Diritti

femartir

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Giorno' a tutti, volevo un aiuto su un caso che mi è capitato:
Diciamo che io sia il sig. Rossi che ha acquistato dei diritti per l'aumento di capitale fiat ed avendo sbagliato i miei calcoli non ho potuto sottoscriverli per l'intero importo.
Che fine fanno i diritti inoptati?
Faccio presente che li ho ancora in carico nel dossier al prezzo di 0,47 ovvero il prezzo che hanno fatto nell'ultimo giorno di contrattazzione dell'inoptato.
A chi sono andati questi diritti, e, se io non li ho venduti come hanno fatto a dire che l'aumento di capitale è stato sottoscritto al 100%?Con quale procedura legale qualcun'altro li ha sottoscritti al posto mio senza pagarmeli?
Grazie a chi mi vorrà aiutare a farmi un po' di chiarezza;)
 
I diritti li devi esercitare oppure vendere.

Se non effettui nessuna scelta li perdi e vengono riofferti in borsa da parte degli amministratori (offerta degli inoptati).

I tuoi diritti, quindi, sono stati offerti in borsa ed esercitati dagli acquirenti.
 
Scritto da Voltaire
I diritti li devi esercitare oppure vendere.

Se non effettui nessuna scelta li perdi e vengono riofferti in borsa da parte degli amministratori (offerta degli inoptati).

I tuoi diritti, quindi, sono stati offerti in borsa ed esercitati dagli acquirenti.

grazie Voltaire;)
 
Scritto da Voltaire
I diritti li devi esercitare oppure vendere.

Se non effettui nessuna scelta li perdi e vengono riofferti in borsa da parte degli amministratori (offerta degli inoptati).

I tuoi diritti, quindi, sono stati offerti in borsa ed esercitati dagli acquirenti.

Quindi se non ho capito male i diritti inoptati che vengono riofferti diventano do proprietà della società ed il ricavato della vendita và nelle tasche di quest'ultima?
Es. diritti inoptati 3.000.000 ultimo valore all'asta 0,45, quindi 1.350.000 euro, quindi c'è qualcuno che ha pagato 0,45 e qualcun'altro che ha incassato che nella risposta che tu mi hai dato dovrebbe essere la fiat vero?
Si può affermare quindi che la società emittente dei diritti inoptati diventa proprietaria di tali diritti senza il pagamento di un controvalore ma solo per "legge" ed i soldi della vendita all'asta dell'inoptato vanno nelle casse della società medesima.
Sinceramente mi sembra un'aspetto della giurisprudenza un po' "forzato" perchè il diritto fino al giorno dello scambio dell'inoptato ha un valore e non ritengo sia giusto che la società ci guadagni a discapito dell'azionista solo perchè la scadenza del diritto per quest'ultimo è anticipata.
Perchè per l'azionista ci deve essere una scadenza diversa da quella con cui la società può vendere i diritti?
Ciao Voltaire;)
 
All'azionista spetta l'opzione sulle nuove azioni: se non la esercita (o la vende sul mercato, in caso di quotazione), tale opzione decade. Tutto qui

Se tutti gli azionisti esercitano l'opzione, non c'è offerta degli inoptati.
 
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