Eni - solo news - n.3

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Eni: anche a Milano flotta car sharing Enjoy diventa elettrica

ROMA (MF-DJ)--A Milano la flotta di Enjoy, il car sharing di Eni, diventa anche elettrica con l'introduzione delle city car XEV YOYO, che sono sempre operative grazie al battery swapping, la sostituzione della batteria in alternativa alla ricarica dalle colonnine. La novita' e' stata presentata oggi a Palazzo Marino alla presenza di Arianna Censi, assessora alla Mobilita' del Comune di Milano, intervenuta insieme a Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni. Nel capoluogo lombardo, tramite l'app Enjoy, informa una nota, da oggi e' possibile noleggiare una delle nuovissime XEV YOYO di un inconfondibile colore verde lime che, a partire da questa settimana si uniranno progressivamente, fino a diventare 200 a fine dicembre, alla flotta gia' disponibile in citta', composta da piu' di 900 veicoli tra auto e cargo. Grazie all'accordo tra Eni e XEV, casa automobilistica fondata a Torino nel 2018, i vantaggi della mobilita' elettrica sulla vita urbana si uniscono alla comodita' del car sharing free floating, che consente di avviare e terminare i noleggi in qualsiasi luogo all'interno dell'area di copertura Enjoy, senza punti predefiniti di prelievo o riconsegna. Inoltre, del rifornimento si occupa Enjoy: le city car XEV YOYO permettono ai clienti di muoversi in totale liberta' perche' sono sempre disponibili con una ricarica della batteria superiore al 30%. "Siamo sempre al fianco di chi ci aiuta a diffondere e supportare - ha commentato Arianna Censi, assessora alla Mobilita' del Comune di Milano - una mobilita' sempre piu' sostenibile. Con queste nuove auto Eni mette in campo una nuova flotta elettrica che aumentera' la possibilita' per i milanesi, e per tutti coloro che visiteranno la nostra citta', di muoversi in liberta', senza emissioni nocive che incidono sulla qualita' dell'aria che respiriamo ogni giorno". "Eni e' lieta che il Comune di Milano, che aveva accolto il debutto nazionale del car sharing Enjoy esattamente nove anni fa, abbia recepito con altrettanto entusiasmo la novita' dell'implementazione elettrica della flotta - ha dichiarato Giuseppe Ricci, dg Energy Evolution di Eni -. Il car sharing contribuisce a rendere piu' sostenibile la mobilita' urbana e a migliorare le opportunita' e la facilita' di spostamento dei cittadini. A Torino, Bologna e Firenze, le citta' in cui sono gia' state introdotte, queste city car a zero emissioni di CO2 su strada hanno dimostrato il loro potenziale nell'ambito della micromobilita', consentendo ai clienti Enjoy noleggi piu' frequenti per percorrenze piu' brevi. Anche questo e' un contributo all'approccio olistico che contraddistingue Eni nel percorso verso l'obiettivo Net Zero al 2050: il sostegno alle soluzioni per la mobilita' elettrica e il car sharing sono complementari ad altre soluzioni per decarbonizzare i trasporti, come lo sviluppo dei biocarburanti, della rete di distribuzione dell'idrogeno e del biometano". Dal suo arrivo a Milano nel 2013, con piu' di 15 milioni di noleggi realizzati in citta', Enjoy ha reso il car sharing una popolare soluzione di mobilita' alternativa all'utilizzo dei mezzi privati, con benefici sulla decongestione del traffico e sulla qualita' della vita di chi vive e lavora in citta'. L'utilizzo dei veicoli Enjoy a Milano consente vantaggi come il parcheggio gratuito sulle strisce blu e nei parcheggi riservati ai residenti, e l'accesso alla ZTL "AREA C". Enjoy consente anche l'utilizzo gratuito degli Enjoy Parking che si trovano presso alcune stazioni di servizio Eni nell'area di copertura e l'accesso a parcheggi dedicati a pagamento, ad esempio presso gli aeroporti di Milano Linate e di Milano Malpensa e la stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi. In Italia Enjoy conta oltre 1 milione di clienti e piu' di 29 milioni di noleggi effettuati dal 2013 ad oggi. Con una flotta complessiva di 2.500 veicoli, Enjoy e' presente nelle citta' di Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma; a Roma il car sharing elettrico con le city car XEV YOYO verra' introdotto nei prossimi mesi. gug (fine) MF-DJ NEWS

29/11/2022 11:11
 

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Eni: detiene 6,21% capitale da avvio buy back

