Furto generazionale: I "miracoli" del "modello europeo"

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    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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    Staff | FinanzaOnline

DPEF: GIOVANI PENALIZZATI TRE VOLTE, ECONOMIA SI BLOCCA

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - "I giovani sono penalizzati tre volte" e questo determina una situazione che è "tra le principali cause che bloccano l'economia". E' quanto si legge nella bozza del Dpef che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri.
In particolare, ciò che penalizza i più giovani è il fatto che "devono destinare al sostegno degli attuali pensionati una quota troppo alta del proprio reddito". Inoltre "stanno accumulando diritti pensionistici che daranno loro, quando andranno in pensione, assegni più modesti di quelli che essi oggi contribuiscono ad assicurare ai pensionati". Infine perché "i giovani sono sostanzialmente privi di tutele contro la disoccupazione essendo gli ammortizzatori sociali tuttora organizzati sui un modello di mondo del lavoro che privilegia l'occupazione a tempo indeterminato".(ANSA).
 
Elliot_surfer ha scritto:
DPEF: GIOVANI PENALIZZATI TRE VOLTE, ECONOMIA SI BLOCCA

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - "I giovani sono penalizzati tre volte" e questo determina una situazione che è "tra le principali cause che bloccano l'economia". E' quanto si legge nella bozza del Dpef che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri.
In particolare, ciò che penalizza i più giovani è il fatto che "devono destinare al sostegno degli attuali pensionati una quota troppo alta del proprio reddito". Inoltre "stanno accumulando diritti pensionistici che daranno loro, quando andranno in pensione, assegni più modesti di quelli che essi oggi contribuiscono ad assicurare ai pensionati". Infine perché "i giovani sono sostanzialmente privi di tutele contro la disoccupazione essendo gli ammortizzatori sociali tuttora organizzati sui un modello di mondo del lavoro che privilegia l'occupazione a tempo indeterminato".(ANSA).
in Italia sola una parte politica ha i propri 'quadri'
ben organizzati. Ed è la sinistra.
Nell'ambito di questi ci sono anche molti giovani.
Li avete mai sentiti tuonare contro i loro stessi amici
sindacalisti che li hanno messi in queste condizioni?
rimbambiti !!
 
nbsoft ha scritto:
sarà per questo che questi :censored::angry:scellerati al governo vogliono aumentare le tasse sul risparmio...

già..le pensionne saranno sempre più misere...e tassando il risparmio si potrebbe incidere anche il capitale acumulato (se interessi - tassazione risultassero inferiori all'inflazione)
geniali direi... :rolleyes:
 
I dubbi del rappresentante italiano nel board della Bce su Dpef e riforma previdenziale
Per Lorenzo Bini-Smaghi si rischia una Finanziaria di sacrifici

"L'Italia rispetti gli impegni
o ci rimetterà anche l'Europa"


L'Italia è l'unico paese al mondo dove si discute di ridurre invece che di innalzare l'età pensionabile

di MASSIMO GIANNINI

ROMA - L'Italia deve capire: sul deficit e le pensioni "non è in gioco solo il suo bilancio, ma la credibilità dell'intero impianto di politica economica europea".
Alla vigilia dell'Ecofin e della ripresa della trattativa sulla previdenza, Lorenzo Bini Smaghi rilancia l'allarme della Banca centrale europea sul "caso Italia". "Il nostro Paese - dice il rappresentante italiano nel board Bce - è già in coda alle classifiche Ue sulla rigidità dei mercati, l'ingerenza pubblica nell'economia, la ricerca e lo sviluppo, le infrastrutture, la corruzione, il funzionamento della giustizia".

"Forse - aggiunge Lorenzo Bini Smaghi - l'unica eccezione è il mercato del lavoro, dove negli ultimi anni si sono fatte riforme che hanno ridotto il tasso di disoccupazione sotto la media europea. Ma aggiungiamoci il peso del debito pubblico e l'incertezza sulla pressione fiscale, derivante anche dal continuo rimettere in discussione il sistema pensionistico, e non ci si può meravigliare che gli investitori e i consumatori siano più prudenti che altrove".

