gpm start 04 banca pop. di bari

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erik32

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Volevo sapere qualcosa su Gpm Start della banca pop. di bari una gestione a capitale garantito.
casa ne dite, avete notizie?
 
Da evitare.

Ecco cosa ho scritto su una precedente versione della Start. Magari cambierà qualche aspetto della gestione, ma il succo è sempre quello: sono prodotti che servono solo ad incamerare un sacco di commissioni.


Ho investito parte della mia liquidazione, quella cioe' che certamente non mi dovrebbe servire a breve termine, aderendo alla GPM 102 START serie giugno 2003 della Banca Popolare di Bari, con i seguenti obiettivi:.
- garantirmi alla scadenza il capitale iniziale.
- puntare sulla ripresa dell'azionario.
- eventualmente uscire anticipatamente (4 anni) qualora il guadagno complessivo rendesse tale uscita vantaggiosa.
Cosa ne pensate?
Cordiali saluti.
Guido, da Napoli




Si tratta dell'ennesima gestione a capitale garantito, moda esplosa dopo le forti perdite cui la clientela e' incorsa negli ultimi anni. La gestione e' una GPM, vale a dire investe direttamente in titoli, a differenza delle GPF che investono in quote di fondi comuni e SICAV. Gia' qui abbiamo qualcosa che non quadra: una seria diversificazione in titoli non puo' essere effettuata con importi piccoli o medi. Pertanto, una gestione patrimoniale in titoli che accetti conferimenti minimi da 50mila euro inizia ad offrire un segnale di allarme: non e' che la gestione "personalizzata" non sia affatto personalizzata? La risposta, per esperienza, e' affermativa. Tutte le gestioni, in titoli ed in fondi comuni, sono vendute come "personalizzate" ma, in realta', non lo sono affatto, salvo che per patrimoni davvero molto elevati. Il gestore, infatti, compie le stesse scelte per tutti i clienti, effettuando le medesime operazioni per ciascuna delle gestioni. La gestione "Start" della BPB garantisce a scadenza il capitale conferito piu' il 2,5%: non appare uno sforzo eccessivo, dato che il 2,5% in cinque anni vuol dire poco meno dello 0,5% annuo (per la legge dell'interesse composto). Inizia, invece, ad apparire ridicolo nel momento in cui una delle commissioni previste a carico del cliente e' proprio il "Costo garanzia del capitale" che, guarda caso, ammonta al 2,5% del capitale conferito. In pratica, la Banca Popolare di Bari preleva il 2,5% al cliente, per poi offrirlo a scadenza come "rendimento garantito". Anzi, dopo cinque anni quel 2,5% varra' anche meno, per via dell'inflazione.
La garanzia opera solo a scadenza, e non se si decide di uscire prima: in tal caso, si vendono gli strumenti al prezzo corrente di mercato, che puo' anche essere inferiore rispetto al capitale iniziale. Passiamo agli altri costi della gestione: commissione di ingresso pari al 2,5% e commissione annua di gestione pari allo 0,225% trimestrale. Pertanto, spalmando la commissione di ingresso nei cinque anni (se si esce prima incide di piu', ovviamente, ed ecco perche' esistono le commissioni di ingresso) arriviamo ad un costo annuo della gestione pari a poco più dell'1,4%. Qui c'e' un altro campanello di allarme sulla "personalizzazione" del prodotto: l'1,4% e' una commissione di gestione media per un fondo comune bilanciato: come mai una gestione "personalizzata" costa come un fondo comune che, come sappiamo, investe il danaro dei clienti tutto assieme? Una vera gestione personalizzata presenta dei costi notevolmente superiori rispetto ad un fondo comune, ed invece la Banca Popolare di Bari non si fa pagare per il maggior servizio offerto: sono diventati filantropi nei confronti della clientela? Inoltre, appare strano che un prodotto tanto sofisticato non preveda anche commissioni di incentivo che, anzi, in genere crescono con la specializzazione dei prodotti. Altro segnale che qualcosa non quadra, pertanto. Un punto da chiarire: ovunque leggo di "capitale garantito" mentre poi si parla di data di "scadenza protezione": "capitale protetto" non vuol dire "capitale garantito". La differenza sta nel fatto che il meccanismo di protezione si applica sul mercato, ed e' soggetto alle condizioni dello stesso. Se, ad esempio, c'e' uno stop loss (taglio delle perdite) da applicare al livello 100, la vendita passa sul mercato ma non e' detto che passi a 100, perche' dipende dalle condizioni di mercato di quel momento: potrebbe passare a 95, ad esempio. Per approfondire il punto occorre verificare le clausole contrattuali.
Passiamo ai rendimenti: la banca ha l'obbligo di inviare trimestralmente il rendiconto della gestione. Nel rendiconto deve essere indicato, tra l'altro, il rendimento del benchmark (parametro di riferimento). Il benchmark deve essere indicato anche nel contratto. Trattandosi di prodotti personalizzati (a parole, come detto) la banca non e' tenuta a pubblicizzare i rendimenti delle proprie gestioni. Una valutazione del rendimento, quindi, e' possibile solo verificando lo stesso e raffrontandolo con un benchmark adeguato al prodotto: non poche volte, infatti, si sceglie un parametro facile, ad esempio un indice molto orientato sulle obbligazioni mentre la gestione e' azionaria.
Infine, la metodologia di gestione: non so quale sia, in quel periodo era molto di moda la CPPI, Costant Proportion Portfolio Insurance, che ha un grave difetto: se parte la protezione del capitale, tutto il danaro resta investito sull'obbligazionario fino al termine della gestione. Alcune gestioni partite poco prima di un forte movimento al ribasso delle borse hanno gia' visto scattare il meccanismo di protezione, ed i sottoscrittori non godranno altro che di rendimenti obbligazionari fino alla scadenza, anche in caso di forti rialzi dei mercati azionari. La Sua gestione e' stata sottoscritta nell'estate del 2003, e quindi l'eventuale meccanismo non e' partito, stante il rialzo dei mercati azionari nel frattempo intercorso. Si tratta, pero', di un punto da chiarire, onde evitare spiacevoli sorprese in futuro.

