Disoccupazione Tecnologica

Il problema è che al momento la tecnologia sta distruggendo più posti di lavoro di quanti riesca a crearne. Che non sarebbe un male, se solo la società non fosse ancora basata sulle 40/45 ore settimanali di lavoro necessarie al sostentamento. Il PIL andrebbe a mio parere sostituito da un misuratore di qualitá della vita come valore economico di riferimento.

È un po' come la globalizzazione, che non ha affatto creato un sistema di vasi comunicanti. Se prima l'occidentale aveva 10 ed il thailandese 2, adesso il thailandese ha 3 e l'occidentale 6. Il resto è finito in dividendi.

no gli occidentali sono 1 miliardo scarso, i "thailandesi cinesi indiani ecc..." sono >4 miliardi...ecco dove sono andati.
 
Secondo lei, se il giochino è a somma zero come sostiene, perchè avrebbero voluto delocalizzare in primis? E perchè ora stanno iniziando a re-importare impianti produttivi negli stati uniti? Inutile dire che la presenza umana nelle linee di produzione rimpatriate è risibile se non inesistente.

Ma, ripeto, questo non sarebbe un male, se venissero riadattate alla situazione attuale paradigmi lavorativi vecchi di cinquant'anni. La produttività negli ultimi decenni è schizzata alle stelle, mentre il livello del potere d'acquisto dei salari è aumentato in maniera risibile. Stiamo praticamente rivivendo la situazione di inizio '900. Speriamo solomche questa volta il riequilibrio sia molto meno traumatico.
 
La priorità non è creare più posti di lavoro possibile, ma creare più valore nel modo più efficiente possibile.

Se la seconda condizione è soddisfatta il numero di nuovi posti di lavoro creati sarà sempre superiore a quello dei posti di lavoro tolti al mercato, spesso tramite effetti anche molto indiretti che quindi potrebbero non essere presi in considerazione ad una prima analisi superficiale.
 
no gli occidentali sono 1 miliardo scarso, i "thailandesi cinesi indiani ecc..." sono >4 miliardi...ecco dove sono andati.

Most of the jobs will never return, and millions more are likely to vanish as well, say experts who study the labor market. What's more, these jobs aren't just being lost to China and other developing countries, and they aren't just factory work. Increasingly, jobs are disappearing in the service sector, home to two-thirds of all workers.
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trad. i posti persi non sono andati ai cinesi...si perdono posti nei 'servizi'
i cinesi prediligono il manifatturiero..
 
La priorità non è creare più posti di lavoro possibile, ma creare più valore nel modo più efficiente possibile.

Se la seconda condizione è soddisfatta il numero di nuovi posti di lavoro creati sarà sempre superiore a quello dei posti di lavoro tolti al mercato, spesso tramite effetti anche molto indiretti che quindi potrebbero non essere presi in considerazione ad una prima analisi superficiale.

analisi superficiale ?
They're being obliterated by technology.

Year after year, the software that runs computers and an array of other machines and devices becomes more sophisticated and powerful and capable of doing more efficiently tasks that humans have always done. For decades, science fiction warned of a future when we would be architects of our own obsolescence, replaced by our machines; an Associated Press analysis finds that the future has arrived.
.
The numbers startle even labor economists. In the United States, half the 7.5 million jobs lost during the Great Recession were in industries that pay middle-class wages, ranging from $38,000 to $68,000. But only 2 percent of the 3.5 million jobs gained since the recession ended in June 2009 are in midpay industries. Nearly 70 percent are in low-pay industries, 29 percent in industries that pay well.
.
quello che mi dà fastidio è che si dice : ai tempi della rivoluzione industriale inglese
si persero lavori all'inizio ma poi se ne produssero in numero maggiore.
E SE STA STORIA FOSSE FINITA PER SEMPRE ????
le ultime analisi dicono questo...si producono meno posti di lavoro di quanti
se ne perdano...
 
analisi superficiale ?
They're being obliterated by technology.

