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Oggi sul quotidiano MF-DJ

Enel mette in sicurezza Endesa contro il caro-energia
di Angela Zoppo

Assemblea straordinaria il 17 novembre: linea di credito fino a 3 miliardi, gnl dagli Usa e acquisto di due cargo in Cile
 

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Enel: maxi-finanziamento per coperture sui derivati (Mess)
18/10/2022 10:10 MF-DJ
ROMA (MF-DJ)--Enel apre il paracadute sul rischio derivati, i futures stipulati a fronte del caro-energia. Lo scrive Il Messaggero aggiungendo che da alcuni giorni il cfo del gruppo energetico Alberto De Paoli ha avviato colloqui con le grandi banche italiane per organizzare un''operazione finanziaria di dimensioni considerevoli: 16 miliardi a titolo di coperture di questi contratti derivati. La linea dovrebbe beneficiare della garanzia Sace nella misura del 70%. La struttura finanziaria e'' in fase di definizione. Ieri, da remoto, avrebbe compiuto un importante salto con al tavolo Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Cdp. Quasi certamente assumera'' la forma di una revolving credit facility (rcf) che consente a Enel di caricarsi il debito solo nel momento del tiraggio. Il future e'' un contratto a termine standard con il quale le parti si impegnano a scambiare una certa attivita'' (finanziaria o reale) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura. Tra le cinque istituzioni, il rischio verra'' ripartito cosi'': cinque miliardi a testa Intesa Sanpaolo e Unicredit, due ciascuno Bpm, Bper e Cassa. Anche la durata dell''operazione non e'' ancora decisa perche'' potra'' variare fra 18 mesi meno un giorno e 18 mesi piu'' due giorni, una differenza (2x1000) legata alla tassazione sul breve o mediotermine. Dalle carte che girano tra gli istituti a supporto dell''istruttoria ai fini della delibera, emerge che la rcf e'' funzionale alla copertura delle necessita'' di liquidita'' che deriva dall''aumento dei prezzi dell''energia. In pratica, la liquidita'' andra'' a marginare il market to marker delle coperture dei prezzi di energia. Nei contratti futures si paga una percentuale dell''ordine del 15% che serve come garanzia sulle oscillazioni di prezzo del contratto. Quando i margini vengono azzerati dalle perdite sul future, le clearing house chiedono di reintegrare la differenza, altrimenti si procede alla vendita del derivato e il debitore finisce all''angolo per mancato pagamento con tutte le conseguenze del caso. La linea in cantiere di 16 miliardi serve per fronteggiare l''oscillazione del valore del contratto di copertura, presumibilmente relativo agli acquisti di gas. vs fine

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Il riassunto:

Enel: mette in sicurezza Endesa contro caro-energia (MF)

ROMA (MF-DJ)--Enel corre ai ripari contro i rincari del gas e le incertezze causate dalla guerra in Ucraina, approntando un piano straordinario per la controllata Endesa. Il gruppo guidato dall'ad Francesco Starace ha in casa gli strumenti per fronteggiare un mercato ad altissima volatilita', e infatti le misure che il 17 novembre prossimo andranno all'esame dell'assemblea straordinaria degli azionisti mettono in campo le sussidiarie, da Enel Global Trading fino a Enel Chile. Coinvolta anche Enel Finance International: il braccio finanziario di Enel potra' garantire a Endesa una linea di credito fino a 3 mld di euro. Lo scrive "MF" precisando che l'ordine del giorno dell'assemblea e' necessariamente gas-centrico: rinnovo dei contratti di gestione congiunta delle navi metaniere e per la fornitura di gnl, il gas naturale liquefatto di origine statunitense per il 2023 ed espansione per il 2022, per un importo totale stimato fino a 265 milioni di euro; acquisto e vendita di gnl da Enel Global Trading, con un controvalore di 290 milioni di euro assumendo un prezzo di 145 /MWh; acquisizione da Enel Generacio'n Chile di due navi metaniere per gnl; infine, la formalizzazione delle operazioni finanziarie, sotto forma di linee di credito e garanzie con la capogruppo. L'esigenza della linea di credito fino a 3 mld, con un tasso di 87 punti base sopra l'Euribor, nasce dalla necessita' di evitare che Endesa, in caso di "incrementi straordinari e poco prevedibili variazioni dell'indice Ttf", possa trovarsi a dover sostenere importi aggiuntivi con costi "potenzialmente molto elevati" alla voce garanzie. Di qui la scelta di rivolgersi all'azionista di maggioranza "per ragioni di rapidita', costo ed efficienza", perche', come si legge nei documenti assembleari, "il finanziamento dell'azionista di maggioranza oggetto di tale operazione ha quindi carattere puntuale ed eccezionale, al fine di coprire i fabbisogni di liquidita' a breve termine di Endesa, per far fronte all'aumento del volume delle garanzie richieste dai mercati futures organizzati, principalmente gas naturale". In aggiunta si prevede anche il rilascio di una fideiussione da parte di Enel a garanzia di alcuni obblighi di Endesa Generacio'n (contro-garantito da Endesa) per un importo fino a due miliardi di euro, con scadenza al 30 giugno 2023. Tra le novita' c'e' anche l'acquisto dei cargo, che rientra nelle misure previste per coprire la domanda nel mercato nazionale per il 2024 . "In questo senso, Endesa Energi'a ha l'opportunita' di avere 2TWh di gnl di Enel Generacio'n Chile a un prezzo competitivo, inferiore al gas spot in Europa (il riferimento e' al mercato Ttf dei Paesi Bassi, ndr)". L'importo totale stimato per le due navi che Endesa Energy acquisterebbe dalla stessa Enel Generacio'n Chile agli attuali prezzi di mercato, aggiornati al 5 ottobre, e' di 121 mln, che potrebbe variare in base al prezzo del Ttf. Il memorandum verrebbe firmato entro il 31 agosto 2023. "L'acquisto dei cargo", si legge nella relazione predisposta per l'assemblea, "e' l'opzione disponibile piu' conveniente per Endesa, in considerazione dell'eccezionale situazione di mercato provocata dal confltto Russia-Ucraina". gug (fine) MF-DJ NEWS

