è giusto dire tutto ma proprio tutto

watson

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alla persona che si ama?

Per me sì.
Sarebbe giusto.Però forse è meglio di no.
 
Scritto da watson
alla persona che si ama?

Per me sì.
Sarebbe giusto.Però forse è meglio di no.
se non hai amanti...lo puoi anche fare;)
 
Assolutamente no
 
Scritto da watson
alla persona che si ama?

Per me sì.
Sarebbe giusto.Però forse è meglio di no.
Nocchennò, tesoro cicci! (e ora ci metto anche la faccina che ti piace tanto ;) )
 
Scritto da watson
alla persona che si ama?

Per me sì.
Sarebbe giusto.Però forse è meglio di no.

No..... credo ci sia in ogni di noi, un "giardino" segreto.... :)
 
Scritto da watson
alla persona che si ama?

Per me sì.
Sarebbe giusto.Però forse è meglio di no.

Sì.


Ti giro le domanda:

Una cosa non detta, la riterresti una bugia o una mancata verità?


Lulù
 
Verità?

Spesso una cosa non detta è un passo verso la saggezza.


Ciao
 
Re: Verità?

Scritto da Filippo1
Spesso una cosa non detta è un passo verso la saggezza.


Ciao
Non so, Filippo, se si può dare valore assoluto a quanto dici. O, almeno, la cosa mi sembra abbastanza problematica.
Mi spiego: se si tratta di non dire ciò che può veicolare il male (l'inganno), sono d'accordo, anche se si pone il problema della "custodia" di questo male stesso.

Beninteso, da parte del "saggio", il quale riservandosi il potere di decidere se farne o meno "dono" all'altro, riuscirebbe a preservare una certa "innocenza" di questo altro stesso.

Però: che tipo di "saggezza" contempla una visione del genere? Una macerazione del "saggio", unico soggetto in grado di "tollerare" (etimologico) il male? Ma questa sopportazione non implica una considerazione negativa delle capacità altrui di - diciamo così - "esorcizzare" la menzogna?
E po, ancora, (come voleva qualcuno) la "custodia" di concetti (quali che siano) non è volgarmente elitaria?
 
Re: Re: è giusto dire tutto ma proprio tutto

Scritto da nickilist@
Nocchennò, tesoro cicci! (e ora ci metto anche la faccina che ti piace tanto ;) )

mi arrendo.è da ieri che tento di capire cosa volevi dire.
Il "Nocchennò, tesoro cicci! "può pure andare.Ma il riferimento alla faccina proprio non lo capisco.Esplicati,please!
 
Re: Re: Re: è giusto dire tutto ma proprio tutto

Scritto da watson
mi arrendo.è da ieri che tento di capire cosa volevi dire.
Il "Nocchennò, tesoro cicci! "può pure andare.Ma il riferimento alla faccina proprio non lo capisco.Esplicati,please!
Innanzitutto, watson, tesoro, vorrei rassicurarti in merito alla mia risposta (quella che ora sono in procinto di inviare): arriva ora (nell'ora in cui sarà ora per te che la leggerai) perché sono andato a prendere un caffè. Quindi, non ero in cammino verso la saggezza.
Però non è tutto, trattengo qualche segreto. Infatti sono rientrato una mezzora fa e ho letto anche la tua risposta, ma ho deciso di operare così: prima ho portato il cane giù, poi ho mangiato, e solo ora, dopo averti custodito, tesoro mio, ti rispondo.
(Tutto ciò potrebbe esserti confermato da quegli autentici depositari di "esperienze" sottotraccia che sono i manovratori di software).
Ora, avrei detto (quasi) tutto, ma non so se fidarmi dei miei ricordi [come la mettiamo, sostenitori del (non) dire tutto (un tutto tollerato), con la questione della diffrazione da se stessi? E se la custodia custodisse il potere di ingannar(/si)?]

Quanto alla faccina, era un ammiccamento: fanne tesoro ;)
 
Re: Re: Re: Re: è giusto dire tutto ma proprio tutto

Scritto da nickilist@
Innanzitutto, watson, tesoro, vorrei rassicurarti in merito alla mia risposta (quella che ora sono in procinto di inviare): arriva ora (nell'ora in cui sarà ora per te che la leggerai) perché sono andato a prendere un caffè. Quindi, non ero in cammino verso la saggezza.
Però non è tutto, trattengo qualche segreto. Infatti sono rientrato una mezzora fa e ho letto anche la tua risposta, ma ho deciso di operare così: prima ho portato il cane giù, poi ho mangiato, e solo ora, dopo averti custodito, tesoro mio, ti rispondo.
(Tutto ciò potrebbe esserti confermato da quegli autentici depositari di "esperienze" sottotraccia che sono i manovratori di software).
Ora, avrei detto (quasi) tutto, ma non so se fidarmi dei miei ricordi [come la mettiamo, sostenitori del (non) dire tutto (un tutto tollerato), con la questione della diffrazione da se stessi? E se la custodia custodisse il potere di ingannar(/si)?]

