Fair value azioni (2)

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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  • SONDAGGIO: Potrebbe interessarti una sezione "Trading Sportivo"?

    Ciao, ci piacerebbe sapere se potrebbe interessarti l'apetura di una nuova sezione dedicata unicamente al trading sportivo o betting exchange. Il tuo voto è importante perchè ci consente di capire se vale la pena pianificarla o no. Per favore esprimi il tuo voto, o No, nel seguente sondaggio: LINK.
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    Staff | FinanzaOnline

x sedix

Ericsson la ritieni ancora sottovalutata?
Leggendo il bilancio mi sembra che risulti un patrimonio netto di 750 milioni di euro circa mentre in borsa ne vale 520.
Come mai?
Non mi pare abbia problemi finanziari visto che non ha debiti (credo anzi ,se ricordo bene, che abbia oltre 150 milioni di euro di posizione finanziaria netta positiva) e ha un p/e bassissimo per un tecnologico.
Quanto vale per te?
 
Re: x sedix

Scritto da ramek5
Ericsson la ritieni ancora sottovalutata?
Leggendo il bilancio mi sembra che risulti un patrimonio netto di 750 milioni di euro circa mentre in borsa ne vale 520.
Come mai?
Non mi pare abbia problemi finanziari visto che non ha debiti (credo anzi ,se ricordo bene, che abbia oltre 150 milioni di euro di posizione finanziaria netta positiva) e ha un p/e bassissimo per un tecnologico.
Quanto vale per te?

Effettivamente ritengo che Ericsson sia ancora sottovalutata.
Premesso che non ho ancora visto la semestrale, per cui i dati in mio possesso sono un po' vecchi, mi risulta un fair value di 23,80.

Ai prezzi attuali, comunque, il potenziale di rivalutazione e' circa del 19% per cui la tengo d'occhio ma non la metto nel portafoglio di analisi fondamentale, perche' e' richiesto un potenziale di rivalutazione di almeno il 50%

Comunque e' un titolo che e' estremamente difficile da valutare, perche' e' difficile fare una previsione attendibile degli sviluppi futuri del business (certi titoli operanti in altri settori sono molto piu' prevedibili)
 
Sono passati dieci mesi dal lancio del “Portafoglio di Analisi Fondamentale” e sono state pubblicate le relazioni semestrali 2003, per cui e’ il momento di fare un ulteriore punto della situazione.

1 – LA SITUAZIONE

Siamo partiti con un capitale iniziale di 7.000 eur, suddiviso tra alcuni titoli selezionati secondo i criteri dell’analisi fondamentale.
Vediamo ad oggi quanto ci sarebbe rimasto del capitale investito:

Titolo………………. n. azioni…….. prezzo unitario………. controvalore

Italcementi rnc … 198,02 ……………6,05……………………….1.198,02
Permasteelisa …... 133,20………….14,40………………………1.918,08
Bnl …………….……… 994,04 …………..1,531……………………..1.521,88
Luxottica ……………. 70,47 …………..13,51……………………… 952,05
Italmobiliare rnc … 50,76 …………. 23,50……………………..1.192,86
Unipol priv ………….606,13 …………..1,695…………………….1.027,39
Campari …………..… 20,95 ……………35,00…………………….. 733,11


----------------------------------------------------------------------------
Totale capitale rimanente eur 8.543,39 contro un investimento iniziale di eur 7.000 con una performance di + 22,05%

Nello stesso periodo dal 19.11.02 al 15.09.03 il mibtel rettificato per comprendere anche i dividendi e' passato da 17.451 a 19.111 nel momento in cui scrivo, per cui il rendimento del Mibtel comprensivo dei dividendi e’ stato pari a + 9,51%

In definitiva il portafoglio di AF ha sovraperformato l'indice comprensivo dei dividendi del 12,54%, superando, almeno per il momento, l’obiettivo prefissato.


