essere ridicoli...

Grazie, grazie a voi tutti.
Spero di aver allietato il vostro pomeriggio con questi piccoli frammenti di un discorso amoroso, minuscole frattaglie concettuali. Un po' come il violinista tzigano all'angolo tra via Amoretti e via Bovisasca allieta gli astanti al semaforo.
Anche lui però non ha ancora capito che dovrebbe munirsi di un microfono direzionale che rimandi le sue note ad un sintoamplificatore (anche un Autovox usato va bene).
Potrebbe allacciarsi al semaforo creando così un effetto magico di "son et lumiere" unico al mondo.
 
Scritto da Scardanelli
Non capisco il motivo per il quale tu sia costretta a utilizzare il microfono a scuola. Io mi rifiuterei.
Non l'ho mai usato nell'ambito della mia attività professionale, nemmeno all'Università quando alle prime lezioni si presentano in ottanta-novanta (poi dopo alcuni minuti restano una quindicina di masochisti e quindi basta un sussurro per intendersi).

Si vede che sei mai passato davanti a una scuola elementare il primo giorno di lezione, quando devono entrare i bimbi di prima, che ancora non sanno in quale sezione andare. Genitori, e nonni, che si salutano con altri genitori, e nonni, mentre si interrogano su chi saranno i compagni del pargolo e sulle maestre. Sono interessati a sapere che saranno nella stessa classe di Pinco, perchè la mamma di Pallino lavora e la nonna di Pinco può accompagnare a scuola o a casa Pinco e Pallino. Intanto Pinco e Pallino hanno trovato gli amichetti della scuola materna e stanno facendosi i fatti loro attorno ad altri genitori, che non trovano più i loro figli, ma hanno i figli di altri tra la borsetta e il vestito. Ci sono testoline che spuntano dappertutto e richiami che via via si avvicina l'ora di entrata si fanno sempre più pressanti. I bimbi ridono, pochi, esistono ancora i bambini di una volta, piangono, tutti urlano. Si apre il portone ed esce la maestra incaricata a far l'appello. Ecco che spunta il megafono. Funziona mai. Mai. Si cerca la maestra con la voce più adatta a farsi sentire, perchè la truppa al di là del cancello sembra solo quietarsi all'aprirsi della porta, ma in effetti ricomincia la bolgia di "Ssssssssssss" "State zitti" "Pinco dove sei" "Ma io conosco quella maestra" e "Speriamo non capiti da lei" "Ma quella è la mia maestra"...
Per fortuna capita solo una volta ogni cinque anni, e adesso per quattro sono a posto, ma, caro prof, ti assicuro che superare il primo giorno di scuola del primo anno è aver fatto metà percorso. Tutto poi è in discesa.

Masca
 
Non conoscevo questo rituale.
Ho avuto la fortuna di trovarmi sempre gli alunni già in classe, anche il primo giorno di scuola.
Un po' come, mi si consenta l'ardito paragone, un po' come il direttore d'orchestra trova già schierati i maestri musicanti mentre sale sulla pedana, prima della prima.
 
Ihhhhhh, quest'anno ci sarò anch'io il primo giorno di scuola:)
 
Comportati bene allora, la prima impressione è quella che conta, come diceva Daguerre.
 
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