fondi per investire sull'oro

rodino

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anche oggi la borsa indiana va male... sto seriamente pensando di switcciare il mio fondo indiano quotato in USD (da quando ho deciso di prenderlo non va +..) per prenderne uno sull'oro in EUR.. .ho letto da qualche parte che l'oro potrebbe arrivare a 1000$ in un futuro non così remoto.
vi pare una mossa insensata? qualcuno possiede qualche fondo sull'oro? ho trovato questo che non mi sembra male:

Merrill Lynch IIF World Gold Fund

vedo che si è comportato benissimo nel 2002 ma male nel 2004.. .cosa è successo nel 2004 per giustificare un andamento simile? non ricordo...
 

Haganah

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Hai letto una probabile marea di *******. Investire ora sull'oro che è in rally perpetuo è un azzardo e mi ricorda troppo la bolla del 2001. L'andamento dell'oro nell'ultimo ventennio (c'è un thread al proposito con immagini) è di una volatilità da vertigine quindi lo sconsiglierei alla grande. Se proprio non ce la fai a starne fuori, non ci investire più del 5% del portafolgio
 

Oofus

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Io ti consiglirei di investire direttamente sull'oro, se non puoi (o non vuoi) comprarti lingottini d'oro per iniziare puoi puntare sui certificati d'investimento che rispecchiano fedelmente l'andamento dell'oro. Non sò su Merrill Lynch IIF World Gold Fund ma la maggior parte dei fondi che investe in oro lo fà con azioni di società minerarie, al momento abbastanza sovraquotate.

I certificati sono negoziabili in borsa.
 

rodino

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Haganah ha scritto:
Hai letto una probabile marea di *******

...

(ANSA) - ROMA, 11 mag - A dare slancio al re dei metalli, le preoccupazioni sui rischi inflazione espresse ieri dalla Federal Reserve che inducono gli investitori a incrementare gli acquisti del bene rifugio per eccellenza. I futures sull'oro per consegna a giugno si sono involati al Comex di New York sino a 728 dollari per poi ripiegare a 725,30 dollari (+2,73%). Le quotazioni sono balzate in alto anche a Londra dove hanno toccato quota 726,70, ovvero i massimi da gennaio 1980, per poi frenare a 723,50 dollari (+2,2%).
La Federal Reserve ha detto ieri che il caro-petrolio e il rally delle materie prime "hanno il potenziale di incrementare le pressioni inflazionistiche" e proprio su questi timori ha lasciato aperta la porta a ulteriori rialzi.
Sul rally dell'oro continuano inoltre a influire le incertezze geopolitiche - con la questione de nucleare iracheno in primo piano - nonché l'intenzione della Banca centrale cinese e delle altre asiatiche in genere di incrementare le riserve estere in oro disinvestendo dal dollaro che continua perdere quota.
Secondo diversi esperti, il re dei metalli è prossimo a battere il record di ogni tempo di 850 dollari l'oncia segnato a gennaio 1980 e potrebbe poi proseguire di slancio sino a quota 1.000 dollari. Altri addetti ai lavori propendono invece per un nuovo record assoluto nel breve, seguito però da una correzione.
 

rodino

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Oofus ha scritto:
Io ti consiglirei di investire direttamente sull'oro

uhmm non penso, troppo complicato... dicevo solo per disfarmi di un fondo che non sta andando bene (causa più che altro del cambio in $) quello indiano, per cavalcare (fino a quanto dura, lo so) questo trend rialzista dell'oro, tutto qui.. cmq vedrò... grazie
 

Haganah

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rodino ha scritto:
...