2 – I NUOVI FAIR VALUE

Presento la lista dei valori intrinseci delle societa’ che presentano una sottovalutazione significativa, aggiornati alla luce delle semestrali 2003:


Titolo ……………. Prezzo di Mercato …… Valore teorico ……… % di rivalutazione

Permasteelisa…………. 14,40…………………….26,64………………………..85%
Italmobiliare rnc…….. 23,50…………………….37,83………………………..61%
Italcementi rnc………….6,05…………………….. 9,31……………………….. 54%
Vittoria assicurazioni 4,59…………………….. 6,33……………………….. 38%
Campari…………………..35,00…………………… 49,01……………………….. 40%
Unipol priv……………… 1,695………………….. 2,27…………………………. 34%
Eni ………………………… 13,75 ………………… 18,29 ……………………….. 33%
C.R. Firenze …………. 1,178 …………………. 1,520 ……………………….. 29%
BNL ………………………. 1,531 …………………. 1,745 ……………………….. 14%
Luxottica ……………… 13,51 ………………….. 15,81 ………………………. 17%
MPS ……………………… 2,450 ………………….. 2,82 ……………………… 15%
Unicredit ……………… 4,24 ……………………. 4,83 ………………………. 14%
Merloni rnc …………. 8,30 ……………………. 9,63 ………………………. 16%
Ericsson ……………… 20,05 ………………….. 23,80 ………………………. 19%
Benetton ……………. 9,19 ……………………. 10,48 ……………………….. 14%

Preciso che non ho ancora a disposizione le relazioni semestrali di alcune societa’, che non sono state ancora rese disponibili. Non mi attendo, peraltro, grosse sorprese.
Comunque non voglio tenere in sospeso tutto per aspettare i ritardatari, per cui adesso pubblico i fair value provvisori e poi, se per caso ci sara’ qualche rettifica, la rendero’ nota.


3 – CHE FARE

Il portafoglio sta andando bene, ma le prospettive future non sono incoraggianti.

In pratica gli unici tre titoli in cui oggi come oggi varrebbe la pena di investire con un sufficiente margine di sicurezza sono Permasteelisa, Italcementi rnc e Italmobiliare rnc.

Di questi tre titoli, peraltro, siamo gia’ provvisti piu’ che abbondantemente e un ulteriore incremento andrebbe sicuramente a scapito della diversificazione del portafoglio, che gia’ adesso e’ piuttosto scarsa.

D’altro canto, abbiamo alcuni titoli che si sono avvicinati notevolmente al fair value, specialmente Luxottica che ha un potenziale di rivalutazione solo del 17% e BNL del 14%, e che quindi varrebbe forse la pena di sostituire con altri titoli piu’ sottovalutati.

Del resto, dovevamo aspettarci che questo sarebbe accaduto. L’universo che prendiamo in considerazione e’ composto da poco piu’ di cento titoli (Mibtel esclusi titoli con capitalizzazione inferiore a 120 ml euro e esclusi titoli nella lista nera).

Non si puo’ pretendere che su poco piu’ di cento titoli ce ne siano sempre disponibili una decina con un elevato potenziale di rivalutazione.

Nei momenti in cui il mercato e’ depresso (p.es. marzo 2003) i titoli sottovalutati sono numerosi, ma quando il mercato si riprende essi ricominciano a scarseggiare.

In conclusione, ho deciso che, se la situazione di mercato non cambia entro novembre, introdurro’ nel Portafoglio di analisi fondamentale anche qualche titolo estero, in modo da poter scegliere i titoli all’interno di un universo molto piu’ ampio.

Saranno molto gradite segnalazioni relative ad azioni estere eventualmente sottovalutate.

Naturalmente, sara’ necessario cambiare il benchmark di riferimento, che non sara’ piu’ dato dal Mibtel con dividendi reinvestiti, ma da un mix tra Mibtel e Eurostoxx con dividendi reinvestiti.



