diritto di ripensamento

toro.sereno

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a quanti giorni ammonta il diritto di ripensamento per beni e servizi acquistati fuori dalla sede del "venditore" e visionati esclusivamente tramite opuscoli (che non sono stati poi rilasciati)?
Come ci si deve muovere?


vi ringrazio della risposta,
ho un'amica in difficoltà,


ciao

toro
 
ho trovato in internet, grazie comunque...

DIRITTO DI RECESSO

Nel caso in cui la stipula di un contratto di acquisto avvenga fuori dai locali commerciali, la vendita è da considerarsi soggetta al D.Lgs n. 50 del 15/01/1992 integrato dal D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 185 pubblicato nella G.U. 21 giugno 1999, n. 143, che prevede la possibilità da parte dell'acquirente di esercitare il diritto di recesso.
Tutti gli acquisti effettuati tramite telefono o Internet rientrano nel diritto di recesso siano essi consegnati tramite corriere oppure ritirati presso la sede della società.
Il diritto di recesso si applica alle persone fisiche per le vendite a domicilio oppure presso il posto di lavoro, lo studio ecc., per le vendite nel corso di escursioni o viaggi organizzati dall'operatore commerciale fuori dai propri locali commerciali; per le vendite in area pubblica o aperta al pubblico, mediante sottoscrizione di una nota d'ordine. Sono esclusi gli acquisti effettuati da rivenditori e dalle società.
Il consumatore ha la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro un termine di 10 giorni che si calcola per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore, per i servizi dal giorno della conclusione del contratto. Il diritto di recesso consiste nella possibilità di restituire la merce acquistata al venditore con il conseguente rimborso del relativo prezzo di acquisto.

Il venditore è obbligato a informare della possibilità di recesso, lo deve fare in modo chiaro, per iscritto, fornendovi tutte le informazioni necessarie a fare valere il diritto; in caso di omissine o indicazione non precisa della clausola di ripensamento i tempi per esercitare il diritto passano da 10 giorni a 3 mesi.

Il diritto di recesso va comunicato entro 10 giorni con una raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure via fax o telegramma seguiti entro 48 ore sempre da una raccomandata A.R.. Una volta comunicato l'intenzione di volersi avvalere del diritto di recesso bisogna rispedire la merce al venditore a proprie spese, per posta o per corriere.

Il diritto di recesso non si applica per beni di valore inferiore a 50.000 lire, per prodotti venduti a scopi professionali, per i contratti per la costruzione, vendita o locazione di beni immobili, per i contratti di assicurazioni, per i prodotti alimentari, le bevande o altri prodotti ad uso domestico corrente soggetti a scadenze frequenti e regolari.
 
D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 185
pubblicato nella G.U. 21 giugno 1999, n. 143

Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei
consumatori in materia di contratti a distanza.




1. Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) CONTRATTO A DISTANZA: il contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un fornitore e un consumatore nell’ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal fornitore che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o più tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso;
b) CONSUMATORE: la persona fisica che, in relazione ai contratti di cui alla lettera a), agisce per scopi non riferibili all’attività professionale eventualmente svolta;
c) FORNITORE: la persona fisica o giuridica che nei contratti a distanza agisce nel quadro della sua attività professionale;
d) TECNICA DI COMUNICAZIONE A DISTANZA: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione del contratto tra le dette parti; un elenco indicativo delle tecniche contemplate dal presente decreto è riportato nell’allegato I;
e) OPERATORE DI TECNICA DI COMUNICAZIONE: la persona fisica o giuridica, pubblica o provata, la cui attività professionale consiste nel mettere a disposizione dei fornitori una o più tecniche di comunicazione a distanza.

2. Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai contratti a distanza, esclusi i contratti:
a) relativi ai servizi finanziari, un elenco indicativo dei quali è riportato nell’allegato II;
b) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;
c) conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici;
d) relativi alla costruzione e alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, con esclusione della locazione;
e) conclusi in occasione di una vendita all’asta.

3. Informazioni per il consumatore

1. In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni:
a) identità del fornitore e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l’indirizzo del fornitore;
b) caratteristiche essenziali del bene o del servizio; c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse o le imposte;
d) spese di consegna;
e) modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;
f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso ai sensi dell’articolo 5, comma 3;
g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;
h) costo dell’utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base;
i) durata della validità dell’offerta e del prezzo;
l) durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.

2. Le informazioni di cui al comma 1, il cui scopo commerciale deve essere inequivocabile, devono essere fornite in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata, osservando in particolare i principi di buona fede e di lealtà in materia di transazioni commerciali, valutati alla stregua delle esigenze di protezione delle categorie di consumatori particolarmente vulnerabili.