(ANSA) - ROMA, 11 mag - A dare slancio al re dei metalli, le preoccupazioni sui rischi inflazione espresse ieri dalla Federal Reserve che inducono gli investitori a incrementare gli acquisti del bene rifugio per eccellenza. I futures sull'oro per consegna a giugno si sono involati al Comex di New York sino a 728 dollari per poi ripiegare a 725,30 dollari (+2,73%). Le quotazioni sono balzate in alto anche a Londra dove hanno toccato quota 726,70, ovvero i massimi da gennaio 1980, per poi frenare a 723,50 dollari (+2,2%).
La Federal Reserve ha detto ieri che il caro-petrolio e il rally delle materie prime "hanno il potenziale di incrementare le pressioni inflazionistiche" e proprio su questi timori ha lasciato aperta la porta a ulteriori rialzi.
Sul rally dell'oro continuano inoltre a influire le incertezze geopolitiche - con la questione de nucleare iracheno in primo piano - nonché l'intenzione della Banca centrale cinese e delle altre asiatiche in genere di incrementare le riserve estere in oro disinvestendo dal dollaro che continua perdere quota.
Secondo diversi esperti, il re dei metalli è prossimo a battere il record di ogni tempo di 850 dollari l'oncia segnato a gennaio 1980 e potrebbe poi proseguire di slancio sino a quota 1.000 dollari. Altri addetti ai lavori propendono invece per un nuovo record assoluto nel breve, seguito però da una correzione.


chiariamoci, non mettevo in dubbio che l'avevi letto, mettevo in dubbio la competenza dell'articolista. Tra l'altro l'articolo in questione era stato citato altre volte in differenti thread...
 

rodino

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Haganah ha scritto:
chiariamoci, non mettevo in dubbio che l'avevi letto, mettevo in dubbio la competenza dell'articolista. Tra l'altro l'articolo in questione era stato citato altre volte in differenti thread...

io di recente non ho visto nussun thread che parli di oro a 1000$ ... cmq se li c'è scritto "diversi esperti", magari qualcuno lo sarà per davvero, no? poi che possa invertirsi rapidamente il trend al rialzo dell'oro lo posso capire..
 

Haganah

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rodino ha scritto:
io di recente non ho visto nussun thread che parli di oro a 1000$ ... cmq se li c'è scritto "diversi esperti", magari qualcuno lo sarà per davvero, no? poi che possa invertirsi rapidamente il trend al rialzo dell'oro lo posso capire..


sai quanti "diversi esperti" previdero lo scoppio della bolla immobiliare? E sai quanti "diversi esperti" invece spingevano all'acquisto dei titoli tecnologici pur con p/e da capogiro? Ripeto, l'oro (lo dimostrano i grafici storici) ha una volatilità altissima, poi ognuno coi soldi suoi ci fa quel che gli pare....io da qaundo non sto ad ascoltare gli "esperti" su vari argomenti, mi sono sempre trovato piu che bene ;)
 

rodino

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Haganah ha scritto:
l'oro (lo dimostrano i grafici storici) ha una volatilità altissima, poi ognuno coi soldi suoi ci fa quel che gli pare....

ok ma io chiedevo info su un fondo che investe in oro come il

Merrill Lynch IIF World Gold Fund

che guarda caso è andato bene nell'anno buio 2002 e siccome qualcuno grida di vendere tutto e andare al mare (ma non è un po' presto?...) ossia: è iniziato lo storno forte delle azioni? mi chiedevo se non era irragionevole metterci su dei soldini...
 

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rodino ha scritto:
ok ma io chiedevo info su un fondo che investe in oro come il

Merrill Lynch IIF World Gold Fund

che guarda caso è andato bene nell'anno buio 2002 e siccome qualcuno grida di vendere tutto e andare al mare (ma non è un po' presto?...) ossia: è iniziato lo storno forte delle azioni? mi chiedevo se non era irragionevole metterci su dei soldini...

Il quesito che tu poni mi sembra più che legittimo.

Sicuramente siamo in una fase di storno che è probabile che duri ancora un pò vista la convergenza di fattori sfavorevoli per il momento sia ai mercati azionari che a quelli obbligazionari.

Ora però ci possono essere più modi per attuare una copertura:
1) il primo è quello di mettersi short acquistando put o certificati a copertura parziale o totale dellle posizioni long
2) il secondo è quello di inserire in portafoglio asset non correlati all'andamento dei mercati o addirittura correlati in senso inverso.

Non commenterò il primo perchè mi sembra il più ovvio.
Una sola precisazione: eviterei di anticipare la copertura con posizioni short prima che il sottostante abbia perforato al ribasso la media a 200 giorni. A buon intenditor poche parole.

Il secondo modo mi sembra più interessante per chi ha una vocazione gestionale di tipo long only.

In questa fase del ciclo quali possono essere i settori in chiaro trend ascendente?

