fate l'amore in silenzio

Imarorro

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Treviso, una coppia troppo focosa disturbava il bambino
nell'appartamento vicino. E un giudice ha risolto la querelle



Il sesso? Dalle 11 alle 7
si fa in silenzio


TREVISO - Travolti dalla passione non si rendevano conto che i loro gridolini, specie quelli di lei, diventavano così acuti e possenti, al culmine dell'estasi amorosa, da oltrepassare le pareti domestiche e da svegliare addirittura il bimbo dei vicini. Questi per un po' hanno sopportato. Poi, esasperati da uno stillicidio di notti insonni, si sono rivolti al giudice di pace.

Il quale, dopo aver attentamente soppesato i pro e i contro, ha intimato alla focosa coppia di mettere il silenziatore ai propri amplessi. In nome del popolo italiano, tra le 23 e le 7 del mattino, nelle ore di sonno del bimbo dei vicini, dovranno fare l'amore in silenzio.

Sono due coppie di giovani sposi, poco più che ventenni, i protagonisti di questa storia che sembra uscita da Signore & Signori. Abitano una villetta bifamiliare della "Marca gioiosa et amorosa" dove i due appartamenti sono vicini e le rispettive camere da letto confinanti. A dividerle, una parete piuttosto leggerina, che permette di sentire di qua tutto quello che succede di là. Il caso vuole poi che una coppia sia particolarmente silenziosa, l'altra particolarmente focosa. E che quest'ultima faccia l'amore quasi tutte le sere in modo piuttosto rumoroso.

La coppia silenziosa sopporta stoicamente i gridolini della coppia focosa, e resiste anche alle urla estasiate e ripetute della signora. Finché nasce un bimbo alla coppia silenziosa. Ed è l'inferno. Perché le urla di piacere della signora focosa svegliano regolarmente il bimbo, che si mette a piangere, e procura alla coppia silenziosa un'insopportabile catena di notti in bianco. È dopo alcuni mesi trascorsi insonni che la coppia silenziosa, e disperata, si rivolge, gli occhi gonfi, al giudice di pace.

Ermanno Tristano, il giudice, convoca la coppia focosa e la diffida: "Fatelo in silenzio altrimenti intervengo io". E dà loro 15 giorni di tempo per darsi una regolata. Ma non va. Scaduto l'ultimatum la coppia appassionata torna dal giudice a testa bassa, e il marito, rosso in viso, confessa: "Io non ce la faccio se lei non grida". Anche il saggio giudice a questo punto perde la pazienza, e s'inventa l'amplesso in fascia oraria: quello con l'urlo, stabilisce, è vietato dalle 23 alle 7 del mattino. Adesso raccontano che si senta la signora urlare a mezzogiorno, confusa con la sirena delle fabbriche. (r.b)


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