Giorgio Griffa 3.0

Loryred

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Non sarà un giovanotto ma è più in forma di me se riesce a fare sia l'artista che l'avvocato:D

Direi che è un atleta soprattutto se rapportato al modo in cui dipinge. Ma quella è una generazione di roccia e multitask speriamo di tenercela a lungo! ;) Su te Brixia non conoscendoti di persona una "caritatevole" sospensione di giudizio. :p:cool:
 

Loryred

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L’artista Griffa: «Il successo è arrivato tardi. Meglio così, almeno non mi sono fossilizzato»
di Alessandro Martini Maurizio Francesconi - Corriere Torino 11.02.2022

All’avvocato-pittore torinese, oggi 85enne, il Centre Pompidou di Parigi dedica un’ampia retrospettiva: «In fondo penso di meritarmelo. Ma continuo a scommettere su una pittura fatta di segni che sono nelle mani di tutti, sull’idea di superare il concetto di artista dotato di privilegi e status»
Una retrospettiva in apertura il 2 marzo al Centre Pompidou di Parigi (fino al 27 giugno, a cura di Christine Macel, direttrice della Biennale di Venezia nel 2017) e una da poco conclusa al LaM di Lille, tre mostre in spazi privati a New York (da un importante gallerista come Casey Kaplan), Berlino (Galerie Kewenig) e a Roma (Galleria Lorcan O’Neill, dal 22 febbraio). È un momento di grande attività e riconoscimento internazionale per Giorgio Griffa (Torino, 1936), l’avvocato pittore a cui la sua città ha dedicato una doppia retrospettiva ormai più di vent’anni fa, nella Gam allora diretta da Pier Giovanni Castagnoli. «Certo, un successo forse tardivo, che non ho inseguito. Ma sì, in fondo penso di meritarmelo. Diciamo che lo vivo come qualcosa che poteva non arrivare e che invece è arrivato», confessa incontrandoci nel suo vasto studio in Vanchiglietta, in parte condiviso con il figlio architetto.

Come vive questa fase di rinnovato successo?

«Sono contento, anche perché tutto questo, compresa una certa difficoltà a ottenere un ampio riconoscimento, mi hanno dato la forza di rimanere giovane, di non fossilizzarmi. Ancora oggi vengo ogni giorno in studio, realizzo le mie opere su temi sempre nuovi. Abbiamo istituito il mio archivio, che da un paio di anni è diventato una fondazione a cui si dedicano mio figlio Cesare e mio nipote Giulio. Lavorano per ordinare le mie opere, realizzare progetti editoriali, accompagnare studiosi e galleristi. Stanno realizzando un archivio digitale complesso e tecnologico, una sorta di catalogo generale in continuo sviluppo».

Lei è stato attivo come avvocato per quasi cinquant’anni. È stato un impegno alternativo o complementare a quello di artista?

«Un artista ha dentro di sé lo statuto della trasgressione, in ogni artista convivono i contrari. Io stesso ora sto lavorando sul tema del dilemma. Dall’essere pittore mi è sempre venuto l’impulso a liberare la testa, dall’essere avvocato ho imparato a imporre ogni volta una regola, per poi magari trasgredirla. Non sono comunque mai stato incline allo scontro, e anche da avvocato mi dedicavo per lo più a istruire i casi. Sono più portato a studiare. Dagli 11 ai 25 anni sono stato un artista dilettante, alla Churchill, poi ho deciso che mi sarei impegnato a essere un artista. E allora sono andato a scuola, dal pittore Filippo Scroppo allora in corso San Maurizio».

Chi l’ha accompagnata in questi primi anni?

«Un’antica amicizia mi lega ad Alighiero Boetti e ad Aldo Mondino, fondamentale nel passaggio a occuparmi d’arte in modo serio e ad affrontare gli aspetti più emotivi dell’essere artista. Ma entrambi sono andati via presto da Torino. Per i contenuti più filosofici mi sono stati molto vicini Corrado Levi e Laura Petrazzini. Non ho mai fatto parte di gruppi di artisti, ma sono stato amico di alcuni dell’Arte Povera come Anselmo e Penone, anche se non ho mai partecipato del loro successo di mercato. Penso poi a Sperone, il gallerista con cui tutto è cominciato e a cui mi presentò proprio Levi, e poi a Martano, Biasutti e, fuori Torino, a due grandi critici romani come Filiberto Menna e Maurizio Fagiolo dell’Arco. Tra i 60 e i 70 abbiamo vissuto anni straordinari e abbiamo visto Torino cambiare, passando dalla città che non affittava le case ai meridionali a quella del couscous e delle verdure da tutto il mondo a Porta Palazzo».