18/10/2022 10:45
 

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Enel: maxi-finanziamento per coperture sui derivati (Mess)

ROMA (MF-DJ)--Enel apre il paracadute sul rischio derivati, i futures stipulati a fronte del caro-energia. Lo scrive Il Messaggero aggiungendo che da alcuni giorni il cfo del gruppo energetico Alberto De Paoli ha avviato colloqui con le grandi banche italiane per organizzare un'operazione finanziaria di dimensioni considerevoli: 16 miliardi a titolo di coperture di questi contratti derivati. La linea dovrebbe beneficiare della garanzia Sace nella misura del 70%. La struttura finanziaria e' in fase di definizione. Ieri, da remoto, avrebbe compiuto un importante salto con al tavolo Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Cdp. Quasi certamente assumera' la forma di una revolving credit facility (rcf) che consente a Enel di caricarsi il debito solo nel momento del tiraggio. Il future e' un contratto a termine standard con il quale le parti si impegnano a scambiare una certa attivita' (finanziaria o reale) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura. Tra le cinque istituzioni, il rischio verra' ripartito cosi': cinque miliardi a testa Intesa Sanpaolo e Unicredit, due ciascuno Bpm, Bper e Cassa. Anche la durata dell'operazione non e' ancora decisa perche' potra' variare fra 18 mesi meno un giorno e 18 mesi piu' due giorni, una differenza (2x1000) legata alla tassazione sul breve o mediotermine. Dalle carte che girano tra gli istituti a supporto dell'istruttoria ai fini della delibera, emerge che la rcf e' funzionale alla copertura delle necessita' di liquidita' che deriva dall'aumento dei prezzi dell'energia. In pratica, la liquidita' andra' a marginare il market to marker delle coperture dei prezzi di energia. Nei contratti futures si paga una percentuale dell'ordine del 15% che serve come garanzia sulle oscillazioni di prezzo del contratto. Quando i margini vengono azzerati dalle perdite sul future, le clearing house chiedono di reintegrare la differenza, altrimenti si procede alla vendita del derivato e il debitore finisce all'angolo per mancato pagamento con tutte le conseguenze del caso. La linea in cantiere di 16 miliardi serve per fronteggiare l'oscillazione del valore del contratto di copertura, presumibilmente relativo agli acquisti di gas. vs fine MF-DJ NEWS

18/10/2022 10:07
 

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Energia: Antitrust avvia indagine su societa' energetiche

ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust ha inviato una richiesta di informazioni a 25 societa' fornitrici di energia elettrica e gas naturale (A2A Energia, Acea Energia, AGSM ENERGIA, Alleanza Luce & Gas, Alperia, AMGAS, ARGOS, Audax Energia, Axpo Italia, Bluenergy Group, Duferco Energia, Edison Energia, Enegan, Enel Energia, Engie Italia, Eni Plenitude, Enne Energia, Estra Energie, Hera Comm, Illumia, Optima Italia, Repower Italia, Sinergas, Sorgenia, Wekiwi), per acquisire copia di eventuali comunicazioni contra legem mandate ai consumatori, a partire dal 1* maggio 2022, relative alle modifiche unilaterali delle condizioni economiche di fornitura o anche alla rinegoziazione/sostituzione/aggiornamento applicate dopo il 10 agosto 2022. In tal modo l'Autorita' intende verificare se siano state attuate similari condotte non rispettose dei diritti dei consumatori. alu fine MF-DJ NEWS

19/10/2022 08:31
 

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Enel: Cvc Fund VIII acquisiscve 50% di Gridspertise

