Gli schiavi italiani nella fabbrica cinese abusiva

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    Prevale ancora un certo ottimismo sulle principali borse mondiali spinte dalle aspettative sui tassi di interesse, con gli operatori che scontano sempre di più una pausa nel rialzo dei tassi per quest’anno, dopo la pubblicazione dei verbali degli ultimi meeting di Fed e Bce. Come da attese, dalle minute Fed è emersa cautela su eventuali rialzi futuri dei tassi, anche se non c’è stata alcuna indicazione di eventuali tagli nel breve termine. Anche dai verbali Bce è emerso che i tassi siano già sufficientemente restrittivi da riportare l’inflazione verso l’obiettivo. Lato materie prime, forte volatilità sul petrolio in seguito al rinvio della riunione dell’Opec+ dal 26 al 30 novembre. Per continuare a leggere visita il link

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reganam

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http://www.giornaledibrescia.it/val...i-a-lavorare-in-nero-per-una-cinese-1.3108174

Titolare dell'attività è una donna cinese. Ma tra le macchine da cucire ammassate in un capannone non c'erano solo suoi connazionali. Anzi, gli italiani al lavoro erano più del doppio dei cinesi: sette italiani e tre orientali. E' emerso tutto questo dal controllo messo in campo dal Nucleo Operativo Radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Breno insieme ai colleghi della stazione di Artogne e al personale dell'Ispettorato del Lavoro.

Il controllo è scattato nei confronti di una 52enne cinese titolare di una ditta individuale con sede legale a Prato ma sede operativa ad Artogne. In un capannone i militari hanno trovato undici persone al lavoro sulle macchine da cucire, impegnate a confezionare abiti. Tra queste sette italiani, tutti residenti in Valcamonica, e tre cinesi regolari oltre alla titolare. In una stanza ricavata nello stesso laboratorio altri tre cinesi che stavano dormendo, probabilmente dopo aver finito il turno. Una di questa è risultata irregolare e per questo trasferita in un centro di identificazione ed espulsione.

Tutti i lavoratori erano in nero così come l'attività è risultata del tutto sconosciuta al comune di Artogne.

La titolare è stata denunciata per l'impego di personale in nero e di stranieri irregolare e le è stato notificato anche il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale oltre a sanzioni amministrative per complessivi 35mila euro.
 
impossibile
gli italiani non possono fare i lavori che non vogliono più fare
 
http://www.giornaledibrescia.it/val...i-a-lavorare-in-nero-per-una-cinese-1.3108174

Titolare dell'attività è una donna cinese. Ma tra le macchine da cucire ammassate in un capannone non c'erano solo suoi connazionali. Anzi, gli italiani al lavoro erano più del doppio dei cinesi: sette italiani e tre orientali. E' emerso tutto questo dal controllo messo in campo dal Nucleo Operativo Radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Breno insieme ai colleghi della stazione di Artogne e al personale dell'Ispettorato del Lavoro.

Il controllo è scattato nei confronti di una 52enne cinese titolare di una ditta individuale con sede legale a Prato ma sede operativa ad Artogne. In un capannone i militari hanno trovato undici persone al lavoro sulle macchine da cucire, impegnate a confezionare abiti. Tra queste sette italiani, tutti residenti in Valcamonica, e tre cinesi regolari oltre alla titolare. In una stanza ricavata nello stesso laboratorio altri tre cinesi che stavano dormendo, probabilmente dopo aver finito il turno. Una di questa è risultata irregolare e per questo trasferita in un centro di identificazione ed espulsione.

Tutti i lavoratori erano in nero così come l'attività è risultata del tutto sconosciuta al comune di Artogne.

La titolare è stata denunciata per l'impego di personale in nero e di stranieri irregolare e le è stato notificato anche il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale oltre a sanzioni amministrative per complessivi 35mila euro.

La multinazionale italia va a gonfie vele......

avanti schiavi....
 
Se c'è una cosa che detesto è di aver ragione in questi casi. Quante volte ho detto che saremmo arrivati alla schiavitù.........

Maledetti padroni, maledetti sindacati, maledetti tutti.
 
in val camonica c'è grossa crisi
probabilmente quei 7 italiani prendevano l'indennità di disoccupazione, o magari erano addirittura invalidi.
e poi se la prendono con i cinesi.
 
La cinesizzazione è stata portata a termine.
Adesso si procede alacremente verso l'africanizzazione...
 
i filo cinesi lavorano

i filo africani consumano

e la giostra continua a girare...
 
i filo cinesi lavorano

i filo africani consumano

e la giostra continua a girare...
E i filo-sovietici se ne andranno a vivere al mare, godendosi lo spettacolo in pieno relax.
Relax interroto, di tanto in tanto, da qualche divertito "Ve l'avevo detto io...." :D
 
Dovranno correggere i dati sui disoccupati.....
 
Si potrebbe conoscere i prezzi che la padrona applicava ai suoi prodotti fatti in quel modo?

Chi è del settore (io no) potrebbe dare un'idea piu ampia del problema fermo restando che comunque evadevano in modo totale.
 
in val camonica c'è grossa crisi
probabilmente quei 7 italiani prendevano l'indennità di disoccupazione, o magari erano addirittura invalidi.
e poi se la prendono con i cinesi.


la ******* l'hai detta anche oggi. i Cinesi comunque vogliono gente che lavora, i tuoi amici africani non li vogliono.
 
Si potrebbe conoscere i prezzi che la padrona applicava ai suoi prodotti fatti in quel modo?

Chi è del settore (io no) potrebbe dare un'idea piu ampia del problema fermo restando che comunque evadevano in modo totale.

anni fa (2001)compravo i giubbetti in jeans all'ingrosso a 40.000 lire + iva mentre i cinesi li davano a 5.000 lire + il materiale dato dal cliente.
 
anni fa (2001)compravo i giubbetti in jeans all'ingrosso a 40.000 lire + iva mentre i cinesi li davano a 5.000 lire + il materiale dato dal cliente.

La differenza (forse anche la qualità) è tale per cui è difficile dimostrare che non avevano altra alternativa se non quella di lavorare in nero.

Le forze preposte però sono totalmente responsabili di tanta evasione eppure a sentirli hanno sempre ragione e i loro stipendi mica sono calati.
 
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