Fusione Generali-Ina: concambio assurdo

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Voltaire

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Fusione: 1 azione Generali ogni 15.08 azioni Ina.
In pratica, un'azione Ina è stata valutata € 2.28 contro un prezzo di mercato prima della sospensione di oggi di € 2.933.

Già Generali aveva ricevuto il gran regalo Consob di una flottante ridicolo (poco più del 3%) a cui era stata concessa la deroga per l'opa residuale obbligatoria, adesso questa.....

Per i possessori Ina: si potrebbe andare in assemblea, basta organizzarsi.....
 
Per l'assemblea se vuoi raccogliere la mia delega mi faresti un favore.Dimmi cosa devo fare.Si puo' scrivere alla Consob facendo presente: 1)la palese violazione del diritto alla parita' di trattamento degli azionisti di minoranza 2)lo stravolgimento e la mancata applicazione di tutte le norme ed i regolamenti per il calcolo del prezzo (norme e regolamenti Consob!).Esiste poi la possibilita' di inoltrare una protesta alle associazioni di tutela dei consumatori e all'Isvap?Grazie Voltaire.
 
Passo da effettuare è soprattutto stabilire il valore di un'azione Ina in base allo stato patrimoniale.

Qui non stiamo parlando di un'offerta pubblica di acquisto (opa) residuale, pertanto tutto il discorso della media dei prezzi decade.

Inoltre, anche se fosse un'opa volontaria, non ci sarebbe l'obbligo di basarsi sulla media dei prezzi, anche se lo fanno tutti per far consegnare i titoli.

Niente a che fare con le associazioni dei consumatori (che, inoltre, nemmeno mi stanno molto simpatiche, ma questo è un altro discorso), né con l'ISVAP, che è l'organo di controllo (lo so, è una barzelletta...) delle compagnie, ma non ha compiti sulle operazioni societarie.

Secondo me, si deve andare in assemblea Ina a parlare molto chiaro e, magari, pubblicizzare per bene la cosa: ho già messo in allarme l'uomo dalle mille zeta, che scrive su Eurofinanza...chissà non venga fuori anche un bell'articolo.

Sulle mosse successive, si potrebbe impugnare la delibera assembleare, attendiamo anche il parere di Verm & Solitair.
 
Sono alla ricerca della valutazione di Ina all'opa originaria: chi avesse dati, o anche tutto il prospetto informativo, è pregato di scrivermi qui o anche via mail:

voltaire@spray.it

Grazie.
 
Il pagamento fu in contanti ed azioni Generali, mi pare di ricordare una valutazione di € 3.05 ad azione, ma vado a memoria.

Ovviamente, bisogna vedere quale fu il valore attribuito ad ogni azione Ina in base al bilancio.



[Messaggio editato da Voltaire il 16-06 alle ore 09:11]
 
Il problema dell'invalidità della fusione è assai complesso e tento di semplificare, abbandonando i termini tecnici.

Innanzitutto, è possibile un ricorso ex art. 700 c.p.c. per "bloccare" le delibere di fusione. Infatti, una volta approvate, occorrerebbe non solo impugnarle, ma ottenere la sospensione delle stesse PRIMA della iscrizione nel registro delle imprese dell'atto di fusione.

Infatti, con l'iscrizione, vale la regola napoletana, CHI HA DATO HA DATO, CHI HA AVUTO AVUTO (scurdammec' o passat, simme e Napule paisà): in soldoni, ciò che è stato è stato, e non si può rendere inefficace la fusione, ma solo richiedere i danni anche agli amministratori delle società interessate all'operazione(nel caso già trattato in Officine, l'amministratore era un indiano, non quello con le piume, ma uno di quelli che ha fame: quando un giurista disse che tutto sommato l'azione doveva essere rivolta contro gli amministratori, simpatica fu la risposta <<così ci andiamo a prendere le capanne a Calcutta>> e il giudice rise a crepapelle).

Sulla questione dell'applicazione dell'art. 700 c.p.c. dopo la convocazione e prima dell'assemblea(tenuto conto che ora l'omologazione è facoltativa e non ci sono i tempi tecnici per chiedere la sospensione dopo la notifica dell'atto di citazione) c'è però un negativo recente precedente del Tribunale di Roma (inedito).

Ps: con particolare riguardo al rapporto di cambio, non manca chi ritiene che si possa successivamente impugnare il solo bilancio di fusione per rideterminare il rapporto di cambio. La questione è complessa.
 
con riguardo ai profili economici dell'Offerta, a
fronte del prezzo dell'Azione INA al 13 settembre 1999
(giorno pre-annuncio, pari a Euro 2,58) e della media
dei prezzi dell'Azione INA nei 3 e 6 mesi precedenti
alla predetta data del 13 settembre 1999 (pari a Euro
2,28 ed a Euro 2,38), l'Offerta assicura agli
azionisti INA che aderiranno, rispettivamente, un
premio teorico del 16,6%, del 32,4% e del 26,7%. I
suddetti premi teorici sono stati calcolati sulla base
del valore implicito dell'Offerta al 4 novembre 1999 e
considerando il beneficio derivante dal riconoscimento
dell'acconto sul dividendo (pari a Euro 3,01 per
Azione)



Ecco il brano del comunicato emesso all'epoca: fu preso a riferimento il valore di borsa.

Bisogna reperire il prospetto intero, dove comunque deve esserci un valore patrimoniale stimato, per poi stabilire se il valore attribuito ad Ina in questa occasione (con le fusioni si guarda necessariamente al bilancio e non alla borsa) è basso oppure no.
 
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