Ecco il testo del ricorso che ho presentato

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AL SIG. PREFETTO DELLA
PROVINCIA DI


OGGETTO: Ricorso ai sensi dell’art. 203 del Codice della Strada contro il verbale di accertamento N notificato da Regione Carabinieri

Il sottoscritto xxx nato a xxx il xxx e residente a xxx in Via xxx in qualità di proprietario e conducente del veicolo xxx targato xxx

RICORRE

contro il verbale indicato in oggetto per i motivi sottoelencati.


1. Ricorso contro la contestazione fattami circa l’art. 148 commi 2 e 15. Dal verbale: “Alla guida del veicolo indicato effettuava la manovra di sorpasso di altro veicolo in xxx, nonostante fosse vietato”.

Come è possibile vedere dalle fotografie allegate al presente ricorso, non vi è alcun tipo di segnaletica, orizzontale o verticale indicante il divieto di sorpasso in xxxper coloro che provengono da xxx centro e si dirigono verso l’autostrada.

L’art. 137 comma 5 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada prescrive chiaramente come devono essere realizzati i segnali stradali orizzontali: “di colore bianco, giallo, azzurro, giallo alternato con il nero”. Le fotografie dimostrano inequivocabilmente che non vi è alcun tipo di segnaletica con i colori previsti dalla normativa!

Al comma 6 dell’art. 137 è altresì previsto che “Nessun altro segnale è consentito sulle carreggiate stradali all’infuori di quelli previsti dalle presenti norme”, pertanto non è certamente accettabile come segnaletica orizzontale la leggera differenziazione cromatica di alcuni elementi di porfido della strada. Questa differenziazione, certamente non ben visibile di notte o in caso di pioggia, andrebbe comunque contro la normativa prevista dal comma 1 dell’art. 147 laddove impone che: “Tutti i segnali orizzontali devono essere realizzati con materiali tali da renderli visibili sia di giorno che di notte anche in presenza di pioggia o con fondo stradale bagnato.”
L’art. 45 (Uniformità della segnaletica dei mezzi di regolazione e controllo ed omologazioni) del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada al comma 1 così dice: “Sono vietati la fabbricazione e l'impiego di segnaletica stradale non prevista o non conforme a quella stabilita dal presente codice, dal regolamento o dai decreti o da direttive ministeriali, nonché la collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici in modo diverso da quello prescritto.“.
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Il comma 7 dell’art. 147 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada è molto chiaro: “I segnali orizzontali devono essere mantenuti sempre efficienti: in caso di rifacimento della pavimentazione stradale, devono essere ripristinati nei tempi tecnici strettamente necessari. La mancanza dei segnali orizzontali, in caso di riapertura al traffico deve essere opportunamente segnalata con il prescritto segnale verticale.” Non vi è alcuna segnalazione neanche di questo tipo !!!

Fin qui le norme generali sulla segnaletica orizzontale. Ma la nostra normativa è molto precisa e regolamenta specificatamente la segnaletica di cui stiamo parlando, ossia le strisce di separazione dei sensi di marcia.
Infatti, l’art. 139 (intitolato “Strisce di separazione dei sensi di marcia”) al comma 1 prescrive che: “La separazione dei sensi di marcia si realizza mediante una o due strisce longitudinali affiancate di colore bianco e di uguale larghezza; la distanza tra le due strisce affiancate deve essere non inferiore alla larghezza di una di esse. “.
Al comma 2 punto a) dell’art. 139 così si regolamenta la segnaletica orizzontale per indicare all’utenza stradale il divieto di sorpasso: “La striscia di separazione dei sensi di marcia deve essere continua: sulle carreggiate con una corsia per senso di marcia, allorché non si voglia consentire l'occupazione, neppure momentanea, della corsia adiacente per il sorpasso”.
Impossibile quindi rispettare, specie poi per una persona non del luogo, una prescrizione che non è comunicata ai cittadini né con segnaletica orizzontale né con segnaletica verticale, tanto che mi vengono seri dubbi circa l’esistenza del divieto e della relativa ordinanza comunale!!!

Ritengo, pertanto, di aver dimostrato che la contestazione rivoltami vada rigettata.


