essere ridicoli...

grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Ecco aperto per l'ennesima volta il vocabolario :o - poveretto ormai cade a pezzi ;)

bondì o buondì
buon giorno, buongiorno o bongiorno - stessa cosa (mahhhhhh 3 modi di dire..... per forza una fa confusione poi :( )

cmq mi sà che opto per "ciao" - meno complicato e lo capiscono anche nel mondo :D
 
rinnuncio :( :( :( :(
 
Scritto da ti.ka
rinnuncio :( :( :( :(


ahiahiahi...anche qui...rinnnuncio si scrive, Kari'....:o :rolleyes:



mmmmmmm....vabbe', sei troppo simpatica, ti perdoniamo tutto!! :p ;)
 
Scritto da lattepiù
ecco, questa si usa prima dei concerti, per provare i microfoni...."sà sà sàààààà...prova, prova..." :o :rolleyes: :p :p ;) ;)

Sì, la voce di quello che prova i microfoni mi ha fatto sempre ridere.
Prima di una conferenza per esempio: "Un due tre prova...prova prova tub tub (battito di dita sul microfono)".
Nell'attesa che il conferenziere, serissimo (e perciò ridicolo anch'esso) inizi a parlare.

L'umile tester del microfono, chissà perchè sempre uomo e mai donna.
 
...........
...........
..............
.
 
Scritto da ti.ka
...........
...........
..............
.




il terzo puntino, nella seconda fila, non è del tutto corretto, caraKarina...:o :rolleyes:


smack! :D ;) (ed uno pure al megasuperprrrrrrrrrof!! :p :) )
 
Che alcuni poi si lasciano prendere la mano e non si limitano a pochi secondi di prova ma continuano con variazioni minime persino per alcuni minuti.
E' il loro momento di celebrità e io li comprendo.
Il microfono funziona benissimo, loro lo sanno, il pubblico lo sa.
La voce del tester svolge probabilmente una funzione introduttiva, come un prologo a teatro quando si apre il sipario e gli attori si muovono senza profferir verbo alcuno.
Il momento nel quale è massima l'attenzione dello spettatore, attenzione destinata poi inevitabilmente a scemare.
 
Scritto da Scardanelli
Che alcuni poi si lasciano prendere la mano e non si limitano a pochi secondi di prova ma continuano con variazioni minime persino per alcuni minuti.
E' il loro momento di celebrità e io li comprendo.
Il microfono funziona benissimo, loro lo sanno, il pubblico lo sa.
La voce del tester svolge probabilmente una funzione introduttiva, come un prologo a teatro quando si apre il sipario e gli attori si muovono senza profferir verbo alcuno.
Il momento nel quale è massima l'attenzione dello spettatore, attenzione destinata poi inevitabilmente a scemare.



grande!! ;)
 
Se dovessi fare io la prova microfono, non pronunzierei i numeri 1, 2, 3, bensì le lettere: A, Bi, Ci, ovviamente tutte fino alla Zeta.
Si sa mai che il microfono si ribelli a qualche lettera.
E poi chi parla, anche quando pronuncia i numeri lo fa colle lettere, no?
Quindi invece che 1,2,3 si dica A, Bi, Ci.

(Però invece che dire Kappa, direi Kacca, per vedere se il pubblico è attento).
 
Sono sicuro invece che dopo poche lettere mi verrebbe da ridere e sarei costretto a cedere il microfono a qualcun'altro, meno ridicolo di me.
Il pubblico non capirebbe, ma tant'è.
 
No, non sarei adatto a fare la prova microfono.
Piuttosto una cosa che ricordo con estremo piacere è una conferenza a cui assistetti anni addietro.
Parlava un luminare della filosofia della scienza, venerato e adorato da schiere di assistenti, ricercatori, laureandi, schiavi.
Ad un certo punto, dopo pochi secondi dall'inizio della prolusione, si levò una voce dal fondo dell'aula: "Voce, voce!!!".
Voce che però venne zittita da quanti erano seduti avanti come fosse un disturbo generato da screanzati.
La situazione divenne insostenibile, dietro non sentivano e giustamente reclamavano a voce sempre più alta, davanti se ne fregavano e intanto il maestro continuava a parlare mentre montava la baraonda.
Finalmente il nostro si accorse che forse qualcosa non quadrava e se ne uscì con un improvviso "Silenzio!!!!", urlato con la disperazione di chi parla ma vede l'attenzione svuotarsi attorno a sè.
Ecco, lì non era stata fatta bene la prova microfono.
Sarebbe stata utile la presenza di una seconda figura, oltre al tester, che si posizionasse nei più remoti recessi della sala per controllare la potenza dell'audio.
Insomma, mi resi conto allora che non era così semplice fare il tester del microfono.
 
