Fondo pensione Perseo per dipendenti pubblici

DoctorT

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ci sto pensando ;-)

a occhio sembra avere qualche svantaggio rispetto ai normali fondi pensione di categoria o aperti ma come dipendente degli enti locali le possibilità sono 3

1) fai Perseo
2) fai un PiP
3) fai tutte e 2 le cose insieme

a me interesserebbe aderire per ritirare il capitale al momento del pensionamento ma sembra che ci siano delle penalizzazioni dal punto di vista fiscale che però non sono riuscito a capire bene ... c'è qualcuno che me le sa spiegare ?

poi per chi era in servizio nel 2001 c'è da valutare anche il discorso del passaggio al regime del TFR

insomma la valutazione si dovrebbe fare caso per caso ma è sempre una opportunità in più
 

derekz

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CONTRIBUTO DELL’AMMINISTRAZIONE
Versando, oltre al Tfr, un contributo pari all’1% della retribuzione utile al calcolo del Tfr , si ha diritto al versamento da parte del proprio datore di lavoro di un ulteriore 1%.

ULTERIORI ACCANTONAMENTI PER GLI ASSUNTI PRIMA DEL 1 GENNAIO 2001
Per i lavoratori pubblici assunti prima del 1 gennaio 2001 che decidono di aderire a Perseo e di trasformare, contestualmente, l’Indennità Premio di Servizio in godimento in Tfr, è prevista un’ulteriore quota di accantonamento pari all’1,5% della base contributiva vigente ai fini IPS (80% della retribuzione utile).


DEDUCIBILITÀ
I dipendenti pubblici possono dedurre dal reddito imponibile IRPEF i contributi versati al Fondo (sia da parte del lavoratore che da parte dell’Amministrazione) con un limite pari al minore importo risultante tra:
- Il 12% del reddito annuo complessivo
- 5.164,57 €
- Il doppio del Tfr versato a Perseo per i redditi da lavoro dipendente
Il Tfr e l’ulteriore accantonamento dell’1,5% per i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001 sono esenti dall’IRPEF e non concorranno, perciò, a costituire l’importo, complessivamente deducibile.


%TFR VERSATA

Assunti dopo 31 dicembre 2000
100%

assunti prima del 1 Gennaio 2001
28,94% (opzionale)
 

DoctorT

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La pensione complementare è soggetta a tassazione ordinaria per la parte relativa alle quote di Tfr
conferite al fondo, ai contributi dedotti e al netto dei rendimenti finanziari realizzati già assoggettati a
tassazione e, laddove presenti, delle quote contributive non dedotte in quanto eccedenti i
summenzionati limiti di deducibilità.
Le rivalutazioni della pensione complementare nella fase di erogazione della prestazione sono tassate
con imposta sostitutiva nella misura del 20%, ad eccezione della parte di rivalutazione corrispondente
a riserve matematiche investite in titoli di Stato che è, invece, tassata al 12,50%.
La prestazione pensionistica erogata sotto forma di capitale è soggetta a tassazione separata con
aliquota calcolata dal Fondo Pensione prendendo come reddito di riferimento l'importo da liquidare
in capitale, al netto dei rendimenti e dei contributi già tassati, dividendo questo ammontare per il
numero di anni o frazione di anno di effettiva contribuzione e moltiplicando il risultato per dodici.
Se l'importo liquidato in capitale è superiore ad 1/3 del montante maturato dall'associato, l'imposta si
applica sull'importo da liquidare al netto degli eventuali contributi eccedenti i summenzionati limiti
fiscali percentuali o assoluti.
Qualora gli importi liquidati in capitale siano non superiori ad 1/3 del montante maturato
dall'associato, l'imposta si applica sull'importo maturato, al netto dei rendimenti finanziari già tassati
e dei contributi eccedenti i limiti stabiliti. Questa stessa modalità di calcolo della base imponibile si
applica, anche se la prestazione in capitale è superiore ad 1/3 della posizione maturata, in presenza
delle seguenti situazioni:
• l'associato ha optato per la liquidazione dell'intera posizione pensionistica in capitale (facoltà
riconosciuta al lavoratore associato nel caso in cui l'importo annuo della rendita vitalizia
risulti inferiore a quello dell'assegno sociale) a condizione che la prestazione periodica che si
otterrebbe convertendo in rendita i 2/3 del montante maturato sia inferiore al 50%
dell’assegno sociale;
• il riscatto avviene a seguito di pensionamento, o per cessazione del rapporto di lavoro per
mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti;
• il riscatto è esercitato dagli aventi diritto in caso di morte del lavoratore associato.


c'è qualcuno che riesce a capire quanto sarà la tassazione in caso di liquidazione dell'intero capitale ?
 

