Già mi vedo silvio o piergigi prendersi in mano il terzo debito pubblico al mondo.

ceck78

Omnis homo mendax
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Lista o no, Monti sarà costretto dai fatti ad impegnare il suo nome anche per la prossima legislatura.

La sua avventura politica non è la parentesi di un tecnico, ma la necessità di un Paese che ha il terzo debito pubblico del mondo. L’Italia nei prossimi tre mesi deve emettere debito per almeno 21 miliardi di euro, 9 a campagna elettorale in corso, altri 12 a fine marzo, cioè a urne chiuse e trattative aperte per l’elezione del Presidente della Repubblica e la formazione del nuovo governo.

Per il 2013 sono previste emissioni per 388 miliardi di euro, siamo i primi in Europa, seguiti a ruota da Francia (352) e Germania (257). Non possiamo permetterci sbandamenti. Quei soldi servono a finanziare la spesa, mandare avanti lo Stato al quale gli italiani si rivolgono dimenticando spesso che ha un costo. Monti è destinato al Quirinale?

I teorici dicono che questo è il suo percorso naturale e dunque non serve candidarsi premier. Il mio spirito pratico mi dice che il Colle non può essere garantito a un candidato che non ha i suoi voti in aula.

Se il Pd – e così sarà – si piazza al primo posto, avrà la tentazione di applicare lo schema classico: un postcomunista al governo (Bersani) e un dossettiano al Quirinale (Prodi). Ma se Monti ha un pacchetto di mischia in Parlamento, il gioco cambia: a quel punto per la nomina del successore di Napolitano non conta solo il prestigio, ma anche i seggi. E lo stesso accadrà per la formazione di un governo credibile agli occhi dell’Europa, degli Stati Uniti e dei mercati che comprano e vendono il debito italiano.

Si rimette tutto in gioco. Ma serve un impegno straordinario di Monti. Attendiamo. È uno scenario che si va realizzando durante una campagna elettorale durissima, una fiera di demagogia dannosa e ingannevole per gli elettori e le loro tasche.

Berlusconi è un caterpillar a caccia di voti, costi quel che costi. Lo stesso Pd è in fase regressiva, fatica a ragionare con la testa e usa sempre più la pancia. Grillo è a bordo di un bulldozer. E ieri abbiamo visto scaldare i motori un magistrato, Antonino Ingroia, che in diretta a «La7» ha mostrato che sotto la toga non c’è niente. Fuori dai discorsi mafiologici e dalla retorica giustizialista, è un nulla cosmico. Non c’è via di mezzo. Promettere mari senza Monti oggi è impossibile.
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