Eni - solo news - n.3

09/10/2019 11:22

Eni: da inzio buy-back detiene 1,39% capitale

ROMA (MF-DJ)--Eni ha acquistato nel periodo compreso tra il 30 settembre e il 4 ottobre 2019 n. 1.492.066 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 13,733144 euro per azione, per un controvalore complessivo di 20.490.757,40 euro nell'ambito dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie deliberata dall'Assemblea di Eni del 14 maggio 2019, gia' oggetto di informativa ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999. Dall'inizio del programma, informa una nota, Eni ha acquistato n. 17.480.495 azioni proprie (pari allo 0,48% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 245.963.249,81 euro. A seguito degli acquisti effettuati fino al 4 ottobre 2019, considerando le azioni proprie gia' in portafoglio, Eni detiene n. 50.525.692 azioni proprie pari all'1,39% del capitale sociale. gug (fine) MF-DJ NEWS
 
14/10/2019 15:43

Eni: con Versalis Revive nuova vita a plastica da riciclo

ROMA (MF-DJ)--Nell'ambito della strategia Eni per la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile nasce Versalis Revive, una linea di prodotti in plastica da riciclo. Sviluppati nei laboratori di ricerca di Versalis, la prima gamma di questi prodotti a diversa base polimerica, stirenici e polietilene, verra' presentata alla fiera K a D sseldorf. Versalis Revive EPS e' un polistirene espandibile contenente materia prima da riciclo fornita dal circuito della raccolta differenziata domestica italiana, che comprende bicchieri, vassoi e coppette yogurt in polistirene. Il progetto, informa una nota, e' realizzato con la collaborazione di Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e il prodotto finito, che verra' commercializzato da novembre, potra' essere trasformato nelle stesse applicazioni del prodotto vergine: pannelli isolanti per il risparmio energetico in edilizia o packaging protettivo di elettrodomestici e mobili. Altre iniziative sono in fase di sviluppo, con l'obiettivo di raggiungere una capacita' produttiva di oltre 20.000 tonnellate/anno di prodotti stirenici contenenti riciclato. Versalis Revive PE comprende invece dei compound a base polietilene a bassa e ad alta densita', contenenti fino al 75% di plastica da post-consumo urbano, prevalentemente da imballaggi riciclati. Questi prodotti garantiscono performance in grado di soddisfare le esigenze in molteplici applicazioni, in particolare nel settore agricolo per l'irrigazione a goccia e nel settore imballaggi anche per piccoli contenitori fino a 5 litri, e sono idonei a coprire anche applicazioni film come sacchi per i prodotti industriali o per il packaging delle acque minerali. Questi prodotti sono stati sviluppati in collaborazione fra il Centro Ricerche Versalis a Mantova e la Montello Spa, operatore primario in Europa nelle tecnologie di recupero e riciclo plastica, dove avviene la produzione della gamma. Versalis Revive PE sara' in breve tempo ampliata a nuovi prodotti che la ricerca sta mettendo a punto. Questa nuova linea di prodotti conferma l'impegno di Versalis per l'economia circolare quale pilastro della strategia Eni per un futuro low carbon: non sprecare e, ancora meglio, dare una nuova vita ai rifiuti in plastica attraverso il riuso e il riciclo e' fondamentale per garantire un futuro migliore al pianeta. gug (fine) MF-DJ NEWS
 
ENI NEL TOP 10 DEI MIGLIORI SECONDO IL WORLD BUSINESS COUNCIL FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT

- Eni è stata inserita, quest'anno per la prima volta, nel top 10 delle aziende con la migliore reportistica sulle performance di sostenibilità, come comunica il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD).

L'edizione di quest'anno, che ha coinvolto 159 aziende provenienti da 34 paesi, ha indicato Eni come esempio di best practice per il principio di 'conciseness and alignment' per essere stata capace di creare un riassunto online conciso e coerente che riassume in maniera efficace le iniziative di sostenibilità e spiega la strategia dell'azienda in maniera chiara ed esaustiva.