DoctorT

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grazie Dark Pool ... ho guardato il primo link interessante ma non è specifico per i fondi pensione pubblici

il secondo link è uguale al primo ...
 

marcolino66

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Consiglio di visitareil sito del Prof. Beppe Scienza.
Ricopio dal suo sito le conclusioni de «La destinazione del TFR: un modello di simulazione»: tesi con cui Livio Nervo ha conseguito all'Università di Torino la laurea specialistica in Finanza Aziendale e Mercati Finanziari il 31-3-2011 con 110 e lode
Nella presente ricerca si è potuto constatare come le decisioni in ambito previdenziale peseranno sempre di più sui singoli individui, soprattutto grazie alla riforma del 2005. L’analisi e le simulazioni effettuate tentano di offrire indicazioni riguardo alla destinazione del TFR, in particolare sulla convenienza tra conferirlo ad una forma pensionistica oppure mantenerlo presso il datore. Al termine dello studio è possibile affermare che non esiste una risposta univoca e definitiva, in quanto la convenienza è determinata dalla combinazione di più fattori che possono spostare il giudizio verso una delle due strade percorribili. Il fattore determinante è certamente il rendimento futuro che sarà conseguito dai fondi pensione, ma, indipendentemente da questo, alcuni dei parametri da considerare dipendono dalle caratteristiche dell’individuo. In particolare è emerso come la convenienza massima ad aderire alla previdenza complementare si verifichi per i soggetti con carriere dinamiche e redditi alti, e per i lavoratori maggiormente vicini alla pensione. Altri parametri, invece, sembrano essere esterni alla sfera del singolo individuo, come i costi delle forme pensionistiche, il contributo del datore di lavoro e l’aspetto fiscale. In realtà, per quest’ultimo elemento, le caratteristiche del lavoratore incidono notevolmente. Si è osservato infatti come, a causa dell’assenza di progressività nell’applicazione delle agevolazioni, i benefici fiscali per chi aderisce ad un fondo sono legati alla retribuzione che percepirà negli ultimi anni della vita lavorativa. Oltre a ciò, è rilevante l’età in cui viene compiuta la scelta.
Nel complesso, quindi, la riforma non privilegia l’ottica di lungo periodo che dovrebbe caratterizzare un sistema previdenziale. A conferma di questo, analizzando alcuni fattori che guidano la scelta, si è evidenziato come benefici presenti nel breve termine diminuiscano o scompaiano su orizzonti temporali estesi. E’ quello che succede per i vantaggi fiscali o per il contributo del datore di lavoro. Inoltre si è osservato come, nel lungo periodo, i costi delle forme pensionistiche complementari possano erodere i benefici derivanti da altri elementi. Quindi i consigli degli esperti dovrebbero essere sempre valutati in un’ottica di pianificazione di lungo termine e soprattutto tenendo conto delle peculiarità del singolo individuo.
E’ infine necessario ricordare che il modello di simulazione realizzato include buona parte dei fattori che influenzano la scelta sulla destinazione del TFR. Nonostante ciò, le ipotesi sottostanti sono riferite alla realtà attuale, mentre è possibile che nel futuro vi saranno modifiche alla disciplina della previdenza integrativa e alla normativa fiscale, così come variazioni nell’incidenza dei costi dei fondi pensione. Tutto ciò potrebbe certamente modificare i risultati della ricerca. Inoltre vi sono alcuni elementi di cui non si è tenuto conto, quale ad esempio la difesa del potere d’acquisto ottenibile col TFR, grazie al suo meccanismo di rivalutazione che segue parzialmente l’andamento dell’inflazione. Allo stesso modo non è stato inserito il parametro dell’avversione al rischio, una variabile che porterebbe maggiormente a considerare il TFR come uno strumento con funzione di “cuscinetto”, come un’attività priva di rischio all’interno di un’ottica di allocazione del portafoglio previdenziale.
 

DoctorT

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piccolo aggiornamento per i lavoratori in servizio primo del 2001 non saranno applicate le norme sul TFR ma in ogni caso quelle sul TFS
 

pf.fin

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Consiglio di visitareil sito del Prof. Beppe Scienza...
Se sì è appassionati di demagogia ... sicuramente ... OK!

Cmq da evidenziare c'è solo questo ... ;)
...
Nella presente ricerca si è potuto constatare come le decisioni in ambito previdenziale peseranno sempre di più sui singoli individui, soprattutto grazie alla riforma del 2005. L’analisi e le simulazioni effettuate tentano di offrire indicazioni riguardo alla destinazione del TFR, in particolare sulla convenienza tra conferirlo ad una forma pensionistica oppure mantenerlo presso il datore. Al termine dello studio è possibile affermare che non esiste una risposta univoca e definitiva, in quanto la convenienza è determinata dalla combinazione di più fattori che possono spostare il giudizio verso una delle due strade percorribili...
Il Dott. Nervo è sicuramente più profondo e razionale del prof. ... OK!
 

marcolino66

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Se sì è appassionati di demagogia ... sicuramente ... OK!