MILANO (MF-DJ)--Cvc Capital Partners Fund VIII ha firmato l'accordo con il Gruppo Enel per l'acquisizione del 50% di Gridspertise, societa' controllata dal gruppo attraverso Enel Grids e leader nel settore delle smart grid al servizio degli operatori di infrastrutture elettriche. Gridspertise e' un facilitatore della transizione energetica che fornisce software, hardware e servizi agli operatori delle infrastrutture elettriche. Attraverso i suoi prodotti, Gridspertise aiuta i suoi clienti a trasformare le reti di distribuzione elettrica tradizionali in reti intelligenti per rispondere alla forte crescita della domanda di energia. Grazie a prodotti di alta qualita' e tecnologie innovative, Gridspertise e' idealmente posizionata in un mercato ampio e globale del valore di _30 miliardi, con una posizione di leadership in Italia, Brasile, America Latina e Spagna e forti ambizioni globali. La gamma prodotto di Gridspertise comprende contatori intelligenti, dispositivi per le smart grid - ossia dispositivi installati all'interno della rete elettrica che registrano i flussi di energia e automatizzano le decisioni di dispacciamento dell'energia - e software e servizi per consentire il funzionamento di questi sistemi. Andrea Ferrante, Senior Managing Director di Cvc, che e' stata assistita da Rothschild in qualita' di advisor, ha dichiarato: "Siamo entusiasti di questo investimento e siamo impazienti di iniziare a lavorare a stretto contatto con Enel e il management team guidato da Robert Denda per migliorare ulteriormente le capacita' di go-to-market di Gridspertise, diversificare l'attuale footprint geografica e ottimizzare la performance operativa". "La nostra esperienza globale nel mondo delle infrastrutture energetiche, con le partecipazioni in Naturgy, PPC e PKP Energetyka e' stata fondamentale per posizionarci credibilmente come partner di Enel in Gridspertise. Gridspertise rappresenta un'opportunita' irripetibile per cavalcare la crescita connessa all'incentivazione della transizione energetica da parte delle autorita' in tutto il mondo", ha aggiunto Jiri Zrust, Partner, Head of Infrastructure di Cvc. La transazione dovrebbe concludersi nel quarto trimestre del 2022, soggetta alle consuete condizioni di closing. com/mcn alessandro.mocenni@mfdowjones.it fine MF-DJ NEWS

21/10/2022 08:29
 

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Qui c'è anche la stima del possibile positivo impatto sui conti:

ENEL: ACCORDO PER CESSIONE DEL 50% DI GRIDSPERTISE A CVC PER 300 MILIONI

Stima impatto positivo 500 mln su ebitda e 300 mln su debito (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)


- Roma, 20 ott - Enel ha siglato, tramite Enel Grids, un accordo per la cessione del 50% della sua controllata Gridspertise al fondo di private equity internazionale Cvc. Gridspertise, ricorda Enel nel comunicato, ha lo scopo di accelerare la trasformazione digitale delle reti elettriche attraverso tecnologie e soluzioni di rete avanzate. L'accordo prevede che Cvc paghi un corrispettivo complessivo di circa 300 milioni di euro, pari a un enterprise value di 625 milioni di euro (riferito al 100%). L'accordo prevede inoltre possibili pagamenti differiti che potrebbero portare l'enterprise value (riferito al 100%) fino a un miliardo di euro. Si prevede che l'operazione nel suo complesso generi un impatto positivo sull'Ebitda del Gruppo Enel per circa 500 milioni di euro, oltre a un effetto positivo sull'indebitamento finanziario netto consolidato del Gruppo di circa 300 milioni. La chiusura dell'operazione, prevista entro la fine del 2022, e' subordinata a talune condizioni sospensive tipiche di questo tipo di transazioni, tra cui il conseguimento delle diverse autorizzazioni amministrative necessarie per il trasferimento a Cvc della quota del 50% in Gridspertise, in particolare in relazione alla procedura di golden power presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e al nulla osta da parte delle competenti Autorita' per la concorrenza. A seguito dell'operazione, Enel e CVC gestiranno la societa' in regime di controllo congiunto.
com-Ale
(RADIOCOR) 20-10-22 20:51:0
 

ilbiondo09

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https://altreconomia.it/linaspettato-ritiro-di-enel-dalla-partita-dellidrogeno-verde-in-cile/

L’inaspettato ritiro di Enel dalla partita dell’idrogeno “verde” in Cile

di Susanna De Guio — 18 Ottobre 2022

A inizio ottobre Enel Green Power Chile, insieme alla multinazionale Hif, ha fatto un momentaneo passo indietro rispetto al maxi progetto “Faro del Sur” da realizzare in Patagonia, lamentandosi per le osservazioni sull’impatto ecologico formulate nell’iter di valutazione ambientale. Il punto della situazione
Nelle ultime settimane Enel è stata al centro di un intenso dibattito a proposito di un mega progetto di produzione di idrogeno “verde” da realizzare in Patagonia, nell’estremo Sud dell’emisfero australe. Non è la prima volta che la multinazionale italiana fa parlare di sé in Cile, dove è leader nella produzione e distribuzione elettrica e fornisce il 26% della potenza installata nel Sistema elettrico nazionale.

Sebbene Enel sia proprietaria di otto centrali termoelettriche a gas e petrolio nel Paese e abbia chiuso solo il mese scorso l’ultima discussa centrale a carbone, in questa occasione il polverone politico e mediatico si è alzato attorno a un progetto rinnovabile chiamato Faro del Sur, e presentato a inizio agosto al Servizio di valutazione ambientale (Sea, la sigla in spagnolo). Si tratta un parco eolico di 65 aerogeneratori da cinque MegaWatt ciascuno, da distribuire su un territorio di quasi 3.800 ettari, con un investimento di 500 milioni di dollari. L’energia eolica prodotta sarà poi destinata ad alimentare il primo mega impianto di produzione di idrogeno “verde” in Cile, a carico di un consorzio di imprese guidate da Highly innovative fuels (Hif) e tra cui figura la stessa Enel, che punta alla raffinazione di gasoline sintetiche, meno inquinanti della benzina, da vendere in Europa.