4- CONSIDERAZIONI VARIE

Ricordo che il “Portafoglio di analisi fondamentale” non e’ un portafoglio reale, ma un esperimento “scientifico” per verificare se l’utilizzo di appropriate tecniche di valutazione fondamentale permette di sovraperformare il mercato in maniera sistematica e persistente nel tempo.

L’obiettivo da raggiungere e’ quello di una sovraperformance media annua di dieci punti rispetto al mercato.

Naturalmente, per sua natura, il metodo non si presta ad un giudizio immediato sulla sua efficacia, per cui andra’ sperimentato per almeno sette – dieci anni per poter dire se il metodo e’ effettivamente valido oppure no.

Perche’ ritengo di poter di ottenere una sovraperformance ?

La previsione e’ basata su uno studio americano intitolato “Stock valutation and investment strategies”, scritto da Chen e Dong della Yale school of management.

E’ uno studio di 55 pagine, decisamente complesso, e ovviamente in inglese. Se a qualcuno interessa, lo posso mandare per email.

Ad ogni modo, la sostanza del discorso e’ che da una osservazione del mercato americano, i titoli sottovalutati tendono nel tempo a riassorbire la sottovalutazione e ad assumere valutazioni corrette.

Il tempo che occorre a riassorbire la sottovalutazione varia da titolo a titolo: si va da pochi mesi sino ad un massimo di cinque anni. La media e’ di un anno e mezzo.

In pratica, ai titoli sottovalutati possono accadere una di queste tre cose:

a) il mercato si accorge della sottovalutazione, aumenta la domanda del titolo stesso e la quotazione sale fino a raggiungere il fair value (e spesso a superarlo). In questo caso evidentemente si guadagna e si sovraperforma

b) la sottovalutazione era solo apparente: il mercato in realta’ anticipava notizie negative sul titolo, note solo agli insiders, per cui col passare dei mesi il fair value del titolo scende e si adegua ai prezzi di mercato. In questo caso non si guadagna e si sottoperforma


c) si verifica un mix tra a) e b), cioe’ il mercato anticipa notizie negative, che pero’ non giustificano una sottovalutazione cosi’ ampia. Nel corso dei mesi, il fair value scende ma il prezzo del titolo sale fino ad allinearsi al fair value. In questo caso si guadagna e si sovraperforma, ma non in maniera esagerata.

Secondo la mia esperienza, il caso c) e’ nettamente il piu’ frequente.

Il margine di sicurezza che richiedo per inserire un titolo nel Portafoglio, il famoso 50% di potenziale di rivalutazione, e’ assolutamente essenziale per non ricadere nel caso b). Una cattiva notizia che non e’ ancora stata resa pubblica puo’ benissimo mangiarsi il 10% o il 20% del fair value, ma ben difficilmente potra’ assorbire tutto il margine di sicurezza.
Il margine di sicurezza serve anche a difendersi da errori e imprecisioni commesse in fase di valutazione: valutare un’azienda e’ difficile, delicato ed e’ molto facile commettere errori. Il 50% di margine di sicurezza dovrebbe essere sufficiente a difenderci dagli errori di valutazione e dalle cattive notizie non previste.


Appuntamento a meta’ novembre, dopo l’uscita delle trimestrali al 30-9-2003
 
vorrei fare i miei complimenti all'estensore di questo 3d ;)
 
Ti seguo da un pò di tempo... complimenti per il lavoro che svolgi Sedix!

Voglio segnalarti i titoli esteri presenti nel mio portafoglio. Molto probabilmente non rispettano i parametri da te scelti per decidere se un titolo è buy o no, ma valgono un'occhiata soprattutto se correggono un pò:

Altadis, China Mobile, Diageo, Heineken, Nestlè, PetroChina, Stada, Vodafone.

Nel mio portafoglio hanno uno scarso peso, ma la loro presenza ha un motivo preciso.

