" Faremo crollare l'economia russa" cap. 3

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Tra l'altro la risorsa petrolio mi pare per la Russia molto meglio gestibile del gas, con unico effetto di far pagare a noi costi più alti per noi.

Apparentemente, se non fosse che il 5 Dicembre è scattato il ban sul trasporto di petrolio russo via mare che coinvolge le assicurazioni delle petroliere.

L'Ural, che ha la sua "via" privilegiata tramite il Mar Baltico e il Mar Nero, avrà vita difficile dato che già la Turchia sta richiedendo, dal 1 Dicembre, assicurazioni P&I per poter passare gli stretti e, anche nel Mar Baltico, è difficile pensare che non ci saranno analoghi controlli (così come, presumibilmente , nel Canale di Suez).

Il petrolio del Mar del Nord (circa il 30% della produzione) ha ormai come unica via la rotta Artica (che è stata sperimentata verso la Cina un mesetto fa) ma richiede l'impegno di rompighiaccio che non è detto riescano a superare in tutti casi il ghiaccio pluriennale nella stagione invernale, quantomeno con maggiori costi e minore efficienza rispetto ai consueti trasporti via mare.
 

Infinity76

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Il petrolio è in discesa. Dove sono i maggiori costi per noi? Casomai la Russia fa sconti agli sciacalli che lei chiama amici.
Ti rimando al thread sul prezzo del gas dove alcuni utenti festeggiavano perché il prezzo era sceso per alcuni giorni. Ora che è salito del 50% in 1 settimana si sono tutti nascosti per la vergogna. Ed è pure un forum di finanza 🤣
Ma in ogni caso noi dobbiamo sempre guardare alle bollette e al prezzo di benzina e altri derivati. I prezzi teorici interessano poco.
 

ccc

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https://www.agi.it/economia/news/2022-12-08/ucraina-economia-di-guerra-di-putin-19101659/

La priorità è incrementare la produzione di missili e munizioni. Ma oltre al price cap, l'altra difficoltà che incontrano le fabbriche di armi sono la carenza di lavoratori.

AGI - Mentre sul campo di battaglia l'esercito russo arranca, Vladimir Putin spreme l'economia per alimentare lo sforzo bellico e rifornire la macchina da guerra. La priorità è incrementare la produzione di missili e munizioni. A rendere il compito più difficile è l'inflazione che quest'anno ha fatto lievitare del 30% le spese per la difesa rispetto al 2021, facendole salire a 78 miliardi di dollari. Per il 2023 la previsione del ministero della Difesa di Mosca è quella di un ulteriore aumento a 82,5 miliardi. Per far fronte alla situazione Putin ha istituito un consiglio di guerra, composto dai migliori tecnocrati. Obiettivo: mobilitare l'industria privata, precettandola per produrre più attrezzature per l'esercito e rimettere in sesto l'indebolita industria militare.

In altre parole la task force di Putin dovrà trasformare produttori di tovaglioli e di mobili in industrie in grado di sfornare passamontagna, stivali e kit di pronto soccorso. Lo sforzo è notevole, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche sul piano finanziario, visto che la principale fonte di entrate della Russia, la vendita di petrolio, è stata messa in pericolo dai prezzi bassi, dagli embarghi occidentali e dal tetto di 60 dollari stabilito dall'Ue e dal G7 all'Urals oil.

Oltre al price cap, l'altra difficoltà che incontrano le fabbriche di armi sono la carenza di lavoratori. Il complesso di produzione militare, che impiega circa due milioni di persone, manca attualmente di 400.000 persone, perlopiù impegnate al fronte, o scappate dalla Russia per non andare al fronte, ha spiegato a giugno alla Tass il vice primo ministro Yuri Borisov.

Insomma, l'industria militare russa, che dalla metà degi anni 2000 Putin ha ricostruito, rinazionalizzando le imprese e portando il settore sotto il controllo di un'importante holding chiamata Rostec, che controlla più di 800 società, attualmente fatica a tenere il passo della crescente domanda, soprattutto per quanto riguarda missili e droni e cioè le due armi che più stanno mettendo in difficoltà Kiev. Inoltre, la Russia ha perso migliaia di carri armati e veicoli corazzati nei combattimenti e si è rivolta all'Iran e alla Corea del Nord per chiedere aiuti in armamenti e munizioni. Di qui la necessità di una svolta, che per Putin è appunto incentrata sulla creazione del consiglio di guerra, il quale dovrà far fronte alle carenze di armi, vestiti e provviste all'esercito.