Year after year, the software that runs computers and an array of other machines and devices becomes more sophisticated and powerful and capable of doing more efficiently tasks that humans have always done. For decades, science fiction warned of a future when we would be architects of our own obsolescence, replaced by our machines; an Associated Press analysis finds that the future has arrived.
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The numbers startle even labor economists. In the United States, half the 7.5 million jobs lost during the Great Recession were in industries that pay middle-class wages, ranging from $38,000 to $68,000. But only 2 percent of the 3.5 million jobs gained since the recession ended in June 2009 are in midpay industries. Nearly 70 percent are in low-pay industries, 29 percent in industries that pay well.
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quello che mi dà fastidio è che si dice : ai tempi della rivoluzione industriale inglese
si persero lavori all'inizio ma poi se ne produssero in numero maggiore.
E SE STA STORIA FOSSE FINITA PER SEMPRE ????
le ultime analisi dicono questo...si producono meno posti di lavoro di quanti
se ne perdano...

Le rivoluzioni producono lavoro... non l'efficientamento... di solito... ;)
 
analisi superficiale ?
They're being obliterated by technology.

Year after year, the software that runs computers and an array of other machines and devices becomes more sophisticated and powerful and capable of doing more efficiently tasks that humans have always done. For decades, science fiction warned of a future when we would be architects of our own obsolescence, replaced by our machines; an Associated Press analysis finds that the future has arrived.
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The numbers startle even labor economists. In the United States, half the 7.5 million jobs lost during the Great Recession were in industries that pay middle-class wages, ranging from $38,000 to $68,000. But only 2 percent of the 3.5 million jobs gained since the recession ended in June 2009 are in midpay industries. Nearly 70 percent are in low-pay industries, 29 percent in industries that pay well.
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quello che mi dà fastidio è che si dice : ai tempi della rivoluzione industriale inglese
si persero lavori all'inizio ma poi se ne produssero in numero maggiore.
E SE STA STORIA FOSSE FINITA PER SEMPRE ????
le ultime analisi dicono questo...si producono meno posti di lavoro di quanti
se ne perdano...

Perchè tu ti domandi quanti posti di lavoro si son persi ma non quanti si son guadagnati.

Ma in ogni caso sono entrambe domande sbagliate: facciamo l'esempio estremo in cui ci siano macchine che possano far tutto, persino programmare altre macchine, fare la manutenzione e sviluppare nuove tecnologie.
Non ci sarebbero più posti di lavoro ma il benessere collettivo sarebbe enormemente più alto.

Certo allo stesso tempo la mobilità sociale sarebbe praticamente inesistente.
 
Perchè tu ti domandi quanti posti di lavoro si son persi ma non quanti si son guadagnati.

Ma in ogni caso sono entrambe domande sbagliate: facciamo l'esempio estremo in cui ci siano macchine che possano far tutto, persino programmare altre macchine, fare la manutenzione e sviluppare nuove tecnologie.
Non ci sarebbero più posti di lavoro ma il benessere collettivo sarebbe enormemente più alto.

Certo allo stesso tempo la mobilità sociale sarebbe praticamente inesistente.

Perché? Mica detto...
 
Most of the jobs will never return, and millions more are likely to vanish as well, say experts who study the labor market. What's more, these jobs aren't just being lost to China and other developing countries, and they aren't just factory work. Increasingly, jobs are disappearing in the service sector, home to two-thirds of all workers.
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trad. i posti persi non sono andati ai cinesi...si perdono posti nei 'servizi'
i cinesi prediligono il manifatturiero..

Allora sono andati agli Indiani che amano i servizi...
 
Secondo me non bisogna temere che la Tecnologia riduca i posti di lavoro.

