Dove vanno a finire.....

Scritto da slowdown
Nessuna nuova cartolarizzazione !

Però.....


Ho letto solo sommariamente i post di questo 3d.

Mi sembra che le difficoltà nel reperire informazioni chiare sulle cartolarizzazioni possa considerarsi, se non altro, sintomatico dell'approssimazione che governa la finanza italiana.

Si scopre che la cartolarizzazione é una pratica affidabile e comune nei mercati più evoluti..., la si introduce senza capirla ( la si usa subito per la vendita :eek: degli immobili statali :eek: :eek: ). Senza regolamentarla, senza che vi siano attori pronti per la messa in scena ( tutti gli arranger, bookrunner, co-manager e le agenzie di rating parlano in $ piuttosto che in €... ).

Così anche una pratica affidabile e normale in certi mercati, in Italia diventa una cosa per pochi iniziati ( con la speranza che gli iniziati siano tutti onesti e lavorino alacremente per l'investitore della strada :eek: ).

Saluti

RR
 
Scritto da slowdown
Nessuna nuova cartolarizzazione !

Però.....

PARMALAT: PAOLILLO (BPM), NON ESPOSTI E NON INTERVERREMO

BOND VENDUTI A ISTITUZIONALI, NESSUN TITOLO IN PORTAFOGLIO (ANSA) - MILANO, 12 DIC - ''Non siamo assolutamente impegnati con Parmalat attualmente ne' oggi esistono ragioni per cui riteniamo di doverlo fare in futuro''. Cosi' Ernesto Paolillo, direttore generale della Banca Popolare di Milano, ha risposto a domande sulla possibilita' di un impegno nell' azienda di Collecchio, a margine dell' inaugurazione di un villaggio fondato con il contributo di un istituto per l' assistenza sociale. Quindi, ha proseguito Paolillo, Banca Popolare di Milano ''non e' interessata ad un coinvolgimento nell' operazione'' di rilancio che Enrico Bondi sta predisponendo.

Quanto al fatto che banca Akros possa aver collocato alcuni bond Parmalat, per Paolillo ''avrebbe fatto semplicemente il suo dovere di collocare obbligazioni ad investitori istituzionali. Comunque - ha assicurato - ne' la Popolare di Milano ne' Banca Akros ha in portafoglio alcun titolo Parmalat''. (ANSA). PG


Quanto al fatto che banca Akros

possa

aver collocato alcuni bond Parmalat, per Paolillo

''avrebbe fatto semplicemente il suo dovere di collocare obbligazioni ad

investitori istituzionali.

Comunque - ha assicurato - ne' la Popolare di Milano ne' Banca Akros ha in portafoglio alcun titolo Parmalat''




collocare ad investitori istituzionali cioè

i fondi comuni
i fondi pensione
polizze di ogni genere

bye





Sei proprio un inguaribile mal pensante;)

Cerca altri istituzionali, quelli evidenziati fanno parte della II e III gamba della pensione del popolo italiano.:rolleyes:
 
Scritto da skepsi
Sei proprio un inguaribile mal pensante;)

Cerca altri istituzionali, quelli evidenziati fanno parte della II e III gamba della pensione del popolo italiano.:rolleyes:


..appunto, se queste sono le "gambe" della pensione figuriamoci la testa... ;)
 
Scritto da skepsi
Sei proprio un inguaribile mal pensante;)

Cerca altri istituzionali, quelli evidenziati fanno parte della II e III gamba della pensione del popolo italiano.:rolleyes:


......Sei proprio un inguaribile mal pensante

Vero ma , .... maledizione , mai a sufficienza

.....Cerca altri istituzionali, quelli evidenziati fanno parte della II e III gamba della pensione del popolo italiano

Nella prima gamba ormai le termiti hanno quasi finito..
nelle altre sono già ben accasate ..

PARMALAT: TONNA PARLA DI TANGENTI, INQUIRENTI CAUTI

PER ORA SUE CONGETTURE, COMMENTANO DOPO INTERROGATORI
(ANSA) - PARMA, 6 GEN - Le presunte tangenti di cui ha parlato Tonna nel corso dei suoi interrogatori di ieri e di oggi sono "soltanto delle congetture al momento" ma comunque "ipotesi di indagine". E´ quanto afferma un investigatore a margine dell´interrogatorio odierno dell´ex direttore finanziario di Parmalat, Fausto Tonna, il quale ha parlato di presunte tangenti pagate dal gruppo di Collecchio al mondo politico.
"E´ naturalmente un filone di indagine su cui si dovranno svolgere degli accertamenti", conclude sull´argomento la stessa fonte.(ANSA).



"Le banche non potevano non sapere"
Nel mirino pm anche Intesa e Capitalia

Dopo le rivelazioni dell'ex direttore finanziario di Parmalat Fausto Tonna che ha chiamato in causa le banche, la procura di Parma ha deciso di avviare accertamenti sugli istituti di credito coinvolti. Lo ha annunciato uno degli inquirenti che ha aggiunto:

"Le banche implicate sono

Intesa,
Capitalia,
San Paolo,
Mps,

Santander, J P Morgan, Citigroup e Bank of America".

