Hieronymus Bosch

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Sette peccati capitali e i quattro novissimi 1475-80 Madrid, Museo del Prado
Opera scelta da Filippo II di Spagna per la sua camera da letto all'Escorial. Le scene che illustrano i vizi si dispongono in cerchio a formare un simbolico occhio, lo "specchio dell'anima, con al centro della pupilla il Cristo risorto e nei tondi ai quattro angoli le immagini della morte, del Giudizio, dell'Inferno e del Paradiso.

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Mi chiedo come facesse a dormire in quella camera.

Masca
 
La nave dei folli 1490-1500 Parigi, Musèe du Louvre
Per metà imbarcazione e per metà albero della cuccagna la nave dei folli trasporta su un mare di brodo, o di vino, il suo carico di pazzi gaudenti che si abbandonano ai piaceri della carne.

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Cura della Follia 1475-80 Madrid, Museo del Prado
Un uomo stupido ricorre ad un chirurgo ciarlatano per farsi estrarre dalla testa il suo male, male che ha la forma di un tulipano, perchè tulpe, in olandese, vuole dire anche pazzia

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La morte e la miseria c. 1490 National Gallery of Art, Washington

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Hieronymus Bosch

LA VITA

1453, 2 ottobre: Nasce a 's-Hertogenbosch ("Boscoducale"), nel Brabante Olandese, con il nome di Jeroen Anthonis van Aken, figlio di Anthonis von Aken e di Aleyt. Prende il nome di Hieronymus Bosch probabilmente per distinguersi dal padre e dal nonno, anch'essi pittori.

1475-78: A questo periodo risalgono le prime opere: I sette peccati capitali e i quattro novissimi, Le nozze di Cana, La cura della follia e Il prestigiatore.

1478: Muore il padre, e la bottega artistica viene affidata ad uno dei fratelli di Bosch.

Sposa Aleyt van de Meervenne, figlia di un ricco proprietario terriero. Il matrimonio gli permette di stabilizzare la sua condizione economica ed allo stesso tempo di iniziare la sua scalata nella società borghese.

1480: Acquista i due scomparti della pala d'altare che la confraternita di Nostra Signora aveva commissionato al padre per la cattedrale, rimasti incompiuti per la sua morte. E' il primo contatto con la Confraternita.

1482: Vende un podere della moglie.

1483: Ancora una volta vende, per conto della moglie un pezzo di terreno e contemporaneamente eredita dal cognato una piccola proprietà. La sua condizione economica e sociale va stabilizzandosi sempre più.

1486: Entra a far parte della Confraternita di Nostra Signora, a cui appartiene già la moglie. La Confraternita è un associazione religiosa che si occupa essenzialmente di opere caritatevoli e di arte religiosa. All'interno della Confraternita ha modo di conoscere l'architetto Allaert de Hameel, che dirige il cantiere della Cattedrale di San Giovanni.

1488: Diviene "notabile" della Confraternita, una carica molto importante.

1489-92: Lavora alla pala d'altare per la cappella della cattedrale della Confraternita.

1489: Realizza l'Andata al Calvario, la Morte dell'avaro e la Nave dei Folli.

1493: Disegna le vetrate che il mastro vetraio Willelm Lambert deve realizzare nella cappella della cattedrale della Confraternita.

1499-1502: Probabilmente in questo periodo il pittore soggiorna a Venezia. Lavora al Trittico del diluvio e al Trittico del fieno.

1503: Esegue per la Confraternita tre stemmi.

1504: Filippo il Bello gli commissiona una tavola con il Giudizio Universale.

1505: Realizza San Cristoforo, San Giovanni a Patmos, Storie della Passione e San Giovanni Battista in meditazione.

1510: Esegue il Figliol Prodigo, Tentazioni di Sant'Antonio e il Trittico dell'Epifania.

1511: Disegna per la Confraternita una croce da ricamare sulla cotta di un prete.

1512: Disegna per la Confraternita un lampadario per il coro della cattedrale di San Giovanni.

1516, 9 agosto: Nella cappella della Cattedrale di San Giovanni si svolgono i funerali del pittore.
 
