... e se la sim dovesse fallire?

temistocle

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Ancora una volta volevo sollevare una questione inquietante che mi angustia da parecchio tempo, sempre rinviata e mai risolta una volta per tutte.
Rivolgo a tutti un quesito riguardo a una ipotetica eventuale insolvenza da parte della sim, o soc.tà interm.ne mobiliare.
Mi trovo nell'eventualità di dovere versare della liquidità presso un conto titoli, penso Directa o Eptatrading, di ingenti dimensioni.
Se la sim fallisce da oggi a domani, i miei soldi che fine fanno?
Esiste una legge o anche una assicurazione che mi tuteli giuridicamente?
E' possibile stipulare la pratica di apertura conto titoli presso la sim, davanti a un notaio, in modo che se si verifica una insolvenza, i miei soldi me li restituisce lui?
Aggiungo: mi sembra di aver letto su "Altroconsumo" che la sim può restituire al sottoscrittore, fino a un massimo di lire 40.000.000.
E' vero questo?
 
Fondo Nazionale di Garanzia

Attività coperte dal Fondo Nazionale di Garanzia

Le attività di cui all’art. 1, comma 5, lettera c) ("collocamento, con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente") ed e) ("ricezione e trasmissione di ordini nonché mediazione")* del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n.58, (è il c.d. Testo Unico dell'Intermediazione finanziaria, in sigla T.U.) sono coperte dal un Fondo Nazionale di Garanzia per la tutela dei crediti vantati dai clienti nei confronti degli intermediari autorizzati (i quali sono OBBLIGATI all'adesione), istituito con Decreto del Ministero del Tesoro datato 30 settembre 1991, e riconosciuto quale sistema di indennizzo dall’art. 62 del D.lgs 415/96 (art. tuttora vigente). L’intervento è condizionato alla dichiarazione di insolvenza dell’intermediario. Il Fondo provvede al pagamento dei crediti vantati dai clienti nei confronti degli intermediari a condizione che essi siano riconosciuti in via definitiva dagli organi di procedura concorsuale e sulla base della misura in cui risultano accertati in tale sede.
Ai sensi del Decreto del Ministero del Tesoro 14/11/1997 è garantito l’integrale indennizzo del Cliente, in caso di insolvenza, fino al limite di 20.000 Euro.

Pertanto, nel caso in cui tu ti limiti ad utilizzare la Sim per trasmettere ordini di acquisti o di vendita su titoli immessi in un dossier a te intestato aperto presso di loro rientreresti appieno - a mio avviso - nel caso dell'all’art. 1, comma 5 lettera e) che ti ho segnato con un asterisco*
Devo dirti che, in verità, non è frequente il caso di fallimenti od insolvenze di Sim grandi come quelle da te citate, ma è altrettanto vero che ... non si può mai dire!
Per adesso, vista anche l'ora, penso possa bastarti. Se ti servono altri chiarimenti fammelo sapere.

Spero di esserti stato d'aiuto e ti saluto.

H.
 
Scritto da temistocle
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[Esiste una legge o anche una assicurazione che mi tuteli giuridicamente?
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...direi che su questo punto il buon Helix ti ha risponsto in maniera esaustiva.....

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E' possibile stipulare la pratica di apertura conto titoli presso la sim, davanti a un notaio, in modo che se si verifica una insolvenza, i miei soldi me li restituisce lui?
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No, lo escluderei, anche perché non avrebbe alcun valore giuridico aggiuntivo a quello normalmente contenuto nel contratto che si sottoscrive con la SIM. In caso di fallimento non avresti quindi alcuna prelazione rispetto ad altri clienti.....

Comunque quello che ha detto Helix è vero. Le SIM sono intermediari autorizzati sottoposti a vigilanza e controllo da parte degli organi preposti (Consob e Banca d'Italia), come le banche.
Vengono inoltre sottoposti a revisione e certificazione obbligatoria da parte di soc. di Revisione di bilanci.

Infine, aderiscono obbligatoriamente al Fondo Nazionale di Garanzia, per cui in caso di insolvenza e fallimento, i clienti sono comunque tutelati (fino al limite descritto).
Se hai una posizione così grossa e non hai fiducia nelle SIM, l'unica cosa che mi viene in mente è quella di chiedere alla SIM se è possibile depositare gli strumenti finanziari e la liquidità presso una banca.....e compensare le operazioni con tale banca (vuol dire che il tuo saldo presso la SIM è pari a zero in quanto il deposito è presso la banca e la SIM ti fa solo il servizio di negoziazione / ricezione e trasmissione di ordini).
Questo è una pratica solitamente utilizzata per i clienti istituzionali (quindi non i privati come te) e lo vedo inoltre difficile da applicare in un ottica di tol.....comunque puoi provarci!