Cmq da evidenziare c'è solo questo ... ;)
Il Dott. Nervo è sicuramente più profondo e razionale del prof. ... OK!

Io evidenzierei anche questo:

In particolare è emerso come la convenienza massima ad aderire alla previdenza complementare si verifichi per i soggetti con carriere dinamiche e redditi alti, e per i lavoratori maggiormente vicini alla pensione.

Cioè ai giovani e a chi ha redditi medio bassi non conviene.
 

zakblue

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Se volete approfondire le caratteristiche del fondo perseo, contattatemi e per chi si trova a dover fare una scelta cerco di dare una risposta nello specifico.
Perseo ha delle peculiarità che possono rappresentare un'opportunità di forti perdite all'atto del pensionamento.
Non voglio entrare nello specifico , rimandando eventuali specifiche.
Vi invito a consultare Covip per capire come lavorano molti gestori.
In più vi invito a valutare l'adesione irrevocabile. Tra moglie e marito c'è sempre la possibilità del divorzio, ma tra perseo e contribuente....finchè morte non vi separi.
Ma non voglio esser banale, volevo solo attirare la vostra attenzione su quesi due punti.
Per chi volesse approfondire mi contatti in pvt
 

mingus

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zakblue ha scritto:
Perseo ha delle peculiarità che possono rappresentare un'opportunità di forti perdite all'atto del pensionamento.
Non voglio entrare nello specifico , rimandando eventuali specifiche.
Vi invito a consultare Covip per capire come lavorano molti gestori.

"L'opportunità di forti perdite" è una perla che mancava da un pezzo su questo forum.
Senza essere troppo criptico, puoi spiegare in poche parole come lavorano i gestori secondo Covip? grazie ciao
 

kastaldi

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Sono un dipendente pubblico. Settimana scorsa il mio sindacato (CGIL) ha fatto un'assemblea in cui ha parlato anche di questo fondo con le caratteristiche già illustrate (1% + 1%, etc.), senza entrare nei particolari ma comunque mettendosi a disposizione degli iscritti per avere maggiori informazioni presso l'ufficio sindacale.

Presumo che il relativo sito internet sia Home :: FONDO PERSEO sul quale ho già ricevuto le risposte che cercavo (il fattore di rischio del fondo, strumenti finanziari utilizzati, etc.)

Dal mio punto di vista non sembra malaccio anche perchè l'Azienda è "costretta" a versare la stessa quota di tfr che verso io, limitata comunque all'uno percento, però l'idea di dover finire in un fondo che investe prima in pct e poi anche in derivati... :mmmm:
 

Future76

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Dal mio punto di vista non sembra malaccio anche perchè l'Azienda è "costretta" a versare la stessa quota di tfr che verso io, limitata comunque all'uno percento, però l'idea di dover finire in un fondo che investe prima in pct e poi anche in derivati... :mmmm:

Investirà in pct fino alla definizione del gestore, dopo ci saranno le linee consuete che ogni FP ha.
Riguardo ai derivati, sono solo quelli necessari alla copertura dal rischio di cambio.
 

orson69

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Tento di capire meglio la situazione.

Allora sono un dipendente assunto prima del 2000, comparto sanità.

Se ho capito bene se aderisco a Perseo il mio TFS viene capitalizzato e rivalutato come TFR (75% inflazione+1,5%).
Ciò che maturo dopo viene valutato per il 4,91% come TFR + 2% del fondo Perseo (1% dipendente+1%datore)

Se ho capito bene c'è un ulteriore 1,5% messo dallo stato rivalutata come Perseo??

Mi baso su queste slides
tfs e tfr

Se invece resto in TFS come verrà valutata la mia pensione?
 

derekz

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In definitiva cosa deve spingere un dip. statale verso Perseo anzichè altri fondi pensione? solo questo 1% di contribuzione dell'azienda? ...con una buona gestione lo si recupera.
 
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DoctorT

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In definitiva cosa deve spingere un dip. statale verso Perseo anzichè altri fondi pensione? solo questo 1% di contribuzione dell'azienda? ...con una buona gestione lo si recupera.

no è che se ci vuoi mettere dentro il TFR devi scegliere per forza questo
 

DoctorT

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Tento di capire meglio la situazione.

Allora sono un dipendente assunto prima del 2000, comparto sanità.

Se ho capito bene se aderisco a Perseo il mio TFS viene capitalizzato e rivalutato come TFR (75% inflazione+1,5%).
Ciò che maturo dopo viene valutato per il 4,91% come TFR + 2% del fondo Perseo (1% dipendente+1%datore)

Se ho capito bene c'è un ulteriore 1,5% messo dallo stato rivalutata come Perseo??

Mi baso su queste slides
tfs e tfr

Se invece resto in TFS come verrà valutata la mia pensione?

quelle slides sono vecchio il computo con le regole del tfr è stato abolito ... almeno per chi non aderisce a Perseo