fondi pensione vs. pip

FaGal

Nuovo Utente
Registrato
21/7/02
Messaggi
17.980
Punti reazioni
231
PREVIDENZA Come orientarsi con la libertà di scelta tra i vari strumenti


Pensione di scorta, dove è più ricca

I piani individuali perdono la gara con i Fondi: tutta colpa dei costi. Versando 100.000 se ne incassano 20.000 in meno


M eglio il Fondo pensione o i Piani pensionistici individuali? La domanda è tornata d’attualità ora che la riforma previdenziale sembra prevedere una parità di trattamento tra tutti gli strumenti previdenziali. Se la norma verrà approvata in via definitiva i dipendenti potranno, liberamente, destinare il loro Tfr e anche il contributo aziendale a un Fondo chiuso, cioè di categoria, a un Fondo aperto o a un forma pensionistica individuale (i Fip). Ma quale prodotto scegliere? Se si guarda solo al lato dei costi, la soluzione individuale non sembra essere particolarmente conveniente. A fronte di un versamento complessivo di 100.000 euro il montante accumulato, che alla fine sarà convertito nella pensione integrativa, potrà oscillare dai 126.775 euro garantiti, in media, dai Fip contro i 146.400 che si possono ottenere, sempre in media, aderendo a un Fondo pensione aperto. Anche all’interno della stesse compagnia i piani escono sempre battuti dai Fondi.
Sono questi i risultati di una simulazione condotta da Consultique, una società indipendente di consulenza finanziaria. L’analisi ha riguardato i prodotti offerti da quattro fra le maggiori compagnie d'assicurazione che operano nel settore. Per ognuna sono stati esaminati tutti i costi della polizza pensionistica, o Fip, e del fondo aperto. Sono stati ipotizzati un versamento annuo di 5.000 euro l'anno per vent'anni in una linea obbligazionaria che renda in media il 4,5% annuo, una performance sostanzialmente in linea con quella delle gestioni assicurative tradizionali. Tutti i prodotti analizzati sono di tipo unit linked, agganciati a fondi comuni d'investimento e sicav. L'unica eccezione è il Fip di Alleanza: si basa su una gestione assicurativa tradizionale che garantisce il consolidamento dei risultati e un rendimento minimo annuo del 2,5%.
Non sono state prese in considerazione le variabili fiscali, che sono comuni a tutti prodotti e quindi non incidono sul risultato finale: la deducibilità sui premi versati, il 12% sul reddito complessivo con un massimo di 5.164,57 euro l'anno, e l'aliquota dell'11% sul rendimento maturato ogni anno.
In tutti i casi considerati, i fondi aperti permettono di ottenere un montante maggiore e sono quindi più convenienti. Ma come si spiega la differenza dei risultati? «Nei fondi aperti - spiega Giuseppe Romano, direttore dell'ufficio studi di Consultique - le spese più rilevanti sono rappresentate dalle commissioni di gestione annua, che per le linee obbligazionarie oscillano dallo 0,7 all'1,5%. E il costo sale in misura notevole se si sottoscrivono quelle bilanciate e soprattutto azionarie. Nelle polizze pensionistiche, invece, incidono soprattutto i caricamenti su ogni versamento, che arrivano al 5%. In alcuni prodotti, peraltro, vengono rimborsati se si completa il programma previdenziale. Inoltre nei Fip si pagano pure le commissioni di gestione dei fondi comuni d'investimento sottostanti, e quindi si verifica una duplicazione degli oneri».
La restituzione delle commissioni potrebbe consentire a molti Fip di ridurre il distacco rispetto ai Fondi pensione offerti dalla stessa casa.
Rispetto ai Fondi aperti, però, i Fip presentano criteri di calcolo della rendita complessivamente più favorevoli e, in alcuni casi, una gestione finanziaria più flessibile: a volte, infatti, è possibile suddividere il versamento fra varie linee d'investimento a diverso profilo di rischio. «Ma questo è vero solo sulla carta - ribatte Romano - perché in molti casi le gestioni si limitano a ridurre in maniera automatica l'esposizione azionaria con il crescere dell'età, senza un effettivo valore aggiunto: le differenti caratteristiche, insomma, non giustificano i costi nettamente più elevati che caratterizzano i Fip. Per ridurre il divario nella copertura pensionistica per ora conviene aderire ai fondi pensione».
Ma Romano vede anche un altro rischio all’orizzonte: «Se si arriverà alla parità fra tutti gli strumenti previdenziali c’è il pericolo che tutti i costi si allineino verso l'alto».