ROMA (MF-DJ)--Nel periodo compreso tra il 22 e il 25 novembre, Eni ha acquistato 9.606.502 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 14,1339 euro per azione, per un controvalore complessivo di 135.777.785,89 euro nell'ambito dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie deliberata dall'assemblea dell'11 maggio 2022. Dall'inizio del programma, informa una nota, Eni ha acquistato 191.227.235 azioni proprie (pari al 5,35% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 2.339.105.216 euro. A seguito degli acquisti effettuati fino al 25 novembre 2022, considerando le azioni proprie gia' in portafoglio e l'annullamento di 34.106.871 azioni proprie deliberato dall'assemblea, nonche' l'assegnazione gratuita di azioni ordinarie a dirigenti Eni, a seguito della conclusione del Periodo di Vesting come previsto dal "Piano di incentivazione di lungo termine 2017 - 2019" approvato dall'Assemblea di Eni del 13 aprile 2017, Eni detiene n. 221.774.985 azioni proprie pari al 6,21% del capitale sociale. gug (fine) MF-DJ NEWS

30/11/2022 12:41
 

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Sustainable Forum: Descalzi; extraprofitti? Non mi preoccupano tasse

ROMA (MF-DJ)--"La preoccupazione non e' mai sulle tasse che possono essere imposte, anche se i nostri investitori non sono felicissimi e preferirebbero un dividendo straordinario. Non mi preoccupano le tasse, mi preoccupa soprattutto come va la nostra societa', come riesce a superare questa crisi energetica, come riesce a diversificarsi nelle tecnologie, come riesce a trovare strade nuove in un contesto cosi' agitato. Bisogna tenere la barra dritta basandoci sulle nostre tecnologie, il nostro valore, l'efficienza del bilancio, quindi un debito molto basso, perche' bisogna essere molto leggeri per navigare in mari cosi' agitati". Replica cosi' l'ad di Eni, Claudio Descalzi, intervistato in occasione della seconda edizione di Sustainable Future Forum, organizzato da Class Cnbc, a una domanda sulla tassa sugli extraprofitti che il governo ha alzato fino al 50% con la legge di bilancio. "Ci sono delle tasse, faremo bene i conti e le pagheremo", ha preso atto. "Non lo so ancora quanto costera'", ha detto il manager precisando che "e' molto importante che le tasse siano fatte sui profitti e non sulle cifre d'affari perche' ci possono essere grandi cifre d'affari e margini molto piu' bassi. Bisogna capire come si applichera', bisogna capire alla fine dell'anno se sara' fatta retroattiva anch sul 2021". gug (fine) MF-DJ NEWS

30/11/2022 10:08
 

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ENI: TRATTATIVE PRELIMINARI PER ACQUISTO NEPTUNE ENERGY PER 5-6 MLD $ :eek:

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 30 nov -Eni sarebbe in trattative preliminari per l'acquisto del produttore di gas e petrolio Neptune Energy, per circa 5-6 miliardi di dollari, secondo quanto riferito da una fonte riportata da Reuters ma non e' stata presentata alcuna offerta ufficiale.
Neptune Energy, che produce circa 130.000 barili di petrolio equivalente al giorno e' di proprieta' di China Investment Corporation (CIC), Carlyle Group e CVC Capital Partners. Eni non commenta le indiscrezioni di mercato.
red-Ale
(RADIOCOR) 30-11-22 13:48:44
 

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Gas, ecco come l’Italia diventerà il ponte perfetto tra la costa sud del Mediterraneo e il resto d’Europa​

di Emma Bonotti

Tra marzo e settembre, le forniture di gas russo per l’Unione europea sono crollate dell’80%, secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Per colmare il vuoto, Bruxelles guarda a nuovi mercati. Dagli armatori forte spinta a investire in navi sostenibili



La guerra in Ucraina ha sconvolto gli equilibri geopolitici, evidenziando i rischi della dipendenza energetica da solo una manciata di fornitori. Negli ultimi vent’anni, il peso del petrolio per l’Europa è calato, ma la risorsa resta la fonte d’energia principale. Mentre il gas, le rinnovabili e i biocarburanti hanno guadagnato una fetta sempre più ampia della torta. Secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo, il 2022 è stato un anno di rottura rispetto al passato, dove l’Unione europea, incrinati i rapporti con la Russia, ha dovuto guardarsi intorno alla ricerca di nuovi mercati. L’attenzione di Bruxelles si è spostata da est verso sud, tessendo legami che potrebbero riportare il Mediterraneo al centro del dibattito.

Gas: meno est e sempre più sud

Tra marzo e settembre, le forniture di gas russo per l’Unione europea sono crollate dell’80%. È quanto emerge dall’analisi Med & Italian Energy Report presentata oggi al Parlamento europeo dagli esperti del centro studi collegato a Intesa Sanpaolo. Il vuoto lasciato dalle risorse del Cremlino è stato colmato, a fatica, stringendo nuovi accordi di fornitura con i Paesi della costa sud del Mediterraneo, come l’Algeria, l’Azerbaijan e la Libia, e diversificando il mix di risorse. Alla varietà dell’offerta si è aggiunto lo sforzo da parte dei consumatori che hanno tagliato i consumi energetici, anche grazie al sostegno delle politiche nazionali contro il caro bolletta.