2. Ricorso contro la contestazione fattami circa l’art. 141 commi 3 e 8. Dal verbale: “Nell’attraversare il centro abitato di xxxx , procedeva alla guida del veicolo indicato a velocità non commisurata alle particolari condizioni della strada e tale da costituire un pericolo per la circolazione”.

Presumibilmente la contestazione della “velocità non commisurata alle particolari condizioni della strada e tale da costituire un pericolo per la circolazione” è la conseguenza della contestazione del sorpasso ritenuto “vietato” (che abbiamo invece visto essere non contestabile).

Non avessi sorpassato il veicolo non mi avrebbero contestato l’art. 141 comma 3.

Ora diventa difficile dimostrare “scientificamente” che la mia condotta di guida sia stata commisurata alla situazione: non mi si addebita infatti una specifica e precisa velocità superiore alla norma, ma piuttosto un comportamento pericoloso: cercherò pertanto di confutare anche questa tesi partendo anzitutto dalla normativa e calandola nella situazione specifica.
L’art. 342 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada al comma 1 prevede che: “L'obbligo di limitare la velocità, di cui all'articolo 141, comma 1, del Codice inizia dal momento in cui sia possibile al conducente percepire l'esistenza di un pericolo e, comunque, in presenza di un segnale di prescrizione o di pericolo.”.
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Sono le 2.40 della mattina di un lunedì, in xxx non vi è anima viva, eccetto il veicolo da me guidato e la pattuglia dei Carabinieri ben abilmente nascosta (tanto che non la vedo), credo di poter con tranquillità affermare che ogni lunedì mattina alle 2.40 e dintorni sia difficile percepire pericoli nella suddetta località: nessuna scolaresca, nessun animale allo stato brado, etc..
Inutile dire che in xxx non vi è alcun segnale di prescrizione o pericolo, come possiamo ben vedere dalle fotografie allegate e da un sopralluogo. Preciso che all’epoca dei fatti non vi era alcun lavoro straordinario sulla pavimentazione in corso e quindi la circolazione poteva scorrere senza alcun intoppo di giorno ed a maggior ragione di notte!

L’art. 141 comma 3 del Codice della Strada prescrive: “In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.”.

È facilmente dimostrabile – questo inconfutabilmente – che la nottata compresa tra la domenica xxx ed il lunedì xxx c.a. è stata metereologicamente assolutamente normale: niente pioggia, niente nebbia e quindi nessuna situazione di visibilità limitata, a parte ovviamente il fatto di essere di notte, ma xxx è illuminata in maniera più che adeguata per far rilevare tempestivamente situazioni di pericolo.
È altresì inconfutabile che in xxx non vi siano curve, forti discese e passaggi stretti o ingombrati. Nella direzione xxx centro – autostrade non è neanche fiancheggiata in senso stretto da edifici, essendo presente un controviale.

L’art. 141 comma 1 del Codice della Strada impone: “È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

L’autovettura da me guidata è una xxx, cilindrata 1200, con regolare manutenzione e regolari documenti, come i Carabinieri hanno potuto verificare, che trasportava esclusivamente la mia persona: non è pertanto un “bolide” della strada e gli impianti frenanti sono sicuramente ben dimensionati.

xxx è probabilmente da catalogare, secondo l’art. 2 del Codice della Strada, tra le strade urbane di scorrimento, non è senz’altro una strada locale; questo permetterebbe di alzare il limite di velocità fino ai 70 km/h, dietro apposita segnaletica, come prevede la normativa, ma la segnaletica è – come abbiamo visto – quasi completamente assente…

Circa le mie condizioni psicofisiche, mi sono sottoposto volentieri al test dell’etilometro, non avendo tra le mie abitudini quella di bere bevande alcoliche: infatti il test ha dato risultato 0,00 (ZERO,ZERO ZERO). Ero pertanto pienamente coscente. L’unico elemento di disturbo era l’ora tarda, che paradossalmente, mi stimola una condotta di guida più tranquilla !