"Questo risultato è prova dei nostri progressi nell'integrare la sostenibilità nei valori dell'azienda", ha dichiarato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni. "Comunicare le nostre azioni in modo efficace è cruciale per unire le nostre persone, e ciascuna persona con cui lavoriamo, dietro ai valori legati alla sostenibilità".

(TELEBORSA) 15-10-2019 04:53
 
16/10/2019 08:41

Eni: i kazaki ribattono cassa (MF)

MILANO (MF-DJ)--Il giacimento giant di Karachaganak, in Kazakhstan, ha completato in tempo record il turnaround e ieri la produzione e' ripartita. Oltre 12 mila persone, secondo il direttore generale Edwin Blom, hanno lavorato giorno e notte per un mese pur di assicurare la riapertura del sito per meta' ottobre, che fornisce il 49% dei volumi di gas prodotti nel Paese. Ma per i soci del consorzio Kpo guidato da Eni e Shell con quote paritetiche del 29,9% - scrive MF - non c'e' tempo di festeggiare. Stando alle indiscrezioni che arrivano da Astana sulle compagnie petrolifere che sviluppano Karachganak potrebbe abbattersi un'altra tegola da un miliardo di dollari, coda di una disputa su tasse e ripartizione dei profitti che si pensava risolta quasi un anno fa, quando era stata definita una sanzione di 1,1 miliardi di dollari, da corrispondere a rate in base a un successivo accordo raggiunto a gennaio scorso, con un acconto di circa 400 milioni di dollari. Non e' chiaro percio' in base a quale riconteggio su mancati proventi il governo kazako sia tornato alla carica, con un inasprimento della sanzione al consorzio, che con 26 miliardi di dollari versati fino ad oggi e' uno dei maggiori contribuenti del Paese. Ma secondo alcune fonti la sortita di Astana farebbe seguito al mancato accordo sul rilascio delle garanzie per estendere di altri 10 anni un prestito a lungo termine di 1 miliardo di dollari, destinato a realizzare nuove infrastrutture nel Paese. Questo ennesimo braccio di ferro diventa ancora meno comprensibile mentre arrivano notizie incoraggianti sul futuro di un altro giacimento partecipato da Eni , quello offshore di Kashagan. Il ministero dell'Energia avrebbe in programma di realizzare un impianto per il trattamento del gas per aumentare la produzione di Kashagan, che custodisce nelle acque del Mar Caspio riserve tra i 9 e i 13 miliardi di barili. Oggi il greggio e il gas recuperato nel giacimento vengono trattati nell'impianto di Bolashak, nella vicina citta' di Atyrau. Secondo il vice ministro dell'Energia, Makhambet Dosmukhambetov, il nuovo impianto potrebbe aumentare la produzione dalla media attuale di 380 mila barili al giorno fino a 500 mila, con uno step graduale a 420 mila barili al giorno. Su costi e finanziamento del progetto, pero', non c'e' ancora certezza. red/cce (fine) MF-DJ NEWS
 
16/10/2019 16:04

Eni: da avvio buy back detiene 1,43% capitale

ROMA (MF-DJ)--Eni ha acquistato nel periodo compreso tra il 7 ottobre e l'11 ottobre 2019 n. 1.279.724 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 13,63815 euro per azione, per un controvalore complessivo di 17.453.068,41 euro nell'ambito dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie deliberata dall'assemblea di Eni del 14 maggio 2019, gia' oggetto di informativa ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999. Dall'inizio del programma, informa una nota, Eni ha acquistato n. 18.760.219 azioni proprie (pari allo 0,52% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 263.416.318,22 euro. A seguito degli acquisti effettuati fino al 11 ottobre 2019, considerando le azioni proprie gia' in portafoglio, Eni detiene n. 51.805.416 azioni proprie pari all'1,43% del capitale sociale. gug (fine) MF-DJ NEWS
 
:eek:

ENI: DESCALZI, OGGI SIAMO LA COMPAGNIA PIU' EFFICIENTE TRA LE GRANDI (SOLE 24 ORE)