Commodities
Water
Giappone (questo però mi sembra tutto da verificare)
........chi più ne ha più ne metta

Mi soffermo sul settore delle commodities.
In questi giorni sta correggendo. Ma anche ammesso che riparta subito starei attento ad investirvi attraverso azioni del settore perchè come sta accadendo proprio in questi giorni i mercati scendendo si portano appresso con effetto leva anche i titoli delle commodities. Azioni aurifere comprese.

In questa fase mi sembra più opportuno investire non su titoli delle commodities ma direttamente sul "fisico" e cioè tramite certificati od opzioni.
Oppure tramite fondi che investono in certificati ed opzioni (long e short) come il DWS Commodity Plus che come si può vedere dall'andamento di questi ultimi giorni risente poco o nulla del concomitante andamento dell'azionario.

Tra giovedì e venerdì, a fronte di una perdita media del 3% degli altri fondi che investono in titoli azionari legati alle commodities, il fondo in questione ha registrato un progresso del 3%. Tale stile di gestione va pertanto monitorato perchè potrebbe appunto costituire una soluzione per i tuoi obiettivi.
 
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Haganah ha scritto:
Investire ora sull'oro che è in rally perpetuo è un azzardo e mi ricorda troppo la bolla del 2001.

L'oro è ancora sotto i prezzi del 1980... la chiami bolla questa ? E poi l'oro è denaro... non la tua cartaccia.
 

WorldLove

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It's Crack Up Boom Folks! 11/05/2006

Alla nomina di Copter Ben, Bernake l'elicottero, una cosa era divenuta immediatamente chiara: il destino delle economie sarebbe stato il crack up boom. Sono passati 6 mesi circa dal quella nomina, e meno di 4 dal passaggio effettivo di consegne, e il mercato dei metalli ha confermato la nostra ennesima intuizione come fattuale, concreta, reale: siamo sul sentiero di un clamoroso Crack Up Boom, chi non ha ancora capito cosa sia, faccia una ricerca su sgugol, si legga Mises, sfogli il forum di questo sito, si informi e anche in fretta, perchè le leggi economiche non perdonano gli ignoranti. Masse di ignoranti, a partire purtroppo dai professorucoli di stato che sulle cattedre di macroeconomia, microeconomia, economia politica, raccontano tutti i giorni una infinità di *******te (ci si scusi il termine, ma a questo punto non si trovano più eufemismi accettabili ). It's Crack Up Boom Folks! e potrebbe essere peggio di qualunque grande depressione. Anzi che colpire quasi a casaccio, senza distinzione di ceto e classe, il Crack Up Boom farà vittime gradualmente e in maniera accelerata a partire dal basso verso l'alto.
Francesco C.

http://www.usemlab.com/html/blog_detail.php?id=73
 

Haganah

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WorldLove ha scritto:
L'oro è ancora sotto i prezzi del 1980... la chiami bolla questa ? E poi l'oro è denaro... non la tua cartaccia.


ah guarda coi soldi tuoi fai quel che ti pare :)
Basta vedersi un qualunque grafico per vedere come balza all'occhio la volatilità, ma se non si vuol PER FORZA guardare.....si accomodi pure ;)

PS per curiosità quale sarebbe "la mia cartaccia"?Mah....
 

Mark Lenders

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Performer ha scritto:
Il quesito che tu poni mi sembra più che legittimo.

Sicuramente siamo in una fase di storno che è probabile che duri ancora un pò vista la convergenza di fattori sfavorevoli per il momento sia ai mercati azionari che a quelli obbligazionari.

Ora però ci possono essere più modi per attuare una copertura:
1) il primo è quello di mettersi short acquistando put o certificati a copertura parziale o totale dellle posizioni long
2) il secondo è quello di inserire in portafoglio asset non correlati all'andamento dei mercati o addirittura correlati in senso inverso.

Non commenterò il primo perchè mi sembra il più ovvio.
Una sola precisazione: eviterei di anticipare la copertura con posizioni short prima che il sottostante abbia perforato al ribasso la media a 200 giorni. A buon intenditor poche parole.

Il secondo modo mi sembra più interessante per chi ha una vocazione gestionale di tipo long only.