La convizione degli inquirenti che le banche abbiano saputo e quindi permesso qunato accaduto per tanto tempo nel gruppo Parmalat si è fatta concreta dopo le dichiarazioni dell'ex-direttore finanziario del gruppo Fausto Tonna. "L'architetto", cme è stato ribattezzato in questo giorni Tonna, ha infatti detto espressamente che le banche "non potevano non sapere" dei movimenti finanziari del gruppo di Collecchio. ..................
...........................


BORSA: BANCHE IN DISCESA SU TIMORI SVILUPPI PARMALAT
10:17:53

RADIOCOR - MILANO, 06 GEN - NUOVA GIORNATA DI DEBOLEZZA PER IL COMPARTO BANCARIO ........
..........
..........

E AD APPESANTIRE ULTERIORMENTE LA SITUAZIONE, SAREBBERO LE INDISCREZIONI SECONDO CUI IL GOVERNATORE DELLA BANCA D'ITALIA, ANTONIO FAZIO,

AVREBBE INVITATO LE BANCHE
A ISCRIVERE PARMALAT
ALLA VOCE DELLE SOFFERENZE NEI PROPRI BILANCI.
MAU-B (RADIOCOR) 06-01-04


Senza l'invito e se non venisse accolto (se occorre un ivito - e il controllato non può certo forzare i controllori ) e comunque in condizioni MENO RUMOROSE ED INDAGATE...

dove vanno a finire ?


bye
 
Estratto da La Repubblica :

Indagini sul passaggio della società Cirio alla Parmalat

Presto sarà sentito anche Geronzi (Capitalia)

Indagini sull'affare Eurolat

Tonna inguaia i banchieri
"I vertici della banca romana tenevano molto
che noi comprassimo quell'azienda, noi l'abbiamo fatto"
di MARCO MENSURATI
..................................................................
Ed è proprio per la prima di queste indagini che potrebbe essere ascoltato, già nelle prossime settimane (al termine di questo giro di interrogatori),
Cesare Geronzi, il numero uno di Capitalia, una delle banche maggiormente esposte con il gruppo di Calisto Tanzi.

Il top manager dovrà dare spiegazioni circa un affare di cui si parla da tempo: il passaggio di Eurolat, avvenuto nel 1999,
da Cirio (azienda nei confronti della quale Capitalia VANTAVA UN CREDITO ENORME) a Parmalat.

Un passaggio che sarebbe avvenuto a un prezzo (circa 350 milioni di euro) giudicato di troppo al di sopra del reale valore di mercato. "Geronzi - ha raccontato ieri Tonna ai magistrati - ci teneva molto che comprassimo quella società, e Tanzi decise di farlo".

Non è questo l'unico aspetto, relativo all'affaire Eurolat, che incuriosisce in queste ore gli inquirenti.

Quella società appare oggi come il punto di incontro di due tra i più grandi crac della storia italiana, quello della Cirio e quello della Parmalat. S

torie di bond e truffe che si erano già incrociate alcuni mesi prima della cessione di Eurolat, quando entrambe le multinazionali parteciparono alla gara d'appalto per la Centrale del latte di Roma. Vinse Cirio, CON UNO SCARTO TALMENTE MINIMO rispetto ai concorrenti DA RISULTARE SOSPETTO.

Tanto più se si considera che POCHI MESI DOPO QUELLA GARA, Eurolat (con il marchio della Centrale di Roma) PASSO' PROPRIO NELLE MANI di Tanzi.

...................................E, alla luce delle risposte ricevute, sembrano ora intenzionati a convocare in procura anche Sergio Cragnotti che, alla fine dei conti, si aggiudicò l'appalto per la Centrale romana a UN PREZZO DI MOLTO INFERIORE a quello cui poi la rivendette. ...............
 
Scritto da Ricky Roma
Ho letto solo sommariamente i post di questo 3d.

Mi sembra che le difficoltà nel reperire informazioni chiare sulle cartolarizzazioni possa considerarsi, se non altro, sintomatico dell'approssimazione che governa la finanza italiana.

Si scopre che la cartolarizzazione é una pratica affidabile e comune nei mercati più evoluti..., la si introduce senza capirla ( la si usa subito per la vendita :eek: degli immobili statali :eek: :eek: ). Senza regolamentarla, senza che vi siano attori pronti per la messa in scena ( tutti gli arranger, bookrunner, co-manager e le agenzie di rating parlano in $ piuttosto che in €... ).

Così anche una pratica affidabile e normale in certi mercati, in Italia diventa una cosa per pochi iniziati ( con la speranza che gli iniziati siano tutti onesti e lavorino alacremente per l'investitore della strada :eek: ).