Dopo Ue e Fmi tocca a voi della Bce. Cosa vi preoccupa nel Dpef, e nei nostri conti pubblici?
"Bisogna capire che non è in discussione solo il bilancio dell'Italia, ma la credibilità dell'intero impianto di politica economica europea. L'esperienza degli anni passati ha dimostrato che per evitare che i disavanzi pubblici superino la soglia del 3% in fase di rallentamento ciclico bisogna risanare i conti in modo deciso negli anni di buona crescita. Il Patto di Stabilità è stato riformato nel 2005 proprio su questo punto. L'impegno, che è stato peraltro ribadito da tutti i paesi, inclusa l'Italia, solo 3 mesi fa, è di ridurre il disavanzo di oltre lo 0,5% del Pil all'anno, in termini strutturali".

Ma stavolta il governo italiano non si è adeguato, giusto?
"Dai fatti risulta che l'Italia non è in linea con questo impegno, nel 2007 e tanto meno nel 2008, quando la correzione prevista è solo dello 0,2%. Il problema non è solo di principio (i patti vanno rispettati) ma anche di sostanza. Con un disavanzo poco sopra il 2% del Pil c'è rischio che al primo rallentamento ciclico il passivo ritorni sopra il 3% e l'enorme debito riprenda ad aumentare, come avvenne nel 2003-2005. Così la manovra correttiva dovrà essere attuata nel momento peggiore, cioè quando l'economia rallenta. Purtroppo sembra un film già visto: i conti pubblici italiani rimangono fragili".

Sbaglio o all'Eurotower non si apprezza l'uso del "tesoretto"?
"La parola "tesoretto" non è felice, perché non è ancora certo che l'extra-gettito fiscale abbia effettivamente un carattere strutturale. Anche in altri paesi si stanno registrando entrate maggiori del previsto. Per questo tutte le istituzioni indipendenti, nazionali e internazionali, avevano chiesto di utilizzare l'eventuale extra gettito per ridurre il debito. È una questione di prudenza".

Questo lo può dire un banchiere centrale, non un politico che chiede il voto ai cittadini.
"Capisco. Ma allora, se anche si avesse la prova che l'extra gettito fosse effettivamente di natura strutturale, da attribuire alla lotta all'evasione, e si volesse utilizzarlo ai fini dell'efficienza e dell'equità, sarebbe forse stato più opportuno destinarlo principalmente alla riduzione del carico fiscale. Lo slogan "pagare tutti per pagare meno" deve avere prima o poi un seguito concreto se non si vuole perdere il consenso dei contribuenti. E invece si è aumentato ancora la spesa pubblica, soprattutto quella corrente. Per altro, la spesa per i prossimi anni potrebbe essere ben superiore al previsto, per effetto degli impegni sottoscritti e delle cosiddette "prassi consolidate" e di altre iniziative non meglio definite, fino a 20 miliardi di euro. Si dovrà così trovare la copertura finanziaria nella legge di bilancio".

Lei sta dicendo che a settembre servirà un'altra Finanziaria di sacrifici?
"Non sarà facile evitarla, con tensioni, incertezze e discussioni che sempre l'accompagnano e che pesano sul clima di fiducia dell'economia".

Veltroni ha contestato alla sinistra il vecchio slogan "tassa e spendi". Ma si può ridurre la pressione fiscale, qui ed ora?
"La pressione fiscale si riduce solo in due modi: diminuendo le spese e riducendo l'evasione. Ma le forze che premono per aumentare le spese, piuttosto che ridurre le tasse, hanno sinora prevalso e sono trasversali. Rispetto al 1999 il rapporto tra la spesa primaria (cioè al netto degli interessi sul debito) e il Pil è aumentato di ben 4 punti percentuali (dal 41,5 al 45,5% nel 2006), superando la media dell'area dell'euro. In Germania, nello stesso periodo la spesa è calata di ben 2 punti, ed è ora inferiore a quella italiana. La Germania può così ora cominciare a ridurre le tasse, con effetti favorevoli sulla competitività".

Quanto pesa nel vostro giudizio critico la mancata riforma delle pensioni?
"Quella attualmente in discussione sembra più che altro una contro-riforma. L'Italia è l'unico paese al mondo dove si discute di ridurre, invece di innalzare l'età pensionabile, in linea con l'aumento della durata di vita. Questo, non posso nasconderlo, crea un certo sconcerto all'estero".