«La guerra in corso non è certo il primo momento di crisi dell’Ucraina», sottolinea Ettore Bompard, direttore dell’Esl energy center, in una conferenza rivolta alla stampa. «Già nel 2009 il flusso di gas verso l’Unione era stato sospeso per 13 giorni. All’epoca Bruxelles era più preoccupata del corridoio che della fonte e aveva reagito cercando di aggirare l’Ucraina. Così sono nati i gasdotti del Nord Stream 1 e 2 ed è stato previsto un terzo collegamento che doveva attraversare tutti i Paesi baltici, il Sud Stream». Da allora la dipendenza di gas dell’Europa dalla Russia è aumentata e di pari passo è cresciuto anche il flusso monetario verso il Cremlino.

Quanto è strategico il ruolo del Mediterraneo

Rispetto agli ultimi anni, la guerra ha invertito le priorità mettendo «al primo posto la sicurezza e l’accessibilità economica dell’energia e spostando in secondo piano la sostenibilità ambientale», prosegue Bompard. Invece che procedere verso decarbonizzazione, come era stato prefissato, «l’Europa fatto una inversione a U, trasformando il dialogo energetico da verde a un po’ più nero». Nel lungo periodo, il continente dovrebbe puntare a una maggiore indipendenza energetica, appoggiandosi a fornitori diversificati e, se possibile, «geopoliticamente indipendenti».

Anche nella transizione ecologica il Mediterraneo rivestirà un ruolo fondamentale. Secondo lo studio, nei prossimi cinque anni il ritmo di crescita della capacità rinnovabile del Medio Oriente e del Nord America dovrebbe più che raddoppiare, passando da 15 a oltre 32 gigawatt. Il balzo, da questa parte del globo, sarà concentrato in cinque Paesi: il Marocco e l’Egitto cresceranno trainati dal fotovoltaico e dall’eolico onshore, mentre gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e Israele si faranno spazio con la produzione di idrogeno.

Combustibili alternativi, una soluzione per arricchire il mix energetico

Una soluzione strategica per il futuro energetico dell’Europa sono i combustibili alternativi. Si tratta sia dei carburanti di origine biologica, come i biocarburanti e i biogas, sia di quelli sintetici, chiamati anche e-fuels. Per Bompard queste nuove risorse «non vanno viste nella logica di compensare taglio alle forniture esistenti. A differenza del gas, che è una commodity disponibile, i combustibili alternativi vanno prodotti, c’è una filiera intera da sviluppare». Ma in alcuni settori, come il trasporto aereo e la navigazione marittima, ha già un’applicazione immediata.

Occhi puntati sui porti del Mediterraneo

«Dal lato degli armatori c’è una forte spinta a investire in navi sostenibili». Come spiega l’esperto, il 46,1% del portafoglio ordini delle nuove navi in termini di tonnellaggio comprende imbarcazioni con motori a combustibili alternativi. «I porti sono infrastrutture cruciali per il funzionamento del mercato», perché, oltre a veicolare buona parte delle risorse, attraggono industrie energivore e altre parti della filiera, diventando veri e propri hub energetici. E da questo dibattito l’Italia non può che trarne vantaggio: «un ruolo centrale dei porti rende l’Italia il ponte perfetto tra la costa sud del Mediterraneo e il resto d’Europa». Nel frattempo, il prezzo del gas registra un altro rialzo: +2,7% a 150,4 euro a MWh.

Ultimo aggiornamento: 01/12/2022 13:19
 

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Stretta dell’Ue sul petrolio russo, tetto a 60 dollari al barile. Ma Gentiloni è critico: non basta​

di Francesca Gerosa

Il G7 aveva proposto un tetto massimo di 65-70 dollari al barile sul petrolio russo. Revisione ogni due mesi, come richiesto da Polonia, Lituania ed Estonia. Il Commissario Ue, Paolo Gentiloni, è scettico: servono strumenti di azione comune in Europa. Altre sanzioni in vista. Brent sopra 88 dollari al barile in attesa della riunione dell’Opec+ del 4 dicembre



https://www.milanofinanza.it/news/s...tiloni-e-critico-non-basta-202212011450325819
 

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Eni: Plenitude acquista 100% di PLT​

MILANO (MF-DJ)--Plenitude ha firmato un accordo per l'acquisizione del 100% di Plt, un gruppo italiano integrato nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nella fornitura di energia a clienti retail. Attraverso questa operazione sinergica con il proprio portafoglio di asset rinnovabili e di clientela retail, Plenitude, informa una nota, rafforza la propria presenza in Italia e in Spagna, consolidando nel proprio perimetro una piattaforma verticalmente integrata che include oltre 400 Mw (>80% eolico) di asset in Italia, per l'80% gia' operativi e per il 20% in costruzione con avvio atteso entro il 2024; 1,2 Gw di progetti in fase di sviluppo (>80% eolico), in Italia e Spagna, per il 60% ad un avanzato stadio di maturita', grazie ai quali viene rafforzata la pipeline di progetti rinnovabili di Plenitude che oggi raggiunge circa 13 GW; 90.000 clienti retail in Italia; e un team di 150 persone dall'esperienza pluriennale nei settori eolico e fotovoltaico, con professionalita' che vanno dallo sviluppo, dalla costruzione e dalla manutenzione di impianti rinnovabili fino alla gestione della vendita ai clienti retail. L'efficacia dell'operazione e' soggetta all'ottenimento delle usuali autorizzazioni. Rothschild & Co. ha svolto il ruolo di financial advisor di Plt Energia e Sef nella vendita a Eni Plenitude. com/zag (fine) MF-DJ NEWS