In questa fase del ciclo quali possono essere i settori in chiaro trend ascendente?

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Mi soffermo sul settore delle commodities.
In questi giorni sta correggendo. Ma anche ammesso che riparta subito starei attento ad investirvi attraverso azioni del settore perchè come sta accadendo proprio in questi giorni i mercati scendendo si portano appresso con effetto leva anche i titoli delle commodities. Azioni aurifere comprese.

In questa fase mi sembra più opportuno investire non su titoli delle commodities ma direttamente sul "fisico" e cioè tramite certificati od opzioni.
Oppure tramite fondi che investono in certificati ed opzioni (long e short) come il DWS Commodity Plus che come si può vedere dall'andamento di questi ultimi giorni risente poco o nulla del concomitante andamento dell'azionario.

Tra giovedì e venerdì, a fronte di una perdita media del 3% degli altri fondi che investono in titoli azionari legati alle commodities, il fondo in questione ha registrato un progresso del 3%. Tale stile di gestione va pertanto monitorato perchè potrebbe appunto costituire una soluzione per i tuoi obiettivi.
Post molto interessante performer. Se conosci altri fondi di questo tipo non esitare a condividerli se ti va: io sono molto interessato :)

Grazie!
 

Performer

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Forse prima di condividere l'identificazione di assets vantaggiosi, vale la pena condividere alcuni ragionamenti di fondo:

1) di solito quando un ciclo economico si avvia verso la fase di maturità/declino accade prima di tutto di assistere ad un chiaro minimo dei bonds seguito dopo un pò da un altrettanto chiaro massimo delle commodities (non è detto comunque che ci si trovi già in questa fase ma è possibile).

2) il massimo sull'azionario di solito si raggiunge invece non prima di sei mesi e non oltre diciotto mesi dal minimo sui bonds.

3) Pertanto è molto importante osservare l'andamento dei bonds prima di prendere un questa fase ogni decisione strategica.

4) E' comunque vero che al momento la crescita globale viaggia oltre il 4% e quindi è un pò improbabile pensare ad un rallentamento se non esclusivamente (in prospettiva) per l'economia americana che però sappiamo essere determinanete e condizionante sul resto dell'economia.

5) Inoltre la debolezza (solo prospettica e tutta da dimostrare visto l'ultimo dato sul GDP al 5%) dell'economia americana si riflette sul dollaro il cui declino trascina verso l'alto le quotazioni delle commodities.

6) Ora non volendo pensare ad un rallentamento globale mi sembar evidente che il contesto sia favorevole alle commodities di cui in particolare le economie emergenti asiatiche sono letteralmente affamate. Viceversa se l'economia rallenta saranno proprio le commodities le prime ad essere colpite. In particolare oil & metals mentre quelle agricolo/alimentari potrebbero beneficiarne.

E veniamo infine all'oro:

a) l'oro cresce come una qualsiasi altra commodity ma si avvantaggia del fatto che è un metallo arcaicamente visto come bene rifugio. In epoche in cui la gente non aveva la possibilità di investire nelle altre commodities l'investimento in oro era l'unica soluzione per proteggersi dall'inflazione oppure dalla deflazione.

b) chi ha visto crescere le azioni aurifere nel 2001 l'ha visto perchè allora eravamo in una situazione deflattiva. Oggi invece si affacciano timori opposti sull'insorgere dell'inflazione.

c) ricapitolando oggi investire in oro e commodities è assolutamente equivalente.

Vale quindi la pena investire oggi solo in oro piuttosto che in un paniere di commodities (tipo CRB index ad esempio)?

Secondo me no.
Perchè significa legarsi all'andamento sempre un pò schizofrenico di un metallo per quanto prezioso ed affascinante.

Meglio sarebbe un fondo misto a base di oil, preziosi e commodities agroalimentari.

A questo punto la scelta è ampia ma aggiungerei un ulteriore elemento. Che sia coperto da rischio di cambio.

Ed allora la scelta per il momento si restringe a due fondi:

1) Carmignac Commodities che investe sull'azionario oil, preziosi e agroalimentare
2) DWS Commodity Plus che investe sul "fisico" tramite opzioni e certificati (long e short)

Chiedo scusa per la lunghezza del post ma era l'unico modo che avevo per precisare vincoli ed opportunità di scelte che altrimenti rischiano di essere viste come una pubblicità gratuita.
 