Enel Green Power Chile, insieme all’impresa multinazionale Hif, lo scorso 6 ottobre ha annunciato però il ritiro del progetto eolico dal Sea. Questa decisione unilaterale è stata influenzata da due documenti di osservazioni critiche che lo stesso ente di valutazione ambientale avrebbe ricevuto pochi giorni prima. Uno era arrivato il 29 settembre da “un gruppo di oltre 10 specialisti di diverse discipline come geografi, biologi, ornitologi e avvocati” e segnalava come al progetto mancassero informazioni e linee guida fondamentali per una corretta misurazione dell’impatto ecologico. Il giorno seguente anche la segreteria regionale del ministero dell’Ambiente, rappresentata da Daniela Droguett, evidenziava un numero consistente di omissioni e inesattezze nel progetto, consigliandone il ritiro.

Tutto questo “è parte del processo che affrontano normalmente le imprese della regione” ha assicurato Daniela Droguett ai media locali nei giorni seguenti, “i progetti passano dal Sistema di valutazione d’impatto ambientale, che raccoglie i pareri di diversi organismi pubblici con competenza ambientale. Quando un progetto riceve molte osservazioni, di solito si ritira per essere aggiornato e presentato nuovamente”. Eppure in questo caso di fronte al ritiro del progetto sono intervenuti sulla stampa deputati, autorità regionali, ministri ed ex ministri e perfino il padre del presidente Gabriel Boric. Ad accendere la miccia è stato il comunicato emesso da Enel e Hif dove si legge che le osservazioni “oltrepassano lo standard abituale” per concludere che “alla luce di queste esigenze eccezionali è necessario capire quali richieste si possono incorporare e quali definitivamente rendono irrealizzabili progetti di questo tipo nella regione”.

La direttrice del Sea, Valentina Durán, è rimasta sorpresa dalla totale mancanza di autocritica dell’impresa: “Mi sarei aspettata che affermasse di voler procedere a migliorare e completare il progetto per presentarlo nuovamente” ha detto pubblicamente.

Secondo Diego Luna Quevedo, uno degli esperti che ha firmato la prima richiesta di ritiro del progetto, “Enel e Hif stanno cercando di misurare la loro forza nei confronti dell’autorità pubblica, stanno verificando se l’investimento da 500 milioni pesa più delle regole ambientali”. Lo specialista della Ong Manomet evidenzia inoltre che il parco eolico Faro del Sur si era già aggiudicato, nel dicembre 2021, un finanziamento pubblico di quasi 17 milioni di dollari, stanziato dalla Corporación de Fomento de la Producción (Corfo). “Lo Stato cileno sta finanziando un progetto di grandi dimensioni, il minimo è che esiga uno studio di impatto ambientale rigoroso”, insiste. La gravità della situazione è accentuata dal fatto che si tratta del primo progetto collegato all’idrogeno “verde” ad affrontare la valutazione ambientale in Cile. Dietro a Faro del Sur, attente a quel che succede in Patagonia, ci sono decine di altre imprese interessate a investire capitali nel nuovo business.

Sono due i fronti contrapposti: da una parte c’è chi ritiene inopportuno o addirittura pericoloso frenare l’iniziativa imprenditoriale, dall’altra le istituzioni che insistono sul rispetto delle norme ambientali vigenti in Cile. Ma nella regione di Magallanes sta prendendo forma anche un terzo fronte: composto da organizzazioni, settori accademici e professionisti, si tratta di un gruppo competente tecnicamente e radicato sul territorio, che sta monitorando attivamente il processo di installazione dell’industria dell’idrogeno e che non esisteva ancora quando Enel ha deciso di scommettere su questo tipo di produzione. Da mesi evidenzia anche le carenze delle istituzioni pubbliche: a luglio una lettera al presidente Boric firmata da oltre 80 entità ed esperti segnalava il rischio di sacrificare un intero territorio in termini sociali ed ecologici per rispondere alle esigenze della transizione energetica europea. L’attuale governo infatti, seguendo la linea avviata dal precedente, di segno politico opposto, promuove il Cile al resto del mondo come un’ottima opzione per lo sviluppo dell’idrogeno “verde” ma non si è ancora attivato per aggiornare e modificare le regole della valutazione d’impatto ambientale, attualmente inadeguate ad affrontare la complessità di progetti di questa entità e tipologia.

Se il dibattito scatenatosi sui media cileni a proposito del Faro del Sur ha mostrato quali e quanto rilevanti siano gli interessi in gioco, brillano per la loro assenza i processi partecipativi che dovrebbero permettere alle persone direttamente interessate, cioè gli abitanti della regione di Magallanes, di informarsi, esprimersi e decidere sul futuro del territorio in cui vivono. Si tratta di un aspetto centrale in direzione di una transizione giusta, a maggior ragione considerando che quella dell’idrogeno verde è una scommessa piena di incognite. Non solo dal punto di vista commerciale e tecnologico ma soprattutto perché non prende in considerazione una premessa fondamentale: per affrontare la crisi climatica non è sufficiente sostituire le fonti fossili, bisogna ripensare i nostri modelli di consumo energetico.