02/12/2022 09:20

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Eni: Goberti (Plenitude), accordo passo significativo in raggiungimento obiettivi​

MILANO (MF-DJ)--"Questo accordo segna un significativo passo in avanti nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Acquisiamo una piattaforma di progetti e di competenze di grande valore, che si integra perfettamente nel modello di business di Plenitude e ci consentira' di rafforzare il percorso di crescita della Societa', anche al di fuori dell'Italia. Superiamo cosi' i 2 Gw di capacita' netta installata e, in linea con gli obiettivi dichiarati al mercato, prevediamo di raggiungere piu' di 6 Gw nel 2025 con una crescita supportata da 13 Gw di pipeline di progetti solari ed eolici e da accordi strategici e sinergici come quello che annunciamo oggi". Lo ha dichiarato Stefano Goberti, amministratore delegato di Plenitude, commentanto l'accordo per l'acquisizione del 100% di Plt. com/zag (fine) MF-DJ NEWS

02/12/2022 09:25
 

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Eni: Descalzi; serve piano per sicurezza energetica, rinnovabili non bastano​

MILANO (MF-DJ)--"Spingiamo per sostituire il carbone, l'uso del gas sta aumentando ma abbiamo ridotto i nostri investimenti nel settore, perche' volevamo usare altri tipi di fonti. La nostra industria si sta restringendo sempre di piu', dobbiamo svegliarci e capire che abbiamo bisogno di altri pilastri, come un piano per la sicurezza energetica". Lo ha detto l'ad di Eni, Claudio Descalzi, durante il panel 'Towards a broader paradigm for energy security' della conferenza 'Med-Mediterranean Dialogues', promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall'Ispi, sottolineando che "non ne abbiamo mai parlato perche' pensavamo che non avremmo avuto problemi di forniture di gas. Non possiamo coprire tutto con le rinnovabili. L'ambiente e' una priorita' ma anche la sicurezza energetica e' una priorita'". cos (fine) MF-DJ NEWS

02/12/2022 13:21
 

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Gas: Descalzi, senza rigassificatori problemi per stoccaggi​

ROMA (MF-DJ)--"L'anno prossimo dovrebbero arrivare 7 miliardi di metri cubi" di gas naturale liquefetto "che ora non hanno spazio perche' tutti i rigassificatori sono pieni. Se non abbiamo almeno un rigassificatore da 5 miliardi avremo problemi a riempire i nostri stoccaggi". Lo ha detto l'ad di Eni, Claudio Descalzi, intervenendo all'evento "Energie coraggiose, forze che fanno muovere il mondo" della Fondazione Guido Carli. rov (fine) MF-DJ NEWS
02/12/2022 18:00



Energia: Descalzi, tecnologia non deve avere stampo ideologico​

ROMA (MF-DJ)--"La tecnologia non deve avere uno stampo ideologico, noi stiamo cercando di vendere solo energia verde ma non possiamo pensare che una tecnologia possa sostituire tutto". Lo ha detto Claudio Descalzi, ad di Eni, intervenendo all'evento "Energie coraggiose, forze che fanno muovere il mondo" della Fondazione Guido Carli. "Occorre avere una pluralita' di tecnologie, applicarle in modo economico senza escluderle e a priori", ha aggiunto. rov (fine) MF-DJ NEWS
02/12/2022 17:57
 

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Entrano in vigore le nuove sanzioni europee sul petrolio russo: cosa cambia | IL VIDEO

di Francesca Gerosa
tempo di lettura 3 min

Oggi entra in vigore il tetto al prezzo del petrolio russo trasportato via mare a 60 dollari al barile per limitare la capacità di Mosca di finanziare la guerra in Ucraina. Russia pronta a tagliare la produzione. Effetto Cina sui prezzi del greggio, in rialzo post nulla di fatto dell’Opec+​



Entrano in vigore le nuove sanzioni europee sul petrolio russo: cosa cambia - MilanoFinanza.it
 

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Eni: ok Ue a JV gas In Salah con Sonatrach ed Equinor​

