Eredità: cosa puo' fare il NIPOTE?????

Marco Vanb

Nuovo Utente
Registrato
27/2/02
Messaggi
4
Punti reazioni
0
Allora.

Una zia muore. Padrona di un appartamento. Non sposata. Non figli.
L'appartamento passerebbe ai due fratelli ancora in vita: 50 - 50.

Pero' un nipote (figlio di uno dei fratelli) ha una copia di una dichiarazione scritta dalla defunta:

- La sottoscritta X Y in data 01/01/1997 dichiara COINTESTATARIO il nipote Tizio Caio dell'appartamento sito in via XXX ove io ora abito. Firmato dalla zia e controfirmato dal nipote...

E' evidente che non sia un testamento pero'......

A chi spetta l'appartamento? E' necessaria azione legale?

Se ci fosse un esperto del settore...

GRAZIE! Ciaoooo Gianni
 
Scritto da Marco Vanb
Allora.

Una zia muore. Padrona di un appartamento. Non sposata. Non figli.
L'appartamento passerebbe ai due fratelli ancora in vita: 50 - 50.

Pero' un nipote (figlio di uno dei fratelli) ha una copia di una dichiarazione scritta dalla defunta:

- La sottoscritta X Y in data 01/01/1997 dichiara COINTESTATARIO il nipote Tizio Caio dell'appartamento sito in via XXX ove io ora abito. Firmato dalla zia e controfirmato dal nipote...

E' evidente che non sia un testamento pero'......

A chi spetta l'appartamento? E' necessaria azione legale?

Se ci fosse un esperto del settore...

GRAZIE! Ciaoooo Gianni

guarda, non sono un esperto... mi sto imbattendo anche io in
questioni ereditarie e pertanto prendila con le molle.
se il nipote fosse in possesso di un testamento olografo l'appartamento passerebbe senz'altro a lui in quanto i fratelli non
hanno il cosidetto diritto di legittima (spettante al coniuge o eredi
diretti in linea ascendente o discendente cioè genitori o figli).
bisogna, in definitiva vedere cosa ha in mano il nipote, se (non ho
capito bene) ha un foglio in cui la zia dichiara che lei vuole cointestare l'appartamento al nipote secondo me vuol dire che
ha scelto il nipote come erede di tale bene ma è un caso un po'
controverso in quando se così fosse avrebbe dovuto fare una più
chiara deposizione testamentaria.
spero di non averti confuso ulteriormente le idee... fammi sapere,
mi interessa il tuo caso.
 
Scritto da Marco Vanb
Allora.

Una zia muore. Padrona di un appartamento. Non sposata. Non figli.
L'appartamento passerebbe ai due fratelli ancora in vita: 50 - 50.

Pero' un nipote (figlio di uno dei fratelli) ha una copia di una dichiarazione scritta dalla defunta:

- La sottoscritta X Y in data 01/01/1997 dichiara COINTESTATARIO il nipote Tizio Caio dell'appartamento sito in via XXX ove io ora abito. Firmato dalla zia e controfirmato dal nipote...

E' evidente che non sia un testamento pero'......

A chi spetta l'appartamento? E' necessaria azione legale?

Se ci fosse un esperto del settore...

GRAZIE! Ciaoooo Gianni

Non ha nessun valore (se fosse una donazione occorrerebbero speciali formalità).
 
Può solo opporsi alla esecuzione testamentaria presentando come cavallo di battaglia "il pezzo di carta", che non vuol dire alcunchè;
non ha voce in capitolo, non è un EREDE pretermesso tanto meno un beneficiario, di donazione, o legatario!

Bada bene che se fa opposizione deve affrontare spese non indifferenti (solo per iscrivere la causa a ruolo occorrono circa 1000 €), ........e poi deve trovare un AVVOCATO DISONESTO CHE ha voglia di rubargli soldi per una causa che non vincerà!

