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watson

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Al sonno
O soave che balsamo soffondi
alla quieta mezzanotte, e serri
con attente e benevole le dita
gli occhi nostri del buio compiaciuti,
protetti dalla luce, avvolti d'ombra
nel ricovero di un divino oblio.
O dolcissimo sonno! se ti piace
chiudi a metà di questo, che è tuo, inno
i miei occhi in vedetta, o attendi l'Amen
prima che il tuo papavero al mio letto
largisca in carità il suo dondolio.
Poi salvami, altrimenti il giorno andato
lucido apparirà sul mio guanciale
di nuovo, producendo molte pene,
salvami dall'alerte coscienza
che viepiù insignorisce il suo vigore
causa l'oscurità, scavando come
una talpa. Volgi abile la chiave
nella toppa oliata e dà il sigillo
allo scrigno, che tace, del mio cuore
 
John Keats fu senza dubbio, dal punto di vista della forma, il più raffinato poeta romantico inglese.
Insoddisfatto di sé, volle che sulla sua tomba, al cimitero protestante in Roma, presso la piramide di Caio Cestio, fosse inciso l'epitaffio:
"Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua".
 
Scritto da watson
John Keats fu senza dubbio, dal punto di vista della forma, il più raffinato poeta romantico inglese.
Insoddisfatto di sé, volle che sulla sua tomba, al cimitero protestante in Roma, presso la piramide di Caio Cestio, fosse inciso l'epitaffio:
"Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua".

Confermo e...l'accendiamo!!
 
rmkeats.jpg
 
Nel novembre 1820 il poeta inglese John Keats soggiornò con un amico, il pittore Joseph Severn, in una casetta, la Casina Rossa, sull'angolo della scalinata di Trinità dei Monti.

Keats, ammalato di tisi era stato mandato a Roma dai medici nella speranza che il clima mite e asciutto gli giovasse.Depresso per le severe critiche alla sua opera e tormentato dall'amore non ricambiato per una fanciulla di nome Fanny Brawne, Keats morì nel febbraio dell'anno successivo all'età di 25 anni.

Alla sua morte si ispirò il suo amico e poeta Percy Bysshe Shelley per il poema Adonais. Nel luglio 1822 Shelley morì annegato nel golfo di La Spezia. Keats, Shelley e Severn sono sepolti nel cimitero protestante di Roma.

Nel 1906 la casa fu acquistata da un'associazione anglo-americana e ospita oggi la fondazione e la biblioteca dedicata ai poeti romantici inglesi. Trai cimeli vi sono un ricciolo dei capelli di Keats, alcuni frammenti delle ossa di Shelley e una maschera di carnevale di Lord Byron, ricordo di una gita a Venezia. Si può visitare anche la camera dove Keats morì, anche se tutti i mobili originali furono bruciati dopo la sua morte per ordine del papa.


salone.jpg


http://www.keats-shelley-house.org/
 
Scritto da watson
Nel novembre 1820 il poeta inglese John Keats soggiornò con un amico, il pittore Joseph Severn, in una casetta, la Casina Rossa, sull'angolo della scalinata di Trinità dei Monti.

Nel 1906 la casa fu acquistata da un'associazione anglo-americana e ospita oggi la fondazione e la biblioteca dedicata ai poeti romantici inglesi.

salone.jpg


http://www.keats-shelley-house.org/

Guardando il portone, sulla destra, a 30 metri una delle pochissime camicerìe degne di questo nome rimaste nell'Urbe.
Il nome ?! "Byron", ovviamente.
 
Brawne, Fanny: Keats conobbe Fanny nel 1818, al ritorno da un viaggio in Scozia. La madre di Fanny aveva infatti affittato l'altra metà della casa nella quale viveva John.
L'ultima volta che si videro fu il 13 Settembre 1820: dopo quel giorno, John non le scrisse più, nemmeno dall'Italia, né volle più leggere le sue lettere.

La storia d'amore che vissero - come testimoniano le lettere - fu intensa e profonda, ma anche molto tormentata. John era infatti geloso, irritabile, sospettoso ed esigente, mentre Fanny era semplice, curiosa e vivace.

