Facciamo fallire l'Italia: firma anche tu questo manifesto

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

puliciclone

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IL MANIFESTO

Lo stato italiano è fallito dal 2011, quando i creditori internazionali si resero conto che il Tesoro italiano non sarebbe più stato in grado di pagare gli interessi sul debito e ancor meno di restituire il capitale. Il tracollo è stato evitato solo perché il governo Monti ha promesso di tassare i contribuenti italiani fino all’asfissia e la BCE ha promesso di “fare quanto in suo potere” (stampare moneta) per evitare il peggio.

I contribuenti italiani sono stati spremuti, il disavanzo pubblico è rimasto incollato al 3% del Pil e il debito continua a crescere. Il futuro ci riserva più tasse, ancora recessione e, alla fine, il default.

Noi non dobbiamo decidere se provare a galleggiare o fallire; ma se fallire subito, o fallire dopo essere stati spremuti e umiliati. Noi, firmatari di questo manifesto, riteniamo indispensabile dichiarare il default immediato, prima che ci vengano sottratte le energie rimaste, energie indispensabili per risollevarci, finanziare le imprese, ricostruire un futuro.

In particolare auspichiamo che:

- I titoli del debito pubblico emessi dallo stato italiano vengano considerati inesigibili, indipendentemente dalla natura e dalla residenza dei detentori;

- Il pagamento degli interessi venga azzerato con effetto immediato;

- Le proprietà dello Stato italiano – mobiliari e immobiliari – siano conferite a un fondo, le cui quote saranno assegnate ai detentori dei titoli corrispondenti al debito pubblico italiano, in proporzione alle quote di debito pubblico in loro possesso;

- L’avanzo primario, attualmente pari a circa il 3% del Pil, sia interamente utilizzato per una riduzione della pressione fiscale;

- Sia totalmente deregolamentato l’accesso al mercato bancario italiano, affinché le banche italiane in difficoltà possano essere eventualmente rilevate – parzialmente o totalmente – da operatori stranieri.

PRIMI FIRMATARI E PROPONENTI DEL MANIFESTO: Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

https://www.facebook.com/ManifestoxChiedereFallimentoItalia
 
se proprio ci tieni, basta far tornare pdc silvio per un altro paio di anni.
 
Perchè devo sprecare una firma? Ci stanno riuscendo bene anche senza... lasciamoli "lavorare" ancora due o tre mesi... :eek:
 
oh, sei tu che vuoi far fallire l'italia, ti ho solo suggerito un modo molto rapido.
 
IL MANIFESTO

Lo stato italiano è fallito dal 2011, quando i creditori internazionali si resero conto che il Tesoro italiano non sarebbe più stato in grado di pagare gli interessi sul debito e ancor meno di restituire il capitale. Il tracollo è stato evitato solo perché il governo Monti ha promesso di tassare i contribuenti italiani fino all’asfissia e la BCE ha promesso di “fare quanto in suo potere” (stampare moneta) per evitare il peggio.

I contribuenti italiani sono stati spremuti, il disavanzo pubblico è rimasto incollato al 3% del Pil e il debito continua a crescere. Il futuro ci riserva più tasse, ancora recessione e, alla fine, il default.

Noi non dobbiamo decidere se provare a galleggiare o fallire; ma se fallire subito, o fallire dopo essere stati spremuti e umiliati. Noi, firmatari di questo manifesto, riteniamo indispensabile dichiarare il default immediato, prima che ci vengano sottratte le energie rimaste, energie indispensabili per risollevarci, finanziare le imprese, ricostruire un futuro.

In particolare auspichiamo che:

- I titoli del debito pubblico emessi dallo stato italiano vengano considerati inesigibili, indipendentemente dalla natura e dalla residenza dei detentori;

- Il pagamento degli interessi venga azzerato con effetto immediato;

- Le proprietà dello Stato italiano – mobiliari e immobiliari – siano conferite a un fondo, le cui quote saranno assegnate ai detentori dei titoli corrispondenti al debito pubblico italiano, in proporzione alle quote di debito pubblico in loro possesso;

- L’avanzo primario, attualmente pari a circa il 3% del Pil, sia interamente utilizzato per una riduzione della pressione fiscale;

- Sia totalmente deregolamentato l’accesso al mercato bancario italiano, affinché le banche italiane in difficoltà possano essere eventualmente rilevate – parzialmente o totalmente – da operatori stranieri.

