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watson

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La servitù della gleba è un istituto giuridico che caratterizzò l'intero millennio del Medioevo. I servi della gleba, quindi, sono contadini legati ereditariamente alla terra che coltivavano, assieme alla quale potevano essere venduti. Il proprietario del fondo non poteva né scacciarli né emanciparli, ma neppure essi potevano sfuggirgli, essendo l'una e l'altra cosa vietata dalla legge. Differivano dagli schiavi perché potevano contrarre legittime nozze e possedere un patrimonio proprio (di cui non avevano tuttavia piena disponibilità). Il feudalesimo, le cui basi economiche erano essenzialmente rurali, favorì il perpetuarsi di questo tipo di servitù; ma verso la fine del X sec., e più nell'XI sec., per influsso della rinascita economica delle città e per i nuovi rapporti che vennero a stabilirsi tra l'agricolutra e le altre attività produttive e mercantili, cominciarono a manifestarsi fughe di servi, seguite da trapianti nelle città o nelle vicinanze di esse, e affrancazioni (particolarmente generose da parte della Chiesa).
 
Il processo di liberazione, attuatosi col consenso dei proprietari, si sviluppò vivamente nell'età comunale; ma la servitù della gleba non scomparve che alla fine del Medioevo nell'Europa occidentale e molto più tardi nell'Europa centrale ed orientale: in Ungheria infatti nel 1848, mentre in Russia soltanto nel 1861, dove sorse e perdurò in condizioni particolari, diverse da quelle degli altri Paesi, e l'emancipazione fu ordinata dallo zar Alessandro II.

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13 Marzo 1881 giovani anarchici assassinano lo zar Alessandro II. Sul trono dal 1855 quando aveva 37 anni, aveva presto abolito la servitu' della gleba,soppresso la tortura della fustigazione con lo knut (in vigore dal 1450),aperto le universita' al popolo. Ma i nichilisti studenti piccolo borghesi volevano rovesciare l'antico ordine e lo fecero oggetto di 3 attentati(pistolettate nel 1866, poi bombe che distrussero il suo treno e la sua sala
da pranzo). Convoco' un embrione di parlamento, ma il quarto attentato gli fu fatale: scampato ad una prima bomba vicino alla sua carrozza si era fermato a confortare i feriti ed a discutere con l'attentatore. Cadde sotto la bomba di un complice. Gli successe Alessandro III che abrogo' le riforme liberali del padre, incoraggio' l'antisemitismo e la russificazione brutale delle minoranze spingendo la Russia e L'Europa verso future tragedie.


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Bombenattentat auf Zar Alexander II. (1855-1881) am Katharinenkanal in Petersburg am 13.März 1881. Zeitgenössische Darstellung.
 
Nell'impero zarista l'agricoltura era l'attività di gran lunga preminente, ma era praticata con tecniche molto arretrate.

Lo zar Alessandro II aveva abolito la servitù della gleba nel 1867 e permesso a circa 20 milioni di contadini liberi di riscattare le terre. In seguito a questa riforma, grazie anche all'enorme estensione dei terreni, la produzione di frumento andò gradualmente aumentando fino a superare quella degli Stati Uniti d'America. Grazie ai costi di produzione molto limitati dovuti ai bassissimi compensi versati ai braccianti, la Russia divenne un grande esportatore di cereali verso l'Europa Occidentale: da queste esportazioni arrivarono in Russia i primi capitali necessari per l'acquisto di macchinari e l'avvio delle prime industrie.