3. In caso di comunicazioni telefoniche, l’identità del fornitore e lo scopo commerciale della telefonata devono essere dichiarati in modo inequivocabile all’inizio della conversazione con il consumatore, a pena di nullità del contratto.

4. Nel caso di utilizzazione di tecniche che consentono una comunicazione individuale, le informazioni di cui al comma 1 sono fornite, ove il consumatore lo richieda, in lingua italiana. In tal caso, sono fornite nella stessa lingua anche la conferma e le ulteriori informazioni di cui all’articolo 4.


4. Conferma scritta delle informazioni

1. Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall’articolo 3, comma 1, prima od al momento della esecuzione del contratto. Entro tale momento e nelle stesse forme devono comunque essere fornite al consumatore anche le seguenti informazioni:
a) un’informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso ai sensi dell’articolo 5, inclusi i casi di cui all’articolo5, comma 2;
b) l’indirizzo geografico della sede del fornitore a cui il consumatore può presentare reclami;
c) le informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti;
d) le condizioni di recesso dal contratto in caso di durata indeterminata o superiore ad un anno.

2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai servizi la cui esecuzione è effettuata mediante una tecnica di comunicazione a distanza, qualora i detti servizi siano forniti in un’unica soluzione e siano fatturati dall’operatore della tecnica di comunicazione. Anche in tale caso il consumatore deve poter disporre dell’indirizzo geografico della sede del fornitore cui poter presentare reclami.


5. Esercizio del diritto di recesso

1. Il consumatore ha diritto di recedere da qualunque contratto a distanza, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi decorrente:
a) per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore ove siano stati soddisfatti gli obblighi di cui all’articolo 4, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purché non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa;
b) per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti gli obblighi di cui all’articolo 4, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purché non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa.

2. Nel caso in cui il fornitore non abbia soddisfatto gli obblighi di cui all’articolo 4, il termine per l’esercizio del diritto di recesso è di tre mesi e decorre:
a) per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore;
b) per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

3. Salvo diverso accordo tra le parti, il consumatore non può esercitare il diritto di recesso previsto ai commi 1 e 2 per i contratti:
a) di fornitura di servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l’accordo del consumatore, prima della scadenza del termine di sette giorni previsto dal comma 1;
b) di fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare;
c) di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;
d) di fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;
e) di fornitura di giornali, periodici e riviste;
f) di servizi di scommesse e lotterie.

4. Il diritto di recesso si esercita con l’invio, entro il termine previsto, di una comunicazione scritta all’indirizzo geografico della sede del fornitore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex e facsimile, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive.

5. Qualora sia avvenuta la consegna del bene il consumatore è tenuto a restituirlo o a metterlo a disposizione del fornitore o della persona da questi designata, secondo le modalità ed i tempi previsti dal contratto. Il termine per la restituzione del bene non può comunque essere inferiore a dieci giorni lavorativi decorrenti dalla data del ricevimento del bene.

6. Le uniche spese dovute dal consumatore per l’esercizio del diritto di recesso a norma del presente articolo sono le spese dirette di restituzione del bene al mittente, ove espressamente previsto dal contratto a distanza.

7. Se il diritto di recesso è esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni del presente articolo, il fornitore è tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il fornitore è venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore.

8. Qualora il prezzo di un bene o di un servizio, oggetto di un contratto a distanza, sia interamente o parzialmente coperto da un credito concesso al consumatore, dal fornitore ovvero da terzi in base ad un accordo tra questi e il fornitore, il contratto di credito si intende risolto di diritto, senza alcuna penalità, nel caso in cui il consumatore eserciti il diritto di recesso conformemente alle disposizioni di cui ai precedenti commi. E’ fatto obbligo al fornitore di comunicare al terzo concedente il credito l’avvenuto esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme eventualmente versate dal terzo che ha concesso il credito a pagamento del bene o del servizio fino al momento in cui ha conoscenza dell’avvenuto esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore sono rimborsate al terzo dal fornitore, senza alcuna penalità, fatta salva la corresponsione degli interessi legali maturati.


6. Esecuzione del contratto

1. Salvo diverso accordo tra le parti, il fornitore deve eseguire l’ordinazione entro trenta giorni a decorrere dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l’ordinazione al fornitore.

2. In caso di mancata esecuzione dell’ordinazione da parte del fornitore, dovuta alla indisponibilità, anche temporanea, del bene o del servizio richiesto, il fornitore, entro il termine di cui al comma 1, informa il consumatore, secondo le modalità di cui all’articolo 4, comma 1, e provvede al rimborso delle somme eventualmente già corrisposte per il pagamento della fornitura. Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del contratto, il fornitore non può adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita, anche se di valore e qualità equivalenti o superiori.