Saluti

RR

Concordo quando affermi che si tratta di pratica comune nei paesi più evoluti - sull'affidabilità credo che inizino a sorgere dei dubbi

Mi spiego - Nella mia scarsa conoscenza di questi strumenti ritengo però di aver capito che fino a quando la finalità rimane quella di reperire risorse per allargare la base del core-businnes
poco da dire ma quando il ricorrere in eccesso a tale pratica porti (come risultato o peggio come fine ) al prevalere dell'aspetto finanziario rispetto all'attività primaria , si cominciano a sentire degli scricchiolii poco tranquillizzanti
Le vicissitudini di Fannie E Freddie , mi pare di capire , ne sono un esempio
Mentre , almeno da quanto leggo , una grossa società australiana (stessa attività di F&F) segue la via della cartolarizzazione ( tra l'altro emettendo bond ABS venduti anche al pubblico - mai - per ora - un default ) ma non per giocare sugli spread dei tassi

Per quanto riguarda invece il caso nostrano - credo sia tutta altra storia : sia per tipologia (quando - quasi mai - dichiarato il cosa si cartolarizza ... vengono i brividi ) sia per struttura ( quello che ho riportato ad inizio 3D è forse l'unico dove veniva dichiarata ) e praticamente mai mai mai l'acquirente , prezzo e tutti questi trascurabili dettagli

Ergo : mercanzia venduta da venditori che si guardano bene dal mettere in luce i pregi della merce .... mmmmmhhhh



......, ( con la speranza che gli iniziati siano tutti onesti e lavorino alacremente per l'investitore della strada :eek: ).

RR
[/QUOTE]

......, ( con la speranza .....)[/QUOTE]


.... la mia fede non basta ........ non vorrei rimanesse ..........solo la carità............. a cui appellarsi ....DOPO


bye
 
Scritto da slowdown


.... la mia fede non basta ........ non vorrei rimanesse ..........solo la carità............. a cui appellarsi ....DOPO


bye

Per stare a pochi fatti :

- le F&F sono quotate al NYSE e le loro azioni, ultimamente, sono risalite con regolarità. Considerando la caccia che si é scatenata negli Usa al "management allegro" ed alla "contabilità creativa" negli ultimi tempi, stento a credere che una verifica attenta non abbia riguardato anche le due società ( a maggior ragione su Freddie, che aveva avuto quei problemini contabili... ).

Più di tutto noto che il mercato non le penalizza. Ovvero che la speculazione ribassista non le attacchi é anch' esso un segnale.
Significa in sostanza che operatori con una certa conoscenza del business non credono che le F&F avranno dei problemi.
Bada, questo a di là di quella che é la mia opinione personale. Perchè io invece credo che il business immobiliare, non quello della securization, avrà dei problemi nel breve negli Usa.

- circa le operazioni di cartolarizzazione italiane, al di là dell'atipicità delle operazioni SCIP ( il nome non può non suonare sinistro ), noto che non é facile trovare titoli ABS da acquistare; e questo principalmente significa che chi li possiede li vuole tenere.
Noto anche che diverse aziende che cartolarizzano trattengono per se la Trance di titoli più rischiosa e più redditizia...

Per cui si può affermare che, senz'altro in Italia non c'é un mercato secondario degli ABS, ma direi prevalentemente per la mancanza di offerta.

Certo, la chiarezza degli Offering-Plan dei mercati evoluti, cela dobbiamo scordare..., ma non attribuirei a questi titoli una pericolosità dogmatica: che non sia quella tipica degli strumenti finanziari in genere.

... tutti siamo consapevoli che "l'economia di carta" ha le sue controindicazioni ... :p

RR
 
F&F sono però anche state citate in giudizio da un paio di stati USA se ben ricordo , poi spero che tutto si risolva (però da malpensante quale sono , date la cifre in ballo , ritengo che su queste la speculazione e anche il mercato potrebbe anche essere addomesticato - non so se il vecchio.... non ripeta - LTCM)

Sempre da malpensante , per quel che riguarda le cartolarizz nostrane farei una netta distinzione

Stato - beni demaniali : non mi sorprenderei se fossero addirittura un po' regalate (vecchia prassi con abito diverso)

Finanziarie - bancarie : il fatto che le più rischiose siano trattenute non può voler dire che chi le prende NON possa prenderle perchè violerebbe quqalche norma ?

Il denominatore comune è che in ogni caso non si sa mai dove vanno a finire sia le une che le altre

bye
 
PARMALAT: NEXTRA (INTESA), NESSUN BOND IN PORTAFOGLIO - CEDUTE A MORGAN STANLEY OBBLIGAZIONI PER 300 MLN EURO
(ANSA) - MILANO, 8 GEN - Nextra , la società di risparmio gestito del gruppo Intesa, non ha più obbligazioni Parmalat in portafoglio.
In particolare, si apprende da fonti vicine a Nextra, la società ha acquistato a giugno 2003, attraverso un private placement, un´ emissione da 300 milioni di euro strutturata da Morgan Stanley per conto di Parmalat, nell´ambito di una politica di investimento che "presentava un mix tra rendimento e rischio interessante".

I titoli sono stati poi rivenduti sempre alla banca d´affari lo scorso ottobre. (ANSA).


Oltre a comunicare con incredibile solerzia di essersi liberati dei bonds Parmalat . non srebbe male comunicare il risultato complessivo dell'operazione Parmalat
Perchè , quando possibile , anche io mi libererò dei miei bond Parmalat ..... ma con relativa randellata !!!
E quelli di M & S sembrano sempre più dei fessi


INTANTO , PERO'

13:58 Parmalat,verifiche Procura Milano anche su Nextra (Intesa)-fonti
MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Nell'ambito delle indagini sul crack di Parmalat ,

le verifiche dei Pm della procura di Milano riguardano
anche Nextra, la sgr del gruppo Banca Intesa che nel giugno scorso aveva sottoscritto un bond del gruppo di Collecchio da 300 milioni di euro attraverso un collocamento privato, per poi rivenderlo a investitori istituzionali.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.
"L'operazione Nextra è una delle cose che riguardano le banche che devono essere verificate. Ce ne sono tante altre" ha detto una fonte a Reuters.
L'opportunità di procedere alle verifiche è sorta dopo le dichiarazioni rese in carcere da Calisto Tanzi ai Pm nel corso dell'interrogatorio, in cui il patron di Parmalat ha anche affermato di essere stato costretto a riacquistare gran parte dei bond rivenduti da Nextra, riferiscono le fonti.
 