 

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Auto, rifornire l'elettrica costa di più rispetto a una a benzina o diesel. Ecco la differenza per modelli
di Rossella Savojardo

Un anno fa ricaricare l'auto elettrica costava tra il 50% e il 70% in meno rispetto alle versioni a benzina a diesel. Ora fare il pieno di elettricità costa il 161% in più del 2021​

Auto quanto mi costi? Ad oggi possedere un'auto, soprattutto se "green" è quasi un lusso che pochi possono permettersi. Ad aggravare la situazione, dopo i rincari delle componenti e i ritardi nelle consegue causate dalla pandemia, è senza dubbio stata la guerra in Ucraiana le cui conseguenze ricadono invece principalmente sui prezzi del carburante e dell'elettricità. Dal canto loro la crisi climatica e le nuove regole dettate dalla mobilità sostenibile spingono le case automobilistiche a pensare l'auto in chiave sempre più green, ma nonostante gli ultimi incentivi, i costi per comprare e per mantenere un'auto sono sempre più alti.

Per caricare l'auto elettrica si spende il 161% in più rispetto allo scorso anno :eek:

Al momento per caricare un'auto elettrica si spende il 161% in più rispetto a un anno fa. Il dato arriva dall'analisi realizzata da Facile.it, che ha esaminato i consumi di alcuni modelli elettrici e li ha messi a confronto con veicoli simili alimentati a benzina o diesel. Per sviluppare l'analisi il comparatore ha preso in esame tre modelli di auto nelle versioni full electric, diesel e benzina, tenendo in considerazione i consumi dichiarati dalle case automobilistiche (sulla base del ciclo misto Wltp) e i prezzi di energia e carburante. Per l'energia elettrica è stato considerato il costo di una ricarica casalinga, usando come valore di riferimento i prezzi in vigore nel mercato tutelato ad ottobre 2021 ed ottobre di quest'anno, mentre per benzina e diesel sono stati utilizzati i valori medi del prezzo alla colonnina rilevati a settembre 2021 e nell’ultima settimana di settembre 2022.

L'utilitaria segmento B: conviene il diesel

La prima analisi ha riguardato un'auto utilitaria, segmento B, con cilindrata 100-136 CV. Nella versione diesel l'auto ha un'autonomia di 24,4 Km/l, a benzina di 19,6 Km/l mentre l'elettrica percorre 6,3 Km/kWh. Considerando un tragitto di 1.000 km il motore a diesel risulta essere, dal punto di vista del pieno, quello più economico: sono sufficienti 71 euro, mentre per la benzina occorrono 83 euro. All'ultimo posto si posiziona la versione elettrica, che per percorrere i chilometri indicati, necessita di 85 euro di elettricità.

La berlina segmento C: la benzina è il meno conveniente

Nella seconda simulazione il comparatore ha preso in esame un'auto berlina, segmento C, cilindrata 130-150 Cv, nelle versioni diesel (22,5 Km/l), benzina (18,7 Km/l) ed elettrica (6,6 Km/kWh). Anche in questo caso il veicolo che costa di meno in carburante è quello diesel, per fare 1.000 km l'automobilista spende 77 euro, mentre con l'auto elettrica occorrono 80 euro. Il meno efficiente in questo caso è il modello a benzina che richiede 88 euro.

La berlina segmento D: qui conviene ancora l'elettrico

La terza simulazione è l'unica dove il modello elettrico risulta essere ancora oggi il più conveniente in termini di rifornimento. Per la simulazione è stata presa in considerazione un’auto berlina, segmento D, cilindrata 249-286 CV, nelle versioni benzina Mild-Hybrid (13,2 Km/l), diesel Mild-Hybrid (16,1 Km/l) ed elettrica (5,4 Km/kWh). Considerando una percorrenza di 1.000 km in questo caso l'auto elettrica, come detto, risulta essere la più economica: occorrono solo 99 euro di energia elettrica, mentre per quella diesel servono 108 euro di carburante e per quella a benzina addirittura 124 euro.

Il rincaro dei costi energetici danneggia l'auto elettrica?

"Dodici mesi fa, per tutte le simulazioni realizzate, l'auto elettrica era nettamente la più economica dal punto di vista dei costi di carburante con una spesa che, a seconda del modello, era inferiore tra il 50% e il 70% rispetto alle versioni a benzina e diesel", spiegano da Facile.it sottolineando che di conseguenza "il rincaro dei costi energetici rischia di danneggiare anche la mobilità elettrica.

A causa degli aumenti del prezzo dell'energia, dunque, per rifornire un'auto elettrica si spende di più rispetto ad una vettura tradizionale. "E se", concludono da Facile.it "anziché ricaricare dalla presa di casa ci si volesse attaccare ad una colonnina su strada, i prezzi sarebbero ancora più elevati". (riproduzione riservata)

Ultimo aggiornamento: 24/10/2022 12:57


Qui anche le tabelle:

https://www.milanofinanza.it/news/a...sel-ecco-la-differenza-per-202210241118173483
 

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Enel, quattro i fattori che faranno lievitare il debito fino a quasi 70 miliardi in 9 mesi secondo Equita
di Francesca Gerosa

L'ebitda è atteso tra gennaio e settembre a 12,7 mld di euro (+1% anno su anno), l’utile a 2,98 mld (-10%) e l'indebitamento finanziario netto a 69 mld dai 62 mld del primo semestre. Il target price su Enel scende a 7 euro, il rating resta buy a fronte di un rendimento del dividendo di oltre il 9%​

Enel riunisce il cda sui conti del terzo trimestre 2022 e dei primi nove mesi dell'anno il prossimo 3 novembre. Gli analisti di Equita Sim si attendono una trimestrale debole, in considerazione delle condizioni di mercato difficili, in particolare sulle attività retail e sulla gestione del circolante. Più in dettaglio, l’ebitda è atteso tra gennaio e settembre a 12,7 miliardi di euro (+1% anno su anno), l’utile netto a 2,98 miliardi (-10% anno su anno) e l’indebitamento finanziario netto a -69 miliardi, in ulteriore crescita rispetto ai -62 miliardi del primo semestre di quest’anno.