ciao
 
Oltre al Fondo Nazionale di Garanzia, la SIM opera (dovebbe operare) nel pieno rispetto del principio di separetezza patrimoniale, per cui i fondi di terzi (liquidità e titoli dei clienti) sono assolutamente distinti dai fondi di proprietà della SIM. Ciò avviene sia tramite il sistema gestionale e contabile di cui si avvale la Società sia tramite l'utilizzo di conti bancari distinti. Il rispetto di tale adempimento è inoltre elemento indispensabile per l'ottenimento della certificazione di bilancio.

ciao
Marco
 
Scritto da temistocle
Rivolgo a tutti un quesito riguardo a una ipotetica eventuale insolvenza da parte della sim, o soc.tà interm.ne mobiliare.
Mi trovo nell'eventualità di dovere versare della liquidità presso un conto titoli, penso Directa o Eptatrading, di ingenti dimensioni.
Se la sim fallisce da oggi a domani, i miei soldi che fine fanno?

Temistocle
ho fatto una puiccola ricerca...nelle mie archiviate...
e trovo questa dell'A.D. di Directa
se puo' interessarti...
visto pure che par che possa essere una scelta tua...
che io...mi fido...ma non ho di questi problemi al momento...
40.000.000 di rimborso??? avanzerebbero...;)
Ciao
Eugenio

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Message 1 in thread
Da:TREVOR (trevor4531@excite.it)
Soggetto:Un'info generale su Directa Sim
Newsgroups:it.economia.borsa.trading-online
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Data:2002-02-15 12:25:08 PST


Gentile Dott. Fabbri,
vorrei chiederLe una cosa particolare. In caso di fallimento o di
bancarotta della società ( mi auguro di no):
le somme da noi clienti depositate presso di VOI (in questo caso siamo
creditori) verrebbero perse in tutto o in parte oppure sul contratto
esistono delle clausole che ci tutelano in caso di situazioni
particolari tipo il fallimento societario o la bancarotta ?
distinti saluti.
trevor
Message 2 in thread
Da:Mario Fabbri (mario.fabbri@directa.it)
Soggetto:Re: Un'info generale su Directa Sim
Newsgroups:it.economia.borsa.trading-online
View this article only
Data:2002-02-15 16:15:11 PST


TREVOR <trevor4531@excite.it> wrote:

> Gentile Dott. Fabbri,
> vorrei chiederLe una cosa particolare. In caso di fallimento o di
> bancarotta della società ( mi auguro di no):
> le somme da noi clienti depositate presso di VOI (in questo caso siamo
> creditori) verrebbero perse in tutto o in parte oppure sul contratto
> esistono delle clausole che ci tutelano in caso di situazioni
> particolari tipo il fallimento societario o la bancarotta ?

Lei propone un quesito indubbiamente importante e che quindi viene ogni
tanto riproposto. Cercherò - stavolta - di chiarirlo in maggiore
dettaglio.

I fondi DEPOSITATI dai clienti alle SIM per fare trading in proprio, non
sono dei semplici "crediti" come quelli dei fornitori,

ma sono stati assoggettati dal legislatore ad una normativa specifica e
molto rigorosa, concepita proprio per evitare che possano nascere
problemi di questo tipo a causa di un possibile "fallimento" delle SIM
stesse.

Tutti i fondi liquidi versati dai clienti - ad esempio -debbono, entro
le 24 ore successive, venir depositati esclusivamente in conti correnti
bancari, denominati "conti terzi" tenuti IN MODO BEN SEPARATO dai fondi
di proprietà della SIM,.

La SIM può scegliere la banca/le banche che preferisce, ma coi soldi non
può farci null'altro, per quanto fruttuoso ee "sicuro", nemmeno
investirli in Buoni del tesoro - per intenderci - che potrebbero perdere
valore.

Con questi soldi, sempre liquidi - la SIM può unicamente provvedere al
pagamento degli acquisti dei clienti, incluse ovviamente le proprie
commissioni...

E nemmeno si possono utilizzare i fondi del cliente A per "far credito"
al cliente B: in banca il conto corrente coi soldi dei clienti, può
anche essere uno solo, ma la SIM deve tenere una sua contabilità
separata per ogni cliente di modo che "a nessuno" manchino mai i propri
fondi, e se un cliente per un qualsiasi motivo "va in negativo", la SIM
deve disporre per ripianare la situazione di fondi propri, da aggiungere
al "conto terzi".

La normativa qui è molto rigorosa: ad esempio noi a Directa permettiamo
di operare sul mercato USA, e abbiamo bisogno di avere dollari per fare
settlement col nostro negoziatore, ma, siccome - per facilitare
l'operatività dei clienti - non abbiamo voluto aprire ai clienti - come
fanno normalmente gli altri operatori - dei conti in dollari e
movimentiamo semplicemente la loro disponibilità in euro, allora NON
possiamo convertire una parte del conto terzi in dollari.

