Etf a gestione attiva

Daniele_81

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Ciao a tutti
sto frequentando un master in gestione dei servizi bancari e finanziari presso la SAA di Torino.
Come argomento per la tesi stavo pensando di analizzare gli ETF a gestione attiva. Mi piacerebbe sarebbe cosa pensate dello strumento, e se avete idea di dove poter raccogliere documentazione al riguardo.
Grazie in anticipo per la disponibilità
un saluto a tutti

Daniele
 
cosa intendi per ETF a gestione attiva ? Mi risulta che tutti gli ETF almeno in Europa devono seguire un benchmark e perciò sono passivi per definizione.
Puoi farmi un esempio di un ETF a gestione attiva ?
 
Mi pare un ossimoro...

E poi la gestione attiva (mediamente) fa solo danni, quindi non vedrei valore aggiunto,
 
cosa intendi per ETF a gestione attiva ? Mi risulta che tutti gli ETF almeno in Europa devono seguire un benchmark e perciò sono passivi per definizione.
Puoi farmi un esempio di un ETF a gestione attiva ?

.

Quando vedo questi backtest con linea quasi retta mi scompiscio dalle risate. Ai posteri l'ardua sentenza.

www.ubs.com/2/e/files/FS_MAP_7_EN.pdf

L'etf risk parity si accontenta di fee annuale 1,75% :D
 
Ciao a tutti
sto frequentando un master in gestione dei servizi bancari e finanziari presso la SAA di Torino.
Come argomento per la tesi stavo pensando di analizzare gli ETF a gestione attiva. Mi piacerebbe sarebbe cosa pensate dello strumento, e se avete idea di dove poter raccogliere documentazione al riguardo.
Grazie in anticipo per la disponibilità
un saluto a tutti

Daniele

Forse ti riferisci agli Etf smart beta.
 
gli ETF a gestione attiva apparsi per la prima volta nel 2008, rappresentano ancora una piccola porzione del mercato degli ETF, ma l’offerta su questa tipologia di prodotti è in continua crescita specialmente sui mercati finanziari dell’oltreoceano.

Gli ETF a gestione attiva stanno riscontrando un buon successo oltreoceano specialmente negli Stati Uniti dove il mercato dell’offerta è più completa. Le stime ci dicono che ancora rappresentano solo il 5% circa degli asset totali in gestione nel mercato statunitense degli ETF, ma sono in molti a scommettere su una loro diffusione più capillare nei prossimi anni.
Gli afflussi da parte degli investitori si potrebbero spostare dai classici mutual funds verso questa categoria di ETF a gestione attiva. Un normale ETF è creato per emulare un indice o un investimento sottostante, senza superarlo, quindi a metà strada tra mutual fund e replicanti, un fondo comune gestito attivamente può sovraperformare, ossia battere il mercato o un altro investimento. I gestori di fondi possono modificare la composizione del portafoglio al fine di migliorare le prestazioni, reagire alle condizioni di mercato e aumentare i profitti. Lo strumento gode infatti di tutti i vantaggi di un classico replicante a livello di liquidità e di trasparenza, ma anche quelli tipici dei fondi comuni di investimento, che danno la possibilità di offrire un extra rendimento rispetto al benchmark di riferimento.

Pertanto un ETF a gestione attiva avrà la struttura tradizionale di un ETF, ma le attività all’interno dell’ETF saranno gestite attivamente. I maggiori svantaggi dei fondi comuni di investimento è la mancanza di trasparenza. I gestori di fondi non divulgano le loro strategie d’investimento e pertanto non sono molto trasparenti, ossia non si è costantemente in grado di sapere esattamente in cosa è investito un fondo comune di investimento in un determinato momento. Essendo inoltre quotati sui mercati regolamentati, gli operatori devono essere informati su che cosa stanno comprando o vendendo in ogni momento, e quindi, in caso di un ETF gestito attivamente, gli emittenti sono costretti a rendere di pubblico dominio la composizione del fondo al fine di conservare la classificazione ETF. Questo rappresenta il più grande ostacolo per gli ETF a gestione attiva, e la soluzione trovata dai provider di ETF è quella di dare completa informazione sulla composizione dell’ETF alla fine di ogni giornata di negoziazione. Gli ETF attivi presentano commissioni più elevate rispetto ai tradizionali ETF, uno svantaggio, a causa dell’aspetto gestionale. Sul mercato statunitense l’offerta è in aumento con una cinquantina di ETF a gestione attiva quotati e diversi per i quali è stata depositata presso la SEC, la Consob statunitense, la richiesta di quotazione.
 
Grazie mille Robyugly, l'idea sarebbe proprio quella di dimostrare come tale strumento possa rappresentare una valida alternativa ai classici fondi a gestione attiva per la clientela retail.
Non è che per caso conosci qualche link dove approfondire la materia?
 
Grazie mille Robyugly, l'idea sarebbe proprio quella di dimostrare come tale strumento possa rappresentare una valida alternativa ai classici fondi a gestione attiva per la clientela retail.
Non è che per caso conosci qualche link dove approfondire la materia?