Per essere cointestatario di un BENE IMMOBILE deve risultare da ATTO PUBBLICO e no scrittura privata....è la lex che lo esige, proprio a tutela della volontà di privarsi di una parte o di tutto un bene a favore di altro!

.....se spuntasse un testamento olografo la cosa sarebbe diversa;)
ciao
 
Scritto da narese
Può solo opporsi alla esecuzione testamentaria presentando come cavallo di battaglia "il pezzo di carta", che non vuol dire alcunchè;
non ha voce in capitolo, non è un EREDE pretermesso tanto meno un beneficiario, di donazione, o legatario!

Bada bene che se fa opposizione deve affrontare spese non indifferenti (solo per iscrivere la causa a ruolo occorrono circa 1000 €), ........e poi deve trovare un AVVOCATO DISONESTO CHE ha voglia di rubargli soldi per una causa che non vincerà!

Per essere cointestatario di un BENE IMMOBILE deve risultare da ATTO PUBBLICO e no scrittura privata....è la lex che lo esige, proprio a tutela della volontà di privarsi di una parte o di tutto un bene a favore di altro!

.....se spuntasse un testamento olografo la cosa sarebbe diversa;)
ciao

Aspetta! Una semplice scrittura per il trasferimento (infatti, atto pubblico, scrittura privata autenticata o sentenza servono per trascrizione). Ma nel caso della DONAZIONE (questa la volontà del dante causa) ci vuole l'atto pubblico. Scusa la precisazione. Ciao Verm
 
Scritto da Verm & Solitair


Aspetta! Una semplice scrittura per il trasferimento (infatti, atto pubblico, scrittura privata autenticata o sentenza servono per trascrizione). Ma nel caso della DONAZIONE (questa la volontà del dante causa) ci vuole l'atto pubblico. Scusa la precisazione. Ciao Verm

come ti permetti PRECISARE queste cose a un fanatico del diritto di famiglia come me....:mad: :mad: :mad:......., se la metti su questo punto allora ti ricordo che bisogna distinguere tra DONAZIONE e GRATUITA' :D:D:D:D:D;)
......rigidità della forma!
ciao e scusa la logomachia ;)
 
Scritto da Marco Vanb
Allora.

Una zia muore. Padrona di un appartamento. Non sposata. Non figli.
L'appartamento passerebbe ai due fratelli ancora in vita: 50 - 50.

Pero' un nipote (figlio di uno dei fratelli) ha una copia di una dichiarazione scritta dalla defunta:

- La sottoscritta X Y in data 01/01/1997 dichiara COINTESTATARIO il nipote Tizio Caio dell'appartamento sito in via XXX ove io ora abito. Firmato dalla zia e controfirmato dal nipote...

E' evidente che non sia un testamento pero'......

A chi spetta l'appartamento? E' necessaria azione legale?

Se ci fosse un esperto del settore...

GRAZIE! Ciaoooo Gianni

Non può valere come testamento perchè controfimato dal nipote in spregio del divieto dei testamenti congiuntivi/patti succ etc: bastava che omettesse di firmare il nipote. Il documento è tuttavia valido ed efficace. Valido perchè non risultando lo spirito donativo manca la necessità dell'obbligo della forma scritta. Efficace perchè appunto non donativo.
Occorrerebbe appellarsi però alle norme sul "riconoscimento del debito" (da applicarsi in via estensiva o analogica) ovvero a quelle sulle ob naturali.
Il punto debole della struttura dell'atto costituito dalla Zia, è purtroppo sotto il profilo della "causa", che per gli atti negoziali aventi come oggetto immobili è molto severa. Se non si riesce a dimostrare che non trattavasi di donazione la vedo dura. Potrebbe il nipote appellarsi allora alla simulazione di persona, cioè l'atto dovrebbe valere come atto dissimulatorio, anche qui però simulaz di persona (acq da parte della zia quando invece acq era anche il nipote) e non simulaz oggettiva, in quanto un'atto che dissimula una donazione deve avere di questa la forma pubblica.