Bene Spagna e America Latina, non l'Italia

A livello geografico, gli analisti di Equita si attendono un andamento debole in Italia (-22,7%), compensato dalla buona performance di Spagna (+10%) e America Latina (+30%), in linea con quanto già avvenuto durante i primi sei mesi dell’anno. Da un punto di vista operativo i risultati saranno impattati dalle scarse produzioni idro a -34% in Italia e -30% Spagna; dalla contrazione dei margini retail, a fronte del picco del costo delle materie prime (340 euro/MWh gas ad agosto) sui contratti forward a prezzo fisso e come conseguenza dell’impossibilità di rivedere i contratti post divieto regolatorio; dall’aumento degli accantonamenti, ma anche delle minorities in conseguenza del maggior contributo atteso da parte di America Latina e l’area iberica.

I fattori alla base del significativo incremento del debito, secondo Equita Sim

In linea con quanto emerso già nella semestrale, e sulla base delle indicazioni degli operatori di mercato nelle scorse settimane, gli esperti di Equita si attendono un significativo incremento della posiziona finanziaria netta del gruppo che, a loro avviso, sarà impattata dal deterioramento del circolante sui maggiori costi di approvvigionamento per gli elevati prezzi energetici; dall’andamento dei cambi sullo stock di debito in valuta (ulteriore apprezzamento del dollaro del 5% nel trimestre); dagli effetti del deficit tariffario spagnolo che per gli analisti rientrerà solo nei prossimi mesi; dal pagamento del dividendo a luglio (2 miliardi).

Il target price sul titolo scende a 7 euro, il rating resta buy

“Ci attendiamo un recupero del circolante durante il quarto trimestre dell’anno, sia per le cessioni già effettuate con un incasso nel quarto trimestre per 3 miliardi sia per le azioni di efficientamento attivate dal management, tuttavia riteniamo che la nostra stima a -62 miliardi per il 2022 sia troppo contenuta. Peggioriamo, quindi, la posiziona finanziaria del gruppo a -64 miliardi, abbassando la valutazione sul titolo Enel del 6,7% a 7 euro”, ha avvertito Equita che ha comunque mantenuto il rating buy sull’azione anche alla luce del rendimento del dividendo atteso molto allettante: 9,1% a valere sul bilancio 2022 con un dividendo stimato in aumento a 40 centesimi di euro dai 38 centesimi del 2021 a fronte di un utile netto adjusted atteso a 5,4 miliardi, in calo dai 5,59 miliardi del precedente esercizio (anche i ricavi sono visti scendere a 83,27 miliardi da 88 miliardi). Attualmente sulla base del consenso Bloomberg sono 21 i broker che hanno un rating buy sull'azione, 6 hanno un rating hold e 0 un rating sell. Il target price medio è a 7,41 euro contro una quotazione in Borsa a 4,359 euro (-0,46%). (riproduzione riservata)

Ultimo aggiornamento: 26/10/2022 13:16
 

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ENEL GREEN POWER INAUGURA PARCO EOLICO DI PARCO EOLICO DI CASTELMAURO

Prosegue l'impegno di Enel Green Power (Gruppo Enel) a favore della transizione energetica e per la crescita delle rinnovabili in Italia, con l'avvio in servizio del parco eolico di Castelmauro, in Molise. L'impianto si trova tra i comuni di Castelmauro e Roccavivara, nella provincia di Campobasso, ed è costituito da sette aerogeneratori da 4,2 MW ciascuno, per una potenza totale pari a 29,4 MW.

Il nuovo parco eolico produrrà circa 70 GWh ogni anno da fonte rinnovabile, evitando l'emissione in atmosfera di circa 30mila tonnellate di CO2 all'anno e l'utilizzo di 15 milioni di metri cubi di gas, contribuendo con energia rinnovabile prodotta localmente alla riduzione della dipendenza energetica dell'Italia da fonti estere. Nella realizzazione del nuovo impianto sono state coinvolte imprese del territorio, in particolare per opere civili, servizi e manutenzione.

Al taglio del nastro erano presenti Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power, il sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo, l'assessore a Politiche Energetiche, Trasporti e Mobilità della Regione Molise Quintino Vincenzo Pallante, la deputata Elisabetta Christiana Lancellotta, il senatore Costanzo Della Porta e i rappresentanti dei comuni di Roccavivara e Trivento.

"Con l'entrata in esercizio del parco eolico di Castelmauro contribuiamo concretamente, anche grazie alla collaborazione con le istituzioni locali e il territorio, al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione per il Paese. Questo e gli altri nuovi impianti rinnovabili che intendiamo realizzare in Italia contribuiscono ad accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, a vantaggio dell'ambiente, delle persone e dell'economia", commenta Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power.

"In questo periodo storico in cui l'energia è diventato un argomento centrale delle cronache con riflessi sulla vita dei cittadini, - commenta il sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo - siamo particolarmente orgogliosi di avere sul nostro territorio questo nuovo impianto da fonti rinnovabili, e quindi completamente sostenibile".