Che cosa la interessa oggi?

«Io continuo a scommettere su una pittura fatta di segni che sono nelle mani di tutti, sull’idea di superare il concetto di artista dotato di privilegi e status. Oggi mi sento un po’ come Goya e Matisse, che sino alla fine della loro vita artistica sono stati capaci di rinnovarsi con forza. Leggo molto, soprattutto testi di divulgazione scientifica. Anche se credo che per me sia fondamentale la poesia. Il principio di dominazione e l’ordine gerarchico sono temi che da sempre sono confluiti nelle mie tele libere, senza cornice. Ho sempre voluto che avessero una vita propria, un valore di per sé. Anche se in passato hanno inorridito molti...».
 

Davy81

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Merita tutto anche solo per l'umiltà che traspare in ogni sua intervista. Grande artista!!
 

Davy81

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Grazie mille, Stefano.

...quando il pennello appone un segno sulla tela e fissa in primo luogo l’identità di questo segno, al di là dell’uso e delle funzioni che l’umanità gli ha attribuito in tempi diversi nei millenni passati. Secondo me, è sempre un processo della ragione. La poesia non è una fuga dalla ragione ma piuttosto una delle sue espressioni, è la ragione che ci mostra i mezzi per uscire dai suoi limiti, per entrare nell’indeterminato, per catturare l’immensa energia che esiste nel mondo occulto e nel profondo di noi stessi. Ricerca, appunto».
 

acciderba

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Xavier Hufkens - Brussels dal 23 settembre al 5 novembre 2022

Segnalo questa mostra in uno dei luoghi più prestigiosi per l’Arte Contemporanea europea a Bruxelles. Dal 23 settembre al 5 novembre.

La Mostra si svolgerÃ* per la precisione in una delle tre sedi - quella di rue Van Eyck - della galleria Galleria Xavier Hufkens.

https://www.xavierhufkens.com/exhibitions/luce-buio
 

batteristasinest

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Senza che venga intesa la cosa come critica negativa considero l arte di Griffa come se un poeta scrivesse la sua poesia mettendo un solo apostrofo su un foglio bianco o un musicista facesse un solo suono con il suo strumento e stop( un po' di più che Cage nella sua nota performance😃) o uno scultore posasse il suo scalpello sopra un blocco di marmo e stop o un pescatore mettesse la canna da pesca in acqua senza amo e esca o un politico si presentasse in un comizio e dicesse "ohhhhhh" e stop...
 

Galak

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Senza che venga intesa la cosa come critica negativa considero l arte di Griffa come se un poeta scrivesse la sua poesia mettendo un solo apostrofo su un foglio bianco o un musicista facesse un solo suono con il suo strumento e stop( un po' di più che Cage nella sua nota performance😃) o uno scultore posasse il suo scalpello sopra un blocco di marmo e stop o un pescatore mettesse la canna da pesca in acqua senza amo e esca o un politico si presentasse in un comizio e dicesse "ohhhhhh" e stop...


Ringrazia che non frequenta più il FOL il vecchio follista accidenti, perché
altrimenti te ne avrebbe detto tante!…ma tante!!
:D
 

batteristasinest

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Ringrazia che non frequenta più il FOL il vecchio follista accidenti, perché
altrimenti te ne avrebbe detto tante!…ma tante!!
:D

Non devo ringraziare nessuno tranne il Padre Eterno che mi ha reso felice ma se il vecchio Acci avesse fatto come dici tu non sarebbe stato in "linea" con Griffa🤣🤣👋👋
 

Deathlover

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Griffa sarà presente alla fiera Freeze. Sono quasi certo inoltre che il listino prezzi , con l’inizio di questa nuova stagione , sarà ritoccato ( verso l’alto ovviamente). Griffa grande artista
 

PalArt091

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Anche a Paris+ par Art Basel, alcuni lavori di Giorgio Griffa.
 

acciderba

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Anche a Paris+ par Art Basel, alcuni lavori di Giorgio Griffa.