NESSUNA
COMUNIAZIONE
DI
CARTOLARIZZAZIONI

bye
 
13:39 Parmalat, in corso acquisizioni documenti su cartolarizzazioni

MILANO, 14 gennaio (Reuters) - L'inchiesta milanese sul dissesto finanziario di Parmalat si concentra sul ruolo avuto dalla cartolarizzazione di crediti - che si sospetta gonfiata - delle 30 concessionarie del gruppo alimentare nel tenere artificialmente alto il prezzo dell'azione in borsa.
Lo dice una fonte giudiziaria, spiegando che oggi la Guardia di Finanza sta acquisendo vari documenti sul tema "in varie società" per approfondire l'indagine sulle lettere di credito.
Ieri una fonte giudiziaria ha detto che Citigroup ha presentato sabato scorso un esposto in cui accusa Parmalat di avere emesso false lettere di credito per una cifra intorno a 200 milioni di euro nel solo 2003.
"Negli anni c'è stata una sorta di cartolarizzazione delle fatture per importi importanti...si tratta di una cifra rilevante," spiega la fonte. "L'inchiesta vuole capire se qualcuno di Citigroup ha aiutato queste concessionarie ad avere la cartolarizzazione e se questa è gonfiata e in qualche modo rappresenta una realtà distorta".
"Una cosa non esclude l'altra ...ed è presto per trarre qualsiasi conclusione," ha detto la fonte.
Nel ramo milanese dell'inchiesta sul crack Parmalat sono indagate circa 25 persone per i reati di truffa, falso in bilancio, falsa revisione e aggiotaggio.
Sempre oggi due dei tre pm milanesi che indagano sulla vicenda, Francesco Greco e Carlo Nocerino, sono a Parma per sentire i due ex contabili Claudio Pessina e Gianluca Bocchi, in
carcere nella città emiliana, proprio sul tema delle lettere di credito e le cartolarizzazioni, dice la fonte giudiziaria.
 
Scritto da slowdown
... Lo dice una fonte giudiziaria, ...

... Ieri una fonte giudiziaria ha detto che Citigroup ha presentato sabato scorso un esposto in cui accusa Parmalat di avere emesso false lettere di credito per una cifra intorno a 200 milioni di euro nel solo 2003.
"Negli anni c'è stata una sorta di cartolarizzazione delle fatture per importi importanti...si tratta di una cifra rilevante," spiega la fonte. "L'inchiesta vuole capire se qualcuno di Citigroup ha aiutato queste concessionarie ad avere la cartolarizzazione e se questa è gonfiata e in qualche modo rappresenta una realtà distorta".
"Una cosa non esclude l'altra ...ed è presto per trarre qualsiasi conclusione," ha detto la fonte.

...

Proprio così. Credo che queste "fonti giudiziaie" debbano ancor capire cosa hanno per le mani...
Le fatture di solito non si cartolarizzano ! Forse si stà parlando di una "assicurazione crediti"... :rolleyes:

RR
 
Pur uscendo dal " settore cartolarizzazioni " non è male sapere dove vanno a finire anche i Parmalat-like bonds



17:26 -Bond Parmalat per 14 mln in fondi pensione a fine 2003-Covip
ROMA, 29 gennaio (Reuters) - Alla fine dello scorso anno i fondi pensione italiani avevano bond Parmalat per 14 milioni di euro.
Lo ha detto il presidente Covip, Lucio Francario, nel corso dell'audizione parlamentare sulla tutela del risparmio.
"Su 166 fondi pensione ricompresi nella rilevazione, 8 nel biennio 2002-2003 hanno avuto in essere investimenti su obbligazioni Parmalat.

Alla fine del 2003 l'ammontare complessivo di queste obbligazioni nel patrimonio dei fondi è valutabile in 14 milioni di euro", ha detto Francario aggiungendo che "tali investimenti incidevano sul patrimonio di singoli fondi pensione per non più dello 0,7%".

Dai dati finora raccolti, ha aggiunto il presidente dell'organo di vigilanza sui fondi pensione, "risulta che l'operatività e gli investimenti dei fondi pensione in azioni della Parmalat Finanziaria spa è stata molto inferiore a quella che pure sarebbe stata giustificabile in relazione alla presenza del titolo nel Mib 30".



Trovo , come al solito , una intollerabile reticenza nel fornire e commentare dati di questo tipo - Per esempio :

le quantità indicate , nel corso del 2003 sono state in diminuzione o in AUMENTO ???