Ma è possibile secondo lei rinunciare allo scalone previsto dalla legge Maroni, come vuole Rifondazione e come promette Prodi?
"È possibile, basta che qualcuno paghi per la maggiore spesa che comporta la rimozione dello scalone. Ci sono solo due soluzioni. La prima è che a pagare siano quelli che vogliono andare in pensione prima, attraverso disincentivi. La seconda è che si aumentino le tasse a qualcuno. Capisco che questo non sia il problema di chi difende gli interessi specifici della categoria, ma di sicuro è un problema per chi deve difendere gli interessi generali".

Ma Bertinotti le obietterebbe che dietro i numeri ci sono persone in carne ed ossa.
"È vero, ma non dobbiamo dimenticarci che dietro i numeri ci sono sia le persone che ricevono i benefici pensionistici sia quelle che devono pagare per finanziare questi benefici, in particolare i giovani, che oggi non sono rappresentati al tavolo della trattativa e che si troveranno tra qualche anno a pagare più tasse. Ma qualcuno si domanda: è giusto che mio figlio debba pagare più tasse per consentirmi di andare in pensione prima?".

Altre due questioni controverse, ai fini dell'età pensionabile: gli operai e i lavori "usuranti" e le donne. Come se ne esce?
"Bisognerebbe riflettere sul fatto che l'Italia è l'unico paese dove si considera la categoria di lavoro usurante. Se lo si vuol fare bisognerebbe usare criteri oggettivi, basati sulle tavole di durata di vita per categorie. Inoltre, ormai in tutti i paesi l'età pensionabile è uguale tra uomo e donna. Perché l'Italia dovrebbe essere diversa?".

È giusto rinviare ancora l'aggiornamento dei coefficienti previsti dalla legge Dini del 1995?
"I numeri del Dpef sono chiari. Anche senza riforma, nel giro dei prossimi 20 anni il sistema pensionistico richiede un aumento dei contributi di circa l'1,5% del Pil se non vengono modificati i coefficienti e di 0,5% se si modificano. La legge Dini prevede che periodicamente vengano modificati i coefficienti per tener conto dell'allungamento della vita media. Se non si rivedono i parametri, non solo si commette un'ingiustizia nei confronti dei giovani, ma non si rispetta la legge. Anche questo punto non è facile da spiegare a chi cerca di seguire le vicende italiane".

Nei giorni scorsi è circolata un'ipotesi: scalino a 58 anni nel 2008 e poi incentivi a chi resta negli anni successivi. Che ne dice?
"Il sistema funzionerebbe solo se tutti accettassero gli incentivi per rimanere a lavorare. Se una parte dei lavoratori decide invece di andare in pensione, il sistema non regge finanziariamente e dopo un paio di anni il governo sarà obbligato ad intervenire di nuovo. Se lo scalone è considerato un'ingiustizia oggi, con questa norma non si fa che spostare l'ingiustizia in avanti di due-tre anni, con in più un buco finanziario".

Si risente parlare di un "rischio-Italia" per l'euro. È un pericolo reale?
"Con l'euro il "rischio paese" non si manifesta più come ai tempi della lira, con crisi valutarie e bruschi aumenti dei tassi. Si traduce piuttosto in delocalizzazione dell'attività produttiva, minore afflussi di capitale straniero, emigrazione di giovani. Tutto questo contribuisce a ridurre il tasso di crescita. Un lento, progressivo, impoverimento relativo".

È quello che sta succedendo?
"In effetti, in termini di reddito pro-capite l'Italia è stata di recente superata dall'Irlanda, dalla Finlandia e di nuovo dalla Germania. La Spagna ci ha in pratica raggiunto. Nell'Europa a 15 solo Grecia e Portogallo restano con un reddito medio inferiore a quello italiano. Il rischio è che la tendenza sia talmente lenta, anche se inesorabile, che ormai non ci si renda nemmeno conto del pericolo".