Il microfono

Ne ho brutti ricordi.
Tantiiiii anni fa ;), una volta all’anno per l’assemblea dei soci, ero preposta a passare il microfono a chi voleva intervenire…
Un incubo……… (premetto non avevo niente a che fare con le public relation)

Io sola contro 60 uomini circa seduti tranquilli ad ascoltare il dibattito……. Io in un angolo a tentare di capire chi avrebbe preso la parola per essere pronta col microfono.

C’era quello simpatico…… che prima di parlare ti facevo un segno discreto col sorriso……
Quello che invece cominciava a parlare dall’altra parte della stanza…… e quando finalmente arrivavo col microfono, mi ignorava.
…..
Poi certi sguardi …… non comment ;)

Mi è rimasta un po’ sta fobia del microfono – mai più !!


p.s. : per fortuna la prova del microfono non mi spettava ;)
 
Infatti una cosa è essere tester del microfono, altro essere il porta microfono durante dibattiti o tavole rotonde.
Compiti diversissimi che rappresentano quella che Roland Barthes chiamerebbe la "cornice concettuale" o "Conceptual frame" dello spettacolo, portatrice di senso quanto il contenuto.
Ricordo a tal proposito come, durante la trasmissioni di Santoro, vi fossero picchi di ascolto, testimoniati dall'Auditel, allorquando la Luisella Costamagna porgeva con grazia inarrivabile il microfono al losco figuro di turno.
Era quel gesto il cuore della trasmissione, il dono del microfono quale suprema metonimia.
E' indicativo il fatto che mentre la prova microfono è generalmente destinata a un uomo, il compito di recare il microfono sia spesso destinato a donne.
A me piace pensare che questi umili rappresentanti del "Conceptual/Boundary frame", si ritrovino insieme a darsi forza.
Ma la loro vita è per molti mistero insondabile.
 
Ultima modifica:
maròòòò, prof....ma cosa hai mangiato oggi?!! :eek: :eek:


discorsi superbi, incredibili metafore...."metonima"...mammamiabella, sei stato zitto un bel po', ma mò capisco perchè: eri intento a studiare come un pazzo dannato, eh..!! :o :p ;) ;)
 
Scritto da lattepiù
maròòòò, prof....ma cosa hai mangiato oggi?!! :eek: :eek:


discorsi superbi, incredibili metafore...."metonima"...mammamiabella, sei stato zitto un bel po', ma mò capisco perchè: eri intento a studiare come un pazzo dannato, eh..!! :o :p ;) ;)

Sì, ho pensato spesso in questo periodo alla figura del tester del microfono, più in generale a quella che Guy Debord chiamerebbe "L'aiuola d/nel giardino".
Tu mi hai dato il destro per parlarne: attendevo da tempo questa occasione.
 
Scritto da Scardanelli

Tu mi hai dato il destro per parlarne: attendevo da tempo questa occasione.



e ne son contento...è sempre un piacere ascoltarla! ;)


aspe', che mò le passo il...sà sà, prova pro....ecco, è pronto: prego, continui...:o :)
 
Del resto: a cosa pensate che servano tutte quelle scuole professionali per "Tecnici audio" sorte come funghi durante quest'ultimo decennio? A regolare gli altoparlanti o i woofer prima di un concerto dei Pink Floyd?
Non scherziamo.
Forgiano i tester del microfono, professione sì umile ma che non può essere improvvisata nè tantomeno appresa senza una adeguata strumentazione.
Esistono, è inutile chiudere gli occhi e ignorare questa realtà.
Poi, siamo d'accordo, c'è tester del microfono e tester del microfono, ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano, fino a sprofondare - direbbe Derrida - nella palude della società re-industrializzata.
 
Sì, va bene, lo ammetto: sono ossessionato dai microfoni, ho una collezione di microfoni, io stesso sono il microfono di me stesso.
Ognuno ha i propri piccoli segreti, minimanie, chiodi fissi: c'è chi colleziona tartarughine di plastica, chi francobolli ma solo dello Zambia, chi nastri per stampanti ma solo HP: io collezioni microfoni.
Io parlo continuamente dentro questi microfoni per mantenerli in vita, per disincrostarli, così come il collezionista di Jaguar scende periodicamente in garage anche solo per mettere in moto le sue automobili e sentirne il respiro.
 
Indietro