"Sono molto contento di questo invito da parte di Enel Green Power e della presenza del suo amministratore delegato qui in Molise", - commenta l'assessore a Politiche Energetiche, Trasporti e Mobilità della Regione Molise Quintino Vincenzo Pallante.

(TELEBORSA) 27-10-2022 20:48
 

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Enel: conti al test del Sudamerica (MF)

ROMA (MF-DJ)--Arriva dal Sud America il primo anticipo dei conti trimestrali della capogruppo Enel, attesi il 3 novembre: i numeri dell'area valgono circa il 25% dell'ebitda consolidato. Dalle prime evidenze emerge che idroelettrico e gas hanno guidato la corsa di Enel Chile, influenzata positivamente anche della riorganizzazione societaria. Enel Americas ha sofferto il cambio col dollaro e l'inflazione fuori controllo in Argentina (+ 83%), ma allargando ai 9 mesi l'andamento resta positivo. Partendo da Enel Chile, scrive MF-Milano Finanza, il terzo trimestre si e' chiuso cosi' con una crescita record, ben visibile nell'incremento a 3 cifre di ebitda ed utile netto: il primo ha raggiunto i 242 milioni di euro (+ 201% anno su anno), il secondo e' piu' che raddoppiato a 117 milioni di dollari (+ 128%, sempre anno su anno). Nei nove mesi l'ebitda e' salito a 543 milioni (+18%) mentre ben piu' marcato e' il progresso dell'utile netto a 215 milioni (+140%). Sono cresciuti anche gli investimenti: 715 milioni nei nove mesi (+ 13%). Il cfo Giuseppe Turchiarelli ha spiegato al mercato che l'impennata dell'ebitda e' dipesa dall'idroelettrico,cresciuto da 1,6 a 2,9 Twh, e dall'ottimizzazione del business del gas naturale: insieme hanno apportato un contributo di ben 198 milioni sui 242 totali. Altro elemento positivo, Diminuisce il costo medio del debito di Enel Chile dal 4,4% di dicembre 2021 al 3,9% di settembre 2022.Raggiunta la produzione netta di energia elettrica 16.520 GWh a settembre 2022, il 19,7% (+2.718 GWh) in piu' rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, principalmente a causa del maggior dispacciamento di centrali elettriche a ciclo e maggiore produzione di energia idroelettrica e solare nel 2022. La produzione netta di energia elettrica nel terzo trimestre 2022 e' pari a a 6.291 GWh, superiore del 36,0% (+1.667 GWh) rispetto al dato del terzo trimestre 2021 principalmente per effetto della maggiore generazione idroelettrica e solare. Per Enel Chile, che ha una capitalizzazione di mercato di oltre 2 miliardi di dollari, il terzo trimestre e' stato anche quello che ha sancito la chiusura dell'Unita' 2 (350 MW) di Bocamina. Dopo la chiusura di Tarapaca' nel 2019 e dell'Unita' I di Bocamina nel 2021, Enel Chile diventa cosi' la prima utility elettrica del paese a non utilizzare piu' il carbone per le sue operazioni di generazione, 18 anni prima dell'obiettivo originale del 2040 fissato all'interno del Piano nazionale di decarbonizzazione del Cile del 2019.rendendo la societa' la prima a non utilizzare piu' carbone nel Paese. Discorso piu' articolato per l'altra controllata Enel Americas, che ha visto frenare i conti luglio-settembre, pur mantenendo un andamento positivo nei nove mesi. Nel terzo trimestre l'ebitda e' sceso del 7,1% anno su anno, fermandosi poco oltre il miliardo di dollari, andamento attribuito alle minori performance in Argentina e Brasile, parzialmente compensate da Colombia e Peru'. Nei nove mesi l'ebitda ha raggiunto quota 3,4 milardi di dollari, +17,1%. In generale sui conti ha pesato anche una perdita di valore associata al processo di vendita di Enel Distribucion Goias per 786 milioni di dollari, e di Enel Generacion Fortaleza, per 77 milioni di dollari. L'utile netto, infatti, e' stato ribaltato in negativo per 680 milioni di dollari nel trimestre, in calo di 944 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A netto di questo impatto, la flessione sarebbe stata di 11 milioni di dollari (- 4,2%) e il risultato dei nove mesi sarebbe aumentato di 259 milioni di dollari. red fine MF-DJ NEWS

01/11/2022 09:18
 

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Azioni, le utility europee che offrono i dividend yield più elevati
di Giorgia Costa

Gli analisti di Rbc Capital Markets hanno selezionato i titoli che hanno buone chance di rialzo e quelli che sono, invece, sopravvalutati

https://www.milanofinanza.it/news/a...dividend-yield-piu-elevati-202211012106311765

Lo stralcio:

1) Enel. Il rating è positivo (outperform) con target price 8,50 euro, che implica un potenziale di rialzo dell'88%. Il rendimento della cedola 2022 e 2023 è pari rispettivamente all'8,9% e al 9,5%.

9) Endesa. Il rating è neutrale (sectorperform) con target price 22,50 euro, che implica un potenziale di rialzo del 33%. Il rendimento della cedola 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 6,7% e all'8%.
 