(9 luglio 2007)

Fonte: la Repubblica
 
posto una tabellina....
.
Greece has the most comprehensive mandatory pension scheme among rich countries, according to a report from the OECD. Future retirees can expect to receive pension benefits equivalent to 96% of their pre-retirement earnings. Workers in the Netherlands can look forward to a retirement that is nearly as well-cushioned. The projected entitlements are for a typical worker entering the system today who retires after a full career. They are based on schemes that are required by law, whether public or private. Mandatory benefits in Britain, Japan, Germany and America fall short of the OECD average. Workers in these countries will have to rely more on their private pension savings to live well in retireme
 

Allegati

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Grecia, no alla riforma pensioni

di Vittorio Da Rold

14 Febbraio 2008

Ventiquattro ore di sciopero generale: è stata la prima dura risposta di 3 milioni di dipendenti pubblici e privati in Grecia alla riforma delle pensioni proposta dal Governo conservatore di Costas Karamanlis.
Per la seconda volta in due mesi, anche ieri il Paese è stato praticamente paralizzato da un'astensione dal lavoro cui hanno aderito quasi tutti i dipendenti in segno di protesta contro un progetto di riforma della previdenza che il Governo di centro-destra si accinge a varare in Parlamento con una risicata maggioranza ma che l'evoluzione demografica del Paese rende ineludibile.
Il sistema previdenziale va cambiato, dicono gli analisti, altrimenti tra 15 anni sarà al collasso finanziario. Il progetto governativo punta ad elevare di 5 anni l'età pensionabile (portandola a 65 per gli uomini, 60 per le donne), a eliminare il pensionamento anticipato per alcune categorie di lavori usuranti, ad aumentare i contributi a carico dei lavoratori (e quindi la pressione sul costo del lavoro) e a ridurre a quattro o al massimo sei gli oltre 150 fondi previdenziali esistenti nel Paese. La proposta arriva dopo lo scandalo che ha colpito molti fondi previdenziali la scorsa estate , tra cui quello dei dipendenti pubblici, Teady, che avrebbe pagato un prezzo gonfiato di 4,8 milioni di euro per acquistare titoli del ministero della Difesa, con una perdita di diversi milioni. Una vicenda che ha fatto vacillare il Governo e gli è quasi costata la vittoria alle elezioni, dove ha ottenuto una risicata maggioranza di due seggi in Parlamento.
I conti vanno messi in ordine ma la proposta di ridurre il numero dei fondi ha scatenato la collera dei maggiori ordini professionali che vedrebbero confluire i loro risparmi nel "calderone" del pubblico impiego (in perenne deficit). In effetti su questo punto il Governo Caramanlis ha già fatto una parziale retromarcia rispetto alla prima versione della riforma che prevedeva un unico fondo comune per tutte le categorie.
La giornata di protesta è stata proclamata dalla Confederazione dei lavoratori greci (Gsee, il maggiore sindacato del Paese), e dall'Adedy, il sindacato degli impiegati statali forte di 200mila iscritti. Ma ad essa hanno aderito anche i sindacati dei docenti dalle elementari all'università, il personale medico e paramedico, i giornalisti, tutti i lavoratori del settore dei trasporti pubblici (treni, tram, autobus e metropolitane) e i controllori di volo.
Oltre ai trasporti, ieri si sono fermati ministeri, uffici postali, tribunali, banche, scuole, fabbriche e si sono astenuti dal lavoro anche professionisti, medici, avvocati e giornalisti. Insomma il Paese si è fermato compatto con l'appoggio del Pasok, l'opposizione socialista che non ha perso l'ocasione di inseguire l'onda della protesta.

Fonte: Il Sole 24 Ore
 
Una bambina Thai alla tv (qui a Bangkok) ha detto che i bambini sono la cosa più importante ...
Si infatti da noi i bambini sanno che dovranno emigrare se non vogliono morire con i debiti :D
 
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Gradirei avere qualche comemnto da Bertinotti su questo grafo :rolleyes:

In 50 anni l'Europa ha creato questa montagna di debito ..... il suo tenore di vita e' stato "dopato" da questo debito. Ora si chiede alle generazioni a venire, non solo di non fare debito, ma di ripagare quello degli altri. Immaginatevi l'effetto netto. A parita da lavoro il loro reddito e' stato K + C ..... il nostro sara' K - C ......

Europe


Comunque, la colpa e' sempre dei giovani che non sono mica come quelli di prima .... la "meglio gioventù" .....

:wall::wall::wall::wall::wall::wall:


2006 anche questo ... 8 anni e mezzo fa.
 
2006 anche questo ... 8 anni e mezzo fa.

E nel frattempo la situazione per i giovani è peggiorata (con la riforma fornero) e il mio vicino di casa finanziere in pensione dall'89 continua a beccarsi i suoi 2000 e passa euro al mese e a lavorare in nero :yes:
 
E nel frattempo la situazione per i giovani è peggiorata (con la riforma fornero) e il mio vicino di casa finanziere in pensione dall'89 continua a beccarsi i suoi 2000 e passa euro al mese e a lavorare in nero :yes:

Denuncialo. Io con un finanziere in pensione non avrei alcuna pieta'.
 