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Mark Lenders

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Sono completamente d'accordo con quello che hai scritto e io stesso avevo individuato i due fondi da te citati ieri sera. Quello Carmignac è però un fondo azionario, mentre l'altro è veramente un pezzo unico, che credo proprio non mancherà nel mio nuovo portafoglio.

Ai due fondi postati da performer, mi permetto di segnalare a titolo informativo anche i nove ETF sulle commodities quotati a NY, Parigi e Francoforte acquistabili con Fineco...

Vorrei fare anche una notazione a margine: i fondi Carmignac mi paiono veramente eccellenti per diverse ragioni. Ad esempio il Patrimoine è riuscito a guadagnare anche tra il 2001 e il 2002, e ad aumentare le performance quando il mercato era più generoso. Bisognerebbe davvero che Fineco ci desse la possibilità di avere in portafoglio questi fondi. Ne parlavo con Giuppy via mail: su questo IWbank si fa preferire, perchè i Carmignac ce li offre tutti...

Grazie ancora performer :)
 
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Mark Lenders

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Ad ulteriore spunto di discussione, posto anche questo interessante articolo, di cui non riesco a inserire i grafici, che potete però trovare su Fineco nella pagina degli ETF, tra le news:

La volata Commodity...
Dopo anni di continuo rialzo delle quotazioni, i prezzi delle materie prime non sembrano incontrare ostacoli e raggiungono nuovi massimi storici: più rischi o più opportunità?
Ultimo sprint o ulteriore allungo?


Esiste una giustificazione molto semplice alla recente proliferazione di prodotti finanziari che consentono di investire direttamente in materie prime: negli ultimi 5 anni esistono pochi asset finanziari e pochi mercati che hanno saputo rendere una performance pari a quella delle commodities, dal petrolio, all’oro, fino ai materiali industriali.
Sfortunatamente però gli investimenti “corrono” in avanti e non indietro nel tempo e anni di continui rialzi, sebbene siano un’ottima credenziale, possono anche ragionevolmente far pensare che sia il momento ideale per vendere e non per acquistare.

Il successivo grafico 1, mette in evidenza l’andamento negli ultimi 35 anni dell’indice Reuters/Jefferies CRB Global, che da sempre rappresenta un benchmark consolidato del mercato delle commodities e che è anche l’indice sottostante l’etf Commodities CRB-LX (CRB.PAR) quotato a Parigi e prossimamente a Milano.
Si tratta di un indice rappresentativo dell’intero mercato delle commodities in quanto, sebbene il petrolio detenga il peso più rilevante pari a circa il 25% dell’intero paniere, posizioni significative sono detenute anche dai metalli preziosi (oro e argento), dai materiali industriali (alluminino e rame) e da quelli agricoli (mais, soja e cacao).


Grafico 1 – Andamento dell’indice Reuters/Jefferies CRB Global (da novembre ‘70 ad aprile ’06).


Lo scorso mese di aprile è stato molto significativo per l’indice in quanto ha rappresentato la rottura della resistenza statica posta in area 340 e che rappresentava il massimo storico raggiunto al termine degli shock petroliferi degli anni ’70.
Si tratta dunque di un segnale tecnico dall’assoluta rilevanza, mitigato in parte solo dal quadro tecnico di breve periodo che, come evidenzia il successivo grafico 2, mostra si un moderato trend rialzista ma anche la formazione di un doppio massimo in area 360 con la concreta possibilità, nell’immediato, di una correzione ribassista fino in zona 320.



Grafico 2 – Andamento dell’indice Reuters/Jefferies CRB Global (dal 1 giugno ‘05 al 4 maggio ’06).