Il fondo in dollari che utilizziamo - e che è essenziale ci sia, per
poter evitare operazioni di cambio continue e dispendiose - può essere
finanziato solo con fondi nostri, perché cambiare gli euro del conto
terzi in euro in dollari, è escluso esattamente come lo sarebbe il
convertirlo in Buoni del tesoro...

Tutto questo lavoro e questa separatezza però ha un buon ritorno, perché
alla fine i fondi, che stanno in questi "conti terzi", ben separati dai
"fondi propri", in caso di fallimento della SIM non possono "per legge"
essere "aggrediti" dai creditori della SIM.

Cioè anche se la SIM fallita ha debiti privilegiati verso lo Stato o i
dipendenti..., questi possono rivalersi unicamente sul patrimonio
"proprio" della SIM, di cui il conto terzi non fa assolutamente parte, e
questo rimane disponibile per rimborsare i legittimi proprietari.

A questa costruzione bella ma in sé "astratta", si aggiungono in pratica
alcuni molto opportuni controlli esterni:

per quanto riguarda i fondi - le SIM, proprio come le banche, sono
infatti sotto l'occhio della Banca d'Italia che controlla costantemente
la solidità del loro bilancio e, nel caso in cui i fondi propri si
assottiglino, al di sotto di certe percentuali da essa stabilite, per
evitare qualsiasi tipo di "equivoco", ben prima che ci sia un
"fallimento" può intervenire per sospenderne semplicemente l'attività.

(Tutta la solidità del sistema finanziario dipende da questo tipo di
cautele e di controlli della Banca d'Italia, alla fine, anche perché
servirebbe a ben poco imporre alle SIM di tenere i soldi in conti
bancari se poi fossero le banche a poter fallire...)

Gli stessi meccanismi sono in funzione in tutti i paesi evoluti: ad
esempio l'anno scorso in Germania la banca/broker on-line Systracom, è
stata "chiusa" dalle autorità di controllo tedesche, senza bisogno che
fallisse, ma solo perché - stante la crisa del TOL - i suoi dati di
bilancio erano scesi sotto i livelli di sicurezza richiesti (e
ovviamente i clienti sono stati agevolmente rimborsati)

Ovviamente questo vale in primo luogo se la SIM "si comporta come
prescritto", ma il non farlo configurerebbe non a un "normale
fallimento", ma un vero reato da parte degli amministratori.

E, altrettanto ovviamente, una cosa è depositare presso una SIM dei
liquidi per fare TOL,
una ben diversa è darle dei fondi "da gestire":

solo nel primo caso vale questo discorso del "conto terzi" tenuto
liquido e in conti bancari... nel secondo la SIM ha invece il
diritto-dovere di investire, di comperare e vendere Buoni del tesoro e
dollari e quant'altro, coi soldi dei cliente,
e qui l'esito può essere "lecitamente", molto cattivo o molto buono,
senza che si possa sindacare più di tanto.


Cordiali saluti

Mario Fabbri
------------------------
Amministratore Delegato
DIRECTA SIMpA
 
Complimenti

CLAP CLAP CLAP
:)

Ottima risposta

Ciao
Marco
 
...ora posso tirare un sospiro di sollievo!

Era proprio quello che volevo sentire!
Un sentito ringraziamento al Genio e a chi mi ha prontamente ed esaurientemente risposto.
Per fortuna che c'è il forum
 
Re: ...ora posso tirare un sospiro di sollievo!

Scritto da temistocle
Era proprio quello che volevo sentire!
Un sentito ringraziamento al Genio e a chi mi ha prontamente ed esaurientemente risposto.
Per fortuna che c'è il forum

Periodicamente di riprone questo argomento, e la cosa non può che che far piacere per la tranquillità di tutti. Poi pare che sono in utili anche in questo periodo.....
 
Sim fallite ce ne sono, e si è sempre trattato di società "a conduzione familiare", spessissimo nel vero senso della parola, in cui i controlli interni sono praticamente azzerati se ci si mette d'accordo nell'andare contro la legge.

I clienti di tali sim si trovano spessissimo in enormi difficoltà perché spesso c'è stata confusione dei patrimoni e, pertanto, non è stata riconosciuta la separazione patrimoniale (perché impossibile fare chiarezza) e sono stati considerati al pari degli altri creditori senza poter prelevare il proprio danaro ed i propri strumenti finanziari.

Una recente sentenza ha riconosciuto il principio della separazione del patrimonio dei clienti da quello della sim ed è stata vista come "una grande novità", mentre è ciò che la legge prevede. Accade proprio perché in altri casi i clienti sono stati considerati creditori qualsiasi.
 
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