ETF B1 Ethical Index Euro

ricpast

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Ciao a tutti!
Cosa pensate in termini di:
1-prospettive di performance;
2-parametri utilizzati da parte di E.Capital Partners SpA per le decisioni di inclusione di un'azienda nell'indice di riferimento (Ethical Index Euro) dell'ETF in oggetto;
3-informazioni varie in vostro possesso al riguardo;
4-indicazione di fonti informative (link,pubblicazioni,ecc);
5-vostre semplici impressioni.

N.B.:ho già scaricato i prospetti informativi e alcuni dati storici presenti nel sito della Borsa Italiana...

grazie e di nuovo ciao!

P.s.: per i frequentatori del forum di IO:ho inserito questa discussione anche di là......pardon!!
 
ETF A 6 MESI
 

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non mi sembra "una gran mossa"
acchiappano piu' commissioni con la scusa di scegliere tra societa' che loro ritengono etiche :rolleyes:
 
Scritto da Weaver
non mi sembra "una gran mossa"
acchiappano piu' commissioni con la scusa di scegliere tra societa' che loro ritengono etiche :rolleyes:

Da un punto di vista prettamente "reddituale" (di performance e quindi tenendo conto delle comm.ni + alte di altri ETF) altri ETF sono "migliori".
Anche io,come te, ho forti dubbi che ad una comm.ne + alta corrisponda un maggior lavoro legato alla scelta e alla valutazione "etica" delle aziende.
Mi informerò meglio sul lavoro della E.Partners....
Ho tirato fuori la questione in quanto ritengo (a livello macroeconomico e con prospettiva di lungo termine) il settore che tuttora viene (forse impropriamente) definito "etico" come portatore di enormi prospettive.
A questo si aggiunge una mia personalissima posizione che dà grandissima importanza alla destinazione del mio investimento: non sono cioè assolutamente disposto ad investire i miei pur pochi soldi in fondi (di cui si è anche parlato in recenti 3d) che hanno nel portafoglio (tra i titoli più incidenti) azioni di aziende come Nestlè,Esso,ecc.
Dopo aver seguito all'università corsi di: economia dell'ambiente ed economia del settore non profit (con ampia parte dedicata alla finanza etica ed al bilancio sociale) mi sono accorto di una realtà in fortissimo sviluppo i cui benefici non sono minimamente percepiti dagli investitori non istituzionali.
 
purtroppo il profitto e l'ecologia/ambiente/etica non vanno d'accordo.

il titolo principale di questo etf e' BP Amoco
da una semplice ricerca con google salta fuori questo
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/10worst2000bp.htm

vodafone , glaxo , nokia, eni .... sono forse etici ?

perche' devo pagare maggiori commissioni per essere "preso in giro" e alla fine ottenere un rendimento da un gruppo di societa' prese a casaccio ?

il mibtel nello stesso periodo di tempo ha reso di piu'
 

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Scritto da Weaver
non mi sembra "una gran mossa"
acchiappano piu' commissioni con la scusa di scegliere tra societa' che loro ritengono etiche :rolleyes:

D'accordissimo uno 0,90 contro lo 0,20/0,50 di ETF non etici mi sembra una rapina o comunque uno sfruttamento del termine etico poco o nulla presente sui mercati.
Sul mercato conta il profitto l'eventuale beneficenza la si fa in altre sedi.
Le armi servono anche per difendersi ed anche il tabacco fa vivere un sacco di disperati che convertirebbero i campi in "erba".
Un pò semplicistico forse, ma tremendamente realistico.
 
Scritto da Weaver
purtroppo il profitto e l'ecologia/ambiente/etica non vanno d'accordo.


Non è mia intenzione polemizzare ipocritamente ma non sono assolutamente d'accordo.
Esempio portato durante un convegno universitario: un piccolo risparmiatore della provincia di Padova, spinto anche da motivi personali,ha deciso di investire circa 10 mila euro in una piccola azienda ONLUS (è si!una NO-PROFIT!!!) dietro garanzia di riavere,come minimo,il proprio capitale iniziale al termine di 4 anni (tempo inizialmente definito dall'azienda per portare a termine l'investimento).Dopo soli 3 anni l'azienda (di piccole dimensioni con 2 piccoli centri di produzione di floricoltura e semilavorati per il settore della carta, in cui lavorano esclusivamente ex-galeotti e disabili di vario tipo) ha portato a termine l'investimento ed ha potuto restituire all'investitore ben 12.000 euro!!!E non è stato l'unico finanziatore!!

Mi rendo conto che l'esempio è assai particolare e l'ethical index,così come tutta l'attuale "finanza etica", coinvolge realtà aziendale enormi e assai difficili da monitorare "eticamente".