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 18 ott - "Eni e' diventata la compagnia piu' efficiente tra le grandi". L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, spiega che il gruppo ha margini sufficienti per affrontare un'eventuale nuova fase ribassista per il greggio: "Abbiamo riserve nostre, che sono state scoperte e non comprate, con costi per i nuovi barili molto bassi: meno di un dollaro, contro una media del settore di circa sei dollari". Questo rende Eni una 'grande preda'? "Non so - risponde Descalzi - se Total o altre compagnie sono interessate all'Eni. Di sicuro, senza il via libera del governo italiano, nessuno potra' toccarci".

red (RADIOCOR) 18-10-19 09:03:47
 
Il rendimento della cedola è 6,3% nell'esercizio 2019. Il rating è buy (comprare) con prezzo obiettivo 15 euro. Il margine di crescita è del 9% dalle quotazioni attuali di 13,7 euro. Il titolo, che capitalizza 48,2 miliardi di euro, tratta 13,9 volte l'utile (eps) 2019 e 9,5 quello del 2020. La trimestrale sarà pubblicata il 25 ottobre.
 
Il rendimento della cedola è 6,3% nell'esercizio 2019. Il rating è buy (comprare) con prezzo obiettivo 15 euro. Il margine di crescita è del 9% dalle quotazioni attuali di 13,7 euro. Il titolo, che capitalizza 48,2 miliardi di euro, tratta 13,9 volte l'utile (eps) 2019 e 9,5 quello del 2020. La trimestrale sarà pubblicata il 25 ottobre.

società bella solida con debito in calo netto
riserve petrolio e gas notevolissime
impiantistica solare in netto aumento
 
Oggi sul quotidiano

MF - NUMERO 209 PAG. 15 DEL 23/10/2019

Dietro-front sul piano di sviluppo congiunto delle riserve vicine a Kashagan

Eni-Shell, frenata in Kazakhstan

Cala il sipario sui giacimenti di Khazar e Kalamkas, destinati a un matrimonio da 5 miliardi di dollari. Licenze all’asta

di Angela Zoppo
 
23/10/2019 12:09

Eni: avvia produzione di Obiafu 41 in Nigeria

ROMA (MF-DJ)--Eni ha avviato, in sole 3 settimane dal completamento del pozzo, la produzione di gas e condensati dalla scoperta di Obiafu 41, effettuata nel delta del Niger, in Nigeria. La scoperta contiene un volume di idrocarburi in posto pari a circa 28 miliardi di metri cubi di gas e 60 milioni di barili di condensato, e il gas prodotto verra' destinato in gran parte al mercato domestico al fine di potenziare la disponibilita' di energia elettrica locale. Il time to market record e' stato possibile grazie al nuovo modello integrato di Eni , che prevede da un lato che le diverse discipline lavorino in parallelo gia' durante la fase esplorativa, e dall'altro che vengano valorizzate le sinergie realizzabili con impianti di produzione limitrofi. Al termine della fase di ramp-up del pozzo, la produzione raggiungera' una portata di circa 3 milioni di metri cubi di gas e 3000 barili di condensato al giorno. Il gas prodotto e' trattato nell'impianto di Ob-Ob, hub operato da Eni , per poi essere destinato alla centrale di Okpai, anch'essa operata da Eni , prima centrale elettrica indipendente e tra le piu' efficienti del paese. Okpai attualmente ha una potenza installata pari a 500 MW ed e' in corso un potenziamento che ne raddoppiera' la capacita' fino a 1 GW. Questo consentira' a Eni di generare il 20% dell'intera produzione elettrica nazionale disponibile, attestandosi come leader tra i produttori di energia elettrica nel paese. In Nigeria, circa il 30% del gas prodotto e operato da Eni e' destinato al mercato domestico, segno evidente dell'attenzione della societa' ai temi della sostenibilita' sia ambientale sia economica del proprio business per le comunita' locali. L'impegno di Eni su questo fronte e' testimoniato anche dalla continua attenzione e potenziamento delle attivita' volte alla riduzione dei fenomeni di flaring, attraverso una strategia che punta al suo totale azzeramento entro il 2025 (flaring down). Oltre alla centrale di Okpai, Eni fornisce energia elettrica, direttamente dai suoi impianti, a 85 comunita' locali con un bacino di utenza di circa 500.000 persone. Eni e' presente in Nigeria dal 1962 con attivita' di esplorazione, sviluppo e produzione, operate e non operate, su una superficie di 30.049 Km2 nell'onshore e nell'offshore del Delta del Niger. Nel 2018 la produzione equity e' stata di 100.000 barili di olio equivalente al giorno. pev (fine) MF-DJ NEWS
 