ROMA (MF-DJ)--La Commissione europea ha approvato, ai sensi del regolamento Ue sulle concentrazioni, la creazione della joint venture In Salah Gas Limited (In Salah) da parte dell'algerina Sonatrach,di Eni e della norvegese Equinor. In Salah e' stata creata nel 1996 come joint venture a pieno titolo da Sonatrach e BP, con Equinor che ha acquisito una posizione di controllo congiunto nel 2004, si legge in una nota. Attraverso la transazione, Eni sostituisce BP come azionista di controllo congiunto. In Salah e' attiva nell'esplorazione, sviluppo, produzione e fornitura all'ingrosso upstream di gas naturale. La Commissione ha concluso che l'operazione non avrebbe sollevato problemi sotto il profilo della concorrenza, dato che per i loro interessi divergenti, Eni, Sonatrach ed Equinor difficilmente avrebbero potuto coordinarsi con successo nel mercato dello sviluppo, della produzione e della fornitura all'ingrosso di gas naturale. Inoltre, le societa' non avrebbero alcuna capacita' o incentivo a impegnarsi in pratiche di preclusione. gug (fine) MF-DJ NEWS

05/12/2022 14:22
 

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Eni: concluso programma buyback​

ROMA (MF-DJ)--Nel periodo compreso tra il 28 e il 29 novembre, Eni ha acquistato 4.322.849 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 14,0850 euro per azione, per un controvalore complessivo di 60.887.377,41 euro nell'ambito dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie deliberata dall'assemblea dell'11 maggio 2022. Con tali acquisti, informa una nota, si e' concluso il programma di acquisto di azioni proprie della societa' per il 2022, avviato il 30 maggio. Il 29 luglio 2022 la societa' aveva comunicato al mercato l'aumento dell'impegno per il buy-back a 2,4 mld di euro. Nell'ambito del programma, Eni ha acquistato n. 195.550.084 azioni proprie (pari allo 5,48% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 2.399.992.593 euro. A seguito degli acquisti effettuati fino al 29 novembre 2022, considerando le azioni proprie gia' in portafoglio e l'assegnazione di azioni ordinarie a dirigenti Eni, a seguito della conclusione del periodo di vesting previsto dal "Piano di incentivazione di lungo termine 2017-2019" approvato dall'Assemblea di Eni del 13 aprile 2017, Eni detiene 226.097.834 azioni proprie pari al 6,33% del capitale sociale. Il programma di acquisto di azioni proprie 2022 e' stato completato in 6 mesi dalla data di avvio, in anticipo rispetto all'indicazione del mese di aprile 2023 comunicata al momento di avvio del programma. gug (fine) MF-DJ NEWS

07/12/2022 10:47
 

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Petrolio: Tripoli fa appello a Eni&C (MF)​

ROMA (MF-DJ)--Nella corsa a lasciare la Russia e ad assicurarsi altrove nuovi approvvigionamenti di gas e petrolio, c'e' un Paese che e' rimasto in secondo piano nonostante le immense riserve: la Libia. Un ruolo piu' defilato rispetto, per esempio, all'Algeria, soprattutto a causa di questioni di sicurezza. Ma ora Tripoli torna a fare sfoggio di tranquillita'. Per questo, scrive MF-Milano Finanza, il campione nazionale Noc (National oil corporation) ha chiamato a raccolta le compagnie energetiche internazionali, da Eni a Bp, Total, ConocoPhillips, Omv e Repsol, alle quali e' legato da accordi e joint venture, con una richiesta: revocare la forza maggiore che tiene ferme le attivita' di esplorazione e dare nuovo slancio alla produzione. "Noc e' pronta a fornire tutto il supporto necessario per riprendere le operazioni, oltre ad assistere le societa' partner e garantire un ambiente di lavoro sicuro in collaborazione con le autorita' civili e militari dello Stato libico", scrive il gruppo. L'appello alle oil company sarebbero stati preceduti da due incontri distinti con manager di Eni e Total nel quartier generale di Noc, serviti anche a fare il punto sulle attivita' avviate. Sempre stando al gruppo libico, negli incontri sarebbero stati discussi programmi di rilevamento sismico, perforazioni esplorative e studi geologici e geofisici preliminari alle attivita'. In realta', almeno per quanto riguarda Eni l'appello libico e' pleonastico. Il Cane a sei zampe, infatti, non ha mai lasciato il Paese, e sta gia' aprendo a nuovi progetti. "Siamo sempre stati la', la nostra produzione e' stabile", ha detto l'ad Claudio Descalzi, "Stiamo discutendo nuovi progetti, perche' abbiamo scoperto molto petrolio, e in particolare gas". A fine agosto Descalzi aveva incontrato a Roma il presidente di Noc, Farhat Omar Bengdara, confermandogli "la volonta' di lanciare una nuova fase di investimenti volti a incrementare la produzione di gas, facendo leva sul significativo potenziale esplorativo e sugli impianti esistenti che garantiscono l'accesso al mercato domestico e a quello di esportazione europeo". L'ad di Eni aveva anche condiviso il piano di Noc per incrementare la produzione nazionale libica fino a 2 milioni di barili al giorno. Negli anni di attacchi e sabotaggi effettuati dalle milizie del generale Haftar, si e' dimezzata, scendendo a 600mila barili al giorno. Ora si e' riportata a 1,2 milioni con tendenza a salire (il dato del 6 dicembre e' di 1,26 milioni), ma e' ancora lontana dall'obiettivo. red fine MF-DJ NEWS