Tornando ad un discorso + generale il negare,come fai tu, che rispetto dell'ambiente/dei lavoratori/presa di coscienza aziendale siano fattori incidenti sul profitto di un ente economico è un errore ed una svista madornale.
Come ben evidenziato da un intervento, nella visione di moltissimi risparmiatori il concetto di "eticità" all'interno del sistema economico e,in particolare,nelle decisioni d'investimento, è automaticamente correlato al concetto di "beneficienza".....
Davvero credete che quando parliamo di "finanza etica" stiamo parlando di beneficienza????:rolleyes:

Già oggi in alcuni settori (energetico soprattutto) iniziano ad essere richiesti da parte degli investitori istituzionali documenti integrativi dell'attività aziendale come il bilancio sociale.Sempre durante il corso di economia dell'ambiente (l'allora mio prof è da poco diventato preside della facoltà di economia) è intervenuto un funzionario di Eni che ha ribadito l'importanza sempre maggiore nella valutazione di questi aspetti.Quest'ultimo metteva altresì in evidenza i numerosi "buchi" in termini di mancanza di "standard" che tale nascente disciplina ancora evidenzia.

Ritengo quindi ingiustificato affermare che un indice sia SICURAMENTE uno specchietto per le allodole solo per il fatto che questo, chiamandosi "ethical", includa al proprio interno azioni di un'azienda come (ad esempio) Total che opera nel settore energetico e di cui vediamo i benziani lungo le strade.
La nostra immediata (e ancora comprensibile) associazione mentale è: benzina-smog, cosa ci può essere di etico in tutto ciò?In realtà l'inclusione di Total (e non di Esso) è dovuta al fatto che Total investe buona parte dei propri profitti nelle energie alternative dimostrando di essere maggiormente consapevole di altre aziende del proprio settore degli effetti ambientali ed economici che la propria attività titpica determina.Esso invece decide di investire in promozione dove equipara un automobilista ad una scimmia....(vedi ultima pubblicità televisiva).Questo solo a titolo di esempio.

Ulteriore attuale criticità: il continuo aggiornamento informativo richiesto all'investitore per avere un quadro il più chiaro possibile delle macro-decisioni prese dalle grandi aziende che rientrano nel circuito etico.Forse tale criticità rientra nella vivace dinamica economica in cui la responsabilità della propria azione riveste un ruolo sempre +centrale: sia per le istituzioni che per i piccoli investitori/risparmiatori/consumatori.
 
Scritto da ricpast
Non è mia intenzione polemizzare ipocritamente ma non sono assolutamente d'accordo.

Sono molto d'accordo con te, ma penso che quello che manca ancora sia proprio la "cultura" del rispetto dell'ambiente (e/o etica del lavoro e/o sostenibilità) , che condizioni i comportamenti e quindi possa alimentare flussi economici.

Facciamo l'esempio banale della carta igienica. Alcuni produttori si vantano di usare "cellulosa vergine" e, in un caso, ho visto anche la scritta "ecologica" sulla confezione per questo motivo. Inutile dire che la cellulosa vergine e' quella che si ottiene dalla deforestazione. Se il consumatore fosse piu' cosciente su quel che compra...
Amen.

L'ETF che citi mi ha lasciato perplesso, proprio leggendo il portafoglio (Amoco? Forse perche' non usa le carrette del mare?).
Allora tanto vale cercare comparti che tentano di combinare finanza col concetto di sostenibilità (ambientale ma non solo), per esempio il fondo Merrill Lynch New Energy. Non dichiara nulla di etico o ambientale, ma sotto forse c'e' una rosa di imprese (magari non tutte) che sta investendo proprio su questo.

Alcuni link sull'argomento:
http://www.eurosif.org/index.shtml
http://www.sustainability-index.com
http://www.socialinvestment.ca/
 
Ultima modifica:
Scritto da ricpast
Non è mia intenzione polemizzare ipocritamente ma non sono assolutamente d'accordo................

ho tagliato

non ho parlato di beneficenza.
ho detto che PURTROPPO etica & finanza non vanno d'accordo.
e PURTROPPO questo ETF usa il termine etico come SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE e richiedere maggiori commissioni ingiustificate.

aggiungo che la scelta delle societa' dimosta incompetenza ETICA per l'inserimento ai primi posti di BP Amoco & Glaxo considerate tra le 10 peggiori societa' mondiali nel 2000.
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/10worst2000.htm
e incompetenza Finanziaria avendo ottenuti risultati inferiori al nostro mibtel (che per la cronaca ha fatto peggio dell'eurostoxx).

il tuo discorso e le tue idee sono ammirevoli , ma purtroppo la realta' e' questa

:)
 
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