A naso ti dico questo, siccome trattavasi di una donaz fondamentalmente, (donaz in senso atecnico, regalo dono, etc) è bene arrivare ad un accordo bonario. Infatti devi tener presente che la Zia ha detto "Cointestatario", quindi una parte (presumibilmente la metà è restata a lei). Ergo con la sua morte cmq in ogni caso la "sua" metà cadrebbe in successione a favore dei fratelli, in base ai principi della succ legg. Con l'apertura quindi di uno sto di comunione ereditaria che vedra i fratelli titolari per metà e questo nipote titolare di quest'altra metà. Che centra tutto questo? Centra centra, siccome le cause di divisione ereditaria sono le più lunghe e le più costose, i fratelli inviperiti dalla mossa poco onesta di questo famoso nipote, gli metterebbero il bastone tra le gambe e così legittimamente gli impedirebbero di fittarla a chi vuole lui o di andarci a vivere e gli potrebbero anche impedire di vendere (il nipote infatti potrebbe si vendere la quota di 1/2, ma in genere chi compra vuole tutto l'appartamento). Insomma un mare di guai, lungaggini processuali che non ti dico.......la miglior cosa è trovare un'accordo bonario in cui il nipote non fa valere il suo diritto e magari le spese dell'atto e tasse cmq non indifferenti a carico delle controparti. Sicome il nipote poi è figlio di uno dei due fratelli si potrebbe anche fare così: nuda proprietà ai nipoti e usufrutto ai fratelli. L'alternativa è una lungagine processuale che azzererà quasi il valore dell'appartamento. Calcolate che a meno di nominare un'ammi.re giud (con tanto di spese) non lo fittate.....intanto le spese di manutenzione, e tasse corrono. Sul 740 come lo segnalate? In genere nessuno lo segnala poi zacchete dopo 15 anni di causa vince e scopre di dover tutto allo stato per mancato pagamento delle tasse.

Ripeto il nipote ha delle carte da poter intentare una causa, ma l'esito sarebbe incerto ed esporrebbe concretamente ai problemi di amministraz, manutenzione, gestione e fiscali ora ora menzionati. A meno che non ci siano altri elementi sostanziali (altre carte, documenti, fascicoli, e perchè no anche testimoni per quello che possano valere), considerato il tenore letterale e sostanziale del documento redatto dalla Zia, io opterei per un'accordo bonario.
 
Re: Re: Eredità: cosa puo' fare il NIPOTE?????

In parole semplici la vedo così.

Gli atti giuridici hanno requisiti di forma e di causa, pena la loro invalidità, specie quando riguardono beni immobili ed interferiscono con prospettive successorie.

Sotto il profilo della "causa", il nostro ordinam giurid, riguardo ai beni immobili, è molto severo e richiede che dall'atto si ricavi la causa del trasferimento. In parole povere l'ordinam giur vuole sapere per quale motivo il bene immobile trapassa di proprietà. Vendita? Ed allora vuole il prezzo. Donazione? Ed allora vuole che lo si dica ed in maniera anche pubblica (atto notarile). Permuta? Ed allora vuole sapere qual'è l'altro immobile oggetto della permuta. Datio in solutum? Ed allora vuole sapere quale debito viene estinto. etc

Sotto il profilo squisitamente causale, perciò l'atto è sprovvisto di un chiaro e soprattutto congrua causa ("motivo" per intenderci, i tecnici storceranno il naso, ma uso il termine motivo sul piano desctittivo, essendo da tener fermo sul rigido piano formale la distinzione tra "causa" e "motivi"). Non si sa il perchè di questo "trasferimento". Che se poi fosse donazione sarebbe cmq carente sotto il profilo della forma, manxcanza della forma pubblica (atto notarile). Se poi fosse mortis causa incapperebbe nel duplice divieto dei patti successori sulla normativa dei testamenti congiuntivi e reciproci e non da ultimo sulla forma del testamento olografo.