07/12/2022 09:13
 

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La diretta dai mercati | Il Ftse Mib chiude in rosso (-0,09%). Eni in calo nel giorno di chiusura del buyback. Spread a 182​

di Emma Bonotti e Francesca Gerosa

Anche le altre piazze europee si fermano sotto la parità. A pesare sui mercati del Vecchio continente è stata anche l’apertura negativa di Wall Street. Rendimento Btp decennale al 3,606%​


La diretta dai mercati | Il Ftse Mib chiude in rosso (-0,09%). Eni in calo nel giorno di chiusura del buyback. Spread a 182 - MilanoFinanza.it
 

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Energia: verso svolta nella fusione nucleare, oggi annuncio Usa​

MILANO (MF-DJ)--Il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti annuncera' oggi una svolta nella ricerca in corso sulla fusione nucleare, che potrebbe essere usata come fonte di energia pulita, essenzialmente illimitata. L'annuncio e' previsto per le 10h00 ora di Washington (le 16h00 in Italia) presso la sede del dipartimento. Una portavoce del Lawrence Livermore National Laboratory, dove e' stata condotta la ricerca, ha rifiutato di rilasciare commenti sui dettagli della ricerca e ha detto al Wall Street Journal che i dati sperimentali sono ancora in fase di analisi. Il National Ignition Facility del laboratorio utilizza quasi 200 laser per riscaldare gli atomi di idrogeno a temperature oltre 180 milioni di gradi Fahrenheit e a una pressione superiore di 100 miliardi di volte a quella dell'atmosfera terrestre. Le condizioni estreme creano uno stato della materia noto come plasma, in cui gli atomi di idrogeno si fondono e quindi rilasciano grandi quantita' di energia. Lo stesso processo alimenta il sole e le altre stelle. La fusione nucleare e' di grande interesse per gli investitori e decine di aziende a livello globale a causa del suo potenziale come fonte di energia piu' sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto alle fonti basate sui combustibili fossili o sulla fissione nucleare, in cui gli atomi vengono divisi anziche' combinati per rilasciare energia. Le attuali centrali nucleari creano energia attraverso la fissione nucleare, che produce circa il 10% dell'elettricita' mondiale ed e' priva di carbonio, ma genera scorie radioattive che possono durare migliaia di anni. La fusione, invece, non produce ne' tali rifiuti ne' l'anidride carbonica e altri gas serra generati dalla combustione di combustibili fossili. Ha il potenziale per creare energia quasi illimitata utilizzando elementi comuni, come l'idrogeno, e generando energia fondendo gli atomi. "E' fondamentalmente il premio piu' grande che ci sia", ha affermato Phil Larochelle, partner della Breakthrough Energy Ventures fondata da Bill Gates, che investe in societa' che possono avere un impatto sul cambiamento climatico. Negli ultimi anni, piu' di 5 miliardi di dollari di finanziamenti sono stati versati nelle societa' di fusione private, secondo gli investimenti monitorati dalla Fusion Industry Association. Le aziende stanno perseguendo progetti diversi per i reattori a fusione, ma la maggior parte fa affidamento sulla fusione che avviene nel plasma. Le aziende che perseguono la fusione inerziale laser hanno raccolto circa 180 milioni di dollari. Gates e altri ricchi investitori, tra cui Jeff Bezos e Peter Thiel, sperano di commercializzare la fusione nel mezzo di un boom degli investimenti in tecnologie pulite. Breakthrough ha investito in due imprese che si occupano di fusione, Commonwealth Fusion Systems e Zap Energy. Anche se i fondatori di societa' attive nel comparto della tecnologia sono stati i primi investitori nelle societa' di fusione, i finanziamenti hanno iniziato a provenire da fonti piu' tradizionali, ha affermato Greg Twinney, amministratore delegato di General Fusion, che lo scorso anno ha dichiarato di aver raccolto 130 milioni di dollari. "Mentre evolviamo la tecnologia e dimostriamo il funzionamento delle principali pietre miliari della tecnologia, vediamo che alcune di queste istituzioni piu' grandi sono in grado di intervenire in questo". Negli ultimi anni, piu' di 5 miliardi di dollari di finanziamenti sono stati versati nelle societa' di fusione private, secondo gli investimenti monitorati dalla Fusion Industry Association. Le aziende stanno perseguendo progetti diversi per i reattori a fusione, ma la maggior parte fa affidamento sulla fusione che avviene nel plasma, un gas caldo. La fusione ha comunque ancora molta strada da fare prima di poter fornire energia alla rete. Uno dei maggiori ostacoli alla commercializzazione e' stata finora la sua incapacita' di realizzare il cosiddetto guadagno netto di energia, in cui viene emessa piu' energia dalla fusione rispetto a quella immessa dai raggi laser utilizzati per riscaldare gli atomi. Anche se gli scienziati riuscissero a dimostrare un guadagno netto di energia dalla reazione, rimane ancora molta strada da fare affinche' la fusione crei energia sufficiente per fornire elettricita' alla rete. Ad esempio, la generazione della luce laser utilizzata dal laboratorio Lawrence Livermore consuma energia e la reazione di fusione dovrebbe produrre energia sufficiente per compensare cio' per essere commercialmente fattibile. "Tutti coloro che lavorano sulla fusione hanno cercato di dimostrare per oltre 70 anni che e' possibile generare piu' energia dalla fusione di quella che si immette", ha affermato Jeremy Chittenden, professore di fisica del plasma all'Imperial College di Londra. cos (fine) MF-DJ NEWS