Eni, prosegue buyback: azioni proprie all’1,46% del capitale

Daniela La Cava
23 ottobre 2019 - 15:45MILANO (Finanza.com)Continua il buyback di Eni. Nel suo consueto aggiornamento settimanale, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha fatto sapere di avere acquistato nel periodo compreso tra il 14 e il 18 ottobre 2019 1.258.682 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 13,790814 euro per azione, per un controvalore complessivo di 17.358.249,07 euro nell’ambito dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie deliberata dall’assemblea lo scorso 14 maggio.
Dall’inizio del programma, Eni ha acquistato 20.018.901 azioni proprie (pari allo 0,55% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 280.774.567,29 euro. A seguito degli acquisti effettuati fino al 18 ottobre 2019, considerando le azioni proprie già in portafoglio, Eni detiene 53.064.098 azioni proprie pari all’1,46% del capitale sociale.
 
I dai sui 9 mesi

Sono decisamente in calo rispetto ad un anno fa. La prima pagina del comunicato stampa:

Schermata 2019-10-25 alle 08.13.48.jpg

Qui l'intero comunicato stampa:

https://www.eni.com/docs/it_IT/eni-...istratore-delegato-eni-commenta-risultati.pdf
 
Il report di MF sui dati (in peggioramento ma meno del previsto):

25/10/2019 08:30

Eni, nel terzo trimestre l'utile operativo cala (-35%) meno del previsto

Ebit a 2,16 mld. Il gruppo ha sofferto per via dello scenario di bassi prezzi del petrolio, solo in parte compensato dall'aumento della produzione. Utile netto adjusted -44% a 776 mln, poco sotto le attese di 785 mln. Debito in aumento oltre le previsioni del 53% a 12,7 mld per le acquisizioni. Ridotta leggermente la guidance per la spesa in investimenti di 8 mld

di Paola Valentini

Eni ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo adjusted di 2,16 miliardi, -35% (6,79 miliardi nei nove mesi, -18%). Il consenso Bloomberg si aspettava un calo maggiore a 2 miliardi. Escludendo per omogeneità il risultato di Eni Norge del 2018 e al netto dell'effetto scenario e dello Ifr 16, la variazione è stata del -1% nel trimestre (+4% nei nove mesi).

Il gruppo ha sofferto per via dello scenario di bassi prezzi del petrolio che è stato solo in parte compensato dall'aumento della produzione. Infatti, le quotazioni del Brent sono scese del 18% rispetto al terzo trimestre del 2018 passando da 75,2 dollari al barile a 61,94 dollari.

In base ai dati pubblicati stamani e approvati ieri dal cda del gruppo guidato dall'ad, Claudio Descalzi, l'utile netto adjusted è stato di 776 milioni nel terzo trimestre, -44% (-42% escludendo gli effetti Ifrs 16), poco sotto i 785 milioni del consenso. Nei primi nove mesi dell'anno, invece, si è attestato a 2,33 miliardi, -26% (-23% escludendo Ifrs 16).

L'utile netto si è attestato a 520 milioni e 2,04 miliardi, rispettivamente, nel terzo trimestre e nei primi nove mesi. La generazione di cassa, ante working capital a costi di rimpiazzo, è stata di 2,6 miliardi nel trimestre, -23%, e di 9,4 miliardi nei nove mesi, +5% (2,4 miliardi nel trimestre; 8,9 miliardi nei nove mesi prima dell’effetto Ifrs 16). Sulla generazione di cassa, ha spiegato la società, ha influito negativamente il minor prezzo del gas principalmente in Europa per 340 milioni nel trimestre e 520 milioni nei nove mesi.