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Sorsero così, tra il 1870 circa e il 1910, importanti manifatture tessili (cotone, lana, lino) e complessi industriali, costruiti e venduti con il sistema "chiavi in mano" da grandi industrie occidentali. Come avviene ancora oggi nei paesi meno sviluppati, la fabbrica veniva consegnata dai costruttori completa di tutto, mentre tecnici ed esperti stranieri assistevano per i primi anni i lavoratoti russi. Le dimensioni del territorio russo e le risorse naturali di cui disponeva erano così vaste che, pur in condizioni di profonda arretratezza, la produzione raggiunse in alcuni settori livelli importanti. Ad esempio si sviluppò fortemente in Russia l’estrazione del petrolio, tanto che nel 1910 un quarto della produzione mondiale proveniva dai territori dell’impero russo. Intanto la popolazione cresceva notevolmente, passando da 70 milioni di abitanti nel 1850 ad oltre 161 milioni nel 1911. In questo stesso anno circa 5 milioni erano gli addetti alle industrie e alle attività minerarie. Si trattava, in sé, di una percentuale modesta di lavoratori rispetto al totale degli abitanti dell’impero. Tuttavia gran parte delle fabbriche era concentrata in poche grandi città, come Pietrogrado (così era stata ribattezzata l’antica capitale di San Pietroburgo), Mosca, Kiev, Rostov, Odessa, Baku. Quindi, in quelle particolari città esisteva una forte componente operaia e proletaria. Inquadrata e sostenuta dai socialisti, fu proprio questa base operaia a dare il sostegno maggiore alla Rivoluzione russa del 1917.
 
Nicola II Romanov

Primogenito dello zar Alessandro III, gli succedette sul trono di Russia lo stesso anno in cui sposò la principessa Alice d'Assia; cercò di continuare la politica assolutista paterna, ma le mutate condizioni storiche lo costrinsero a fronteggiare una situazione molto più drammatica, ed egli si rivelò incapace di dominare gli eventi.

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Nicola II Romanov nasce nel 1868, primogenito di Alessandro III e Maria Fëdorovna (figlia di Cristiano IX di Danimarca). Nel novembre 1894, alla morte del padre, diventa zar di Russia, con una festa di incoronazione in cui muoiono 1.400 persone schiacciate tra la folla, e si sposa con Alice d'Assia, che assume il nome di Alessandra Fëdorovna, dalla quale avrà cinque figli.

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Lo zar Nicola II, la zarina Alessandra, i figli Olga, Alessio, Tatiana, Anastasia, Maria.



"Sua Maestà è un monarca assoluto, e non è obbligato a rispondere delle proprie azioni a nessuno al mondo, ma ha il potere e l’autorità di governare i propri stati e territori come un sovrano cristiano, secondo il suo desiderio e la sua benevolenza."

sono parole tratte dal Regolamento militare (cap. 3, art. 20) di Pietro il Grande del 1716, ancora perfettamente valide agli inizi del 1900 sotto il potere dello Zar NICOLA II ROMANOV.
 
I primi dieci anni di regno di Nicola II, grazie al riavvicinamento alla Francia (che concede prestiti) e alla politica del ministro Sergej Vitte, rappresentano un periodo economico brillante per la Russia: si realizza la rete ferroviaria e aumentano le esportazioni di cereali, legno e minerali preziosi.
 
Lo sviluppo dell'industria e l'espandersi del capitalismo avevano colto impreparata la societa' russa. La nascita di nuove fabbriche concentrate nelle citta' aveva creato una massa di proletari che vi lavoravano e che sempre piu' andava assumendo una coscienza di classe, e sempre piu' reclamava un miglioramento delle proprie condizioni, visto che il lavoro si svolgeva in ambienti sporchi e malsani con una paga irrisoria.

Inoltre, era sempre irrisolta la questione agraria che da secoli affliggeva la Russia. La servitu' della gleba era stata abolita dallo zar ALESSANDRO II solo nel 1861, ma in quegli anni i contadini parevano intravedere un barlume di speranza. Finalmente si sarebbero dovuti veder assegnare parte delle terre che lavoravano. Ma all'iniziale entusiasmo subentro' ben presto la rabbia, le terre assegnate erano scarse ed improduttive, le migliori restavano nelle mani dei nobili che venivano pure indennizzati per le terre date ai loro ex-servi. Per cui la questione contadina era ben lungi dall'essere risolta ad inizio secolo.

Ma vi era anche un'opposizione detta liberale, formata da medici, professori o ingegneri, che mal sopportava il clima reazionario di fine secolo e che spingeva verso riforme che aprissero di piu' la Russia al mondo esterno.
 