PRIMI FIRMATARI E PROPONENTI DEL MANIFESTO: Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

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Questo è il punto cardine.
Non ha senso dichiarare default per poi dover ricapitalizzare a spese dei contribuenti il sistema bancario.
Bisogna però riuscire a trovare acquirenti.
 
Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

Immagino che i 2 primi firmatari siano pieni di bot e btp :rolleyes:
 
IL MANIFESTO

Lo stato italiano è fallito dal 2011, quando i creditori internazionali si resero conto che il Tesoro italiano non sarebbe più stato in grado di pagare gli interessi sul debito e ancor meno di restituire il capitale. Il tracollo è stato evitato solo perché il governo Monti ha promesso di tassare i contribuenti italiani fino all’asfissia e la BCE ha promesso di “fare quanto in suo potere” (stampare moneta) per evitare il peggio.

I contribuenti italiani sono stati spremuti, il disavanzo pubblico è rimasto incollato al 3% del Pil e il debito continua a crescere. Il futuro ci riserva più tasse, ancora recessione e, alla fine, il default.

Noi non dobbiamo decidere se provare a galleggiare o fallire; ma se fallire subito, o fallire dopo essere stati spremuti e umiliati. Noi, firmatari di questo manifesto, riteniamo indispensabile dichiarare il default immediato, prima che ci vengano sottratte le energie rimaste, energie indispensabili per risollevarci, finanziare le imprese, ricostruire un futuro.

In particolare auspichiamo che:

- I titoli del debito pubblico emessi dallo stato italiano vengano considerati inesigibili, indipendentemente dalla natura e dalla residenza dei detentori;

- Il pagamento degli interessi venga azzerato con effetto immediato;

- Le proprietà dello Stato italiano – mobiliari e immobiliari – siano conferite a un fondo, le cui quote saranno assegnate ai detentori dei titoli corrispondenti al debito pubblico italiano, in proporzione alle quote di debito pubblico in loro possesso;

- L’avanzo primario, attualmente pari a circa il 3% del Pil, sia interamente utilizzato per una riduzione della pressione fiscale;

- Sia totalmente deregolamentato l’accesso al mercato bancario italiano, affinché le banche italiane in difficoltà possano essere eventualmente rilevate – parzialmente o totalmente – da operatori stranieri.

PRIMI FIRMATARI E PROPONENTI DEL MANIFESTO: Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

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in merito agli stipendi dei prof.universitari, nessuna proposta? :mmmm:
 
io farei fallire i dipendenti statali e pensionati retributivi
in particolare i prof universitari
 
IL MANIFESTO

Lo stato italiano è fallito dal 2011, quando i creditori internazionali si resero conto che il Tesoro italiano non sarebbe più stato in grado di pagare gli interessi sul debito e ancor meno di restituire il capitale. Il tracollo è stato evitato solo perché il governo Monti ha promesso di tassare i contribuenti italiani fino all’asfissia e la BCE ha promesso di “fare quanto in suo potere” (stampare moneta) per evitare il peggio.

I contribuenti italiani sono stati spremuti, il disavanzo pubblico è rimasto incollato al 3% del Pil e il debito continua a crescere. Il futuro ci riserva più tasse, ancora recessione e, alla fine, il default.

Noi non dobbiamo decidere se provare a galleggiare o fallire; ma se fallire subito, o fallire dopo essere stati spremuti e umiliati. Noi, firmatari di questo manifesto, riteniamo indispensabile dichiarare il default immediato, prima che ci vengano sottratte le energie rimaste, energie indispensabili per risollevarci, finanziare le imprese, ricostruire un futuro.

In particolare auspichiamo che:

- I titoli del debito pubblico emessi dallo stato italiano vengano considerati inesigibili, indipendentemente dalla natura e dalla residenza dei detentori;

- Il pagamento degli interessi venga azzerato con effetto immediato;

- Le proprietà dello Stato italiano – mobiliari e immobiliari – siano conferite a un fondo, le cui quote saranno assegnate ai detentori dei titoli corrispondenti al debito pubblico italiano, in proporzione alle quote di debito pubblico in loro possesso;

- L’avanzo primario, attualmente pari a circa il 3% del Pil, sia interamente utilizzato per una riduzione della pressione fiscale;

- Sia totalmente deregolamentato l’accesso al mercato bancario italiano, affinché le banche italiane in difficoltà possano essere eventualmente rilevate – parzialmente o totalmente – da operatori stranieri.