Lo 0,7% - per un fondo pensione - che dovrebbe magari sacrificare qualcosa in termini di performance ma non derogare dalla ricerca del rischio limitato - E' COMUNQUE UNA ENORMITA' PER un titolo chiacchierato da così tanto tempo

Di certo però i professionisti costituiscono una garanzia - loro si che sono bravi a valutare (.. le massime commissioni che vi possono appioppare)

Quanti altri 0,7% di titoli in odore di sbrago ??


bye
 
Cartolarizzazioni Italiane

Cicr, presto nuovo incontro su cartolarizzazioni - Buttiglione

ROMA, 23 marzo (Reuters) - La discussione all'interno del Comitato per il credito e il risparmio sulle cartolarizzazioni dei crediti bancari non si è conclusa con la riunione di oggi e proseguirà presto con una nuova riunione la cui data di convocazione non è stata ancora fissata.

Lo ha detto il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione che ha partecipato all'incontro di circa un'ora al ministero dell'Economia.

"Ci siamo aggiornati. Credo che torneremo a parlare del problema in un prossimo incontro", ha detto il ministro ai giornalisti alla Camera.

"Abbiamo detto che ci rivedremo presto ma non abbiamo fissato una nuova data", ha aggiunto. :angry:

*************

Ecchelà ...!

Un problemino ci sarà se Tremonti convoca un Comitato Interministeriale sull' argomento; e se hanno anche bisogno di rivedersi ... :cool:

RR
 
Re: Cartolarizzazioni Italiane

Scritto da Ricky Roma
Cicr, presto nuovo incontro su cartolarizzazioni *************

Ecchelà ...!

Un problemino ci sarà se Tremonti convoca un Comitato Interministeriale sull' argomento; e se hanno anche bisogno di rivedersi ... :cool:

RR


ROMA, 23 marzo (Reuters) - E' terminata intorno alle 14 al ministero dell'Economia la riunione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) con all'ordine del giorno il tema delle sofferenze bancarie. La riunione è durata poco meno di un'ora. I cronisti hanno visto uscire prima i ministri Antonio Marzano, Rocco Buttiglione e Pietro Lunardi, poi il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Fazio era arrivato in via XX settembre, accompagnato dal capo servizio normativa, concorrenza e affari generali Francesco Maria Frasca, poco prima delle 13. Assente, perché impegnato a Bruxelles, il ministro delle
Politiche agricole Gianni Alemanno.

Sui contenuti della riunione il ministero dell'Economia ha poi emesso un comunicato nel quale si dice che "il Comitato ha discusso sul primo punto all'ordine del giorno: Operazioni di
cartolarizzazione effettuate da banche italiane, con particolare riguardo ai cosiddetti non performing loans. Il Comitato ha inoltre deliberato su di un secondo punto, successivamente
introdotto all'ordine del giorno: Proposta della Banca d'Italia.
Modifiche alla delibera Cicr 2 agosto 1996 in materia di organizzazione amministrativa e contabile e controllo interno". La nota aggiunge che "il Comitato ha infine espresso parere favorevole in ordine a 5 emissioni obbligazionarie regionali". Dal 1996 al 2003 le banche hanno cartolarizzato crediti per 72.402 mld di euro, di cui 27.417 di crediti in sofferenza e 44.985 di crediti in bonis. Le cartolarizzazioni di crediti in sofferenza si sono concentrate nel triennio 1999-2001, quelle relative a crediti in bonis nel triennio 2001-2003. Tra i gruppi bancari che hanno emesso maggiori cartolarizzazioni su crediti non performing vi sono Capitalia , che a partire dal 1999 ha effettuato tre operazioni di questo genere tramite il veicolo Trevi Finance, e Monte dei Paschi di Siena che ne ha lanciate quattro, tramite il
veicolo Ulisse, per volumi minori rispetto alla banca romana.
Ieri vi è stato il downgrading da parte dell'agenzia di rating Moody's della classe B della cartolarizzazione Trevi Finance 2. Nello spiegare l'abbassamento del rating di tre gradini a 'Baa2' da 'A2' Moody's ha puntato il dito su un tasso di recupero più lento delle attese dei crediti non-performing cartolarizzati con l'emissione. I titoli di classe B, da 200 milioni di euro, hanno scadenza nel 2010.

"il Comitato ha discusso sul primo punto all'ordine del giorno: Operazioni di cartolarizzazione effettuate da banche italiane, con particolare riguardo ai cosiddetti non performing loans"

cioè crediti inesigibili o quasi !!!


Credo tu abbia ragione , qualche problemino ci deve essere....

bye
 
Thread molto interessante.OK!



I TEMI

Rischio sofferenze
Fra i temi in discussione ieri, quello del crescente volume di cartolarizzazione dei crediti realizzato dal sistema bancario. Fra il 1996 e il 2003 le banche hanno infatti cartolarizzato crediti per 72,402 miliardi di euro, di cui 27,417 in sofferenza e 44,985 di crediti in bonis. Secondo quanto riferito dal ministro Rocco Buttiglione, il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, ha comunque negato che esistano «preoccupazioni di carattere sistemico». Il Cicr ha poi approvato ieri un provvedimento in base al quale le banche che operano nel mercato dei derivati devono disporre di un nucleo interno di valutazione




