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brotherofiena

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..... assemblea di ieri,,,,, missione compita!

per info ..,...... tradk63@hotmail.com

PS
QUEI SENZA.PALLE DELLA SOCIETA' HANNO PUBBLICAMENTE OFFESO E DENIGRATO UNO ******* CHE DI CHIAMA VOLTAIRE! POVERI NOI AZIONISTI DEFRAUDATI DA LUCE HOLDING!

BOB
 
Scritto da brotherofiena
UNO ******* CHE DI CHIAMA VOLTAIRE


Ecchime :D

I signori amministratori sono un po' nervosetti :D

E non hanno ancora visto niente :cool:
 
Piccolo riassunto dell'assemblea: nuovo CdA che non sa nulla di nulla e che non ha risposto a nulla.

Come previsto, non è accaduto nulla: a questo punto saremo noi a far accadere un sacco di cose.
 
da La Stampa di Torino 22.07.02

"" DOPO MESI DI BLOCCO DEGLI SCAMBI «PER IRREGOLARITA´» OGGI DEBUTTA WWW.TEMEX.IT, MA SENZA AUTORIZZAZIONE CONSOB
Vittime del Terzo mercato, la speranza corre su Internet


UN anno e mezzo fa ho comprato, al Terzo Mercato, le azioni della Meie, compagnia di assicurazioni che ha una convenzione con la società di cui sono dipendente. Avevo una cinquantina di spezzettature, ricevute come premio fedeltà. Le ho rivendute e ne ho comprate mille azioni a 2,3 euro. Per qualche giorno sono salite, fino a 2,75. Poi hanno cominciato a scendere. Sei mesi dopo, quando la Meie mi chiese di acquistarle, valevano circa un euro. Rifiutai e decisi di continuare con il Terzo mercato sperando in una risalita. Dall´inizio dell´aprile di quest´anno però il Terzo Mercato è stato chiuso. L´ultimo giorno di contrattazione le azioni della Meie valevano 0,51. Ora non cosa farmene, non so dove scambiarle e intanto ho perso oltre quattro milioni di vecchie lire». La storia di Paolo Giuffrida, torinese e dipendente della Telecom, è comune a quella di molti altri risparmiatori. Detentori di azioni della Popolare di Vicenza, Deutsche Bank, Popolare di Ravenna, Italintesa e Eurosviluppo. Società che, insieme a un´altra decina, fino al 4 aprile di quest´anno erano contrattate al Terzo Mercato. Quel giorno, con delibera numero 13510, la Consob «per evitare gravissimi pregiudizi alla tutela degli investitori» ha «vietato gli scambi di strumenti finanziari effettuati nel sistema Terzo Mercato organizzato dalla Terzo Mercato srl, con sede in Milano, via Morigi 15». E da allora è tutto bloccato.
La sede delle contrattazioni era all´angolo di via Brisa, a due passi dal primo mercato di Piazza Affari, in un ex negozio riadattato con tanto di recinto destinato alle grida, come un a volta. Al di là dello steccato, davanti ai terminali, sedevano gli operatori telefonici. Alla cornetta, come si desume dai verbali Consob, anche il presidente. A un tiro di schioppo dalla Borsa sono passati titoli di società mai quotate o poi sbarcate sui listini ufficiali. Alcuni esempi tra i più recenti: Aem Torino, Tiscali, Unipol, Cardine e Banca Antonveneta. In gergo veniva chiamato il mercato grigio, sul modello del «Grey market» di Londra, che nella rigorosa Gran Bretagna fa anche da riferimento. Location a parte, la Terzo mercato Srl aveva «concordato» con la Consob, il 23 marzo del 2000, un regolamento per svolgere l´attività di scambio. Il sistema era piuttosto in voga. Basti pensare che ogni giorno i principali quotidiani italiani (compreso il nostro) ne riportavano gli andamenti. Gli ispettori dell´autorità di vigilanza, che aveva già preso di mira la Terzo Mercato ma solo per i titoli di Eurosviluppo e Italintesa, però hanno riscontrato una lunga serie di irregolarità soprattutto nella formazione dei prezzi e nella trasparenza delle informazioni.
