiangere la mia antica indifferenza.......
La mia anima è triste; il mio cuore è schiavo e la mia immaginazione mi spaventa!.......
Un giorno tu non mi amerai più, dimmelo, saprei almeno meritare la sfortuna!
Addio, donna, tormento, speranza, felicità e anima della mia vita, che io amo, che temo, che mi ispira dei sentimenti teneri che mi chiamano alla natura, a dei movimenti tempestosi vulcanici come il tuono.
Non ti chiedo né amore eterno, né fedeltà, ma solamente verità, franchezza senza limiti. Il giorno che mi dirai: ti amo di meno, sarà o l’ultimo del mio amore o l’ultimo della mia vita.
Se il mio cuore fosse cosi vile da amare senza ritorno, lo farei a pezzi con i denti. Giuseppina! Giuseppina! Ricordati ciò che ti ho detto talvolta: la natura mi ha fatto l’animo forte e deciso; essa ti ha costruito di pizzo e di garza. Hai smesso di amarmi!! Perdono, anima della mia vita, la mia anima è tenera su vaste combinazioni. Il mio cuore, interamente occupato da te, ha dei timori che mi rendono infelice. Mi secca non poterti chiamare col tuo nome. Attendo che tu me lo scriva. Addio!
Ah! Se tu mi amassi di meno, non mi avresti mai amato.
Sarei allora proprio da compatire"......
 
Johann Wolfgang Goethe a Charlotte Von Stein

Il tuo amore è per me come la stella della sera e quella dei mattino: tramonta dopo il sole e sorge prima di esso.
Come la stella polare che non tramonta mai, e intreccia sopra le nostre teste una corona eternamente viva.
Prego gli dèi che mi concedano di non veder mai oscurato il cammino della mia vita.
La prima pioggia di primavera sciuperà la nostra passeggiata: ma rinverdirà le piante, e fra poco noi potremo rallegrarci del primo vento. Non abbiamo, finora, mai goduto insieme di una così bella primavera: Dio voglia che essa non si muti in autunno.
Addio. Verso mezzogiorno verrò a prendere sue notizie. Addio, cara, buona.

Nel 1775 il duca di Weimar, KarlAugust, offrì a Wolfgang Goethe (1749-1832) l’incarico di suo precettore. Per un decennio, il poeta tedesco si impegnò in una multiforme attività di riformatore e organizzatore, trasformando la modesta capitale del piccolo ducato in un centro culturale di prim'ordine. Risale a quel periodo la relazione amorosa e intellettuale con Charlotte von Stein, una signora dai rigidi costumi morali per cui Goethe scrisse alcune delle sue poesie più belle e con la quale intrattenne un memorabile epistolario.
 
Ama e fai quel che vuoi.
(S. Agostino)
 
Amore, fuoco una volta mi trasse con un sol, lungo bacio tutta l'anima di tra le labbra, così come il sole beve la rugiada. (Tennyson)
 
Un mio testamento

Forse non ho capito bene il senso del tuo thread, pero' ti riporto uno dei testamenti che io ho depisitato.

'io sottoscritto .... Ai sensi degli art. 4 e 23 della Legge nr 91 del 1 aprile 1999, dispongo il mio assenso al prelievo di organi e tessuti a scopo donazione, dopo la mia morte.'
 
"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".
San Francesco d'Assisi
 
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Dire

Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu possa esprimerla.

Voltaire
 
Dire: viviamo in Italia...dove c'e' liberta' di parola..Ahime'!
Fare: se potessi...me ne andrei in Burundi ad aiutare i bambini orfani...
Baciare: che domande…adoro baciare! E abbraccerei persone dal volto triste. Free Hugs and kisses...
Lettera: nn sono mai stata brava...ci ho provato e ci provo con il cuore e con l'anima!
Testamento: quel poco che possiedo non lo lascio a nessuno...
Sperperero' tutto.... a *Roma si dice “nn c’è trippa pè gatti”....
 
Il bacio è un dolce trovarsi dopo essersi a lungo cercati. Anonimo
 
Duca
Un di, si ben rammentomi,
o bella, t'incontrai...
mi piacque di te chiedere,
e intesi che qui stai.
Or sappi, che d'allora
sol te quest'alma adora.

Maddalena
Ah, ah!...
e vent'altre appresso
le scorda forse a desso?
Ha un'aria il signorino
da vero libertino...
Duca
Sì... un mostro son...
(per abbracciarla)

Maddalena |
Lasciatemi, stordito. |
Duca
Ih, che fracasso!
Maddalena
Stia saggio.
Duca
E tu sii docile,
non far mi tanto chiasso.
Ogni saggezza chiudesi
nel gaudio e nell'amore...
(le prende la mano)
La bella mano candida!...
Maddalena
Scherzate voi, signore..
 
