Disoccupazione Tecnologica

Falso.

Infatti non c'è nessuna ricerca che lo dimostri.

Prendiamo la crescita della Cina. Essa era robusta e consolidata ben prima delle politiche di promozione dell'esportazione (di cui buona parte dei proventi sarebbe assurdo contabilizzarli nel Pil pro capite visto che sono andati a finanziare il debito Usa...).

Discorsi simili possono essere fatti sull'India.

Se poi andiamo a vedere i tassi di crescita in America Latina ai tempi dell'ISI, beh, allora il discorso possiamo chiuderlo definitivamente.

credo che ti servano un po' più di informazioni prima di occuparti di questo argomento.

Già solo la Cina basterebbe a dimostrarlo, comunque:

With Little Notice, Globalization Reduced Poverty

Globalization, Poverty Reduction, and Economic Rights | global-e: a global studies journal

Globalization and Poverty

The Social Affairs Unit - Web Review: Globalisation Reduces World Poverty
 
Cosa ne pensate?
Io sono un grande appassionato di tecnologia ma ultimamente penso che essa stessa sia stata la rovina di molte tipologie di piccoli business come ad esempio i videonoleggi (con lo streaming o l'on demand ora un film si guarda comodamente da casa).
Adesso si possono riparare prodotti elettronici online spedendo comodamente il tutto con corriere.
E mi verrebbero in mente una miriade di altri esempi.

Penso che non sia un problema perchè il surplus generato comunque torna velocemente in circolo creando nuovi bisogni e nuovi lavori
certo bisogna aggiornarsi costantemente...

il problema nostro è che il surplus dei capitalisti non è tanto generato dalla tecnologia quanto dalla globalizzazione
ed anche i loro surplus non tornano in circolo QUI ma laggiù

un tempo, nel medio evo,i ricchi quando inventavano una nuova tecnica o procedura che impiegasse meno manodopera comunque il profitto lo riutilizzavano in loro, costruendosi case più lussuose per esempio o facendo da mecenati
ora non è più cosi e sta in questa ragione il nostro impoverimento
 
Perdona ma il "digital divide" non è un tema posto in risalto dai comunisti.

Il divario digitale è la conseguenza dello sviluppo tecnologico, o meglio è relativo alla possibilità di accesso di tale sviluppo.

Nono, quello di cui parlano Krugman & Co. è proprio "+ tecnologia, - lavoro"

L'accesso alle nuove tecnologie comunque è sempre difficoltoso per tutti in ogni settore in ogni epoca, da quel punto di vista è come studiare il percorso di vita di un prodotto, dalla fase di entrata nel mercato e alti prezzi per ammortizzare gli investimenti in ricerca alla fase di prezzi più bassi e accessibilità maggiore una volta che la ricerca è stata ammortizzata.

L'accessibilità alle nuove tecnologie tra l'altro non è una questione di oggi ma è sempre esistito. Ed è sempre esistito perché ovviamente c'è chi è organizzato meglio e chi invece aspetta solamente che le nuove scoperte vengano ammortizzate dalle compagnie estere e che quindi possano evolversi anche loro.
Pensiamo all'Antico Egitto, all'Antica Grecia, all'Antica Roma, non sono situazioni molto diverse da quella di oggi. Il "digital divide" è sempre esistito e dal mio punto di vista rappresenta la differenza tra chi sa fare e chi sa aspettare, è un premio del mercato.
 
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