Roberto E. Bagnoli
Corriere della sera
 
Scritto da redon
PREVIDENZA Come orientarsi con la libertà di scelta tra i vari strumenti


Pensione di scorta, dove è più ricca

I piani individuali perdono la gara con i Fondi: tutta colpa dei costi. Versando 100.000 se ne incassano 20.000 in meno


M eglio il Fondo pensione o i Piani pensionistici individuali? La domanda è tornata d’attualità ora che la riforma previdenziale sembra prevedere una parità di trattamento tra tutti gli strumenti previdenziali. Se la norma verrà approvata in via definitiva i dipendenti potranno, liberamente, destinare il loro Tfr e anche il contributo aziendale a un Fondo chiuso, cioè di categoria, a un Fondo aperto o a un forma pensionistica individuale (i Fip). Ma quale prodotto scegliere? Se si guarda solo al lato dei costi, la soluzione individuale non sembra essere particolarmente conveniente. A fronte di un versamento complessivo di 100.000 euro il montante accumulato, che alla fine sarà convertito nella pensione integrativa, potrà oscillare dai 126.775 euro garantiti, in media, dai Fip contro i 146.400 che si possono ottenere, sempre in media, aderendo a un Fondo pensione aperto. Anche all’interno della stesse compagnia i piani escono sempre battuti dai Fondi.
Sono questi i risultati di una simulazione condotta da Consultique, una società indipendente di consulenza finanziaria. L’analisi ha riguardato i prodotti offerti da quattro fra le maggiori compagnie d'assicurazione che operano nel settore. Per ognuna sono stati esaminati tutti i costi della polizza pensionistica, o Fip, e del fondo aperto. Sono stati ipotizzati un versamento annuo di 5.000 euro l'anno per vent'anni in una linea obbligazionaria che renda in media il 4,5% annuo, una performance sostanzialmente in linea con quella delle gestioni assicurative tradizionali. Tutti i prodotti analizzati sono di tipo unit linked, agganciati a fondi comuni d'investimento e sicav. L'unica eccezione è il Fip di Alleanza: si basa su una gestione assicurativa tradizionale che garantisce il consolidamento dei risultati e un rendimento minimo annuo del 2,5%.
Non sono state prese in considerazione le variabili fiscali, che sono comuni a tutti prodotti e quindi non incidono sul risultato finale: la deducibilità sui premi versati, il 12% sul reddito complessivo con un massimo di 5.164,57 euro l'anno, e l'aliquota dell'11% sul rendimento maturato ogni anno.
In tutti i casi considerati, i fondi aperti permettono di ottenere un montante maggiore e sono quindi più convenienti. Ma come si spiega la differenza dei risultati? «Nei fondi aperti - spiega Giuseppe Romano, direttore dell'ufficio studi di Consultique - le spese più rilevanti sono rappresentate dalle commissioni di gestione annua, che per le linee obbligazionarie oscillano dallo 0,7 all'1,5%. E il costo sale in misura notevole se si sottoscrivono quelle bilanciate e soprattutto azionarie. Nelle polizze pensionistiche, invece, incidono soprattutto i caricamenti su ogni versamento, che arrivano al 5%. In alcuni prodotti, peraltro, vengono rimborsati se si completa il programma previdenziale. Inoltre nei Fip si pagano pure le commissioni di gestione dei fondi comuni d'investimento sottostanti, e quindi si verifica una duplicazione degli oneri».
La restituzione delle commissioni potrebbe consentire a molti Fip di ridurre il distacco rispetto ai Fondi pensione offerti dalla stessa casa.
Rispetto ai Fondi aperti, però, i Fip presentano criteri di calcolo della rendita complessivamente più favorevoli e, in alcuni casi, una gestione finanziaria più flessibile: a volte, infatti, è possibile suddividere il versamento fra varie linee d'investimento a diverso profilo di rischio. «Ma questo è vero solo sulla carta - ribatte Romano - perché in molti casi le gestioni si limitano a ridurre in maniera automatica l'esposizione azionaria con il crescere dell'età, senza un effettivo valore aggiunto: le differenti caratteristiche, insomma, non giustificano i costi nettamente più elevati che caratterizzano i Fip. Per ridurre il divario nella copertura pensionistica per ora conviene aderire ai fondi pensione».
Ma Romano vede anche un altro rischio all’orizzonte: «Se si arriverà alla parità fra tutti gli strumenti previdenziali c’è il pericolo che tutti i costi si allineino verso l'alto».