La generazione di cassa operativa è scesa del 50% a 2,06 miliardi nel terzo trimestre, ed è stata di 8,67 miliardi nei nove mesi (-7%) su cui ha inciso il pagamento straordinario legato alla definizione di un arbitrato (330 milioni). Gli investimenti netti hanno toccato quota 5,6 miliardi nei nove mesi al netto dell'acquisizione di Adnoc Refining e di riserve e con effetti Ifrs 16 non significativi.

Quanto all'indebitamento finanziario netto, escludendo l'applicazione dell'Ifrs 16, è ammontato a 12,7 miliardi, in aumento del 53% rispetto al 31 dicembre 2018 per via dell'acquisizione del 20% di Adnoc Refining (2,9 miliardi), dei 5,6 miliardi di investimenti netti e dopo aver pagato 3,24 miliardi agli azionisti sotto forma di dividendi e riacquisto azioni proprie. Il dato è comunque ben al di sotto delle attese del consenso che prevedeva 15,855 miliardi. Includendo l'Ifrs 16 l'indebitamento netto è pari a 18,5 miliardi, di cui circa 2 miliardi relativi alla lease liability di competenza dei joint operator upstream.

Eni ha anche detto che nel buy-back avviato lo scorso 5 giugno ha acquistato fino al 30 settembre 16,2 milioni di azioni per un controvalore di 229 milioni. Nel suo outlook il gruppo ha ridotto leggermente la guidance per la spesa sugli investimenti di 8 miliardi per il 2019 al cambio di budget euro-dollaro di 1,15. Quanto alla generazione di cassa prima della variazione del circolante a costi di rimpiazzo è stata confermata la previsione di circa 12,8 miliardi, allo scenario di budget e prima degli effetti dello Ifrs 16.

Ribadita anche per il 2019 la copertura degli investimenti organici e del dividendo allo scenario Brent di circa 55 dollari al barile ante effetti Ifrs 16, mentre è di 52 dollari al barile con Ifrs 16. Nella divisione E&P, per quanto riguarda la produzione di idrocarburi è previsto un livello produttivo medio per il 2019 di 1,87-1,88 milioni di barili al giorno allo scenario di budget di 62 dollari barile.

Come anticipato, la produzione ha registrato un'accelerazione nel terzo trimestre ancora interessato da residue attività di manutenzione ed è prevista crescere ulteriormente nel quarto trimestre. Nel Gas & Power Gas & Power Eni attende un risultato operativo a circa 600 milioni.

Nel Refining & Marketing e Chimica il margine di raffinazione di breakeven è stato rivisto a circa 5,2 dollari al barile a fine anno per effetto del peggioramento del differenziale tra greggi leggeri e greggi pesanti e della non piena operatività del sistema industriale. Allo scenario di budget e con la piena operatività, il valore è di 3,5 dollari al barile a fine 2019.

"I risultati conseguiti da Eni sono stati di grande solidità, mentre le operazioni di portafoglio quali l’acquisto degli asset Exxon in Norvegia e del 20% della raffineria di Ruwais negli Emirati sono destinate a dare un'ulteriore spinta in termini di sviluppo e di stabilità. In particolare abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall'Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento. La produzione crescente e i risultati della commercializzazione gas e del marketing oil hanno consentito di generare nei primi nove mesi dell’anno un flusso di cassa, in sensibile crescita nonostante lo scenario in peggioramento, pari a 9,4 miliardi, capace di finanziare non solo gli investimenti netti di periodo per 5,6 miliardi ma anche il dividendo e il buy-back previsti per l'intero anno in circa 3,4 miliardi", ha commentato Descalzi.