PRIMI FIRMATARI E PROPONENTI DEL MANIFESTO: Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

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Sono contrario al default, che comporterebbe il fallimento di tutte le banche ed assicurazioni e, a cascata, di quasi tutto il sistema economico.

La soluzione e' tornare alla Lira, convertire il debito in Lire, e ripagarlo in Lire. Cosi' nessuno perde (o pensa di perdere) niente:
- le banche e assicurazioni nazionali hanno debiti italiani in € e passivita' (i depoditi dei risparmiatori) in €. Entrambi vengono convertiti in Nuove Lire;
- i risparmiatori italiani possessori di titoli di stato italiani non capiscono che col passaggio alla Lira subiscono una perdita sostanziale del 30-40% (chi lo capisce si e' gia' liberato di questi titoli di stato);
- gli unici che ci rimettono sono gli investori esteri (anzi gli speculatori, gli investitori non comprano titoli di stato a rischio altissimo e rendimento al netto dell'inflazione quasi nullo).
 
Sono contrario al default, che comporterebbe il fallimento di tutte le banche ed assicurazioni e, a cascata, di quasi tutto il sistema economico.

La soluzione e' tornare alla Lira, convertire il debito in Lire, e ripagarlo in Lire. Cosi' nessuno perde (o pensa di perdere) niente:
- le banche e assicurazioni nazionali hanno debiti italiani in € e passivita' (i depoditi dei risparmiatori) in €. Entrambi vengono convertiti in Nuove Lire;
- i risparmiatori italiani possessori di titoli di stato italiani non capiscono che col passaggio alla Lira subiscono una perdita sostanziale del 30-40% (chi lo capisce si e' gia' liberato di questi titoli di stato);
- gli unici che ci rimettono sono gli investori esteri (anzi gli speculatori, gli investitori non comprano titoli di stato a rischio altissimo e rendimento al netto dell'inflazione quasi nullo).



Tu sei un mito vorrei stringerti la mano
 
Sono contrario al default, che comporterebbe il fallimento di tutte le banche ed assicurazioni e, a cascata, di quasi tutto il sistema economico.

La soluzione e' tornare alla Lira, convertire il debito in Lire, e ripagarlo in Lire. Cosi' nessuno perde (o pensa di perdere) niente:
- le banche e assicurazioni nazionali hanno debiti italiani in € e passivita' (i depoditi dei risparmiatori) in €. Entrambi vengono convertiti in Nuove Lire;
- i risparmiatori italiani possessori di titoli di stato italiani non capiscono che col passaggio alla Lira subiscono una perdita sostanziale del 30-40% (chi lo capisce si e' gia' liberato di questi titoli di stato);
- gli unici che ci rimettono sono gli investori esteri (anzi gli speculatori, gli investitori non comprano titoli di stato a rischio altissimo e rendimento al netto dell'inflazione quasi nullo).

nel momento in cui viene annunciato il ritorno alla lira investo tutto quello che riesco del mio patrimonio in valuta/titoli esteri

tu che fai?
 
Ma il dubbio che qualcuno di questi guru che invocano il default e la tosatura dei risparmiatori sia pagato da chi ha tutto l'interesse a che avvenga, o che comunque abbia il cùlo ben parato non vi viene?

a me sì
 
nel momento in cui viene annunciato il ritorno alla lira investo tutto quello che riesco del mio patrimonio in valuta/titoli esteri

tu che fai?

Nel momento che annunciano i conti saranno già convertiti in lire con cambio fissato sfavorevole...
Se vuoi pararti il sedere devi avere già tutto pronto prima...
Io per esempio ho pochi soldi sul conto corrente ed ho quasi tutto investito in fondi di diritto lussemburghese più o meno volatili in base alle mie strategie e ben diversificato mondialmente
 
Nel momento che annunciano i conti saranno già convertiti in lire con cambio fissato sfavorevole...
Se vuoi pararti il sedere devi avere già tutto pronto prima...
Io per esempio ho pochi soldi sul conto corrente ed ho quasi tutto investito in fondi di diritto lussemburghese più o meno volatili in base alle mie strategie e ben diversificato mondialmente

che venga fatto il passaggio alla lira un giorno per l'altro è pura fantascienza
 
Ma il dubbio che qualcuno di questi guru che invocano il default e la tosatura dei risparmiatori sia pagato da chi ha tutto l'interesse a che avvenga, o che comunque abbia il cùlo ben parato non vi viene?

a me sì

:yes:, strano che non si preoccupino dei loro lautissimi stipendi pagati da chi non potrebbe a sentir loro.
 
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