Posizione dell'atto quindi, secondo me: atto nullo per vizio causale e cmq di forma.


COSA PUO' FARE IL NIPOTE: potrebbe intentare una causa di mero accertamento (dizione tecnica, che fa riferimento ad un tipo particolare di az di cognizione. Sempre causa è) preludio alla richiesta di una sentenza che accerti la validità dell'atto (cosa che sec me il giudice non concorderà) (in questo caso nel Pubblici Registri Immobiliari andrebbe trascritta la sentenza).
COSA DOVREBBERO FARE I FRATELLI: previo accettaz dell'eredità come benef di inventario se del caso, chiedere ex art 700 cpc (se ricordo bene a mente) che si proceda all'immediato sequestro dell'immobile, in modo che il nipote non ne prenda possesso, ed opporsi nel merito dei quanto addotto dal famoso nipote.


Quand'anche il nipote avesse ragione (magari producendo ulteriori documenti documenti) appellandosi ripeto alla simulaz di persona ovvero alla normativa sulle obb naturali (non è il caso che mi dilunghi) COSA DI CUI DUBITO a quel punto il nipote si ritroverebbe ad avere 1/2 appartamento. Non lo si potrebbe vendere, amministrare, gestire ecc se non di comune accordo, cosa da escludere visto che si vien da una controversia giudiziale, insomma un macello. Ricordo che per sciogliere poi lo stato di comunione occorrerebbe un'altra causa. Altri 15 anni circa. (Le si potrebbero anche far partire contemporaneamente ma la causa di divisione comunque sarebbe bloccata, dipendendo pregiudizialmente dall'accertamento della validità dell'atto e quindi appunto dello stato di comuninone, che appunto la causa di divisione mirerebbe a sciogliere. In altre parole in un primo momento il giudice dice l'atto è valido. A quel punto essendo l'atto valido ecco che il nipote avrebbe la sua metà da dividere dalla metà caduta in succ a favore dei fratelli. Ecco xchè la causa di succ è per forza successiva. Quindi direi 20 anni se vi va bene tra le due causa. Quindi caldeggerei vivamente un'accordo bonario a
 
Scritto da Marco Vanb
Allora.

Una zia muore. Padrona di un appartamento. Non sposata. Non figli.
L'appartamento passerebbe ai due fratelli ancora in vita: 50 - 50.

Pero' un nipote (figlio di uno dei fratelli) ha una copia di una dichiarazione scritta dalla defunta:

- La sottoscritta X Y in data 01/01/1997 dichiara COINTESTATARIO il nipote Tizio Caio dell'appartamento sito in via XXX ove io ora abito. Firmato dalla zia e controfirmato dal nipote...

E' evidente che non sia un testamento pero'......

A chi spetta l'appartamento? E' necessaria azione legale?

Se ci fosse un esperto del settore...

GRAZIE! Ciaoooo Gianni

è una semplice dichiarazione che non produce gli effetti legali propri ed insiti nel testamento.. fra l'altro vedasi la firma del nipote....che annulla in primis la supposta validità di testamento..
 
Nessun dubbio sulla inefficacia (senza contare che l'atto per valere come testamento dovrebbe essere nella fattispecie pure olografo).
 
RINGRAZIO DAVVERO DI CUORE TUTTI...

CHIARISSIMI...

Sembrerebbe tutto OK... ma improccisamente...

Allora...

ho optato per un accordo bonario (io sarei il famoso nipote) non volendomi "incasinare"..

..l'appartamento della zia andrà 50% al fratello (mio zio) e 50% a mio padre (l'altro fratello)... 100mil a testa...

...mi tengo per accordo i fondi e il conto postale COINTESTATO tra me e la zia... 70mil a me...