E nel frattempo la situazione per i giovani è peggiorata (con la riforma fornero) e il mio vicino di casa finanziere in pensione dall'89 continua a beccarsi i suoi 2000 e passa euro al mese e a lavorare in nero :yes:

Ma vedrai quando usciamo dall'euro e svalutiamo del 50% che qulo che gli facciamo a questi qui! :ncomment:
 
up anche per questo ... non voglio finisca in archivio
 
parlare di furto generazionale sic et simpliciter NON E' CORRETTO. Ovvio che i giovani siano stati defraudati dai vecchi, ma è anche vero che i vecchi
sono parenti dei giovani e come parenti restituiscono parte del maltolto.
Lo restituiscono aiutando economicamente figli e nipoti, lo restituiscono DONANDO IL LORO TEMPO per la cura dei nipoti ed altre cose.
Lo restituiscono, inconsciamente, quando spendono il maltolto. AL supermercato IN CASSA o addetti agli scaffali CI SONO GIOVANI CHE
HANNO QUEL LAVORO ANCHE GRAZIE AGLI SCONTRINI DEI VECCHI.
Nonostante i problemi che avranno i giovani nel futuro, NESSUNA PERSONA ANZIANA HA AVUTO UNA GIOVENTU' CON TANTE OPPORTUNITA'
quante ne hanno i giovani oggi. AI miei tempi non esisteva il cellulare, si andava in bici, non c'erano i low cost ecc. ecc. ecc.
 
parlare di furto generazionale sic et simpliciter NON E' CORRETTO. Ovvio che i giovani siano stati defraudati dai vecchi, ma è anche vero che i vecchi
sono parenti dei giovani e come parenti restituiscono parte del maltolto.
Lo restituiscono aiutando economicamente figli e nipoti, lo restituiscono DONANDO IL LORO TEMPO per la cura dei nipoti ed altre cose.
Lo restituiscono, inconsciamente, quando spendono il maltolto. AL supermercato IN CASSA o addetti agli scaffali CI SONO GIOVANI CHE
HANNO QUEL LAVORO ANCHE GRAZIE AGLI SCONTRINI DEI VECCHI.
Nonostante i problemi che avranno i giovani nel futuro, NESSUNA PERSONA ANZIANA HA AVUTO UNA GIOVENTU' CON TANTE OPPORTUNITA'
quante ne hanno i giovani oggi. AI miei tempi non esisteva il cellulare, si andava in bici, non c'erano i low cost ecc. ecc. ecc.

eh sì come stavamo bene quando stavamo peggio !!!!
...ma ramirez su via.
Qui esiste solo un verità indiscussa,matematica e cioè:

Se aumento la durata delle persone che già lavorano sul luogo di lavoro stesso(ovvero aumento dell'età pensionabile = legge fornero) diminuisco proporzionalmente il tempo di lavoro complessivo,nell'arco della vita,delle nuove generazioni e aumento contestualmente la disoccupazione giovanile.
Infine la diminuzione del tempo di lavoro complessivo,nell'arco della vita,delle nuove generazioni associato al sistema contributivo impedisce anche alle nuove generazioni di crearsi una pensione dignitosa per il futuro.
Tutti e due i fattori di cui sopra considerato che le pensioni sono una voce significativa della domanda interna e dei consumi interni significa un futuro strutturalmente più povero non solo per chi ci capita ma per il paese nel suo insieme


LO VOGLIAMO CAPIRE OPPURE NO SENZA TERGIVERSARE !!!!!
il superamento della legge fornero è un dovere civico oltrechè un impegno politico per qualsiasi tipo di forza politica si presenti
in futuro aldilà degli schieramenti
 
Ultima modifica:
...quegli s.c.h.i.f.o.s.i. f.a.r.a.b.u.t.t.i. che hanno votato quella legge , ma anche innumerevoli altre , per mantenere stomachevoli lussi sono riusciti a mettere contro i figli ai padri...

...vigliacchi i padri e invertebrati i figli non gli è stato poi così difficile farcela...

...d'altronde il verminaio parlamentare è pur stato votato...
 
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