http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=78208
 
Scritto da Voltaire
Da evitare.

Ecco cosa ho scritto su una precedente versione della Start. Magari cambierà qualche aspetto della gestione, ma il succo è sempre quello: sono prodotti che servono solo ad incamerare un sacco di commissioni.


Ho investito parte della mia liquidazione, quella cioe' che certamente non mi dovrebbe servire a breve termine, aderendo alla GPM 102 START serie giugno 2003 della Banca Popolare di Bari, con i seguenti obiettivi:.
- garantirmi alla scadenza il capitale iniziale.
- puntare sulla ripresa dell'azionario.
- eventualmente uscire anticipatamente (4 anni) qualora il guadagno complessivo rendesse tale uscita vantaggiosa.
Cosa ne pensate?
Cordiali saluti.
Guido, da Napoli




Si tratta dell'ennesima gestione a capitale garantito, moda esplosa dopo le forti perdite cui la clientela e' incorsa negli ultimi anni. La gestione e' una GPM, vale a dire investe direttamente in titoli, a differenza delle GPF che investono in quote di fondi comuni e SICAV. Gia' qui abbiamo qualcosa che non quadra: una seria diversificazione in titoli non puo' essere effettuata con importi piccoli o medi. Pertanto, una gestione patrimoniale in titoli che accetti conferimenti minimi da 50mila euro inizia ad offrire un segnale di allarme: non e' che la gestione "personalizzata" non sia affatto personalizzata? La risposta, per esperienza, e' affermativa. Tutte le gestioni, in titoli ed in fondi comuni, sono vendute come "personalizzate" ma, in realta', non lo sono affatto, salvo che per patrimoni davvero molto elevati. Il gestore, infatti, compie le stesse scelte per tutti i clienti, effettuando le medesime operazioni per ciascuna delle gestioni. La gestione "Start" della BPB garantisce a scadenza il capitale conferito piu' il 2,5%: non appare uno sforzo eccessivo, dato che il 2,5% in cinque anni vuol dire poco meno dello 0,5% annuo (per la legge dell'interesse composto). Inizia, invece, ad apparire ridicolo nel momento in cui una delle commissioni previste a carico del cliente e' proprio il "Costo garanzia del capitale" che, guarda caso, ammonta al 2,5% del capitale conferito. In pratica, la Banca Popolare di Bari preleva il 2,5% al cliente, per poi offrirlo a scadenza come "rendimento garantito". Anzi, dopo cinque anni quel 2,5% varra' anche meno, per via dell'inflazione.
La garanzia opera solo a scadenza, e non se si decide di uscire prima: in tal caso, si vendono gli strumenti al prezzo corrente di mercato, che puo' anche essere inferiore rispetto al capitale iniziale. Passiamo agli altri costi della gestione: commissione di ingresso pari al 2,5% e commissione annua di gestione pari allo 0,225% trimestrale. Pertanto, spalmando la commissione di ingresso nei cinque anni (se si esce prima incide di piu', ovviamente, ed ecco perche' esistono le commissioni di ingresso) arriviamo ad un costo annuo della gestione pari a poco più dell'1,4%. Qui c'e' un altro campanello di allarme sulla "personalizzazione" del prodotto: l'1,4% e' una commissione di gestione media per un fondo comune bilanciato: come mai una gestione "personalizzata" costa come un fondo comune che, come sappiamo, investe il danaro dei clienti tutto assieme? Una vera gestione personalizzata presenta dei costi notevolmente superiori rispetto ad un fondo comune, ed invece la Banca Popolare di Bari non si fa pagare per il maggior servizio offerto: sono diventati filantropi nei confronti della clientela? Inoltre, appare strano che un prodotto tanto sofisticato non preveda anche commissioni di incentivo che, anzi, in genere crescono con la specializzazione dei prodotti. Altro segnale