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Per ultimo, ricordo che la regola di giudizio dell’art.23, comma dodicesimo, pone a carico della P.A. ingiungente l’onere di provare la commissione dell’illecito, come si evince dalla sentenza del Giudice di Pace di Trieste dott. Giuseppe Garano, nella pubblica udienza del 24 maggio 2000, circa la causa iscritta al n. 301/2000 R.G.
Ritengo quindi di aver apportato tesi e fatti sufficienti a rigettare anche questa contestazione.
Mi permetto infine di segnalare un’ultima cosa.
Il Ministero dell'Interno con la circolare N. 300/A/1/44248/109/16/1 del 12 agosto 2003: “Disposizioni per l’applicazione della disciplina della patente a punti” ha così prescritto: “Qualora con un solo verbale siano contestate più violazioni che prevedono decurtazione di punteggio, per ciascuna di esse l’entità dei punti previsti dovrà essere indicata separatamente.”. Come si vede dal verbale allegato, sono stati indicati in 8 (otto) i punti decurtati, senza un’indicazione separata di come si sia arrivati a questo totale.
Ai fini di un’ulteriore illustrazione dei motivi del ricorso, rimango a Vostra disposizione ai numeri di telefono xxxx

Data ………………..…….… Firma ………….………………………


Allegati:
- fotocopia del verbale di accertamento;
- n. 6 (sei) fotografie di xxxx
- n. 11 (undici) pagine di Normativa.


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Azzzzzzzzz....se ho bisogno ti chiamo!!!!!
 