Quanto alla faccina, era un ammiccamento: fanne tesoro ;)

Adesso è tutto più chiaro.Ti ringrazio,mi ci voleva proprio in una giornata come questa (tu mi capisci).Grazie del tesoro,ne farò tesoro.La prossima volta però non essere così esplicito,altrimenti ti contraddici.Al tesoro tuo qualche verità la devi nascondere.
 
Ho letto le riposte di nickilist@….. ma oggi non ho proprio voglia di consultare il dizionario…(momento di pigrizia acuta :D :D :D )

Non dire tutto…….. non lo ritengo ne una bugia non detta, nemmeno una mancata verità.
Poi “il non dire”…… deve per forza essere associata ad una cosa negativa per l’altro ?? :confused:
 
Un attimo, ti.ka, il 3d parla di "giustizia" del dire o non dire tutto. Per essere "giusti" c'è bisogno di comparare, in qualche modo.

Wat, scherzavo, mi pare ovvio.
Ho preso spunto dal 3d di Filippo, che mi sembra - a dir poco - molto problematico.
 
anch'io scherzavo,mi pareva ovvio.

Comunque la domanda è scritta male.Io volevo dire:

ma voi dite tutto,proprio tutto,alla persona che amate o ci sono dei pensieri che non condividete?E non parlo di corna o roba del genere.Parlo di insoddisfazioni,pensieri astratti,sensazioni,paure,desideri.
 
Scritto da watson
anch'io scherzavo,mi pareva ovvio.

Comunque la domanda è scritta male.Io volevo dire:

ma voi dite tutto,proprio tutto,alla persona che amate o ci sono dei pensieri che non condividete?E non parlo di corna o roba del genere.Parlo di insoddisfazioni,pensieri astratti,sensazioni,paure,desideri.

Allora l'avevo capita bene (ogni tanto mi succede :o)....

e NO rimane la mia risposta. :)
 
Scritto da ti.ka
...

e NO rimane la mia risposta. :)
Sì, però ora stai dicendo che, SI,' NON ritieni indispensabile dire tutto all'altro. Quindi, questo assenso alla negazione potrebbe (dico: potrebbe) contemplare una "sfera" tua propria, inaccessibile (per un tuo decisivo diniego) all'altro.
E' sempre problematica la vicenda, perché ci potrebbe essere una buona intenzione (quella di non "gravare" l'altro dei propri problemi, anche se si esclude la possibilità della "sorpresa") , come pure ce ne potrebbe essere una cattiva, di intenzione (quella di non considerare l'altro capace di condividere il problema)
Secondo me, per lo più ognuno agisce in base alle circostanze (sebbene, poi, anche le circostanze e le situazioni siano di difficile interpretazione. Quando si tocca o si sfiora l'altro, c'è un limite da non oltrepassare). Sarebbe assurdo "prescriversi" comportamenti (entro certi limiti), se le circostanze (ideali e/o reali) sono mutevoli.
 
Re: Re: Verità?

Scritto da nickilist@
Non so, Filippo, se si può dare valore assoluto a quanto dici. O, almeno, la cosa mi sembra abbastanza problematica.
Mi spiego: se si tratta di non dire ciò che può veicolare il male (l'inganno), sono d'accordo, anche se si pone il problema della "custodia" di questo male stesso.

Beninteso, da parte del "saggio", il quale riservandosi il potere di decidere se farne o meno "dono" all'altro, riuscirebbe a preservare una certa "innocenza" di questo altro stesso.

Però: che tipo di "saggezza" contempla una visione del genere? Una macerazione del "saggio", unico soggetto in grado di "tollerare" (etimologico) il male? Ma questa sopportazione non implica una considerazione negativa delle capacità altrui di - diciamo così - "esorcizzare" la menzogna?
E po, ancora, (come voleva qualcuno) la "custodia" di concetti (quali che siano) non è volgarmente elitaria?