Sono altresì presenti una dozzina di titoli italiani con un peso superiore (per titolo). Ho dovuto diversificare su titoli esteri perchè in Italia non trovo più titoli che valga la pena tenere in portafoglio per il LUNGO PERIODO. Qui però devo affrontare il problema dello screening: solo le borse USA ne hanno più di cinquemila, se poi aggiungiamo anche quelli europei (UK compresa) si diventa matti. In più cambiano i principi contabili e quando si passa per Svizzera, UK, Germania, Usa... qualche problema si crea.

Insomma... quello che voglio dire è che unire gli sforzi nella ricerca dei titoli e nell'affrontare i problemi relativi all'interpretazione dei vari principi contabili e alle valutazioni non sarebbe una cattiva idea. Fammi sapere.

PS: a me interessa quello studio che hai citato se puoi mandarmelo ti mando la mail.
 
interessante questo esperimento
complimenti sedix,anche se io interpreto l'analisi fondamentale
con parametri più interpretativi e meno statici
un titolo estero che a me piace è IBERDROLA
impresa privata che produce energia elettrica di grossa
capitalizzazione.
ciao
 
Ringrazio chi ha fornito le proprie segnalazioni relative a titoli esteri. Sto controllando se ai prezzi attuali tali azioni sono sufficientemente sottovalutate e possono essere inserite nel Portafoglio.

Nel frattempo, BNL ha raggiunto il fair value e pertanto possiamo eliminarla dal portafoglio.

Pertanto vendiamo le 994,04 BNL in portafoglio al prezzo attuale di eur 1,71 con un ricavo totale di eur 1.699,81

Vorrei investire questo importo in due azioni estere. Una penso di averla gia' individuata, e spero di trovare l'altra attraverso ulteriori ricerche, anche grazie alle vostre segnalazioni.

Tra qualche giorno procederemo ai nuovi acquisti.
 
titoli esteri

cosa ne pensi di Endesa e Iberdrola a Madrid
ABN, Aegon ed Ing ad Amsterdam
Adecco e Abb a Zurigo
complimenti
ciao...:D:D:D
 
Abbiamo a disposizione una liquidita’ di eur 1.699,81, che ho deciso di investire in due titoli esteri sufficientemente sottovalutati.

Il primo titolo estero lo ho individuato, e ora lo presento.

Si tratta di OMV, titolo petrolifero austriaco. E’ uno dei piu’ grossi titoli quotati alla borsa di Vienna, e’ l’equivalente austriaco dell’ENI ma, ritengo, maggiormente sottovalutato e con buone prospettive di crescita.

Ritengo, in effetti, che si tratti del titolo petrolifero europeo piu’ sottovalutato.

In base all’analisi con il modello di valutazione DDM, il titolo presenta un potenziale di rivalutazione del 64%, con un fair value di eur 172,54

Acquisto pertanto 8,078 azioni OMV al prezzo attuale di 105,21con una spesa di eur 849,89.

Resta disponibile una liquidita’ di eur 849,92.

Il Portafoglio di analisi fondamentale, dopo questa operazione, si presenta come segue:

Titolo………………. n. azioni

Italcementi rnc … 198,02
Permasteelisa …... 133,20
OMV …………….……… 8,078
Luxottica ……………. 70,47
Italmobiliare rnc … 50,76
Unipol priv ………….606,13
Campari …………..… 20,95
Liquidita’ eur 849,92

Per quanto riguarda l’altro titolo estero da inserire in portafoglio, ho cominciato a prendere in esame alcune delle societa’ da voi cortesemente segnalate.

Sarei giunto alle seguenti conclusioni:

Altadis: titolo interessante, ma operante nel settore tabacco e quindi passibile di rischi legati a cause legali in stile Philip Morris
Diageo: bel titolo, ma preferisco Campari (settore bevande alcoliche)
Stada: (farmaci generici) societa’ con potenzialita’ di sviluppo, ma impensabile entrare a questi prezzi.
Heineken: gran bella storia di crescita alle spalle, ma date le notevoli dimensioni raggiunte dalla societa’, e dato che il mercato della birra non e’ infinito, dubito che possa continuare in futuro a crescere ai ritmi passati.