L'ad ha poi spiegato che "questo dimostra che l'efficiente portafoglio Eni vanta uno scenario di break-even ben inferiore a quello riscontrabile nel già difficile scenario odierno. In particolare nel terzo trimestre il Brent ha perso oltre 13 dollari al barile mentre il prezzo del gas in Europa si è ridotto di oltre il 50%, accelerando un trend in riduzione rispetto al 2018 evidente dai primi sei mesi dell’anno. Alla solidità dei risultati contribuiranno poi da fine anno l’acquisizione in Norvegia, che apporterà circa 100 mila barili giorno di produzione, e il contributo stabilizzante della partecipazione nella raffineria di Ruwais che accrescerà del 35% la nostra attuale capacità di raffinazione". Descalzi ha, infine, evidenziato "i continui progressi nei business complementari del futuro, dalle bio-raffinerie, alle rinnovabili e ai primi impianti pilota waste to fuel".
 
E per fortuna sono stati meglio del previsto...

I risultati di questi 9 mesi consentirebbero comunque il pagamento della prossima cedola di 0,8549 (43 cent già pagati come acconto) pari al dividendo 2018 di 83 cent maggiorato del 3% (come da piano). Il suo ammontare corrisponderebbe difatti al 98,55% dell'EPS adjusted previsto dalle mie proiezioni per fine anno ed al 92,13% sul medesimo valore "effettivo" riferito agli ultimi 12 mesi (comprendendo quindi l'ultimo trimestre del 2018). L'EPS risulterebbe difatti pari rispettivamente a 0,8675 e a 0,9279 euro a valere sulle azioni in circolazione (quantità depurata dalle 53.064.098 azioni proprie di questo momento).

Detto questo, vorrei anche aggiungere che la capitalizzazione della società è calata di circa 3,6 mld di euro a distanza di 1 anno (quotava 15,134 euro il 26 ottobre dello scorso anno) mentre il debito è aumentato dello stesso ammontare (era di 9,005 mld contro i 12,709 di oggi). La sua incidenza sul valore della società è quindi passata dal 16,37% di 12 mesi fa al 24,74% attuale.

Allego ad ogni fine utile la mia tabellina con le due situazioni sui 9 mesi a distanza di un anno:


Schermata 2019-10-25 alle 10.40.56.jpg
 
Torniamo alle news...

ENI: SCOPERTE NUOVE RISORSE NEL GOLFO DI SUEZ, NELL'OFFSHORE DELL'EGITTO

News Image(Teleborsa) - Egitto sempre più prezioso per ENI. Sono state scoperte nuove risorse nel permesso di sviluppo di Abu Rudeis Sidri, nel Golfo di Suez, dove la società operatrice Petrobel, detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di Stato Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), ha perforato un pozzo di delineazione della scoperta di Sidri Sud, annunciata lo scorso luglio.

Il pozzo di delineazione Sidri 36, spiega una nota del cane a sei zampe, perforato per verificare l'estensione verso ovest del campo in situazione strutturale ribassata rispetto al pozzo di scoperta Sidri 23, ha incontrato una importante colonna mineralizzata a olio nelle sequenze clastiche della Formazione Nubia (200 metri di colonna a idrocarburi).

Questo nuovo e importante risultato continua il positivo track record dell‘esplorazione "near field" nelle storiche concessioni di Eni in Egitto e dimostra come l'uso di nuovi temi geologici e della tecnologia, consenta di rivalorizzare aree dove l'esplorazione era considerata essere arrivata a un elevato livello di maturità.

Il pozzo verrà completato e messo in produzione nei prossimi giorni con una portata giornaliera iniziale attesa di circa 5.000 barili. Petrobel ha subito messo a punto un piano di sviluppo rapido della nuova scoperta con un approccio "fast-track" sfruttando le infrastrutture esistenti nelle vicinanze del pozzo e massimizzando le sinergie impiantistiche; tale strategia continuerà ad essere applicata anche nelle future attività nell'area di Sidri con il collegamento alla produzione dei prossimi pozzi di delineazione e sviluppo in tempi brevi.