7. Esclusioni

1. Gli articoli 3, 4, 5 e il comma 1 dell’articolo 6 non si applicano:
a) ai contratti di fornitura di generi alimentari, di bevande o di altri beni per uso domestico di consumo corrente forniti al domicilio del consumatore, al suo luogo di residenza o al suo luogo di lavoro, da distributori che effettuano giri frequenti e regolari;
b) ai contratti di fornitura di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero, quando all’atto della conclusione del contratto il fornitore si impegna a fornire tali prestazioni ad una data determinata o in un periodo stabilito.


8. Pagamento mediante carta

1. Il consumatore può effettuare il pagamento mediante carta ove ciò sia previsto tra le modalità di pagamento, da comunicare al consumatore ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera e), del presente decreto legislativo.

2. L’istituto di emissione della carta di pagamento riaccredita al consumatore i pagamenti dei quali questi dimostri l’eccedenza rispetto al prezzo pattuito ovvero l’effettuazione mediante l’uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del fornitore o di un terzo, fatta salva l’applicazione dell’articolo 12 del Decreto Legge 03 maggio 1991, n. 143 (riportato alla voce SICUREZZA PUBBLICA), convertito, con modificazioni, dalla legge 05 luglio 1991, n. 197. L’istituto di emissione della carta di pagamento ha diritto di addebitare al fornitore le somme riaccreditate al consumatore.


9. Fornitura non richiesta

1. E’ vietata la fornitura di beni o servizi al consumatore in mancanza di una sua previa ordinazione nel caso in cui la fornitura comporti una richiesta di pagamento.

2. Il consumatore non è tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta. In ogni caso, la mancata risposta non significa consenso.


10. Limiti all’impiego di talune tecniche di comunicazione a distanza

1. L’impiego da parte di un fornitore del telefono, della posta elettronica di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore o di un fax, richiede il consenso preventivo del consumatore.

2. Tecniche di comunicazione a distanza diverse da quelle di cui al comma 1, qualora consentano una comunicazione individuale, possono essere impiegate dal fornitore se il consumatore non si dichiara esplicitamente contrario.


11. Irrinunciabilità dei diritti

1. I diritti attribuiti al consumatore dal presente decreto legislativo sono irrinunciabili. E’ nulla ogni pattuizione in contrasto con le disposizioni del presente decreto.

2. Ove le parti abbiano scelto di applicare al contratto una legislazione diversa da quella italiana, al consumatore devono comunque essere riconosciute le condizioni di tutela previste dal presente decreto legislativo.


12. Sanzioni

1. Fatta salva l’applicazione della legge penale qualora il fatto costituisca reato, il fornitore che contravviene alle norme di cui agli articoli 3, 4, 6, 9 e 10 del presente decreto legislativo, ovvero che ostacola l’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore secondo le modalità di cui all’articolo 5 o non rimborsa al consumatore le somme da questi eventualmente pagate, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire dieci milioni.

2. Nei casi di particolare gravità o di recidiva, i limiti minimo e massimo della sanzione indicata al comma 1 sono raddoppiati.

3. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689 (riportata alla voce ORDINAMENTO GIUDIZIARIO). Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall’articolo 13 della predetta legge 24 novembre 1981, n. 689 (riportata alla voce ORDINAMENTO GIUDIZIARIO), all’accertamento delle violazioni provvedono, di ufficio o su denuncia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto dall’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (riportata alla voce ORDINAMENTO GIUDIZIARIO), è presentato all’ufficio provinciale dell’industria, del commercio e dell’artigianato della provincia in cui vi è la residenza o la sede legale dell’operatore commerciale.


13. Azioni collettive

1. In relazione alle disposizioni del presente decreto legislativo, le associazioni dei consumatori e degli utenti sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, ai sensi dell’articolo 3 della legge 30 luglio 1998, n. 281 (riportata al n. CIII).


14. Foro competente

1. Per le controversie civili inerenti dall’applicazione del presente decreto legislativo la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato.


15. Disposizioni transitorie e finali

1. Il contratto a distanza deve contenere il riferimento al presente decreto legislativo.

2. Fino alla emanazione di un testo unico di coordinamento delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo con la disciplina recata dal decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50 (riportato al n. LXXXVII), alle forme speciali di vendita previste dall’articolo 9 del decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50 (riportato al n. LXXXVII), e degli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (riportato al n. CII), si applicano le disposizioni più favorevoli per il consumatore contenute nel presente decreto legislativo.

3. Il presente decreto legislativo entra in vigore centoventi giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.


ALLEGATO I

Tecniche di comunicazione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera d):
- stampati senza indirizzo;
- stampati con indirizzo;
- lettera circolare;
- pubblicità stampa con buono d’ordine;
- catalogo;
- telefono con intervento di un operatore;
- telefono senza intervento di un operatore (dispositivo automatico di chiamata, audiotext);
- radio;
- videotelefono (telefono con immagine);
- teletext (microcomputer, schermo di televisore) con tastiera o schermo sensibile al tatto;
- posta elettronica;
- fax;
- televisore (teleacquisto, televendita).