che qualcosa non quadra, pertanto. Un punto da chiarire: ovunque leggo di "capitale garantito" mentre poi si parla di data di "scadenza protezione": "capitale protetto" non vuol dire "capitale garantito". La differenza sta nel fatto che il meccanismo di protezione si applica sul mercato, ed e' soggetto alle condizioni dello stesso. Se, ad esempio, c'e' uno stop loss (taglio delle perdite) da applicare al livello 100, la vendita passa sul mercato ma non e' detto che passi a 100, perche' dipende dalle condizioni di mercato di quel momento: potrebbe passare a 95, ad esempio. Per approfondire il punto occorre verificare le clausole contrattuali.
Passiamo ai rendimenti: la banca ha l'obbligo di inviare trimestralmente il rendiconto della gestione. Nel rendiconto deve essere indicato, tra l'altro, il rendimento del benchmark (parametro di riferimento). Il benchmark deve essere indicato anche nel contratto. Trattandosi di prodotti personalizzati (a parole, come detto) la banca non e' tenuta a pubblicizzare i rendimenti delle proprie gestioni. Una valutazione del rendimento, quindi, e' possibile solo verificando lo stesso e raffrontandolo con un benchmark adeguato al prodotto: non poche volte, infatti, si sceglie un parametro facile, ad esempio un indice molto orientato sulle obbligazioni mentre la gestione e' azionaria.
Infine, la metodologia di gestione: non so quale sia, in quel periodo era molto di moda la CPPI, Costant Proportion Portfolio Insurance, che ha un grave difetto: se parte la protezione del capitale, tutto il danaro resta investito sull'obbligazionario fino al termine della gestione. Alcune gestioni partite poco prima di un forte movimento al ribasso delle borse hanno gia' visto scattare il meccanismo di protezione, ed i sottoscrittori non godranno altro che di rendimenti obbligazionari fino alla scadenza, anche in caso di forti rialzi dei mercati azionari. La Sua gestione e' stata sottoscritta nell'estate del 2003, e quindi l'eventuale meccanismo non e' partito, stante il rialzo dei mercati azionari nel frattempo intercorso. Si tratta, pero', di un punto da chiarire, onde evitare spiacevoli sorprese in futuro.

http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=78208
Sono d'accordo con quanto hai scritto, tranne l'eccessiva enfasi nel voler dimostrare che la gestione non è personalizzata. Nessuno dei due interventi ha mai parlato di gestione personalizzata. In secondo luogo non vedo perchè il fatto che la gestione sia fatta in monte sia sinonimo di fregatura (dipende sempre se la gestione è venduta come personalizzata, ma non è detto che venga veramente venduta come tale e non ho elementi per dirlo). Come hai detto tu per importi piccoli sarebbe impossibile anche volendo offrre una gestione personalizzata. Essendo una gpm è come acquistare un fondo comune con una particolare metodologia di gestione e obiettivo, ma questo non è sinonimo di prodotto scadente in ogni caso.
Lungi da me comunque difendere o valutare tale prodotto che non conosco. Le tue considerazioni inoltre sono tutte valide e ben documentate ovviamente e come detto sopra da me condivise.
Ma gli eccessi non fanno bene neppure a chi ha ragione... Lannutti docet... avrà anche le sue buone ragioni ma quello lì proprio non lo sopporto... :D
 
Scritto da Toshiba
dipende sempre se la gestione è venduta come personalizzata



Mi ero procurato una scheda-brochure sui costi e le caratteristiche della gestione, per questo ho potuto parlare in maniera abbastanza approfondita (anche se il contratto completo non lo avevo).

Non è una GPF ma una GPM, quindi investe direttamente in titoli: e come fai a diversificare con 50mila euro?