Credo che le possibilita di successo aumenterebbero se tu cercassi di dimostrare che non possono rappresentare una valida alternativa...
 
Credo che le possibilita di successo aumenterebbero se tu cercassi di dimostrare che non possono rappresentare una valida alternativa...

Non sarei così tranchant!

L'aumento dell'offerta di prodotti e metodologie è sempre di ausilio agli investitori accorti, di certo aumenta la confusione per gli altri.
In definitiva anzichè definirli Etf a gestione attiva potremmo anche definirli fondi e sicav senza retrocessioni ai collocatori in quanto quotati su mercati.
Non la vedo come un'evoluzione negativa.
 
non capisco perche dici che non possano essere una valida alternativa, secondo me rispetto ai classici fondi a gestione attiva hanno costi più contenuti e maggiore trasparenza
 
Grazie mille Robyugly, l'idea sarebbe proprio quella di dimostrare come tale strumento possa rappresentare una valida alternativa ai classici fondi a gestione attiva per la clientela retail.
Non è che per caso conosci qualche link dove approfondire la materia?
Innanzitutto le fonti del post sopra:
- Alla scoperta degli ETF a gestione attivawww.etfnews.it | www.etfnews.it
- ETF a gestione attiva: Che cosa sono ? | Notizie Mercati Mondiali

Per approfondire la materia secondo me devi "saccheggiare" qualche sito americano sia dei produttori che generici sulle strategie.

Darei anche un'occhiata all'ETF di Faber (GTAA).

Una piccola considerazione sul post di aborigeno ... il grafico riportato nelpdf sull'Etf di Ubs Map 7 è un back-test ... ed anche a me certe linee degne di un'overdose di viagra fanno scompisciare ... :D

Mi permetto di suggerirti di andare oltre i soliti luoghi comuni:
- i costi ... è sufficiente una somma algebrica per valutarne la differenza (a proposito l'Invesco Balanced risk Allocation costa meno dell Ubs Etf / Map...);
- la trasparenza ... non so fino a che punto possa essere così utile vedere giornalmente la composzione dell'etf ... se devo arrivare a tale dettaglio di controllo forse farei meglio a costruirmelo da me;

... piuttosto proverei ad analizzare i vantaggi/svantaggi tra avere un patrimonio "chiuso" (no flussi di sottoscrizioni/riscatti ... come negli etf) dove implementare una strategia e seguirla in tranquillità e l'avere un patrimonio "aperto" (si flussi di sottoscrizioni/riscatti ... come nei fondi) dove ad implementare e seguire la strategia scelta bisoogna anche garantire la liquidità giornaliera per i riscatti ... a sensazione credo che sia un "peso gestionale" notevole (potrebbe essere un'idea valutare i comportamenti di alcuni fondi monetari dinamici o obbligazionari nel 2008).

Sono solo idee in ordine sparso ... vedi se qualcosa ti è utile.
Credo che le possibilita di successo aumenterebbero se tu cercassi di dimostrare che non possono rappresentare una valida alternativa...
Non avevo dubbi ... ;)
Non sarei così tranchant!

L'aumento dell'offerta di prodotti e metodologie è sempre di ausilio agli investitori accorti, di certo aumenta la confusione per gli altri.
In definitiva anzichè definirli Etf a gestione attiva potremmo anche definirli fondi e sicav senza retrocessioni ai collocatori in quanto quotati su mercati.
Non la vedo come un'evoluzione negativa.
A Frank possiamo rimproverare di tutto ma non che difetti di coerenza ... lui è convinto che il rendimento comunque te lo darà il mercato e scrive di conseguenza ... io non condivido ma lameno è logico e coerente.
non capisco perche dici che non possano essere una valida alternativa, secondo me rispetto ai classici fondi a gestione attiva hanno costi più contenuti e maggiore trasparenza
I rendimenti non si fanno solo con costi bassi e portafoglio trasparente (che, per carità, sono importanti) ... curioso è il caso dell'Etf GTAA ...

Ciao :)
 
Non sarei così tranchant!

L'aumento dell'offerta di prodotti e metodologie è sempre di ausilio agli investitori accorti, di certo aumenta la confusione per gli altri.
In definitiva anzichè definirli Etf a gestione attiva potremmo anche definirli fondi e sicav senza retrocessioni ai collocatori in quanto quotati su mercati.
Non la vedo come un'evoluzione negativa.

Uno potrebbe ridurre i costi di fondi e sicav a gestione attiva. Sarebbe un'evoluzione ben piu positiva, nella direzione di riallineare l'Italia con i mercati piu sviluppati.

non capisco perche dici che non possano essere una valida alternativa, secondo me rispetto ai classici fondi a gestione attiva hanno costi più contenuti e maggiore trasparenza

Tralasciamo il fatto che i fondi attivi non sono adatti. Il post di Robyugly e' molto eloquente nell' elencare tutti i vantaggi, ma non menziona che oltre a poter sovraperformare, la gestione attiva puo anche sottoperformare. Ed e' piu facile che sottoperformi piuttosto che sovraperformi.