Cosi' l'opposizione comincio' a darsi delle organizzazioni: i liberali formarono nel 1902 "l'unione della liberazione" che nel 1905 divenne partito dei cadetti. Piu' a sinistra erano nati due partiti di grande importanza: il socialdemocratico, dichiaratamente marxista, e il socialrivoluzionario che si richiamava alla tradizione populista ed era forte nelle campagne russe. Il socialdemocratico in seguito ai congressi di Londra e Bruxelles, visto che in patria fu dichiarato illegale, si scisse in due componenti: la MENSCEVICA, piu' moderata, e la BOLSCEVICA, che puntava su un nucleo di rivoluzionari di professione ed alla cui guida c'era VLADIMIR ILIC ULIANOV meglio noto come LENIN.

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L'opposizione dei socialisti al regime degli zar era clandestina: organizzazioni sindacali e partiti politici erano vietati perché il governo zarista li riteneva pericolosi e sovversivi, la stampa era sottoposta ad una rigida censura da parte della polizia. Si è calcolato che nel 1911 solo 40.000 operai o poco più fossero di nascosto iscritti ai sindacati. Non molti di più, e sempre clandestini, erano gli operai e i proletari che aderivano al Partito Socialdemocratico Russo. Nel congresso, tenuto a Londra nel 1903, tale partito si divise in due:

il Partito menscevico (questa parola, in russo, vuole dire "di minoranza");
il Partito bolscevico (che significa invece "di maggioranza").

I menscevichi erano il gruppo più moderato. Essi sostenevano che occorreva tentare una politica di riforme politiche e sociali alleandosi con la borghesia. Questo allo scopo di portare il Partito socialdemocratico ad essere legalmente riconosciuto e poi ad ottenere il successo in libere elezioni politiche.

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I bolscevichi invece ritenevano che ciò non sarebbe mai stato possibile in un paese arretrato e quasi privo di una borghesia liberale come la Russia. Quindi, a loro modo di vedere, per realizzare qualsiasi tipo di cambiamento sarebbe stato indispensabile realizzare una rivoluzione e prendere il potere con la forza.
 
Il contrasto fra i due partiti, in sostanza, riproduceva quello nei movimenti socialisti dell'Europa occidentale, fra riformisti e massimalisti.

Occorre però aggiungere che c'era un'assoluta diversità di condizioni fra i paesi dell'Europa occidentale e la Russia. In Europa si erano affermati e diffusi il liberalismo e la borghesia: il movimento sindacale e i partiti socialisti, anche se a prezzo di dure lotte, avevano infine ottenuto la libertà di esistere e di agire.

In Russia, invece, il potere era in gran parte in mano alla nobiltà zarista, mentre scarsa per numero e per peso politico era la classe borghese.

Tutt'altro che diffusa era l'adesione al liberalismo, mentre i divieti contro l'attività politica e sindacale dei lavoratori erano fatti rispettare dalla polizia con spietata durezza.

La differenza nelle idee politiche si rispecchiava nella diversa composizione sociale della base dei due partiti.

I menscevichi raccoglievano i loro seguaci fra gli operai specializzati, i tipografi, i ferrovieri e anche fra i piccoli borghesi; i bolscevichi avevano largo seguito soprattutto fra gli operai meno qualificati e fra i più poveri.
 
Dunque il nuovo secolo cominciava per gli zar sotto i peggiori auspici, un po' ovunque vi erano proteste e scioperi, ma sostanzialmente il governo pareva riuscire a restare in sella e tuttavia in un momento in cui anche minime aperture, specie verso il popolo, si stavano rendendo necessarie niente di tutto cio' avvenne, anzi il regime si scredito' ancora di piu' in seguito alla disastrosa sconfitta rimediata in oriente ad opera del Giappone, in una guerra portata avanti in larga misura per distogliere l'attenzione del popolo dalla situazione interna e sperando in una grande vittoria che avrebbe compattato la societa' col suo zar.

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