Roberto E. Bagnoli
Corriere della sera


mi puoi spiegare la differenza tra un fondo aperto e un fip?
 
La differenza tra fondi pensione aperti e PIP/FIP la trovi qui.

In sostanza i primi sono fondi, i secondi sono polizze assicurative.
 
La differenza tra fondi pensione aperti e PIP/FIP la trovi qui.

In sostanza i primi sono fondi, i secondi sono polizze assicurative.

Citazione dall'articolo linkato sopra:
I vantaggi dei fondi aperti rispetto ai PIP
A nostro avviso i fondi pensione aperti sono da preferirsi ai Piani Pensionistici Individuali per i seguenti motivi:

Minori costi di gestione e versamento :yes:
Nessun obbligo di versamento: è possibile versare solo ciò che si vuole quando si vuole, mentre con un PIP si contrae l’obbligo di versare le rate secondo il piano scelto. :no:
Maggiore flessibilità: è possibile, con diversi intermediari, scegliere il tipo di gestione a cui afferire e modificare questa scelta nel tempo. In linea generale è bene selezionare una linea di gestione a base azionaria nella prima fase per poi passare gradualmente all’obbligazionario all’avvicinarsi della pensione. :no:


Un concentrato di cavolate!!
Chi ha scritto l'articolo ne sa meno della media dei frequentatori di questo forum
 
i costi di gestione dei piani individuali sono abbastanza elevati,almeno c'è ancora la deducibilità fiscale...speriamo che ai pip non tocchi in futuro quella penalizzazione fiscale che stanno ora subendo le polizze vita.
 
i costi di gestione dei piani individuali sono abbastanza elevati,almeno c'è ancora la deducibilità fiscale...speriamo che ai pip non tocchi in futuro quella penalizzazione fiscale che stanno ora subendo le polizze vita.

pip, fpa e fpn sono tutti nella stessa barca perchè sono regolamentati dal dlgs 252/05.
Ogni modificazione futura riguarderà tutti e tre.
 
io ho sentito dire che ultimamente il governo ha disposto il dimezzamento del limite annuale fiscalmente detraibile :o

verità o leggenda ??
 
io ho sentito dire che ultimamente il governo ha disposto il dimezzamento del limite annuale fiscalmente detraibile :o

verità o leggenda ??

Io credevo che ciò riguardasse solo le polizze vita e non i pip, che sono in effetti delle polizze ma finalizzate al percepimento di una pensione integrativa-rendita vitalizia.Ho capito bene?
 
adesso che ne sto aprendo uno ??? .....

allora il limite di 5164 euro non c'è piu' ???
 
I versamenti ai pip fip fpa ecc... si deducono ;)
 
Citazione dall'articolo linkato sopra:
I vantaggi dei fondi aperti rispetto ai PIP
A nostro avviso i fondi pensione aperti sono da preferirsi ai Piani Pensionistici Individuali per i seguenti motivi:

Minori costi di gestione e versamento :yes:
Nessun obbligo di versamento: è possibile versare solo ciò che si vuole quando si vuole, mentre con un PIP si contrae l’obbligo di versare le rate secondo il piano scelto. :no:
Maggiore flessibilità: è possibile, con diversi intermediari, scegliere il tipo di gestione a cui afferire e modificare questa scelta nel tempo. In linea generale è bene selezionare una linea di gestione a base azionaria nella prima fase per poi passare gradualmente all’obbligazionario all’avvicinarsi della pensione. :no:


Un concentrato di cavolate!!
Chi ha scritto l'articolo ne sa meno della media dei frequentatori di questo forum


Temo di essere d'accordo con te :p:D

Credo abbia fatto un po' di confusione...nonostante i costi,i pip mi pare abbiano più garanzie e siano meglio gestibili come versamenti :yes:

Ciao :)
 
forse è meglio fare un po' di chiarezza...

i fondi pensione (pip, fpa e fpn) hanno sempre la stessa deducibilità ed al momento non hanno subito variazioni peggiorative

è stata invece ridotta la detraibilità delle polizze vita (tcm, dread, ltc) e infortuni

leggete art.12:
Gazzetta Ufficiale
 
forse è meglio fare un po' di chiarezza...

i fondi pensione (pip, fpa e fpn) hanno sempre la stessa deducibilità ed al momento non hanno subito variazioni peggiorative

è stata invece ridotta la detraibilità delle polizze vita (tcm, dread, ltc) e infortuni

leggete art.12:
Gazzetta Ufficiale
grazie per il chiarimento OK!OK!
 
Indietro