AL PREFETTO DI NAPOLI C/O SERVIZIO DI POLIZIA MUNICIPALE DEL COMUNE DI NAPOLI – VIA BERNARDO TANUCCI N. 9
Al Prefetto di Napoli – Piazza del Plebiscito n. 22 – 80100 NAPOLI.
Il Sig. W .
AVVERSO
il processo verbale di infrazione n……, elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Napoli, per l’importo complessivo di Euro 148,85, notificato al ricorrente in data 25.10.2003 per una presunta infrazione avvenuta il 04.06.2003 in Napoli alla Via Mezzocannone, per aver il conducente del motoveicolo, targato….., circolato senza indossare il casco protettivo, trasportando sul motociclo un passeggero sprovvisto del casco protettivo e transitando in zona vietata alla circolazione.
Il predetto Accertamento di Violazione, che con il presente atto si impugna, è nullo, illegittimo e la richiesta di pagamento infondata e va, pertanto, revocato o annullato per i seguenti motivi.
1) In via preliminare va osservato che nel giorno della presunta infrazione, verificatasi in data 04.06.2003, il motoveicolo indicato nel processo verbale n. …. si trovava a ….. nel box dell’istante sito al…… – e ciò per tutto il periodo estivo, poichè il ricorrente esercita attività professionale in ….. con Studio alla …. , il che assorbe ogni ulteriore rilievo. Tale circostanza può essere confermata anche dall’Avv. Sig. H, domiciliato in….. , socio di Studio del Sig. W.
2) Va osservato, inoltre, che nel richiamato Accertamento di Violazione si è trascurato di indicare il tipo di motoveicolo con cui sarebbe stata commessa l’infrazione de qua, così come previsto dall’art. 383, 1° comma del Reg. del C.d.S. Il che rende invalido il processo verbale de quo, a conferma anche che il motoveicolo in questione si trovava altrove (dato che l’accertatore ha evidentemente errato nel segnare i dati del motoveicolo che transitava il giorno dell’accertamento per Via Mezzocannone, che sicuramente non è quello dell’istante).
3) In via subordinata, si fa rilevare che l’accertamento di violazione n. 2511435/2003 è nullo in quanto elevato in violazione dell’art. 200 del codice della Strada secondo cui << la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta>>.Infatti, <<…in base alla normativa vigente, ed in particolare all’art. 200 C. d. S., la violazione di una qualsiasi norma del Codice della Strada deve essere immediatamente contestata dall’agente accertatore: ciò costituisce norma primaria…>> ( cfr. Pret. Pavia, 15 aprile 1996, in Arch. Giur. Circolaz., 1996, 471). Va inoltre contestato l’Accertamento di Violazione de quo, perchè secondo la Cass. Civ. Sez. III, nella sentenza n. 4010/2000, <<dalla disciplina del codice della strada si desume, (…), che la contestazione immediata della violazione alle norme in esso previsto ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio, onde essa non può essere omessa ogni qual volta sia possibile, con la conseguenza che la detta omissione costituisce una violazione di legge che rende illegittimi i successivi eventuali atti del procedimento amministrativo>>; peraltro, la Giurisprudenza stabilisce che <<… l’impossibilità della contestazione immediata deve essere provata dall’autorità competente e, in virtù dell’art. 201, 1° comma C.d.S., il verbale di contestazione deve indicare precisamente i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata>>.
A tal proposito, è opportuno sottolineare che il luogo in cui sarebbe stata accertata la presunta violazione (Via Mezzocannone zona universitaria), normalmente – come noto a tutti - è molto trafficato e vi sono i cd. dissuasori di velocità (dossi artificiali); e, comunque, nell’ora della presunta infrazione, il luogo dove essa è stata accertata era presumibilmente intensamente trafficato per auto e motocicli. Non si comprende, quindi, come non sia stato possibile fermare nei modi regolamentari un motociclo (che si ripete, non è quello dell’istante) che attraversava il centro cittadino ad una velocità approssimativamente uguale a quella dei pedoni (zona universitaria). Pertanto, appare evidente che non può essersi verificata la circostanza prevista dall’art. 384 del Reg. del C. d. S. << impossibilità ad intimare al medesimo di fermarsi >> al fine di contestare la violazione, data la velocità assolutamente moderata con la quale normalmente si procede in detta zona. In definitiva il detto Accertamento di Violazione deve ritenersi nullo, anche ai sensi dell’art. 201 del Codice della Strada, secondo cui esso deve “contenere gli estremi precisi e dettagliati della violazione ” ed, inoltre, “ la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione”, indicazioni completamente omesse nell’Accertamento in questione (né può ritenersi valido l’accertamento, se riporta formule di stile quale quella sintetica riportata sul verbale de quo “non raggiungibile a piedi”). Si precisa che in tema di violazione al C. d. S. la contestazione immediata imposta dal combinato disposto degli artt. 200 e 201 del C.d.S. ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio e svolge funzione strumentale alla piena esplicazione del diritto di difesa del trasgressore.
4) Relativamente alla presunta violazione di cui all’art. 7, comma 1 del C.d.S. del processo verbale n. 2511435/2003 - transito in zona vietata alla circolazione - si fa presente che, da informazioni assunte dai residenti nel centro storico, quando è stata creata l’area a traffico limitato per consentire la circolazione con l’autoveicolo ai soli residenti nella zona “CENTAUR ”, zona in cui si sarebbe verificata la presunta infrazione, tali soggetti non hanno mai ricevuto alcuna certificazione da parte del Comune di Napoli, relativa all’utilizzo di motocicli e motoveicoli, tanto da ritenere che nella zona in questione non vi sia alcuna limitazione per la circolazione dei veicoli a due ruote. Peraltro, la zona Centaur, malgrado i miliardi di lire spesi, non è operativa (circostanza notoria).
5) Da ultimo, va segnalato che la moto dell’istante è provvista di portacasco e sulla stessa vi sono sempre n. 2 caschi, uno Shoei per il conducente ed uno FM per il passeggero, per cui è letteralmente impossibile che l’istante si fosse dimenticato di indossare il casco stesso.
Tanto premesso, il ricorrente
CHIEDE
Previa immediata sospensione della sanzione pecuniaria ed ogni eventuale pena accessoria, che l’Ill. Prefetto di Napoli voglia dichiarare la nullità dell’accertamento di Violazione n. …… comunque annullarlo ovvero dichiararne l’inefficacia o in subordine revocare il provvedimento e comunque archiviare la contravvenzione de qua in seguito alla presente opposizione e per tutti i motivi sopraesposti.
L’istante è a disposizione per essere ascoltato.
Si allega copia dell’Accertamento di Violazione n. …..
Napoli, 5 novembre 2003 Sig. W
 
Verm & Solitair

Complimenti per il vostro ricorso fresco fresco! :D

Mi date un parere tecnico sul mio ? Vi ringrazio !;)
 
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