..ma a sorpresa un'altra nipote (figlia di uno zio DEFUNTO fratello della zia, di mio padre e dell'altro zio) chiede parte dell'eredità con tanto di lettera del legale!?!?!?!?

Ma come è possibile? Amici avvocati mi hanno assicurato che se la DEFUNTA non ha marito, non ha figli, l'unica linea ereditaria sono i fratelli IN VITA (VENGONO quindi ESCLUSI I FIGLI e MOGLI di fratelli o sorelle DEFUNTI della DEFUNTA)...

....avvocato furbetto o abbaglio legislativo?

..ma è possibile che la nipote possa rientrare nei potenziali ereditanti?
 
Scritto da Marco Vanb
RINGRAZIO DAVVERO DI CUORE TUTTI...

CHIARISSIMI...

Sembrerebbe tutto OK... ma improccisamente...

Allora...

ho optato per un accordo bonario (io sarei il famoso nipote) non volendomi "incasinare"..

..l'appartamento della zia andrà 50% al fratello (mio zio) e 50% a mio padre (l'altro fratello)... 100mil a testa...

...mi tengo per accordo i fondi e il conto postale COINTESTATO tra me e la zia... 70mil a me...

..ma a sorpresa un'altra nipote (figlia di uno zio DEFUNTO fratello della zia, di mio padre e dell'altro zio) chiede parte dell'eredità con tanto di lettera del legale!?!?!?!?

Ma come è possibile? Amici avvocati mi hanno assicurato che se la DEFUNTA non ha marito, non ha figli, l'unica linea ereditaria sono i fratelli IN VITA (VENGONO quindi ESCLUSI I FIGLI e MOGLI di fratelli o sorelle DEFUNTI della DEFUNTA)...

....avvocato furbetto o abbaglio legislativo?

..ma è possibile che la nipote possa rientrare nei potenziali ereditanti?



Fratelli "in vita" è un grossolano errore. C'è l'istituto della rappresentazione (da non confondersi con la rappresentanza), in virtù del quale ai fratello eventualmente preporto subentrano i di lui figli (art.467c.c.).
 
Scritto da serafino




Fratelli "in vita" è un grossolano errore. C'è l'istituto della rappresentazione (da non confondersi con la rappresentanza), in virtù del quale ai fratello eventualmente preporto subentrano i di lui figli (art.467c.c.).


Faccio un esempio pratico

Tizio è celibe e senza figli.
Non ha nessuno, eccetto due fratelli, Caio e Sempronio.
Caio ha due fligli, e Sempronio pure.
Caio muore un giorno un mese un anno (non importa) prima di Tizio.
A chi va l'eredità di Tizio, nel caso che non ci sia testamento?

Va per 1/2 a Sempronio, e, per l'altro 1/2 ai figli di Caio; rappresentazione, appunto, i figli di Caio rappresentano il padre premorto nella successione di TIZIO.
 
Scritto da serafino



Faccio un esempio pratico

Tizio è celibe e senza figli.
Non ha nessuno, eccetto due fratelli, Caio e Sempronio.
Caio ha due fligli, e Sempronio pure.
Caio muore un giorno un mese un anno (non importa) prima di Tizio.
A chi va l'eredità di Tizio, nel caso che non ci sia testamento?

Va per 1/2 a Sempronio, e, per l'altro 1/2 ai figli di Caio; rappresentazione, appunto, i figli di Caio rappresentano il padre premorto nella successione di TIZIO.

...ok ho capito...
....ho un bel avvocato ...COGL.IONE!!!!

....azzzz:mad:
 
Scritto da Marco Vanb


...ok ho capito...
....ho un bel avvocato ...COGL.IONE!!!!

....azzzz:mad:


Purtroppo è così, nel tuo caso l'eredità va divisa per tre per quanti sono i fratelli. 1/3 a tuo padre, 1/3 a tuo zio, ed 1/3 ai figli del fratello premorto. Ciao
 
Indietro