I titoli sopra elencati, quindi, li ho scartati.

Petro China e China Mobile: i titoli sono entrambi molto interessanti. China Mobile presenta un potenziale di rivalutazione di circa il 30%, quindi non e’ ancora da comperare ma va monitorato.
Petro China andrebbe effettivamente comprato, il potenziale di rivalutazione e’ molto interessante.
Il problema e’ che a partire da novembre introdurremo il nuovo benchmark che sara’ composto per l’80% dal Mibtel e per il 20% dall’Eurostoxx. Pertanto ci limiteremo a selezionare titoli dell’Europa occidentale, per omogeneita’ col paniere.

Di conseguenza, questi due titoli cinesi non possono essere inseriti nel Portafoglio, ma li segnalo ugualmente perche’ vale la pena di prenderli in considerazione.

La mia sensazione e’ che per i titoli cinesi le quotazioni siano basse perche’ il mercato richiede un premio per il rischio supplementare per la Cina, alla luce della situazione politica non proprio limpida e trasparente di quel Paese.

ING (assicurativo olandese): merita un discorso a parte. Scusate la prolissita’.
In base ai fondamentali il titolo e’ effettivamente sottovalutato, dovrebbe presentare un margine di rivalutazione di circa il 50% e quindi grosso modo potrebbe valere la pena di essere inserito nel portafoglio.

La storia del titolo pero’ e’ stupefacente.

Fino a cinque anni fa la societa’ era un autentico gioiello: utili in crescita, rapida espansione ecc.
Poi, negli anni della bolla, la societa’ si e’ riempita il portafoglio di azioni, a prezzi molto elevati.

Quando la bolla e’ scoppiata il management si e’ fatto prendere dal panico: a cavallo della fine del 2002 – inizio del 2003 hanno venduto una discreta parte del portafoglio azionario, ovviamente a prezzi incredibilmente bassi. Non basta, sulla parte restante del portafoglio hanno effettuato operazioni di hedging, cioe’ in sostanza hanno stipulato dei contratti derivati per limitare il rischio di ulteriori perdite azionarie, ma ovviamente anche quello di guadagni.

Morale: si sono persi buona parte del rimbalzo successivo.

Warren Buffett e’ diventato il secondo uomo piu’ ricco del mondo gestendo una compagnia di assicurazione, pero’ lui comprava le azioni quando erano basse e caso mai alleggeriva quando i prezzi erano alti. Non faceva viceversa.

Inoltre ING ha mantenuto i dividendi invariati rispetto all’anno scorso. Pero’ ha deciso di emettere nuove azioni a pagamento, per un importo pari ai dividendi distribuiti. E questa sara’ la loro politica dei dividendi degli anni a venire.

Se uno ci pensa bene, e’ come se i dividendi non li distribuissero affatto.

Pero’ mi risulta che quando la quotazione del tuo titolo e’ depressa devi fare un buy back, ossia comprare sul mercato azioni a prezzi sottovalutati in modo da creare valore per gli azionisti.
Invece loro fanno un sell back, cioe’ vendono azioni quando i prezzi sono piu’ bassi. In questo modo diluiscono il valore di ciascuna azione.

Ci sarebbero parecchie altre cose negative da dire su ING (la politica allegra di stock option, le clausole anti scalata inserite nello statuto sociale, ecc.) ma mi fermo qui.

La morale per me e’ che ING e’ si’ sottovalutato, ma e’ un titolo da lista nera (vedere il vecchio post “La lista nera”).

Per comprare con tranquillita’ un titolo occorrono due condizioni:
- che il titolo sia sottovalutato in misura tale da consentire un buon margine di sicurezza
- che la societa’ sia gestita da persone ragionevolmente oneste e competenti.

Per quanto riguarda ING, non mi sento sicuro che sussista il secondo requisito.

