Documento ufficiale CONSOB Consulenza/Promotori

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Comunicazione CONSOB relativa al la Attivita' di Consulenza da parte dei Promotori Finanziari

Fonte:www.consob.it

Comunicazione n. DIN/1083623 del 7-11-2001

inviata alla Anasf

Oggetto: Esercizio dell'attività di <consulenza> in materia di strumenti finanziari da parte dei <promotori>. Richiesta di parere

Con riferimento al parere, in tema di esercizio dell'attività di <consulenza> da parte dei <promotori> finanziari, sottoposto all'esame di questa Commissione con nota pervenuta in data 24 ottobre 2000, si rileva che le considerazioni ivi espresse appaiono sostanzialmente conformi agli orientamenti della Consob, enunciati nelle comunicazioni nello stesso citate.

Risulta del tutto pacifica e rispondente al contesto normativo, infatti, la qualificazione della <consulenza> finanziaria come attività libera - che può esplicarsi sia in forma individuale che societaria - il cui svolgimento disciplinato dalle norme del diritto comune (art. 1176 del c.c), laddove non sia prestata da o per conto di intermediari abilitati (cfr. comunicazione Consob n. DI/30441 del 21 aprile 2000, leggibile sul sito Internet, all'indirizzo elettronico www.consob.it).

Al riguardo, è appena il caso di precisare che l'attività di <consulenza> può essere svolta dal promotore "in proprio" solo ove quest'ultimo non eserciti attività di promozione e collocamento per conto di un intermediario abilitato. Ove il promotore svolga l'attività di offerta fuori sede per conto di un intermediario, invece, l'attività di <consulenza> può essere esercitata solo per conto di quest'ultimo o di altro soggetto appartenente al medesimo gruppo, ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. a) del regolamento Consob n. 11522/1998.

In particolare, ove la <consulenza> finanziaria sia prestata da <promotori> per conto di intermediari abilitati, trovano applicazione le norme del decreto legislativo n. 58/1998 e dei regolamenti attuativi, che disciplinano la prestazione dei servizi d'investimento e dei servizi accessori (cfr. comunicazioni Consob n. DI/99038880 del 14 maggio 1999 e DI/98080600 del 14 ottobre 1998, disponibili nel sito citato).

Più precisamente, la prestazione della <consulenza> richiederà la preventiva sottoscrizione di un contratto scritto, ai sensi dell'art. 30, comma 3, lett. b), del regolamento n. 11522/1998, come integrato e modificato. Si ritiene inoltre che detto contratto, nel rispetto dei fondamentali principi di trasparenza e correttezza, debba chiaramente indicare le caratteristiche e le modalità di prestazione del servizio, nonché i relativi costi addebitabili alla clientela. Ciò premesso, in una prospettiva più generale, può osservarsi che il contenuto del contratto di <consulenza> è rimesso alla determinazione degli interessati, in quanto legittima espressione dell'autonomia negoziale riconosciuta dall'ordinamento.

Per maggior chiarezza, si sottolinea che l'attività suscettibile di costituire oggetto di un rapporto di <consulenza>, conservando rilievo autonomo rispetto alla promozione e al collocamento, è non solo quella che si risolve nell'indicazione di specifiche scelte d'investimento, ma anche quella che si concretizza in una pianificazione generale e sistematica del portafoglio finanziario del cliente.

Considerando che, in entrambi i casi, la <consulenza> finanziaria può risultare collegata all'attività di offerta fuori sede, tipica dei <promotori> finanziari, questa Commissione ha più volte sottolineato il possibile manifestarsi di situazioni di conflitto d'interessi, di cui dovranno essere adeguatamente preavvertiti gli investitori ex art. 27 del regolamento n. 11522/1998. Ciò si è riscontrato, ad esempio, in riferimento ad un servizio di <consulenza> avente ad oggetto (tipi di) prodotti finanziari ulteriori rispetto a quelli distribuiti dall'intermediario preponente, in cui i <promotori> risultavano portatori di un interesse proprio a che i clienti sottoscrivessero i prodotti che gli stessi <promotori> erano incaricati di collocare (cfr. le comunicazioni Consob n. DIN/76878, del 18 ottobre 2000, n. DIN/64619, del 29 agosto 2000, n. DI/43152, del 2 giugno 2000, e n. DI/98096957, del 21 dicembre 1998, tutte accessibili presso il sito sopraindicato).

Pare opportuno precisare che, nell'ipotesi in cui il promotore svolga contestualmente, per conto del proprio intermediario (o di altro soggetto appartenente allo stesso gruppo), attività di <consulenza> finanziaria e attività di promozione e collocamento, quest'ultima dev'essere comunque improntata al rigoroso rispetto dei principi di diligenza e correttezza; in particolare, dovranno trovare applicazione le regole in materia di valutazione dell'adeguatezza delle operazioni d'investimento proposte e di contenimento dei costi a carico del cliente, nonché ogni altra regola prescritta dalle disposizioni vigenti a tutela degli investitori.

Si conferma, inoltre, il divieto per i <promotori> di ricevere, anche in veste di consulenti, qualsiasi compenso dalla clientela, ai sensi dell'art. 96, comma 7, del regolamento n. 11522/1998. Il corrispettivo per il servizio di <consulenza> prestato dovrà pertanto essere versato dalla clientela direttamente all'intermediario, che provvederà alla remunerazione del promotore-consulente per l'attività svolta.

Quanto all'ulteriore problematica sollevata nel parere sopra citato, si ritiene che non sia possibile valutare a priori ed in termini generali l'eventualità che da un servizio di <consulenza> personalizzata in strumenti finanziari, prestata tramite <promotori>, possa scaturire in concreto un'ipotesi di attività abusiva di gestione di portafogli d'investimento. E' infatti chiaro che, ai fini della qualificazione di una determinata operatività come "gestione abusiva", rileva il profilo sostanziale dei comportamenti in cui si riscontrino gli elementi essenziali di tale attività; tale profilo potrà essere valutato solo di volta in volta, con riferimento alle singole fattispecie concrete.

IL PRESIDENTE
Luigi Spaventa

Fonte :www.consob.it

www.anasf.it

www.assocpa.org
 
La tanto attesa comunicazione si risolve in un nulla di fatto: la Consob non ha fatto altro che ribadire la normativa in vigore, senza apportarte nulla di nuovo.

C'è poco da fare: la vera consulenza è un'altra cosa rispetto a quella prevista per i promotori finanziari.
 
e già, uno pensa il "pensiero" della Consob sia formato da professoroni e studiosi del diritto: ma se ci guardiamo qua attorno in officine, scopriamo (e non certo per noi dello staff) che il livello medio di conoscenza e approfondimento della materia è più alto della media dei Consobbari.
 
Assurdo: MF di oggi scrive che "La Consob da' ragione all'Anasf, d'ora in poi sarà possibile fare consulenza".....ma se era già tutto in vigore, e mica da poco tempo.
 
Per la Consob, però, occorre accedere in base ad un concorso.
 
Molto interessante, in quest'ottica la strategia intrapresa da Solidarieà & Finanza :) mi sembra un discorso da approfondire....
 
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