In ogni caso il beneficio della gestione attiva c'e' se uno mantiene la gestione attiva. Ti fidi del manager XY nell' individuare quelle securities che sovraperformeranno ed incroci le dita.
L'ETF attivo a che servirebbe ? Paghi il manager ma due ore dopo vendi ?

Gli ETF hanno motivo di essere in quanto consentono trading e uso di opzioni.
Se uno non deve fare ne' l'una ne' l'altra cosa (e l'investitore retail e' bene che non le faccia) allora e' meglio il fondo, che anzi in Italia e' perfino fiscalmente piu efficiente.
E se uno a tutti i costi vuole fare trading e scrivere opzioni, allora lo facesse sugli ETF indice che costano di meno.

Gli ETF, quelli indice, negli USA non hanno avuto il successo che hanno avuto in quanto versioni a costo ridotto dei fondi indice (che poi non lo sono), ma grazie alla maggiore efficienza fiscale e come alternativa hai fondi attivi, quelli si a costi maggiori. Nello stesso arco di tempo anche i fondi indice hanno avuto simile successo.
 
Ultima modifica:
non capisco perche dici che non possano essere una valida alternativa, secondo me rispetto ai classici fondi a gestione attiva hanno costi più contenuti e maggiore trasparenza

La risposta è semplice: altrimenti il consulente indipendente (quello col paraocchi, mica tutti ovviamente) che li suggerisce al cliente non può giustificare la sua fattura :D
 
La risposta è semplice: altrimenti il consulente indipendente (quello col paraocchi, mica tutti ovviamente) che li suggerisce al cliente non può giustificare la sua fattura :D

Il consulente indipendente non potrebbe consigliare un ETF attivo ?
Se riesce a non ridere, beninteso.

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DYNAMIC MARKET INTELLIDEX
DYI

L'indice calcolato dall'AMEX seleziona le 100 azioni USA con ranking migliore - sulla base di una metodologia multi fattore proprietaria - tra le maggiori (per capitalizzazione) 2000
società statunitensi negoziate a NYSE, AMEX e NASDAQ. La metodologia si basa su 25 fattori appartenenti a 4 aree tematiche: Fundamental, Valuation, Timeliness e Risk. L'analisi si basa sui dati di bilancio trimestrali di ogni società.
Viene assicurata la diversificazione settoriale e quella dimensionale

pwc - Borsa Italiana

https://indices.nyx.com/directory/intellidex/DYI

Sono certi indici ad avere criteri particolari di selezione dei titoli.
Gli ETF comunque replicano gli indici.


Anche gli indici tradizionali ogni tanto o periodicamente sostituiscono alcuni componenti.

Certi indici , come gli intellidex ( negli USA ne esistono anche altri oltre a DYi https://indices.nyx.com/directory/intellidex ) possono avere criteri di selezione titoli tali da farli assomigliare a quelli di un team di gestione che usi alcuni metodi per selezionare i titoli da inserire nel portafoglio di un fondo a gestione discrezionale/attiva. Un team di gestori può essere più discrezionale, più "creativo".

Le commissioni annuali di certi etf che replicano indici "attivi" possono essere simili a quelle delle classi istituzionali di certi fondi a gestione attiva.
Nelle commissioni annuali delle classi retail dei fondi a gestione attiva c' è una percentuale tra il 45% e il 65% circa del totale destinata a collocatori /p.f.
 
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Il consulente indipendente non potrebbe consigliare un ETF attivo ?
Se riesce a non ridere, beninteso.

BO422PXCUAAnVLc2.jpg

Beh la fattura del consulente indipendente deve diminuire se consiglia roba attiva. Ecco perché nel 95% dei casi non lo fa. In generale i c.i. sono tutti Bogle dipendenti (per fortuna si trovano eccezioni anche su questo forum). Hanno un concetto in testa e sempre quello ripetono :rolleyes: (non me ne vogliano i c.i. seri).

Poi chissà se, quando fanno vedere il rendimento degli investimenti da loro suggeriti ai loro clienti, lo fanno al lordo o al netto dei costi della loro fatturozza :D
 
Beh la fattura del consulente indipendente deve diminuire se consiglia roba attiva.

Ma perche ? Il C.I. e' pagato a ore, oppure a assets% nel caso di gestioni patrimoniali.
In entrambi i casi non fa differenza cosa si consiglia: E' proprio per quello che sono indipendenti.
 
Ma perche ? Il C.I. e' pagato a ore, oppure a assets% nel caso di gestioni patrimoniali.
In entrambi i casi non fa differenza cosa si consiglia: E' proprio per quello che sono indipendenti.
Ovvio. Ma come giustificare la parcella se non facendo notare al cliente che gli si è fatto (a volte apparentemente, a volte no) risparmiare quel tot % di costi grazie al suo consiglio? In America non lo so, ma in Italia sono sicuro che la consulenza indipendente parta proprio da lì. Dal risparmio sui costi e non dalla qualità della consulenza, che semmai viene dopo. E quindi certe scelte sono (quasi) obbligate.

Poi se uno è famoso/conosciuto/bravo e i clienti fanno la coda per farsi consigliare da lui, la variabile sopra non conta nulla. Ma se non lo è... :cool:
 
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