Sono le quattro del mattino, è la fine di dicembre
Ti sto scrivendo solo per sapere se stai meglio
New York è fredda, ma mi piace dove vivo
C’è musica in Clinton Street per tutta la sera

Ho sentito che stai costruendo la tua piccola casa in fondo al deserto
Tu stai vivendo per niente ora, spero che tu tenga qualche specie di nota

Sì, Jane è entrata con una ciocca dei tuoi capelli
Ha detto che l’hai data a lei
Quella notte che hai deciso di dire la verità
Sei mai stato sincero?

Ah, l’ultima volta che ti abbiamo visto sembravi così vecchio
Il tuo famoso impermeabile blu era strappato sulla spalla
Sei andato alla stazione per aspettare un treno qualsiasi
E sei tornato a casa senza Lili Marlene

E hai offerto alla mia donna solo una scheggia della tua vita
E quando lei è tornata non era più la moglie di nessuno


Bene, io ti vedo lì con la rosa tra i denti
Un altro esile ladro zingaro
Bene, io vedo il risveglio di Jane

Lei ti manda i suoi saluti.

E cosa posso dirti fratello mio, mio assassino
Cosa potrei mai dirti?
Non so se mi manchi, non so se ti perdono
Sono lieto che tu abbia preso il mio posto

Se mai verrai qui, per Jane o per me (sappi che)
il tuo nemico sta dormendo, e la sua donna è libera

Si, e grazie, per le ansie che hai tolto dai suoi occhi
Pensavo che fossero lì per sempre e quindi io non ci ho neanche mai provato

Sì, Jane è entrata con una ciocca dei tuoi capelli
Ha detto che l’hai data a lei
Quella notte che hai deciso di dire la verità.

Cordialmente, L. Cohen
 
caro Eduardo
se veramente, come sempre hai detto e fatto credere, io ho rovinato e potrei ancora rovinare i tuoi proponimenti artistici tenendoti ancora a me legato, dimmelo francamente e con tutta sincerità; per quanto quella sincerità sia cruda, dolorosa e offensiva, come tu sai essere quando vuoi esserlo, io non, farò che rispettarla e lasciarti libero della tua vita.
Se al contrario credi ancora che io possa studiare con te e lavorare con te come ai nostri antichi tempi, non aspetto che una tua buona parola e ancora una volta saremo uniti nel nostro lavoro con lena e fiducia.
Se ho tentato di farti riappacificare con nostra madre, che da parecchio si sente offesa del tuo distacco e ne soffre, il mio non é un gesto di "viltà" come tu lo hai giudicato, no!' L'avvicinarsi del Natale ha fatto nascere in me l'idea che forse l'atmosfera natalizia ti avrebbe fatto accettare la mia proposta di accontentare comunque nostra madre, che tra l'altro è noto ha un particolare affetto per te e le tue cose. Ora che stiamo per separarci nulla voglio trascurare perché i nostri rapporti tornino normali e logici.
Se credi che un chiarimento possa giovare definitivamente, sono pronto a discutere su tutto con animo di artista e soprattutto di fratello.
Peppino
2 luglio 1942

Caro Peppino,
ti pare che dopo quanto è accaduto fra me e te, dopo anni di veleno amarissimo... un semplice colpo di spugna può cancellare dal mio animo l'offesa e il risentimento? Tu dici: "Siamo fratelli". Certo.
E chi più di me ha saputo affrontare e comprendere questo sentimento? Credi che tu da estraneo avresti potuto infliggermi le torture morali che sistematicamente, minuto per minuto, mi infliggevi?
L'amore fraterno è sentimento da asilo infantile, credi a me. Fratelli si diventa dopo di avere guardato nell'animo di una persona come in uno specchio di acqua limpida...
Scusami, ma io guardando nel tuo animo, il fondo non lo scorgo. La tua lettera è troppo ingenua.
Io voglio tenderti la mano; ma con un chiarimento esauriente, onesto, sincero. Se tu mi vuoi bene come ai primi tempi della nostra miseria, vuol dire che nulla puoi rimproverarmi... mentre io, e questo è il mio più grande dolore, non ti voglio bene come allora: ti temo...
Scusami se ti ho parlato così, ma è la maniera migliore per far diventare uomini due fratelli, e fratelli due uomini.
Parto domani per un periodo di riposo.
Puoi trovarmi al Parco Grifeo 53. Il portiere ti potrà dire dove sono. Ti vedrei volentieri.
 
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