La scoperta di Sidri Sud, stimata contenere circa 200 milioni di barili di olio in posto verrà rivalutata grazie a questi nuovi risultati.

(TELEBORSA) 25-10-2019 10:41
 
Gli analisti sui conti

25/10/2019 11:30

Eni, analisti divisi sui conti

L'azione accelera al ribasso a Piazza Affari mentre Banca Imi, Equita e Akros confermano buy e Ubs definisce i conti buoni dove conta. Invece Fidentiis mantiene hold come Berenberg visti i flussi di cassa più deboli delle stime. Scoperto un nuovo pozzo in Egitto​

di Paola Valentini

I mercati reagiscono male ai conti di Eni (pubblicati stamani prima dell'avvio delle contrattazioni), con i giudizi degli analisti che sono a luci e ombre. Il titolo accelera al ribasso rispetto al -0,27% dell'apertura e al momento cede lo 0,93% a 14,006 euro. "I risultati sono stati guidati dalle performance operative positive della divisione Exploration & Production che ha beneficiato di costi inferiori e di una maggiore produzione. La divisione Refining & Marketing ha beneficiato di maggiori margini di raffinazione, mentre l'area Gas & Power è stata sostenuta da maggiori volumi retail e margini più elevati nel gas. Il debito netto è salito a 18,5 miliardi per via della distribuzione del dividendo e della spesa per 3 miliardi relativa all'acquisizione di Adnoc", osserva Banca Imi che conferma il rating buy con un prezzo obiettivo a 20,3 euro.

L'investment bank poi ricorda che Eni ha confermato che la produzione potrebbe aumentare ancora grazie ai nuovi giacimenti, portando a una media 2019 di 1,87/1,88 milioni di barile al giorno. "I risultati sono stati sopra le nostre stime e quelle del consenso a livello di ebit. La divisione E&P ha confermato la sua efficienza operativa e ha sofferto per lo scenario. Dato questo set di dati, consideriamo sfidanti le nostre stime per il 2019", conclude Banca Imi.

Equita ha lo stesso giudizio (buy e prezzo obiettivo a 19 euro). I conti del terzo trimestre, spiegano gli analisti, sono stati "migliori delle attese. L'outlook è stato confermato". Nel dettaglio, nota Equita , "gli utili sono 7% al di sopra delle attese a livello di ebit grazie alle divisioni Exploration & Production e Gas & Power. Anche la generazione di cassa adjusted è migliore delle nostre attese, mentre la differenza sulla posizione finanziaria netta risente di una componente straordinaria, quale la definizione di un arbitrato da 330 milioni. Eni mostra quindi dei buoni risultati nella Exploration & Production e nel Gas & Power nonostante il forte calo dei prezzi del gas".

Buy invariato anche da parte di Banca Akros (target price a 18,5 euro) perché "anche se i risultati sono stati leggermente inferiori alle attese, il gruppo ha confermato la sua produzione e i suoi obiettivi di cash flow". Positiva anche l'opinione di Ubs (buy e target price di 15 euro) che definisce i conti buoni dove ha più importanza: "i segmenti principali battono le attese, mentre il Refining & Marketing e Chimica si indebolisce".

Più cauta Fidentiis (hold e target price tra 13 e 14 euro) la quale sottolinea che i conti hanno evidenziato un ebit rettificato superiore alle attese, anche se l'utile netto adjusted si è allineato alle previsioni. Per gli analisti nel complesso i dati rappresentano una "notizia positiva" grazie alla buona performance operativa. Anche Berenberg è prudente sul titolo (hold, target price a 15,5 euro) spiegando che nel complesso i conti sono stati "solidi" e lievemente superiori alle attese anche se i flussi di cassa sono stati più deboli delle stime.

E gli analisti di una primaria casa d'affari italiana pongono l'accento da un lato sui dati "molto forti" a livello operativo, dall'altro sul debito che è andato peggio delle attese. Eni ha chiuso i primi nove mesi con un utile netto adjusted di 2,33 miliardi (26% anno su anno) e di 776 milioni nel trimestre (-44% anno su anno), mentre l'utile operativo adjusted è stato di 2,16 miliardi nel trimestre, (-35%) e di 6,79 miliardi nei nove mesi (-18%).