Ringrazio di nuovo tutti coloro che hanno segnalato i titoli esteri, erano tutti titoli interessanti (salvo forse Stada che non mi e’ sembrato sottovalutato), ma sono un po’ paranoico sui requisiti di sicurezza richiesti per l’acquisto.

Proseguiro’ con l’analisi degli altri titoli che avete segnalato e, non appena avro’ trovato una societa’ idonea, lo comunichero’.
 
L'ultimo titolo da inserire in portafoglio e' Nestle' (dolciario svizzero).

L'azione attualmente quota 308,50 fr.sv., che al cambio di 1,5538 fa eur 198,5455.

Acquisto pertanto 4,281 azioni Nestle' a 308,50 fr.sv.

Il Portafoglio di analisi fondamentale, dopo questa operazione, si presenta come segue:

Titolo………………. n. azioni

Italcementi rnc … 198,02
Permasteelisa …... 133,20
OMV …………….……… 8,078
Luxottica ……………. 70,47
Italmobiliare rnc … 50,76
Unipol priv ………….606,13
Campari …………..… 20,95
Nestle' ...................4,281


Nestle' puo' non sembrare particolarmente sottovalutato dato il p/e (15,9) e dato il dividendo (2,3% circa).

Pero' un conto e' il 2,3% di dividendo in Italia, dove l'inflazione e' il 2.9%, e un conto in Svizzera, dove l'inflazione e' praticamente assente. Lo stesso dicasi per il p/e, che oltretutto se rettificato per l'ammortamento dell'avviamento si riduce a circa 14.

Ad ogni modo. il DDM da' un fair value di 446,45 con un potenziale di rivalutazione del 45%. Di meglio, non ho trovato nulla.

Grazie ad Extent per la segnalazione
 
Grazie a te Sedix per aver segnalato, tra gli altri, OMV. Dopo una veloce analisi, ha fatto il suo ingresso anche nel mio portafoglio.
 
ciao sedix
che ne pensi di Unilever ( che ho in portafoglio), ABN-AMRO e Royal dutch...

:)
 
Scritto da lucrezio
ciao sedix
che ne pensi di Unilever ( che ho in portafoglio), ABN-AMRO e Royal dutch...

:)

Ciao Lucrezio, anzitutto approfitto per dare una risposta a Balconsito e gibiemme che avevano segnalato alcuni titoli esteri.

Anzitutto per Iberdrola e Endesa i problemi sono molto simili. Mi sono sembrate buone societa' in vendita a prezzi senz'altro abbordabili. Il problema secondo me e' la forte esposizione in Sudamerica.

Le cose in Sudamerica possono benissimo volgersi per il meglio, nel qual caso questi due titoli daranno sicuramente ottime soddisfazioni.

Pero' il continente sudamericano mi sembra in continua ebollizione, una polveriera, se il Brasile o qualche altro Paese dovesse andare in default le conseguenze potrebbero essere gravi, senza contare il rischio di possibili rivoluzioni, ecc.

In definitiva dipende se uno se la sente o no di corre il rischio sudamericano. Per il momento io non me la sento, ma e' una decisione piuttosto personale, non oggettiva.

ABB: non sono riuscito a valutarlo: produce troppe cose, in troppi settori diversi, l'unica cosa che ho capito e' che mi sembra avere un forte potenziale speculativo (nel bene e nel male)

Adecco: sinceramente mi e' sembrato caro, anche alla luce del forte aumento della concorrenza nel settore

ABN-Amro e Aegon.
Effettivamente questi due titoli meritano di essere tenuti sott'occhio, con una importante premessa.

Quando si studiano i titoli olandesi, bisogna avere ben presente che i bilanci, in Olanda, sono redatti con una metodologia barbara ed incivile tendente a oscurare la redditivita' aziendale (imho)

Tanto per fare un esempio, quando una societa' ne compra un'altra, l'avviamento pagato viene portato in diminuzione del patrimonio netto dell'acquirente e se ne perde ogni traccia.

