fondo cento più

fred perry

Uschione
Registrato
12/7/05
Messaggi
7.714
Punti reazioni
442
fondo comune di investimento postale che dopo 5 anni ti garantisce il 102%del valore iniziale.dove sta la fregatura?... :no:
 
nel 2% di rendimento dopo cinque anni...
 
E nel 2% di commissione di ingresso.
 
dove sta la fregatura ? spero stai scherzando , in un anno l'inflazione fa 3 o 4 % , quindi significa che l'euro si svaluta almeno dell uno percento e dopo 5 anni si svaluta del 5% quindi alla fine è come se ne perdessi 3% piu le commissioni .........piuttosto spendili! o mettili sotto il letto KO!
 
mustri ha scritto:
dove sta la fregatura ? spero stai scherzando , in un anno l'inflazione fa 3 o 4 % , quindi significa che l'euro si svaluta almeno dell uno percento e dopo 5 anni si svaluta del 5% quindi alla fine è come se ne perdessi 3% piu le commissioni .........piuttosto spendili! o mettili sotto il letto KO!

Giocano sul fatto che il termine garantisce il 102% venga inteso come rende il 102% :yes:
 
jean_05 ha scritto:
Giocano sul fatto che il termine garantisce il 102% venga inteso come rende il 102% :yes:

Il linguaggio delle Poste, come al solito, è ambiguo e carente: tipico della della pubblicità e della comunicazione manipolativa!

Comunque, per essere costruttivi, ti riporto un articolo che, sebbene di 3 anni fa, è sempre utile per capire come realizzare un qualcosa di garantito (a parte il rischio emittente che non lo garantiscono neanche le Poste):

Articolo del Corsera del 14.04.03RICETTE - Come tutelarsi da soli
L’ombrello fatto in casa. L’alternativa dello zero coupon con una scommessa azionaria
di Marco Sabella

Non occorre essere grandi esperti di ingegneria finanziaria per realizzare con il fai-da-te l’equivalente (o quasi) di un prodotto a capitale «protetto». Il vantaggio? Più semplicità. E decisioni autonome sulla ripartizione tra costi e investimenti. «Un’operazione a capitale garantito fatta in casa consiste nell’acquistare un’obbligazione a sconto, che viene pagata ad esempio 80 e rimborsata alla scadenza al valore facciale di 100 e nel reinvestire la differenza su prodotti legati al mercato azionario, ad esempio opzioni sull’indice o fondi indice», spiega Mario Spreafico, direttore investimenti di Banknord. L’operazione è più semplice di quanto possa sembrare. Facciamo qualche esempio. L’obbligazione Mediobanca con scadenza 12 dicembre 2011 (cod. Isin IT0000958592) è un esempio di titolo a sconto, detto in termini tecnici zero coupon, cioè senza cedola. Non paga dunque interessi annuali, attualmente è quotata al prezzo di 65 e tra otto anni verrà rimborsata alla pari. «Su un titolo come questo il risparmiatore potrebbe decidere di investire soltanto una parte dello sconto, ad esempio 20, e trattenere il restante 15 come remunerazione garantita, che spalmata sugli otto anni di vita del titolo corrisponde all’incirca a un rendimento del 2,5% annuo», osserva Spreafico. Il 20 che si decide di investire (su diecimila euro questa quota corrisponde a duemila euro), potrebbe essere impiegato in fondi indice ed Etf o in opzioni (derivati) su indici azionari. In quest’ultimo caso, però, occorre un minimo di esperienza in più. Perché i meccanismi e i rischi dei derivati vanno compresi e valutati nel modo più approfondito possibile. «L’altra via è quella di impiegare lo sconto o una parte di esso in un fondo azionario tradizionale - prosegue Spreafico -. Infatti dopo otto anni è ben difficile che quei duemila euro si siano azzerati ed è anzi probabile che siano aumentati». Il costo di tutta l’operazione è dato dalla commissione bancaria di acquisto del titolo a sconto (0,30%) e dalle commissioni di gestione nell’ipotesi di un investimento della quota eccedente il nominale in un fondo azionario o in un ancor più economico Etf. Oppure dai costi dell’opzione se si sceglie la via più sofisticata. I vantaggi, rispetto all’acquisto di un prodotto «confezionato», stanno nel fatto che l’investitore può rivendere in qualsiasi momento e senza gravi perdite il titolo sottostante. La quotazione dello zero coupon, infatti, è data dalle condizioni generali del mercato e tende a 100 via via che si avvicina la data del rimborso. L’unica avvertenza è quella di scegliere bond relativamente liquidi, magari quotati in Borsa. Per chi cerca scadenze brevi c’è più di una possibilità. Come l’obbligazione Centrobanca, rimborsata a dicembre 2006 (codice Isin IT0000960747), attualmente quotata a 89.
 
Indietro