13/12/2022 08:47
 

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Energia: Antitrust; 7 istruttorie su Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie​

ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust ha avviato sette istruttorie e adottato sette provvedimenti cautelari nei confronti di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie -principali societa' fornitrici di energia elettrica e di gas naturale sul mercato libero, che rappresentano circa l'80% del mercato- per presunte modifiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e di gas naturale. Sotto la lente dell'Autorita', spiega una nota, sono finite le proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e di gas naturale e le successive proposte di rinnovo delle condizioni contrattuali, in contrasto con l'articolo 3 del decreto Legge 9 agosto 2022 n. 115 (cd. Aiuti bis), convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 2022. La norma sospende, dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023, l'efficacia sia delle clausole contrattuali che consentono alle societa' di vendita di modificare il prezzo di fornitura sia delle relative comunicazioni di preavviso, salvo che le modifiche di prezzo si siano gia' perfezionate prima dell'entrata in vigore del decreto stesso. Questi interventi vanno ad aggiungersi ai quattro procedimenti istruttori e agli altrettanti provvedimenti cautelari adottati nei confronti delle societa' Iren, Dolomiti, E.On e Iberdrola e fanno seguito ad un'ampia attivita' preistruttoria svolta nei confronti di 25 imprese, dalla quale e' emerso che circa la meta' degli operatori interessati ha rispettato la legge evitando di modificare le condizioni economiche - dopo il 10 agosto 2022 - ovvero revocando gli aumenti illecitamente applicati. Alle sette societa' viene contestata la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. Ad Acea viene anche contestata l'asserita efficacia delle comunicazioni di modifica unilaterale del prezzo di fornitura perche' inviate prima dell'entrata in vigore del Decreto Aiuti bis (10 agosto 2022) e non "perfezionate" prima della stessa data. Sulla base dei dati forniti dalle stesse imprese, risulta che i consumatori, i condomini e le microimprese interessati dalle comunicazioni di variazione delle condizioni economiche sono 7.546.963, di cui circa 2.667.127 avrebbero gia' subito un ingiustificato aumento di prezzo. Le imprese dovranno, quindi, sospendere l'applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022 e, inoltre, dovranno comunicare all'Autorita' le misure che adotteranno al riguardo. Entro sette giorni, le imprese potranno difendersi e l'Autorita' potra' confermare o meno i provvedimenti cautelari. vs fine MF-DJ NEWS

13/12/2022 08:30
 

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Tetto al prezzo del gas, Meloni: pronti a intervenire a livello nazionale se l’Ue tarderà​

di Silvia Valente

Il Consiglio europeo del 15 dicembre è un’occasione importante per dimostrare quanto l’Italia possa essere un valore aggiunto nel contesto europeo, secondo la premier | Qatargate: lo scandalo che scuote l’Europa | Gas, Birol (Aie): ecco perché il prossimo anno potrebbe essere più difficile del 2022


Il Consiglio europeo del 15 dicembre, il primo in cui l’Italia verrà rappresentata dal governo Meloni, è un’occasione importante per dimostrare “quanto l’Italia possa essere un valore aggiunto nel contesto europeo, combattendo la falsa narrazione di un’Italia che arranca e rappresenterebbe quasi un peso per l’Unione Europea”. Non solo, infatti, “siamo fondatori di questo processo di integrazione, non solo siamo centrali nelle dinamiche geopolitiche del Continente, noi siamo una colonna indispensabile alla crescita economica e sociale dell’intera Europa”. Queste le parole del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, rivolgendosi al Parlamento in vista del Consiglio europeo.

Consiglio su sovranità strategica

L’agenda della riunione europea prevede diversi temi che hanno un fondamentale aspetto in comune, sottolinea la premier: riguardano tutte la sovranità strategica dell’UE, “la sua capacità di garantire quella sicurezza e quel benessere socio-economico dei nostri cittadini che sono stati prima messi in discussione dalla pandemia e poi minacciati dalla guerra in Ucraina e dal domino di conseguenze che quella guerra ha causato, a partire dall’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia”.