Hai per caso chiesto il coefficiente? Beh, io ho saputo che La Xavier Hufkens Gallery lo proponeva a parametro 30.
Griffa ormai si consolida come uno dei più grandi artisti italiani e qui lo si diceva già da tempo (nonostante l'astio dei detrattori).
 

artepassion

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Hai per caso chiesto il coefficiente? Beh, io ho saputo che La Xavier Hufkens Gallery lo proponeva a parametro 30.
Griffa ormai si consolida come uno dei più grandi artisti italiani e qui lo si diceva già da tempo (nonostante l'astio dei detrattori).

Ti prego di andarti a vedere gli esiti delle aste anche dell'altro giorno e subito dopo ti prego di non farti prendere dalla depressione. Poi ognuno può sparare parametri ed altro...a vanvera.
Dopo aver ascoltato per tanto tempo la favola della differenza del grande formato rispetto alle tele piccole per il forte ed esclusivo interesse posto in essere sulle prime da parte della galleria statunitense di riferimento, a distanza di anni il dato che ne viene fuori è quello che si vede oggettivamente nelle banche dati delle aste e cioè che le opere grandi da un metro per un metro ed a salire fanno cifre modeste a fronte del tifo da stadio palesato nero su bianco in decine e decine di pagine del forum.
 

acciderba

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Ti prego di andarti a vedere gli esiti delle aste anche dell'altro giorno e subito dopo ti prego di non farti prendere dalla depressione. Poi ognuno può sparare parametri ed altro...a vanvera.
Dopo aver ascoltato per tanto tempo la favola della differenza del grande formato rispetto alle tele piccole per il forte ed esclusivo interesse posto in essere sulle prime da parte della galleria statunitense di riferimento, a distanza di anni il dato che ne viene fuori è quello che si vede oggettivamente nelle banche dati delle aste e cioè che le opere grandi da un metro per un metro ed a salire fanno cifre modeste a fronte del tifo da stadio palesato nero su bianco in decine e decine di pagine del forum.

Guardare al passato non è proprio il mio modo di agire come collezionista. Ho sempre guardato avanti e me ne sono sempre infischiato delle critiche (su Griffa mi hanno pure sbeffeggiato), altrimenti non potrei definirmi un collezionista soddisfatto. Non ci sono motivi per deprimersi perché, si sa, il mercato di un artista non lo fanno le aste di provincia ma i galleristi internazionali. Oggi Griffa ha aggiunto una nuova galleria internazionale di grande peso, a quelle che già aveva, e lo vende a parametro 30 (lo so per qualcuno il boccone è amaro). Se poi aggiungiamo che tutte le opere in circolazione di Griffa sono blindate, artista in vita e archivio rigoroso proiettato alla stesura del Catalogo Ragionato, la mia serenità aumenta.
Insomma, Griffa si discosta decisamente da taluni artisti che in vita ne hanno combinate di ogni e non hanno voluto tenere traccia delle percorso delle proprie opere, mettendo in difficoltà i neonati archivi, (so di collezionisti depressi che non comprano opere del defunto artista perché non hanno pubblicazioni coeve).
Da quando il mercato ha scoperto l’Analitica, di Griffa, in asta, sono passate opere di qualità- medio bassa. Ma la mediocrità in asta è normale in quanto si sono viste girare opere che qualcun altro ha scartato! Le opere belle di Griffa sono appese da anni alle pareti dei collezionisti - quelli che ci hanno creduto da tempo tanto e che hanno messo nero su bianco la loro passione per l’artista - o si trovano nel mercato primario.
 

Stefano Perrini

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Guardare al passato non è proprio il mio modo di agire come collezionista. Ho sempre guardato avanti e me ne sono sempre infischiato delle critiche (su Griffa mi hanno pure sbeffeggiato), altrimenti non potrei definirmi un collezionista soddisfatto. Non ci sono motivi per deprimersi perché, si sa, il mercato di un artista non lo fanno le aste di provincia ma i galleristi internazionali. Oggi Griffa ha aggiunto una nuova galleria internazionale di grande peso, a quelle che già aveva, e lo vende a parametro 30 (lo so per qualcuno il boccone è amaro). Se poi aggiungiamo che tutte le opere in circolazione di Griffa sono blindate, artista in vita e archivio rigoroso proiettato alla stesura del Catalogo Ragionato, la mia serenità aumenta.
Insomma, Griffa si discosta decisamente da taluni artisti che in vita ne hanno combinate di ogni e non hanno voluto tenere traccia delle percorso delle proprie opere, mettendo in difficoltà i neonati archivi, (so di collezionisti depressi che non comprano opere del defunto artista perché non hanno pubblicazioni coeve).
Da quando il mercato ha scoperto l’Analitica, di Griffa, in asta, sono passate opere di qualità- medio bassa. Ma la mediocrità in asta è normale in quanto si sono viste girare opere che qualcun altro ha scartato! Le opere belle di Griffa sono appese da anni alle pareti dei collezionisti - quelli che ci hanno creduto da tempo tanto e che hanno messo nero su bianco la loro passione per l’artista - o si trovano nel mercato primario.