IL RETROSCENA

E Tremonti scrisse al Governatore: una mina nei conti

ROMA - Giulio Tremonti era uscito allo scoperto il 15 gennaio, con l’audizione parlamentare sui crac Cirio e Parmalat durante la quale aveva pronunciato il suo j’accuse nei confronti di Antonio Fazio. «Una parte non marginale del risanamento del sistema bancario italiano è stata fatta realmente, ma una parte è stata fatta con operazioni sui cosiddetti non performing loans (le cartolarizzazioni dei crediti a rischio, n.d.r .), su cui è necessario vigilare», aveva detto il ministro dell’Economia. Mettendo sul banco degli imputati, per ironia della sorte, proprio quello strumento, le cartolarizzazioni, da lui largamente utilizzato in questi anni. E non era nemmeno troppo difficile capire a chi si riferisse. Il bersaglio era Capitalia, istituto di credito presieduto da Cesare Geronzi, considerato il banchiere più vicino a Fazio, il governatore della Banca d’Italia con il quale Tremonti ha da tempo ingaggiato un duello senza esclusione di colpi. Il gruppo bancario romano è infatti quello che ha cartolarizzato più sofferenze. Come sa bene anche il ministro dell’Economia, che già diversi mesi prima dell’audizione (esattamente il 5 maggio del 2003) aveva chiesto per lettera a Fazio notizie sui «miglioramenti della situazione tecnica» di Capitalia «a seguito», fra l’altro, «di cartolarizzazione dei crediti».
In quella circostanza il ministro dell’Economia si era beccato una cortese quanto ferma replica di Fazio, che alle sue richieste aveva ribadito un «inderogabile segreto d’ufficio». Ma se l’era legata al dito.
Aspettava quindi solo l’occasione propizia per aprire, dopo quelli dei bond Cirio e Parmalat, un nuovo fronte con via Nazionale. Così il 16 gennaio, giorno successivo a quello dell’audizione, aveva scritto una lettera a Fazio, ponendo ufficialmente la questione dei « non performing loans » al governatore della Banca d’Italia. La risposta era arrivata il 23 febbraio, tre giorni dopo l’audizione parlamentare dei banchieri, fra i quali Geronzi, nell’ambito della stessa indagine sul risparmio, avvenuta il 20 febbraio.
Il governatore presentava una situazione tale da non rappresentare, come ha ripetuto anche ieri al Comitato per il credito, un «rischio sistemico».
Una posizione, ancora una volta, ben diversa da quella del ministro dell’Economia, secondo il quale le cartolarizzazioni dei « non performing loans » sono invece una mina vagante nei bilanci delle banche.
Le ragioni di Tremonti sono contenute nella nota che è stata allegata al verbale del Comitato per il credito, nella quale si sottolinea fra l’altro il fatto che quelle operazioni vengono effettuate prevalentemente con la tecnica del «pro solvendo» anziché con quella del «pro soluto». E la differenza non sarebbe trascurabile. La banca cede i crediti a rischio, con un determinato sconto, a una società che li paga emettendo obbligazioni sul mercato (in gergo, «cartolarizzandoli»). Queste obbligazioni vengono successivamente rimborsate con i soldi derivanti dal recupero dei crediti in sofferenza. Ma se il contratto di cessione prevede il cosiddetto «pro solvendo», nel caso in cui il credito non venga recuperato, la banca deve intervenire per coprire il buco. Perciò le sofferenze diventano perdite. E siccome le procedure fallimentari in Italia spesso non consentono un recupero rapido ed efficace, ecco perché la mina, è la tesi del Tesoro, rischia di esplodere.

Fonte: Corriere della Sera di oggi
 
Scritto da ~Qohèlet~

IL RETROSCENA

E Tremonti scrisse al Governatore: una mina nei conti

ROMA - Giulio Tremonti era uscito allo scoperto il 15 gennaio, con l’audizione parlamentare sui crac Cirio e Parmalat durante la quale aveva pronunciato il suo j’accuse nei confronti di Antonio Fazio. «Una parte non marginale del risanamento del sistema bancario italiano è stata fatta realmente, ma una parte è stata fatta con operazioni sui cosiddetti non performing loans (le cartolarizzazioni dei crediti a rischio, n.d.r .), su cui è necessario vigilare»,…



Vigilare su che ? :eek: ... le operazioni sono già belle che concluse, … con tanto di nero su bianco.
Le precauzioni andavano prese prima !

Intanto, molte delle spiegazioni al downgrade operato su Trevi2 non mi convincono.

Il portafoglio di “non-performing loans” delle banche nel 1999 era composto da mutui emessi a tassi piuttosto elevati ( 7-11% ed anche di più ); cartolarizzare il flusso di redditi prodotto da questi sottostanti voleva dire soprattutto stimare appropriatamente ( e quindi in relazione alla previsione dell’ andamento del tasso d’ interesse ) la quota di estinzioni anticipate: dei suddetti muti.
Per esempio, non avere previsto la imminente discesa del tasso d’interesse ed il permanere di tassi bassi nel “post 99” avrebbe voluto dire sovrastimare la resa dei mutui sottostanti: perché la gran parte di questi sarebbe stata estinta anticipatamente, e si sarebbe così pregiudicato il flusso di reddito pluriennale ipotizzato.