ALLEGATO II

Servizi finanziari di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a):
- servizi di investimento;
- operazioni di assicurazione e di riassicurazione;
- servizi bancari;
- operazioni riguardanti fondi pensione;
- servizi riguardanti operazioni a termine o di opzione.
Tali servizi comprendono in particolare:
- i servizi di investimento di cui all’allegato della direttiva
93/22/CEE, i servizi di società di investimenti collettivi;
- i servizi che rientrano nelle attività che beneficiano del riconoscimento reciproco di cui si applica l’allegato della seconda direttiva 89/646/CEE;
- le operazioni che rientrano nelle attività di assicurazione e di riassicurazione di cui:
* all’articolo 1 della direttiva 73/239/CEE;
* all’allegato della direttiva 79/267/CEE;
* alla direttiva 64/225/CEE;
* alle direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE.
 
Vedo che hai già trovato tutto ed anche oltre:D

Ricordo, dato che mi trovo, che per i prodotti finanziari collocati fuori sede il diritto deve essere esercitato entro 7 giorni, e tale diritto deve essere necessariamente indicato nel contratto, completo delle modalità da seguire per esercitarlo (raccomandata A.R.)

Nel caso in cui il diritto di ripensamento non venga indicato nel contratto, il contratto stesso è sempre impugnabile da parte del cliente.
 
volt,

ne approfitto:

premetto che nel "contratto" è scritto quanto segue:
"I beni oggetto della presente nota d'ordine sono destinati allo svolgimento della mia attività professionale e/o imprenditoriale..."


e se nel caso specifico i beni e i servizi sono promisqui tra "utilità professionale e privata" ( esempio una enciclopedia su cd, una enciclopedia su carta, un TV Net Box e un sito web commerciale), si può esercitare il diritto di recesso?

che bel casino mi hanno passato..... :( mi sa che passerò la palla al commercialista.... la vedo dura sotto il profilo dei consumatori...


grazie e ciao

toro
 
Scritto da toro.sereno
"I beni oggetto della presente nota d'ordine sono destinati allo svolgimento della mia attività professionale e/o imprenditoriale..."

In questo caso non si applica il diritto di ripensamento, in quanto si tratta di compravendita di beni destinati all'attività di impresa o professionale.

Troppe volte, però, l'aspetto in questione viene utilizzato per evitare il diritto di recesso.

Esempio: mi parli di enciclopedia su cdrom, ecc., e nel caso in cui fossero stati venduti ad un commerciante, ad esempio, ben poco avrebbero a che fare con l'attività professionale, pertanto quell'indicazione sarebbe incongruente, e pertanto non valida per eliminare il diritto al ripensamento.

Forse il sito web commerciale lo hanno messo apposta, se intendi dire che hanno aperto un sito per promuovere l'attività di impresa della persona acquirente.

Credo che, in questo caso, faresti bene anche a rivolgerti alle associazioni dei consuatori, che vedono casi simili ogni giorno.
 
grazie volt, hai visto bene....

lo stesso dubbio del sito web l'avevo anche io....

trattasi di commercio fiori (una serra)


quindi farò contattare il commercialista e l'associazione dei consumatori (quale poi?)


ciao

toro
 
Il sito web lo hanno inserito apposta, ma anche quello andrebbe valutato: dubito fortemente siano andati oltre ad una paginetta con qualche foto di fiori e l'indirizzo dell'attività.
Al massimo, è stata inserita all'interno di un sito di promozione comune di tutta la clientela.

Il resto del materiale non è certo attinente all'attività, invece.

Più che commercialista, si tratta di un lavoro per un legale: quanto alle associazioni dei consumatori, un po' tutte hanno dimestichezza con casi del genere, perché sono molto diffusi.
 
Ultima modifica:
volt, a questo punto c'entra anche il commercialista,

chiedendo maggiori dettagli ho saputo che il c/c indicato è quello dell'attività e sarà emessa una fattura....

...non credo che sia possibile sfruttare l'attività professionale per l'acquisto del suddetto materiale, quindi ci saranno anche dei problemi per la registrazione della fattura.

Questo comunque avvalora la tesi che non si tratta di materiale inerente l'attività professionale e farebbe scattare il diritto di ripensamento.
 
L'eventuale indeducibilità del costo (oppure di una sua parte) ai fini fiscali non è prova del mancato utilizzo delle attrezzature ai fini dell'attività di impresa, anche in un caso del genere dimostra di essere in tema (indeducibilità dei costi per manifesta estraneità).
 
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