L’Italia sin dall’inizio ha sostenuto la causa ucraina, tanto nella dimensione politica e militare, quanto sul fronte umanitario ed economico-finanziario, in linea con la strada europea e internazionale. Però Meloni crede che l’Unione Europea debba assumere su questo fronte un ruolo più incisivo, riappropriandosi della sua vocazione geografica e geopolitica a beneficio della sicurezza dell’intero Continente. E in questa Europa ci deve essere più Italia, “in condizione di pari dignità con gli altri Stati membri, come si conviene ad una grande Nazione fondatrice”.

Un fronte fondamentale restano le misure sanzionatorie, che pur se dolorose per “il nostro tessuto produttivo hanno dimostrato comunque di essere efficaci poiché stanno avendo un indubbio effetto sullo sforzo bellico russo e svolgono un ruolo fondamentale per accelerare la fine del conflitto e portare a negoziati sostenibili”.

Il nono pacchetto di sanzioni è già in via di definizione con la volontà di imporre costi alla Russia che devono essere superiori a quelli sopportati dagli Stati europei, che devono dunque vigilare sulle ricadute delle proprie decisioni sui cittadini. Ne è un esempio virtuoso il caso della raffineria Isab-Lukoil di Priolo, “che abbiamo messo nelle condizioni di continuare a lavorare anche dopo il 15 settembre”, data dell'entrata in vigore del divieto di importazione di greggio dalla Russia. Un provvedimento particolarmente importante, spiega Meloni, perché il Governo è “intervenuto su uno dei tanti dossier finora irrisolti, tutelando un nodo energetico strategico nazionale e difendendo i livelli occupazionali, mettendo complessivamente in sicurezza circa diecimila lavoratori.

Le conseguenze sui cittadini

Per lavorare sulle conseguenze della guerra e le relative sanzioni si deve fare attenzione tanto alla sicurezza alimentare globale quanto all’impatto dell’aumento dell'energia sulle economie europee. Da ottobre dello scorso anno l’Italia si è esposta per far intraprendere all’Unione Europea un percorso di sicurezza energetica, incentrato in particolare sulla gestione dei prezzi, e sulla diversificazione rispetto alle forniture russe. La proposta della Commissione Europea sul tetto dinamico dei prezzi è “insoddisfacente, perché inattuabile alle condizioni date”.

Tetto al prezzo del gas, Italia pronta ad agire da sola


La priorità è dimostrare la capacità dell’Ue di proteggere le sue famiglie e le sue imprese, senza però lasciar prevalere logiche unilaterali secondo le quali gli Stati con maggior spazio fiscale fanno da sé e quelli con scarsa capacità di spesa possono essere lasciati indietro. "Un meccanismo per cui ciascuna nazione può dare grado diverso di tutela alle imprese produrrebbe una distorsione del mercato unico che non penalizzerebbe solo l’Italia, ma l’intera Europa. Difatti”, evidenzia Meloni, “ormai la maggioranza degli Stati membri chiede l’introduzione di un tetto dinamico al prezzo del gas e dell’energia insieme all’Italia”. In quest’ottica l'Italia è pronta a intervenire a livello nazionale se le trattative in corso a livello comunitario per limitare il prezzo del gas non arriveranno o saranno inefficaci. Riferendo del Consiglio dei ministri dell'energia iniziato oggi, 13 dicembre, la premier ha detto che l'Italia avrà ulteriori elementi di valutazione al termine del vertice "ma siamo pronti a intervenire a livello nazionale" se la risposta comunitaria "dovesse tardare o rivelarsi inefficace".

Orario di pubblicazione: 13/12/2022 12:25
Ultimo aggiornamento: 13/12/2022 13:33
 

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Nucleare: Descalzi, crediamo fermamente versione industriale gia' in 2030​

ROMA (MF-DJ)--"Il risultato rivoluzionario di questa settimana di Lawrence Livermore attraverso la fusione a confinamento inerziale conferma la nostra capacita' di far progredire la tecnologia nella corsa verso la fusione. Siamo impegnati in una traiettoria tecnologica che crediamo fermamente ci portera' a realizzare una prima versione industriale gia' all'inizio del prossimo decennio". Lo scrive in un post su LinkedIn l'ad di Eni, Claudio Descalzi, aggiungendo: "siamo estremamente fiduciosi che il percorso intrapreso con CFS (Commonwealth Fusion Systems, di cui Eni e' l'azionista di maggioranza, ndr), ci accompagnera' verso innovation importanti, rivoluzionari e molto rapidi". gug guglielmo.valia@mfdowjones.it (fine) MF-DJ NEWS

15/12/2022 17:50
 

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Sul Corriere Economia di oggi, pag 9:


Lukoil Priolo, il jolly dell'eni contro la bancarotta