Provo anch’io a dire la mia. Io ho una bella opera di Griffa comprata da Giampiero Biasutti nel 2006. In galleria ho anche avuto l’onore di incontrare il Maestro. Insomma, l’ho acquisito quando non era ancora così di moda e ho preferito spendere un po’ di più per poter scegliere (anche allora si trovavano opere a meno nelle “aste di provincia”).

Non sono però affetto da “tifo da stadio” come dice artepassion (solo per il Toro!): non ho intenzione di vendere, a meno che Griffa raggiunga quotazioni folli che mi cambierebbero la vita (ma è assai improbabile, almeno nel mio breve orizzonte).
Credo di capire il senso della frase di acciderba quando dice: “il mercato di un artista non lo fanno le aste di provincia ma i galleristi internazionali”. Non si può negare il lavoro di Kaplan. Tuttavia, il mercato di un artista è tutto l’insieme. Non possiamo ignorare il mercato secondario, anche perché è l’unico che garantisce una certa liquidità all’investimento. È certamente vero che la qualità delle opere in asta non è eccelsa, ma bisogna riconoscere che il mercato nazionale ha ancora una certa inerzia ad adeguarsi al “salto quantico” delle quotazioni di Griffa sul mercato primario.
E lo possiamo dire proprio perché “le opere in circolazione sono blindate” (di altri artisti potremmo dire che le cifre sono basse perché le opere hanno problemi).

Da torinese che bazzica ancora a Torino, mi sembra di poter dire che in città si trovano ancora molte opere di Griffa (alcune anche di qualità) e che molto difficilmente vengono proposte a parametro 30 (se sbaglio, correggetemi).
 

acciderba

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Provo anch’io a dire la mia. Io ho una bella opera di Griffa comprata da Giampiero Biasutti nel 2006. In galleria ho anche avuto l’onore di incontrare il Maestro. Insomma, l’ho acquisito quando non era ancora così di moda e ho preferito spendere un po’ di più per poter scegliere (anche allora si trovavano opere a meno nelle “aste di provincia”).

Non sono però affetto da “tifo da stadio” come dice artepassion (solo per il Toro!): non ho intenzione di vendere, a meno che Griffa raggiunga quotazioni folli che mi cambierebbero la vita (ma è assai improbabile, almeno nel mio breve orizzonte).
Credo di capire il senso della frase di acciderba quando dice: “il mercato di un artista non lo fanno le aste di provincia ma i galleristi internazionali”. Non si può negare il lavoro di Kaplan. Tuttavia, il mercato di un artista è tutto l’insieme. Non possiamo ignorare il mercato secondario, anche perché è l’unico che garantisce una certa liquidità all’investimento. È certamente vero che la qualità delle opere in asta non è eccelsa, ma bisogna riconoscere che il mercato nazionale ha ancora una certa inerzia ad adeguarsi al “salto quantico” delle quotazioni di Griffa sul mercato primario.
E lo possiamo dire proprio perché “le opere in circolazione sono blindate” (di altri artisti potremmo dire che le cifre sono basse perché le opere hanno problemi).

Da torinese che bazzica ancora a Torino, mi sembra di poter dire che in città si trovano ancora molte opere di Griffa (alcune anche di qualità) e che molto difficilmente vengono proposte a parametro 30 (se sbaglio, correggetemi).

No non ti sbagli, se è per questo le opere sono lontane anche dal parametro 24 valido fino all’altro ieri. Ma si sa che lo sguardo va rivolto al futuro, quindi all’estro e non certo in Italia, perché il mercato vero lo fanno fuori confine e di esempi ne abbiamo a non finire. Ci vorrà ancora un po' e poi sarà finita la cuccagna!