Questo è il principale rischio contro il quale si deve coprire la società veicolo… invece, dalla stampa risulta che il rischio lamentato delle Agenzie di Rating sia la difficoltà nel realizzo somme nelle procedure di esecuzione immobiliare.

Questo elemento, in realtà, era già stimabile dalle stesse nella fase di valutazione delle operazioni italiane ( … si poteva facilmente capire che i tempi italiani non sarebbero stati quelli standard di altri paesi ben più organizzati ).
Quindi questa, se confermata, dovrebbe essere una “solenne topica” presa dalle “Magnifiche Tre”.

Ma di più. Se già questo è stato un rischio non previsto dai “formidabili consulenti”, che situazione ci ritroviamo allora per le cartolarizzazioni statali ? :rolleyes:


Saluti
RR
 
Alcune news sulle cartolarizzazioni:


FINANZA E RISPARMIO
UniCredito lancia il bond dei distretti

Partirà nei prossimi giorni il bond di distretto di UniCredit Banca d’Impresa, l’operazione di cartolarizzazione di crediti alle piccole e medie imprese, Pmi Uno Finance. Il portafoglio è rappresentato da 231,8 milioni di euro di crediti concessi a 471 Pmi localizzate in Veneto da UniCredit senza il percorso standard delle garanzie che generalmente rende più lento l’accesso ai finanziamenti. Si tratta in pratica di un ponte che permette alle imprese di realtà più piccole di accedere al mercato dei capitali, anche a livello internazionale. Le classi di obbligazioni emesse saranno cinque: le prime quattro con un rating atteso che permetterà la quotazione alla Borsa di Lussemburgo. Il grosso delle cartolarizzazioni avrà un rating atteso Fitch di AAA.

Fonte: Corriere della Sera di oggi

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Martedì 30 Marzo 2004, 11:00

Inps pronto a nuova securitisation, governo deciderà tempi-Sassi
ROMA, 30 marzo (Reuters) -

Inps è pronto a una nuova cartolarizzazione che potrebbe avere un ammontare attorno a 1 miliardo di euro. La decisione sul lancio dell'operazione spetta, però, al governo che non ha ancora sciolto la riserva.
Lo ha detto il presidente di Inps Giampaolo Sassi a margine di un convengo del Cnel sulle cartolarizzazioni che coinvolgono gli enti previdenziali.

"Per quanto riguarda la quinta cartolarizzazione Inps, i tempi dipendono dal governo" ha detto Sassi. "Se ce lo chiedono, siamo pronti".

Il presidente dell'istituto di previdenza ha aggiunto che "se si fa, l'operazione arriverà entro luglio", specificando che la securitisation riguarderebbe i crediti successivi a giugno 2003 per un ammontare "attorno a un miliardo di euro".

Inps4 risale a luglio 2003 quando Banca Imi, Jp Morgan e Lehman avevano organizzato per il ministero dell'Economia il lancio di asset backed securities per un totale di 3 miliardi di euro.

Fonte: Yahoo Finanza

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Mercoledì 24 Marzo 2004, 16:36

Cartolarizzazioni: Operatori, Ne' Esagerare Ne' Demonizzare
(ASCA) - Roma, 24 mar -

Che lo si voglia ammettere o meno il mercato sta attraversando una fase di mini credit crunch: in questa fase non c'e' da stupirsi che il ministro Tremonti abbia voluto accendere un faro sul fenomeno cartolarizzazioni. Questo in sintesi il parere degli addetti ai lavori sul nuovo round Fazio- Tremonti, al centro del quale c'e' la questione se alcune grandi banche italiane siano ricorse alle cartolarizzioni dei loro crediti in misura eccessiva o meno. Nel mirino, ancora una volta, il Gruppo Capitalia al quale puo' essere ricondotto oltre il 40% delle cartolarizzazioni dei crediti in sofferenza delle banche italiane. Tanto piu' che due giorni fa e' stato abbassato il rating delle emissioni di classe B della Trevi Finanziaria 2, una delle societa' con cui il Gruppo romano veicola le cartolarizzazioni. Ma, fanno notare gli analisti, la legge sulle cartolarizzioni c'e' da quattro anni, ed e' stato proprio il Tesoro a fare da apripista con le cartolarizzazioni del crediti INPS ed Inail, per non parlare dei vari SCIP con cui ha monetizzato il patrimonio immobiliare pubblico. Lo strumento di per se' e' certamente valido, ne' e' pensabile che Tremonti lo voglia affossare.

Fonte: Yahoo Finanza
 
Ultima modifica:
Lunedì 29 Marzo 2004, 16:14


Covered bond, lavori legge ben avviati, tempi legati a politica
MILANO, 29 marzo (Reuters) -

La legge 130 per la cartolarizzazione in Italia ha bisogno di un lifting e, in questa occasione, il governo potrebbe decidere di aggiungere al testo stilato nel 1999 una manciata di articoli per rendere possibili anche per le banche italiane i covered bond.
I lavori sono a buon punto. Si attende, ora, una manifestazione della volontà politica che faccia decollare il progetto.

"L'istruttoria tecnica è ben avviata e la definizione di un testo di legge potrebbe concludersi in fretta" riferisce a Reuters una fonte vicina ai lavori che vedono coinvolti tecnici del ministero dell'Economia, legali e banche.