Come rivela il Wall Street Journal, il consiglio di coordinamento di Putin comprende il primo ministro Mikhail Mishustin e il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ed è dotato di ampi poteri. Oltre a richiedere l'aiuto delle imprese private, esso può infatti esercitare il controllo sui prezzi delle forniture militari, oltre che distribuire fondi di bilancio. In una riunione del consiglio di novembre, Putin ha affermato che l'obiettivo è "migliorare radicalmente" il ritmo del lavoro e la fornitura di attrezzature per i soldati in Ucraina. "Gli obiettivi dovrebbero essere definiti con programmi di produzione e tempi di consegna chiari per tutto ciò che è più necessario", ha affermato.

E cosa sta facendo in proposito il nuovo consiglio? Il Wall Street Journal prova a darne un breve quadro, ma quello che emerge, per ora, non è particolarmente incoraggiante. A ottobre, un'azienda di abbigliamento con sede a Omsk, in Siberia, che produce zaini scolastici con il marchio Luris, ha ricevuto una chiamata dall'ufficio del ministero della Difesa regionale, secondo il capo dell'azienda, Alexandr Berdnicov.

Il dipartimento della difesa ha chiesto se poteva progettare e produrre zaini per le truppe mobilitate in breve tempo. "Abbiamo offerto un prezzo molto basso", ha confidato Berdnicov. "Non volevamo trarne profitto, volevamo aiutare", ha aggiunto Gli zaini neri da 70 litri progettati dall'azienda sono più facili da cucire rispetto agli zaini per bambini. Sessanta sarte hanno messo da parte altri lavori e hanno lavorato 12 ore al giorno senza fine settimana per produrre 6.000 zaini in 2 settimane e mezzo, ha spiegato Berdnicov.

A San Pietroburgo, Spetsmedtechnika Llc, un produttore di attrezzature mediche, ha incrementato la produzione per i soldati in prima linea.

"Come l'intero paese, la nostra vita è cambiata verso il massimo stress che sperimentiamo mentre adempiamo all'ordine di difesa dello stato", ha detto Yakov Sharov, vicedirettore di Spetsmedtechnika, alla TV di stato russa a novembre. Insomma, si cerca di riconvertire l'apparato produttivo. Il compito è immane e per ora siamo solo agli inizi.




08 dicembre 2022
 

flori2

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Ti rimando al thread sul prezzo del gas dove alcuni utenti festeggiavano perché il prezzo era sceso per alcuni giorni. Ora che è salito del 50% in 1 settimana si sono tutti nascosti per la vergogna. Ed è pure un forum di finanza 🤣
Ma in ogni caso noi dobbiamo sempre guardare alle bollette e al prezzo di benzina e altri derivati. I prezzi teorici interessano poco.
Come già detto il gas è diverso dal petrolio. Se la Russia non lo vende a noi non lo vende ad altri e si crea meno offerta.
 

Loryred

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Apparentemente, se non fosse che il 5 Dicembre è scattato il ban sul trasporto di petrolio russo via mare che coinvolge le assicurazioni delle petroliere.

L'Ural, che ha la sua "via" privilegiata tramite il Mar Baltico e il Mar Nero, avrà vita difficile dato che già la Turchia sta richiedendo, dal 1 Dicembre, assicurazioni P&I per poter passare gli stretti e, anche nel Mar Baltico, è difficile pensare che non ci saranno analoghi controlli (così come, presumibilmente , nel Canale di Suez).

Il petrolio del Mar del Nord (circa il 30% della produzione) ha ormai come unica via la rotta Artica (che è stata sperimentata verso la Cina un mesetto fa) ma richiede l'impegno di rompighiaccio che non è detto riescano a superare in tutti casi il ghiaccio pluriennale nella stagione invernale, quantomeno con maggiori costi e minore efficienza rispetto ai consueti trasporti via mare.
La flotta “fantasma” della Russia per aggirare il blocco del petrolio
 

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La flotta ombra, su cui avevo già postato un articolo del WSJ, funziona se riesce a portare il petrolio dagli hub di carico russi verso paesi che lo acquistano.

Però, se non hanno assicurazione o assicurazioni non accettate, sempre devono fare i conti con il blocco sui vari "stretti".

Tanto per dire, Kommersant qualche giorno fa ha riportato che la Cina non vuole riconoscere le coperture assicurazioni russe per le navi.

Китай отказывается признавать российские страховые документы на морские суда
 

Loryred

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La flotta ombra, su cui avevo già postato un articolo del WSJ, funziona se riesce a portare il petrolio dagli hub di carico russi verso paesi che lo acquistano.