Ci sono anche altri costi, che da noi sarebbero costi straordinari, che loro portano in diminuzione del patrimonio netto senza transitare in conto economico.

Morale: il titolo olandese e' ********, perche' sembra sempre piu' a buon mercato e piu' efficiente di quello che e' davvero (infatti non inserendo dei costi nel conto economico i p/e sono piu' bassi, e diminuendo il patrimonio netto il roe si alza, e l'azienda sembra piu' efficiente di quello che e' davvero)

Fatta questa premessa, ho fatto ogni sforzo (ma non garantisco i risultati) per depurare i bilanci delle due societa' da queste "interferenze".

Ho ottenuto questi fair value:
ABN amro 20,27
Aegon 14,23

Quindi entrambi i titoli sono sottovalutati, anche se non ancora nella misura del 50% che stiamo cercando. Sicuramente vanno tenuti sott'occhio

Royal Dutch: avevo gia' dato un'occhiata, sinceramente come petrolifero preferisco OMV.

Unilever cerchero' di guardarlo quanto prima

Ciao e grazie
 
Scritto da sedix
Ciao Lucrezio, anzitutto approfitto per dare una risposta a Balconsito e gibiemme che avevano segnalato alcuni titoli esteri.

Anzitutto per Iberdrola e Endesa i problemi sono molto simili. Mi sono sembrate buone societa' in vendita a prezzi senz'altro abbordabili. Il problema secondo me e' la forte esposizione in Sudamerica.

Le cose in Sudamerica possono benissimo volgersi per il meglio, nel qual caso questi due titoli daranno sicuramente ottime soddisfazioni.

Pero' il continente sudamericano mi sembra in continua ebollizione, una polveriera, se il Brasile o qualche altro Paese dovesse andare in default le conseguenze potrebbero essere gravi, senza contare il rischio di possibili rivoluzioni, ecc.

In definitiva dipende se uno se la sente o no di corre il rischio sudamericano. Per il momento io non me la sento, ma e' una decisione piuttosto personale, non oggettiva.

ABB: non sono riuscito a valutarlo: produce troppe cose, in troppi settori diversi, l'unica cosa che ho capito e' che mi sembra avere un forte potenziale speculativo (nel bene e nel male)

Adecco: sinceramente mi e' sembrato caro, anche alla luce del forte aumento della concorrenza nel settore

ABN-Amro e Aegon.
Effettivamente questi due titoli meritano di essere tenuti sott'occhio, con una importante premessa.

Quando si studiano i titoli olandesi, bisogna avere ben presente che i bilanci, in Olanda, sono redatti con una metodologia barbara ed incivile tendente a oscurare la redditivita' aziendale (imho)

Tanto per fare un esempio, quando una societa' ne compra un'altra, l'avviamento pagato viene portato in diminuzione del patrimonio netto dell'acquirente e se ne perde ogni traccia.

Ci sono anche altri costi, che da noi sarebbero costi straordinari, che loro portano in diminuzione del patrimonio netto senza transitare in conto economico.

Morale: il titolo olandese e' ********, perche' sembra sempre piu' a buon mercato e piu' efficiente di quello che e' davvero (infatti non inserendo dei costi nel conto economico i p/e sono piu' bassi, e diminuendo il patrimonio netto il roe si alza, e l'azienda sembra piu' efficiente di quello che e' davvero)

Fatta questa premessa, ho fatto ogni sforzo (ma non garantisco i risultati) per depurare i bilanci delle due societa' da queste "interferenze".

Ho ottenuto questi fair value:
ABN amro 20,27
Aegon 14,23

Quindi entrambi i titoli sono sottovalutati, anche se non ancora nella misura del 50% che stiamo cercando. Sicuramente vanno tenuti sott'occhio

Royal Dutch: avevo gia' dato un'occhiata, sinceramente come petrolifero preferisco OMV.