Una volta le GPM erano prodotti "da ricchi", c'erano minimi da 500milioni ed anche da 1 miliardo di lire, adesso pur di magnare le commissioni le propongono praticamente a tutti.

Lagnutti (perché si lagna sempre) ci ha costruito un business: mica crederai che ai tavoli di conciliazione ecc. ci vadano gratis per amore dei risparmiatori? :rolleyes:
 
Scritto da Voltaire
Mi ero procurato una scheda-brochure sui costi e le caratteristiche della gestione, per questo ho potuto parlare in maniera abbastanza approfondita (anche se il contratto completo non lo avevo).

Non è una GPF ma una GPM, quindi investe direttamente in titoli: e come fai a diversificare con 50mila euro?

Una volta le GPM erano prodotti "da ricchi", c'erano minimi da 500milioni ed anche da 1 miliardo di lire, adesso pur di magnare le commissioni le propongono praticamente a tutti.

Lagnutti (perché si lagna sempre) ci ha costruito un business: mica crederai che ai tavoli di conciliazione ecc. ci vadano gratis per amore dei risparmiatori? :rolleyes:
Stiamo dicendo la stessa cosa... anch'io la penso come te circa le gestioni "personalizzate". Infatti la mia frase che tu hai riportato voleva significare che sarebbe una bugia venderla come gestione personalizzata (questo io non lo so non avendo materiale informativo al riquardo ne conoscendo la società). Se invece non viene venduta come personalizzata non vedo dove stia il problema dato che è del tutto normale che la gpm sia gestita a monte (per importi piccoli), tra l'altro la gpm come costi soliltamente è da preferire alla gpf.
Penso che un cliente medio riesca a capire comunque che la gestione non può essere realmente personalizzata anche perchè se non ho la possibilità di sottoscrivere un prodotto dove sono io a definire il benchmark (e si può fare solo con certe cifre) perchè mai il gestore dovrebbe fare 10.000 scelte d'investimento diverse per un prodotto dalle caratteristiche standardardizzate come i diversi profili delle gestioni? Con che cognizione di causa le potrebbe fare? Guardando la scheda anagrafica dei clienti e le 4 informazioni circa la loro esperienza/propensione al rischio/obiettivo/situazione finanziaria?
Penso siano ben altre le cose a cui stare attenti quando si sceglie un prodotto d'investimento, anche perchè una gestione a monte per importi piccoli porta dei notevoli vantaggi in termini di diversificazione (come i fondi).
Se poi questa presunta personalizzazione porta dei costi aggiuntivi e non giustificati allora è un altro discorso.
 
Scritto da Toshiba
sarebbe una bugia venderla come gestione personalizzata

Appunto :rolleyes:

Sul cliente medio...sei molto ottimista :rolleyes:
 
Scritto da Voltaire
Lagnutti (perché si lagna sempre) ci ha costruito un business: mica crederai che ai tavoli di conciliazione ecc. ci vadano gratis per amore dei risparmiatori? :rolleyes:


Per far capire il business: ai tavoli con MPS per MyWay/4You il "rappresentante dei risparmiatori" prende 100 euro a pratica....fatevi i conti.
 
Scritto da Voltaire
Per far capire il business: ai tavoli con MPS per MyWay/4You il "rappresentante dei risparmiatori" prende 100 euro a pratica....fatevi i conti.
La cosa non mi stupisce... ma deve far pensare...

Comunque sarò anche ottimista nei confronti dell'investitore medio ma è inutile che questo si giustifichi sempre col fatto che certe cose sono difficili da capire...
Non ricordo dove, ma era azzeccata la frase secondo cui invece di perdere ore a guardare telenovelas e programmi spazzatura una persona potrebbe anche impegnare un pò del proprio tempo ad informarsi meglio su quello che riguarda la gestione del proprio patrimonio, visto che per crearselo suda 7 camicie tutti i santi giorni.
Con un pò di impegno qualcosa di più lo potrebbero capire e penso che sarebbe sufficiente ad evitare i bidoni più grossolani.
Visto che l'onestà e la chiarezza non sono propri di tutti, in qualsiasi lavoro, sarebbe il caso di aumentare le proprie "difese immunitarie". In molti casi penso che basterebbe anche la semplice diligenza del buon padre di famiglia.

E la cosa in cui riescono meglio certe associazioni molto spesso è proprio la demagogia :rolleyes:

ps: lungi da me l'intenzione di difendere i comportamenti delle banche negli ultimi scandalosi episodi.
 
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