Il flusso di cassa netto da attività operativa nei nove mesi 2019 è stato di 8,667 miliardi (2,055 miliardi nel terzo trimestre), con l'indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 (post lease liability escludendo gli effetti dell'Ifrs 16) che si è attestato a 12,709 miliardi in aumento rispetto a i 9 miliardi dello stesso mese 2018. Il gruppo ha anche annunciato di aver scoperto nuove risorse nel permesso di sviluppo di Abu Rudeis Sidri, nel Golfo di Suez , dove la società operatrice Petrobel, detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di Stato Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc), ha perforato un pozzo di delineazione della scoperta di Sidri Sud, annunciata lo scorso luglio.

Il pozzo verrà completato e messo in produzione nei prossimi giorni con una portata giornaliera iniziale attesa di circa 5 mila barili. La scoperta di Sidri Sud, stimata contenere circa 200 milioni di barili di olio in posto verrà rivalutata grazie a questi nuovi risultati. Eni è presente in Egitto dal 1954 ed è il principale produttore nel Paese. La produzione attuale equity è di circa 350 mila barili di olio equivalente giorno e salirà ulteriormente grazie al ramp-up di Zohr e del campo offshore di Baltim South West.
 
28/10/2019 08:08

Finanza: aggrappati al dividendo (Mi.Fi.)

MILANO (MF-DJ)--Il colosso bancario Intesa Sanpaolo offre oggi un rendimento grazie alla cedola (dividend yield) dell'8%. Un ritorno di circa nove volte quello del Btp decennale, che attualmente frutta lo 0,91%. Certo, investire in azioni comporta dei rischi. Ma in un mondo alla rovescia inondato da anni di liquidita', con abbondanza di titoli obbligazionari investment grade che offrono rendimenti negativi a chi ci mette i risparmi, la parola d'ordine sui mercati e' Tina, ossia "There is no alternative" (Non c'e' alternativa), come spiega qui sotto Vafa Ahmadi, Head of Global Thematic Equities di Crp Am (Amundi). D'altronde gli investitori si trovano messi all'angolo. Le banche centrali fanno loro concorrenza nell'acquisto dei bond ad alto rating, facendo precipitare i rendimenti, costringendoli a guardare alla parte piu' rischiosa dei mercati obbligazionari per avere un ritorno positivo. Come quella dell'high yield. Ma con il rischio di trovarsi i titoli di una societa' zombie in portafoglio. Cosi' vengono infatti definite, in gergo finanziario, quelle aziende che avrebbero fatto default in tempi normali di politica monetaria, ma restano in piedi grazie alla generosita' delle banche centrali. La caccia al rendimento ad ogni costo comporta quindi molti rischi. Come ha ricordato anche di recente il Fondo monetario internazionale. In questo contesto, si legge su Milano Finanza, proprio alle cedole di Piazza Affari si puo' guardare per trovare un ritorno interessante. Certo, la stagione della distribuzione dei dividendi a valere sui bilanci 2019 si aprira' nella primavera 2020 ed e' quindi ancora lontana. Ma gia' da ora si puo' prendere posizione anche perche' alcune hanno annunciato e magari gia' pagato l'acconto. A partire da Eni , che il 25 settembre ha pagato agli azionisti 0,43 euro per azione, la meta' dell'obiettivo gia' previsto di 0,86 euro per l'intero 2019, in aumento rispetto agli 0,83 euro sui conti 2018 (quando il primo acconto era stato di 0,42 euro), in linea con l'impegno del gruppo per una politica di remunerazione progressiva legata alla crescita degli utili e del flusso di cassa disponibile. Un importo che si traduce in un dividend yield (ovvero il rendimento del dividendo dato dal rapporto tra cedola unitaria attesa per il 2019 e il prezzo attuale del titolo) del 6,1%. red/lab (fine) MF-DJ NEWS
 
Indietro