Io penso che:
- dobbiamo ancora mettere a frutto una buona parte della superficie terrestre emersa;
- dobbiamo ancora mettere a frutto quasi tutta la superficie terrestre marina (penso alla pescicoltura con progressiva privatizzazione di lotti marini sempre piu' estesi, passo secondo me importante per alimentare la popolazione umana quando superera' i 20 miliardi);
- dobbiamo ancora esplorare e mettere a frutto i fondali marini ricchissimi di risorse minerarie (molto piu' delle terre emerse perche' i metalli hanno un peso specifico maggiore delle rocce) e possibili superficie da rendere abitabili;
- dobbiamo ancora esplorare e mettere a frutto il sottosuolo con prospettive di sviluppo simili al punto precedente;
- dobbiamo ancora esplorare e mettere a frutto lo Spazio extraterrestre;
- dobbiamo ancora capire moltissimo del corpo umano, basti pensare che ancora non sappiamo come allungare la durata della vita, ne' come ritardare l'invecchiamento, ne' come sconfiggere la Morte;
- ecc, ecc, ecc

Insomma, di Tecnologia e di Business profittevoli, oggi solo immaginabili, ce ne sono a non finire OK!
 
È un po' come la globalizzazione, che non ha affatto creato un sistema di vasi comunicanti. Se prima l'occidentale aveva 10 ed il thailandese 2, adesso il thailandese ha 3 e l'occidentale 6. Il resto è finito in dividendi.

E i dividenti dove sono finiti?
 
I dividendi (con la D) sono finiti nelle tasche di pochi eletti. E la propensione marginale al consumo va a farsi benedire.
 
I dividendi (con la D) sono finiti nelle tasche di pochi eletti. E la propensione marginale al consumo va a farsi benedire.

questo storicamente è sempre accaduto il capitalismo non distribuisce mai equamente le risorse...

Ma io mi sento di dire che la globalizzazione ha diminuito il tasso di povertà nel pianeta, direi che è assodato.
 
Penso che ogni innovazione importante produca cambiamenti significativi nel mercato ed il problema principale consista nel saperli gestire, quando questo non accade oppure la gestione risulta approssimativa, le conseguenze in termini di risorse umane risultano importanti.
Considerando però come spesso simili eventi abbiano portata internazionale, è evidente che la differenza di potere tra gli Stati fà molta differenza nella reale possibilità di contrattazione nelle regole da impostare.
Detto questo, malgrado interventi di tipo nazionale, per problemi di natura globale, possano essere limitati, una buona gestione delle finanze pubbliche con riqualificazione costante del personale, potrebbe almeno ridurre un po' le situazioni più disagiate.
 
questo storicamente è sempre accaduto il capitalismo non distribuisce mai equamente le risorse...

Ma io mi sento di dire che la globalizzazione ha diminuito il tasso di povertà nel pianeta, direi che è assodato.

quando gli USA hanno cominciato a macinare crescita (insomma diventando ricchi) lo hanno fatto a DANNO DELL'EUROPA ??? direi di no
Quando lo ha fatto la CINA parrebbe di si.
Ecco dov'è la differenza...
 
Ammesso che l'indice di Gini sia utile, Krugman parla di sviluppo tecnologico che crea ineguaglianza.
Non come una possibilità per innovare e migliorare la vita ma come causa di problemi sociali.

E Krugman non è il solo a sostenerlo, qualche settimana fa ho sentito un paio di dibattiti sull'impatto della tecnologia nell'economia reale sulla CNBC e manco a dirlo, hanno chiuso il dibattito dando ragione a Krugman. :o
Tra comunisti...

Perdona ma il "digital divide" non è un tema posto in risalto dai comunisti.

Il divario digitale è la conseguenza dello sviluppo tecnologico, o meglio è relativo alla possibilità di accesso di tale sviluppo.
 
questo storicamente è sempre accaduto il capitalismo non distribuisce mai equamente le risorse...

Ma io mi sento di dire che la globalizzazione ha diminuito il tasso di povertà nel pianeta, direi che è assodato.

Falso.

Infatti non c'è nessuna ricerca che lo dimostri.

Prendiamo la crescita della Cina. Essa era robusta e consolidata ben prima delle politiche di promozione dell'esportazione (di cui buona parte dei proventi sarebbe assurdo contabilizzarli nel Pil pro capite visto che sono andati a finanziare il debito Usa...).

Discorsi simili possono essere fatti sull'India.

Se poi andiamo a vedere i tassi di crescita in America Latina ai tempi dell'ISI, beh, allora il discorso possiamo chiuderlo definitivamente.
 
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