Tante le «violazioni»: «La trattazione si svolgeva esclusivamente attraverso il telefono; non era fornita la certificazione dell´orario di stipula e l´informazione dell´eseguito avveniva, in alcuni casi, in orari incompatibili rispetto agli ordini; l´andamento minuto per minuto dei prezzi non si poteva verificare, come invece assicurato, sul sito www.terzomercato.it (ora non riesce ad entrare - ndr); sul web erano riportati solo gli andamenti dell´ultima seduta conclusa, (del giorno precedente - ndr); alcuni operatori erano ammessi a partecipare al sistema senza la sottoscrizione dell´apposito contratto di prestazione di servizi; l´acquisto e la vendita di 161.000 azioni di Italintesa avvenute nell´ottobre scorso non sono state registrate». E la Consob ha detto stop. Cosa fare allora di quelle azioni? I risparmiatori devono prima di tutto capire di essere i possesso di beni mobiliari per niente liquidi. Ma qualche via d´uscita c´è, però serve pazienza. La Terzo mercato ha fatto ricorso al Tar che però il 10 giugno scorso ha respinto la richiesta di sospensione, rimandando a data da destinarsi, probabilmente a settembre, una sentenza definitiva. La società mileneseo ha anche la possibilità di «rinotificarsi» presso la Consob, adeguando il funzionamento del suo sistema, e quindi ricominciare l´attività. Ancora: i risparmiatori possono tentare di vendere le azioni alle società che le hanno emesse rivolgendosi all´apposito ufficio soci. La Popolare di Vicenza, ad esempio, è disposta, ma solo per chi è anche iscritto al libro soci, a riacquistarle. Il prezzo (46 euro più i ratei di dividendo) è quello fissato dal consiglio di amministrazione. C´è poi un´ultima chance: provare a scambiare i titoli su altri mercati regolamentati che magari trattino quello specifico titolo. Le autorità di vigilanza e le istituzioni finanziarie, prima di tutto la Borsa italiana, però invitano i risparmiatori a prestare molta attenzione nel rivolgersi a sistemi che non sempre garantiscono il massimo della trasparenza. Una raccomandazione ancora più d´attualità, visto quello che succedendo in questi giorni anche sui mercati ben più importanti. Mercoledì 3 luglio è stata presentata una nuova iniziativa: www.temex.it. Sul sito di presenta così: «Il primo (in realtà da anni esiste Tlx di Unicredito - ndr) mercato telematico non regolamentato degli strumenti finanziari, il mercato che non c´era una concreta alternativa ai mercati regolamentati». Saranno trattati più di 100 titoli, tra cui alcuni già scambiati al Terzo Mercato. Molte banche popolari e piccole casse di risparmio con azionariati polverizzati, compagnie di assicurazione, media (come la Netfraternity Network spa di Castelfranco Veneto), alberghi di lusso (dal Grand Hotel di Rimini a Villa d´Este) e poi ancora la Società Cesenate di Trotto. Nell´elenco non mancano marchi molto noti, come la Meie, ora Meieuropa, del signor Giuffrida, Deutsche Bank o Adr Roma. In molti casi, come in quest´ultimo, si tratta di spezzettature. Poche azioni rimaste fuori da grandi offerte pubbliche di acquisto e fusioni. I vertici delle società interessate hanno già ricevuto la brochure di presentazione, consultabile in parte anche su Internet, con modalità di scambio e prezzi (costi fissi più lo 0,1% di commissione sul valore trattato). E´ anche indicata la data di inizio delle operazioni: oggi. Fino a venerdì sera però la Temex aveva avuto solo un contatto con la Consob, ma non era stata fatta nessuna notifica. Prudenza, prudenza, prudenza.
Federico Monga ""
 
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