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Enel: con Fortescue Future Industries per idrogeno verde

ROMA (MF-DJ)--Fortescue Future Industries (FFI), azienda australiana impegnata nello sviluppo di energia verde rinnovabile, ed Enel Green Power, la societa' globale di Enel dedicata alle rinnovabili (EGP), collaboreranno per intraprendere un percorso di sviluppo congiunto nella catena di valore dell'idrogeno verde, concentrandosi inizialmente su America Latina e Australia. FFI ed EGP, informa una nota, condividono una visione comune sul ruolo chiave dell'idrogeno verde nella decarbonizzazione di settori hard-to-abate come la produzione di fertilizzanti, di altri prodotti chimici e dell'acciaio, oltre che il trasporto marittimo e l'aviazione, in cui l'idrogeno viene utilizzato come materia prima o per generare calore ad alta temperatura e in cui l'azzeramento delle emissioni di CO2 attraverso l'elettrificazione non e' possibile o risulta piu' complesso. Le aziende, anche attraverso questa collaborazione, vogliono rendere l'idrogeno verde competitivo dal punto di vista dei costi rispetto alle alternative basate sui combustibili fossili nel corso di questo decennio. Il Ceo di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, ha dichiarato: "crediamo fortemente che, nel prossimo futuro, l'idrogeno verde possa avere un ruolo strategico nella decarbonizzazione dei sistemi energetici globali, integrando l'elettrificazione diretta. La collaborazione con un partner come FFI si inserisce appieno nella strategia di Enel sull'idrogeno volta a ridurre i costi di produzione dell'idrogeno verde attraverso lo scale-up della tecnologia e soluzioni innovative". Il Ceo di FFI, Mark Hutchinson, ha commentato che "questo entusiasmante annuncio arriva in un momento critico per l'energia. Con l'arrivo dell'inverno e di costi energetici in continuo aumento, disporre di energia verde a costi competitivi non e' mai stato cosi' necessario. L'idrogeno e l'ammoniaca verdi sono parte della soluzione, non solo per garantire sicurezza energetica e per ridurre i costi energetici, ma anche per la lotta al cambiamento climatico. Con una solida e comprovata esperienza e dedizione nel campo dell'energia verde, Enel e' il partner perfetto con cui collaborare per rendere il futuro verde una realta'". L'annuncio di questa partnership rappresenta un solido fondamento per FFI e EGP nel perseguire i loro obiettivi: non solo diversificare l'approvvigionamento energetico futuro e aumentare la sicurezza energetica, ma anche aiutare il mondo nella lotta per ridurre le emissioni e combattere il cambiamento climatico. Tramite questa collaborazione, FFI e EGP intendono stabilire un framework per identificare e valutare possibili progetti di idrogeno/ammoniaca verde. La partnership segna un'importante pietra miliare per i due partner che intendono costruire in America Latina e in Australia un numero ancora maggiore di siti di produzione su larga scala di idrogeno e ammoniaca verdi. L'idrogeno verde e' l'unico tipo di idrogeno sostenibile dato che non emette CO2 durante l'intero processo di produzione, a differenza dell'idrogeno basato sui combustibili fossili. una soluzione pratica e attuabile che puo' contribuire a rivoluzionare il settore energetico aiutando a decarbonizzare l'industria pesante e a creare posti di lavoro a livello globale. L'ammoniaca, che e' un composto a base di idrogeno, puo' essere utilizzata per trasportare e stoccare l'idrogeno in modo piu' efficace riducendo i volumi necessari. una delle materie prime chimiche piu' comuni utilizzate nella produzione di fertilizzanti. L'ammoniaca verde puo' essere utilizzata per decarbonizzare i settori della produzione di fertilizzanti e dei trasporti. gug (fine) MF-DJ NEWS

02/11/2022 10:34
 

azzoan

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Azioni, le utility europee che offrono i dividend yield più elevati
di Giorgia Costa

Gli analisti di Rbc Capital Markets hanno selezionato i titoli che hanno buone chance di rialzo e quelli che sono, invece, sopravvalutati

https://www.milanofinanza.it/news/a...dividend-yield-piu-elevati-202211012106311765

Lo stralcio:

1) Enel. Il rating è positivo (outperform) con target price 8,50 euro, che implica un potenziale di rialzo dell'88%. Il rendimento della cedola 2022 e 2023 è pari rispettivamente all'8,9% e al 9,5%.

9) Endesa. Il rating è neutrale (sectorperform) con target price 22,50 euro, che implica un potenziale di rialzo del 33%. Il rendimento della cedola 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 6,7% e all'8%.

Ma quando ci andrà a 7 o a 8 euro? fra trent'anni????
 

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Ma quando ci andrà a 7 o a 8 euro? fra trent'anni????

Da Borsa Italiana:

https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/target-price.html

Il target price o prezzo obiettivo è il livello di prezzo che un investitore solitamente intende raggiungere in un determinato orizzonte temporale al momento dell'acquisto di un titolo. Le analisi delle banche d'affari sui vari titoli azionari solitamente affiancano a ognuno un rating e un prezzo obiettivo proiettato sul lasso temporale di un anno. I target price vengono calcolati con diversi metodi principalmente riconducibili all'analisi fondamentale o all'analisi tecnica. Ciascuno di questi metodi presenta delle criticità o debolezze che sono state messe in luce da analisti e operatori, tuttavia i corsi azionari reagiscono assai di frequente all'aggiornamento dei prezzi obiettivo delle banche d'affari.