"Il varo di un testo di legge per i covered bond prima della pausa estiva è possibile, ma, a questo punto, i tempi dipendono soprattutto dalla volontà politica. Se il ministero dell'Economia deciderà di sponsorizzare la legge i lavori procederanno in fretta" aggiunge la fonte.

I covered bond sono speciali obbligazioni garantite da un patrimonio segregato di attività appartenenti al bilancio dell'emittente, tipicamente una banca o un intermediario finanziario.

La strutturazione di titoli garantiti da un portafoglio dedicato permette di lanciare bond con rating superiori a quello dell'emittente senza che sia necessario cedere questo portafoglio a un veicolo esterno, come succede, invece, con la cartolarizzazione.

"Per le banche emettere covered bond invece che ricorrere a strumenti tradizionali significherebbe risparmiare sul costo del finanziamento" spiega l'operatore di una banca. "Un covered su un portafoglio di mutui bancari ha costi inferiori a quelli di una cartolarizzazione sullo stesso portafoglio, dal momento che si tratta di prestito a cui viene aggiunto un patrimonio dedicato a garantire gli obbligazionisti".

Secondo la fonte "se l'adozione di una normativa sui covered slittasse dopo l'estate si sarebbe perso un anno".

"Le maggiori banche premono perchè le norme arrivino prima della pausa estiva per consentire il loro utilizzo prima della fine dell'anno, per rifinanziare operazioni in scadenza a costi inferiori" aggiunge.


PER ORA LEGISLAZIONE ITALIA RIGUARDA SOLO CDP

Norme dedicate ai covered sono presenti ad oggi nei principali paesi europei. In Italia esiste solo la normativa relativa alla riforma della Cassa depositi e prestiti che, per la nuova Cdp spa, prevede la possibilità di "destinare propri beni e rapporti giuridici al soddisfacimento dei diritti dei portatori di titoli da essa emessi", costituendo un patrimonio segregato al servizio dei bond.

Il varo di norme sui covered potrebbe avvenire nell'ambito di alcune piccole modifiche da apportare alla legge 130 per poter renderla più efficiente per le cartolarizzazioni.

"Con la pratica ci si è accorti che la 130 può essere migliorata, con il recepimento di alcuni accorgimenti che sono stati presi per le singole cartolarizzazioni dello Stato" spiega una fonte vicina ai lavori.

"Ad esempio nella legge 130 si dice che i crediti ceduti costituiscono un portafoglio separato, la legge potrebbe essere integrata prevedendo che non solo i crediti, ma anche tutti i rapporti accessori, siano considerati come separati" dice la fonte. Un altro intervento possibile potrebbe puntare ad agevolare la cessione di crediti commerciali, semplificando le norme. Difficile, invece, che siano maturi i tempi per allagare la legge 130 in modo da rendere possibili le cartolarizzazioni anche dei proventi e non solo dei crediti.

Fonte: Yahoo Finanza
 
Scritto da ~Qohèlet~

Mercoledì 24 Marzo 2004, 16:36

Cartolarizzazioni: Operatori, Ne' Esagerare Ne' Demonizzare
(ASCA) - Roma, 24 mar -

Che lo si voglia ammettere o meno il mercato sta attraversando una fase di mini credit crunch: in questa fase non c'e' da stupirsi che il ministro Tremonti abbia voluto accendere un faro sul fenomeno cartolarizzazioni. Questo in sintesi il parere degli addetti ai lavori sul nuovo round Fazio- Tremonti, al centro del quale c'e' la questione se alcune grandi banche italiane siano ricorse alle cartolarizzioni dei loro crediti in misura eccessiva o meno. Nel mirino, ancora una volta, il Gruppo Capitalia al quale puo' essere ricondotto oltre il 40% delle cartolarizzazioni dei crediti in sofferenza delle banche italiane. Tanto piu' che due giorni fa e' stato abbassato il rating delle emissioni di classe B della Trevi Finanziaria 2, una delle societa' con cui il Gruppo romano veicola le cartolarizzazioni. Ma, fanno notare gli analisti, la legge sulle cartolarizzioni c'e' da quattro anni, ed e' stato proprio il Tesoro a fare da apripista con le cartolarizzazioni del crediti INPS ed Inail, per non parlare dei vari SCIP con cui ha monetizzato il patrimonio immobiliare pubblico. Lo strumento di per se' e' certamente valido, ne' e' pensabile che Tremonti lo voglia affossare.

Fonte: Yahoo Finanza [/B]


... ma il problema rimane :
finchè non viene ben specificato cosa viene cartolarizzato e chi mette in portafoglio cosa ed a quale prezzo, il dubbio che inconsapevoli poveri cristi si ritrovino nella tasca centrale posteriore (via fondo pensione , semplice fondo, polizze di varia natura.....) la cartolarizzazione dei debiti dei partiti , debiti dei sindacati , prestiti fatti a cuor leggero da banchieri e bancari ad amici e amiche sulla base di nessuna garanzia , prestiti fatti alle società di figli e figlie , prestiti fatti al signorotto locale o raccolto da un collettore di qualche banda pseudopolitica ,... e chissà quali altri nefandezze ...
... il dubbio rimane fortissimo e diventa sempre più forte : DOVE VANNO ????

..quasi una certezza..

bye
 
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