Vediamo di fare il punto della situazione.
1. Ciò che io affermo non ha mai la pretesa di valore assoluto;esprimo opinioni, non teorie.”Spesso” non significa “sempre”.
2. Esistono casi da selezionare di volta in volta. Uno l’hai individuato tu: “non dire ciò che può veicolare il male” che per te è l’inganno e per me è la sofferenza dell’altro.
3. Il problema della “custodia” del male. Certo che può essere una” macerazione” del saggio.
4. Tu hai la tendenza a portare tutto su un piano filosofico o speculativo.Io invece tendo a fare il discorso dell’uomo della strada. Questi ,non riuscendo a sopportare il peso della menzogna o dell’omissione o di qualsiasi altra cosa, cerca un sollievo nella confessione
(e qui, a mio avviso , sbaglia e provoca spesso disastri).
5. Dici: “Questa sopportazione –da parte del saggio – non implica una considerazione negativa
delle capacità altrui di esorcizzare la menzogna”? Certamente. Io ho una considerazione negativa delle capacità altrui di cui stiamo parlando.
6 Se ci mettiamo a giocare con le parole tutto può diventare elitario: anche bersi un bicchiere di barbera.


Ciao !!
 
Re: Re: Re: Verità?

Scritto da Filippo1
Vediamo di fare il punto della situazione.
1. Ciò che io affermo non ha mai la pretesa di valore assoluto;esprimo opinioni, non teorie.”Spesso” non significa “sempre”.
2. Esistono casi da selezionare di volta in volta. Uno l’hai individuato tu: “non dire ciò che può veicolare il male” che per te è l’inganno e per me è la sofferenza dell’altro.
3. Il problema della “custodia” del male. Certo che può essere una” macerazione” del saggio.
4. Tu hai la tendenza a portare tutto su un piano filosofico o speculativo.Io invece tendo a fare il discorso dell’uomo della strada. Questi ,non riuscendo a sopportare il peso della menzogna o dell’omissione o di qualsiasi altra cosa, cerca un sollievo nella confessione
(e qui, a mio avviso , sbaglia e provoca spesso disastri).
5. Dici: “Questa sopportazione –da parte del saggio – non implica una considerazione negativa
delle capacità altrui di esorcizzare la menzogna”? Certamente. Io ho una considerazione negativa delle capacità altrui di cui stiamo parlando.
6 Se ci mettiamo a giocare con le parole tutto può diventare elitario: anche bersi un bicchiere di barbera.


Ciao !!

Dunque, cerco a mia volta di puntualizzare (per la precisione):
1) Tu dici che "spesso" non è "sempre", e, fino a un certo punto, sono d'accordo. Cioè fino al punto in cui questa frequenza non si tramuta in definitività. E qui, ne sono certo, non è dato sapere ad alcun saggio, in quanto uomo le conseguenze dei suoi atti e dei suoi comportamenti (Eliot diceva che gli interessava la "follia" dei saggi - se non ricordo male: cito a braccio - "il loro piede brancolante nel buio")
2) Anche secondo me il male è la sofferenza altrui, che può essere veicolata tramite l'inganno, come con altri - diciamo così - strumenti modali (sia fisici che morali)
3) Sono d'accordo, se il "saggio", macerandosi, è in pena per il persecutore che egli stesso può essere (dunque mai libero)
4) e 5) Sono in certo modo difficili da capire, almeno per me, perché un "uomo della strada", che, certo, (non) può essere saggio, è aperto, per essenza, all'incontro. A meno che il saggio non utilizzi (e secondo me questo è il "senso un po' elitario della saggezza) la strada per speculare sul "cammino" (in vista del fine ultimo: la saggezza), relegando nell'insignificanza la molteplicità delle possibili sollecitazioni che di qui provengono, quelle degli "altri uomini" (e che tu chiami "confessioni"). Insomma, se ne distacca "agito" com'è dal fine ultimo, in vista del quale, a sua volta, agisce. E qui ci posso vedere un'inconsapevole possibilità di "veicolare" il male (in sostanza, sottraendosi alle sollecitazioni del dialogo).
6) Lungi da me l'idea di "giocare" con le parole, semmai mi interessa il "senso" delle stesse.
 
Ultima modifica:
Re: Re: Re: Re: Verità?

Scritto da nickilist@
....(Eliot diceva che gli interessava la "follia" dei saggi - se non ricordo male: cito a braccio - "il loro piede brancolante nel buio")....

Non so chi sia codesto Eliot, ma permettimi: se ha detto quello che hai scritto, secondo me parlava di cose che non conosce; ne consegue che diceva pure delle gran boiate (magari frammezzate da concetti più intelligenti)
E' incredibile quanti aforismi, diventati poi famosi, siano in realtà delle grosse boiate. Sempre secondo me, ovvio.
 
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