Unilever cerchero' di guardarlo quanto prima

Ciao e grazie

sempre risposte esaurienti... grazie per il tuo ottimo lavoro ;)
 
sedix per quanto riguarda iberdrola
sicuramente il rischio latinoamerica esiste,ma io lo reputo
marginale,in quanto nel 1 semestre in messico e in brasile aveva
rispettivamente il 6% e il4% del fatturato.
Il messico non mi sembra un grande rischio,mentre per il brasile
condivido pienamente
punto dolente:indebitamento leggermente alto
punto di forza:1 azienda mondiale nella generazione di energia
rinnovabile

spero di essere stato utile,un saluto a tutti
 
per sedix

ti ringrazio per le risposte, solo oggi ho potuto leggere il tuo commento....
a questo punto penso che farò uno switch da Ing ad Aegon....
ancora grazie e ciao.....:D:D:D
 
STO sul NYSE , che ne dite ?

Nel grafico , in rosso : ENI

ciao :)
 
Ultima modifica:
Ringrazio Harley-law per la segnalazione di Statoil.

Avevo esaminato questo titolo quando stavo studiando OMV e lo stavo confrontando con gli altri petroliferi europei.

Anche a me Statoil ha fatto una ottima impressione: una societa' sana, seria, che si puo' comprare a prezzi piu' che ragionevoli.

Il punto e', imho, che OMV e' ancora meglio di Statoil per una serie di motivi che non sto ad elencare, ma faccio solo un esempio.

Fino ad un paio di anni fa OMV era una societa' che non aveva una lira di debito. Ha cominciato da poco a fare debiti, e nel prossimo bilancio sara' abbastanza leveraggiata. Ad ogni modo i suoi debiti sono stati contratti con tassi di interesse ai minimi storici, e sono stati impiegati a mio avviso in investimenti ampiamente redditizi. Credo che la redditivita' futura sia destinata ad aumentare in maniera consistente se il prezzo del petrolio restera' ai livelli attuali, e in caso di diminuzione del prezzo credo che sia posizionata meglio dei concorrenti (leverage minore, debito contratto a tassi bassi, mercati dell'est europeo ancora relativamente vergini ecc.)

Approfitto per dire che ho esaminato Unilever, e non ho le idee molto chiare in proposito. Come tipo di business mi ha fatto una buona impressione, ma ci sono alcuni aspetti che mi lasciano dubbioso. Andrebbe approfondita.

Comunque per il momento la scarterei, anche perche' non si puo' ancora definirla a buon mercato.

Ringrazio ancora una volta chi ha fornito le proprie segnalazioni in merito a titoli esteri sottovalutati.

Anche se ne ho scartato piu' del 90%, dipende dal fatto che non esiste un solo modo di fare AF, ne esistono tanti quante sono le teste.
Per inserire i titoli nel Portafoglio di analisi fondamentale, uso come filtri determinati criteri. Se questi criteri sono giusti o sbagliati, lo si potra' giudicare solo nel lungo periodo, e comunque non credo che siano giusti o sbagliati in senso assoluto.

Resta fermo che anche un titolo che ho scartato puo' performare benissimo e magari superare nettamente quelli del Portafoglio: semplicemente, non avro' saputo riconoscere una occasione. Cose che capitano spesso.
 
x correttezza, ho sentito che iberdrola ha intenzione di incrementare la sua esposizione in Brasile,confermando quanto
da sedix detto e cotraddicendo quanto da me detto antecedentemente.
un saluto a tutti
 
Ho letto tutto il Thread - mi sarà sfuggito certamente qualcosa -ma NON mi sono addormentato affatto!
Complimenti....

Mi chiedevo(?) se aveva preso in considerazione il mercato USA,vista la quantità di titoli non nella sua intierezza,ma semmai in relazione ad alcuni settori certamente consoni alla metodologia seguita..

Ho letto di un riferimento ad una lista "nera",ma non l'ho trovata...l'ho saltata o nasce per deduzione dal contesto metodologico?

Grazie





Un saluto cordiale
DFalco
 
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