Molti analisti e asset manager iniziano a chiedersi se la congiuntura economica internazionale (il mercato delle commodities è infatti per definizione globale) giustifichi l’attuale livello raggiunto dalle quotazioni delle materie prime.
Secondo alcune opinioni le commodities sarebbero entrate in un trend rialzista di lungo periodo determinato dalla loro stessa natura di risorse limitate e quindi dalla loro crescente scarsità all’interno del sistema globale. Ad esempio, sembrerebbe che questo anno, per la prima volta nella storia, verranno scoperti nuovi giacimenti di petrolio per un quantitativo inferiore a quanto ne verrà effettivamente prodotto e consumato.
All’opposto di queste posizioni, vi sono invece coloro che ritengono che la crescente terziarizzazione dell’economia mondiale e lo sviluppo di nuove e più efficienti tecnologie di produzione, abbia comportato una sempre minore dipendenza dell’economia dagli input produttivi.
Pur essendo entrambe delle argomentazioni ragionevoli, la storia passata sembra non lasciare spazio a molti dubbi. Il successivo grafico 3 confronta infatti l’andamento tra l’indice blue chips Usa S&P500 e l’indice Reuters/Jefferies CRB Global negli ultimi 50 anni.


Grafico 3 – Confronto tra l’indice Reuters/Jefferies CRB Global e l’indice blue chips Usa S&P500 (da settembre ’56 ad aprile ’06).


Nelle ultime 5 decadi lo S&P500 ha offerto una performance total return, quindi comprensiva dei dividendi distribuiti nel periodo, del 2789.99% contro il 223.16% dell’indice commodity globale (dati in dollari Usa). In termini di rendimento annuale, le materie prime si sarebbero quindi apprezzate solo del 2.39%, contro il 7.02% del mercato azionario Usa, dimostrando quindi un evidente deprezzamento in termini reali.
L’economia capitalista ha dunque già dimostrato di sapere convivere bene con il vincolo costituito dalle risorse produttive limitate in natura e, sebbene probabilmente non siamo tuttora giunti al picco rialzista del mercato, non si può fare a meno di notare come il mercato ci abbia spesso abituati a drammatiche correzioni ribassiste dei prezzi delle commodities: ad esempio, dal picco raggiunto al termine del 1980 al minimo toccato nel 1986, l’indice Reuters/Jefferies CRB Global aveva perso oltre il 40% del suo valore…
 

Rosencranz

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Vorrei invitarvi ad una riflessione sul fondo DWS commodity ,di cui il buon Performer ha fatto giustamente menzione. OK!
Il prodotto mi sembra notevole per la sua unicità:é il solo prodotto del risparmio gestito ad investire in derivati su indici e singole commodity.
Per tale motivo potrebbe essere una alternativa valida all'investimento in ETF su indici di materie prime.
Questo mio ragionamento segue il presupposto che l'investimento sull'asset commodity deve essere effettuato sul bene fisico tosto che sulle azione delle aziende legate allo sfruttamento,lavorazione e commercializzazione dello stesso.
Questo per ovvi motivi che penso tutti conosciate.
Naturalmente il mercato ci mette oggi a disposizione un gran numero di strumenti per attuare tattiche long o short su indici e singole materie prime,tuttavia una lacuna nel quadro dell'offerta mi rende insopportabile l'utilizzo degli stessi:la mancanza della copertura del cambio.
Ad eccezione dei due quanto certificates di ABN gli altri strumenti sono preda del rapace rischio cambio.
Ciò mi ha indotto a prendere in considerazione il fondo di DWS:utilizzano una copertura tattica del cambio e possono operare sia long che short su indici e singole commodity.
Ma è tutto oro quello che luccica?
Ho letto la loro relazione semestrale.La più recente risale a giugno 2005 e mi sembra che poco o nulla sia investito in derivati,ma ciò che mi preoccupa maggiormente è l'andamento del nav del fondo;questo sembra avere un'alta correlazione con l'indice MSCI World Materials rendendo pleonastica la sua unicità e peculiarità.
Vorrei a tal riguardo un vostro parere. :yes:
 

Performer

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A pagina 5 del factsheet si trovano le specifiche dichiarate dal gestore per il fondo in questione:
http://info.dws.ch/dws/int/news.nsf/weboverview1/SDDE-6AYCKK/$file/CommodyPlusEN.pdf?OpenElement
 

Performer

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A pagina 5 del factsheet si trovano le specifiche dichiarate dal gestore per il fondo in questione:

http://info.dws.ch/dws/int/news.nsf/weboverview1/SDDE-6AYCKK/$file/CommodyPlusEN.pdf?OpenElement