Però, se non hanno assicurazione o assicurazioni non accettate, sempre devono fare i conti con il blocco sui vari "stretti".

Tanto per dire, Kommersant qualche giorno fa ha riportato che la Cina non vuole riconoscere le coperture assicurazioni russe per le navi.

Китай отказывается признавать российские страховые документы на морские суда
Permettimi un po' di scetticismo, da che mondo è mondo le sanzioni sono sempre state aggirate e la Russia non mi pare poi così isolata.

Tra l'altro se la quantità diminuisce i prezzi salgono ed il danno è collettivo, sarà l'ennesima decisione pasticciata o presa col bilancino.
 

cammello

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Critica surreale dopo aver lasciato alla Cina buona parte dell'Africa e fare shopping selvaggio di economia reale e infrastrutture in UE, non solo la povera Grecia ma anche i porti tedeschi. E con i chiari di luna che si profilano il futuro promette poco di meglio.

Tra l'altro la risorsa petrolio mi pare per la Russia molto meglio gestibile del gas, con unico effetto di far pagare a noi costi più alti per noi.
un infarinatura sulla risorsa petrolio russo qui al post
Tetto al prezzo del petrolio a 60$

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cammello

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Permettimi un po' di scetticismo, da che mondo è mondo le sanzioni sono sempre state aggirate e la Russia non mi pare poi così isolata.

Tra l'altro se la quantità diminuisce i prezzi salgono ed il danno è collettivo, sarà l'ennesima decisione pasticciata o presa col bilancino.
laddove il pertolio russo diminuisse, gli altri produttori non ci pensaranno troppo a tappare le mancanze (a dispetto dei proclami di solidarietà OPEC+)

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genngattu

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Ti rimando al thread sul prezzo del gas dove alcuni utenti festeggiavano perché il prezzo era sceso per alcuni giorni. Ora che è salito del 50% in 1 settimana si sono tutti nascosti per la vergogna. Ed è pure un forum di finanza 🤣
Ma in ogni caso noi dobbiamo sempre guardare alle bollette e al prezzo di benzina e altri derivati. I prezzi teorici interessano poco.
Tra cui io. Sicuramente il motivo è politico. La Germania è contro a qualsiasi meccanismo di cap sul gas e cio rallenta decisioni politiche che contano per tutti quanti. Questo perché ha un economia energivora e perché è talmente solida e potente che si può permettere di pagare il gas più degli altri. Bisogna arrivare a una conclusione rapida e forte.

Queste decisioni impattano sul ttf (indice di pulcinella). Allo stato attuale a ieri gli stoccaggi tedeschi sono pieni a quasi il 96%.Sotto una dashboard con i costi delle fonti fossili tedesche aggiornati al giorno prima:

Zahlen zu Strom und Gas: Wie hart trifft Deutschland die Energiekrise?

Qui si parla di petrolio perché è di GRAN lunga la fonte fossile che porta denaro ai russi. Se si ferma quella per qualche mese sono c.... amari per loro, visto che gli introiti sul gas hanno subito un forte impatto negativo.
 
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genngattu

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Il Conte Pedro

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There is another shoe to drop, however, and the market could react much differently when the EU ban on Russian product imports takes effect on Feb. 5. Unlike crude, buyers are not yet lining up for Russian products. Steeper discounts should ultimately trigger more non-EU appetite, but even if new buyers can be found for an estimated 1.1 million b/d in products, Russia might not have the fleet of smaller product tankers needed to bring it all to market
 

kimo

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---> $53+$5-6 di costi ed ecco che si può comprare (chi può) il petrolio russo senza rischiare sanzioni...
 

cammello

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Trend nettamente in discesa. I minimi storici (escludendo pandemia) sono attorno a 22$

A quanto deve arrivare affinchè il neonazista vada in forte perdita ?
nel post 1481 c'è il break even per le economie che si sostengono sugli energetici.

C
 

cammello

ROB's something
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Ma quanto spende l'Arabia Saudita per avere un pareggio cosi alto???
Pensa solo quanto devono spendere per produrre l'acqua, che sembra una cosa banale ma ha un costo
Considera che fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza dei sauditi non lavorava ma aveva diritto a tutto in ogni quantità e sfarzo.
Solo recentemente MBS ha introdotto la "saudizzazione" dell'economia, dopo avere aperto un po di posizioni lavorative per le donne (oltre le già esistenti attività educative/esistenziali).

C
 
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