La pubblicazione di alcune delle lettere che Fanny scrisse a John suscitò reazioni molto negative nei critici, che ritenevano la ragazza indifferente e indegna dell'amore di Keats. Tuttavia, non erano state prese in considerazione le lettere che lei scrisse a Fanny (la sorella di John): la loro pubblicazione gettò una luce nuova e più vera sul carattere della donna amata da Keats, che si rivelò una ragazza sensibile e profondamente toccata dall'amore del poeta.

fanny.jpg
 
Gli ammiratori di Keats affermano che, se la morte non ne avesse stroncato in modo prematuro la creatività, i suoi versi avrebbero potuto competere con quelli di Shakespeare. Più aspra e severa nei confronti della maturità di altri famosi poeti è la versione secondo la quale il genio romantico per eccellenza non visse abbastanza per distruggere o alterare la freschezza e la genuinità della sua ispirazione giovanile. In realtà in un arco di tempo assai ridotto la poesia di Keats percorre e concentra un'evoluzione estetico-letteraria sorprendentemente intensa, che, romantica nella sostanza, raggiunge una purezza espressiva rara nei giovani poeti alle prese con la propria onnipresente interiorità emotiva. Forse per questo Keats è ancora tanto amato.

keats.jpg
 
Ode su un'urna greca




Tu della quiete immacolata sposa,

figlia del pigro tempo e del silenzio

silvane storie narri più soavemente

della nostra rima: un racconto fiorito

adorna la tua forma e la frequenta

il mito, degli dèi o di mortali, oppur d'entrambi,

in Tempe, o nelle valli dell'Arcadia?

Sono queste figure uomini o dèi? E chi son queste schive fanciulle?

E cos'è questo pazzo inseguimento, lo sforzo per fuggire?

Quali zampogne e cembali? Quale selvaggia estasi?



Dolci son le armonie che posso udire, ma quelle che non odo

sono più melodiose; perciò tu, silenziosa zampogna,

suona, non all' orecchio fisico, ma allo spirto

zufola ancora canti senza voce.

Sereno giovanotto sotto il verde, tu non potrai finire

la tua canzone, non mai quegli alberi si spoglieranno;

audace amante, tu mai potrai baciare,

per quanto tu sia prossimo alla meta; tuttavia non soffrire,

ch'ella non può svanire; e sebben tu ottenuto non abbia

la tua felicità, tu per sempre amerai, lei sarà sempre bella!



Felicissimi rami, le vostre foglie voi non potete

lasciar cadere, nè mai prender congedo potrà la primavera;

L'abile suonator che non si stanca

per sempre suonerà la sua zampogna,

canzoni sempre nuove, d'amore fortunato,

d'amore più felice, sempre ardente e ancora a esser goduto,

sempre anelante, giovane sempre,

molto al di sopra d'ogni vivente passione umana;

ciò lascia un cuore amareggiato e sazio,

infiammata la fronte, arsa la lingua.



Chi son costoro che giungono all'offerta?

a quale altare, mistico sacerdote,

conduci tu quella giovenca, coi suoi serici fianchi

di ghirlande agghindati, che mugge ai cieli?

La piccola città, con pacifica acropoli, è edificata

lungo spiagge marine, o accanto a un fiume,

oppur sulla montagna, e perchè vuota è mai della sua gente

in questo pio mattino? O piccola città,

le tue stradine eternamente saran silenti,

e mai nessuno potrà tornare a dire perchè sei solitaria.



Attica forma, ricamata nel marmo

con bello stile d'uomini e fanciulle,

di rami di foresta e calpestata erbaccia;

tu, silenziosa, che il pensiero tormenti sino a farlo smarrire,

con l'idea dell'eterno: tu, pastorale freddo racconto,

quando nel vecchio tempo questa generazion sarà dispersa,

tu rimarrai, nel mezzo ad altri affanni,

un'amica dell'uomo, al quale dici:

- Bellezza è verità, e verità bellezza - e questo è tutto

ciò che tu sai del mondo, tutto ciò che desideri sapere.
 
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