Cristo che porta la croce 1515-16
Museum voor Schone Kunsten, Ghent

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Crocifissione 1480-85 Musées Royaux des Beaux-Arts, Brussels

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Ho sempre trovato Hieronymus Bosh molto moderno , tanto che l'ho addirittura considerato tra i precursori dei surrealisti.
Egli , se fu un precursore e un visionario lo fu "involontariamente" perché nella vita reale non fu per nulla "rivoluzionario" tant'è che divenne notabile della Confraternita. Solo verso la fine della sua vita cadde in disgrazia.
Ho preso spunto da lui per un thread sulle Avanguardie

http://reaper.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=18&highlight=avanguardie
 
Il trittico delle delizie 1503-04 Madrid, Museo del Prado
La creazione del mondo
Facce esterne degli scomparti laterali, formanti una composizione unica il mondo al terzo giorno di creazione, visto a volo di uccello entro una sfera di cristallo, simbolo della fragilità dell'universo. In alto a sinistra, entro uno squarcio di nubi, il Creatore, figurato come un vecchio con barba e tiara. Dio è relegato in un angolo, il globo diviene grande protagonista dell'evento con la figurazione del primo paesaggio fino a se stesso nella storia della pittura. Sulla terra non compaiono ancora gli animali, ma crescono piante e strane formazioni vegetali e minerali, che alcuni studiosi hanno interpretato come simboli sessuali

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Il giardino delle delizie
Scomparto centrale del complesso, raffigurante donne e uomini, fra i quali anche fanciulle e giovani neri, uniti in coppia o in gruppi racchiusi da strani separès vegetali o minerali, che si abbandonano alle dolcezze carnali secondo o contro natura. Evidentissima in questo quadro è la particolare visione spaziale di Bosch: le figure sono scaglionate in bande orizzontali (con punti di fuga diversi e che hanno continuità solo di accostamento), o leggermente oblique, dall'alto verso il basso del dipinto, e la profondità è solo accennata. Le figure si muovono e sono immerse in uno spazio vago ed impalpabile, una sorta di spazio onirico, mediante il quale Bosch riesce a rappresentare l'atmosfera e lo stato proprio del sogno, e quindi privato della tridimensionalità.
Al centro della composizione è la cavalcata della libidine attorno alla fonte della giovinezza entro cui si bagnano le donne, che hanno sul capo corvi (simbolo di incredulità), pavoni (vanità), ibis divoratori di pesci morti (le gioie passate). Gli animali della cavalcata - leopardi, orsi, leoni, grifoni, liocorni - tratti direttamente dai bestiari medievali, sarebbero simboli di lussuria e di altri peccati. L'intera rappresentazione contiene numerosi sim,boli alchemici: a partire dai pettirossi, simbolo di lascivia, le farfalle di incostanza, la civetta di eresia, l'upupa che si nutre di rifiuti dell'anima compiaciuta delle false dottrine, il martin pescatore dell'ipocrisia. Alchemici sono anche alcuni colori (rosso = processo creativo, azzurro = frode e malvagità) ed il senso di trasmutazione continua della materia, indicato dal lussureggiare delle vegetazioni e dalla trasformazioni di parti umane e rocciose in strane


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Il paradiso terrestre
Faccia interna dello scompartimento laterale a sinistra, raffigurante la creazione di Eva. Il solito dispositivo (creazione, peccato originale, cacciata) è qui ridotto all'evento essenziale da cui trae origine il peccato carnale. I caratteri somatici di Adamo, Eva e Dio testimoniano un riavvicinamento al realismo da parte di Bosch. L'immagine del Creatore raffigurato come Cristo si collega alla tradizione antica, dimenticata dai quattrocentisti, ma ripresa da Bosch, secondo il quale Dio creò il mondo tramite il suo verbo. Nel Paradiso Terrestre, costruito dal basso verso l'alto mediante dei piani circolari sono inserite piante ed animali di specie rara, che cominciano a divorarsi a vicenda e, sullo sfondo, quattro rupi fantastiche con forme geometriche astratte. La palma con il serpente attorcigliato è l'albero della conoscenza del bene e del male, cioè dei frutti tentatori che la donna (i sensi) offre all'uomo (la ragione).
Il centro della composizione è formato dalla fontana della vita, la cui struttura rammenta vagamente una sorta di monumento gotico, caratterizzato in alto dalla mezza luna, simbolo del diavolo, ed in basso al centro del disco di base un occhio con una civetta appollaiata. Il disco, l'occhio e la civetta formerebbero uno dei cosiddetti "punti di concentrazione" usati dai mistici per porsi in stato di ascesi.



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L'INFERNO MUSICALE
Faccia interna dello scomparto laterale a destra, con la punizione dei peccati realizzata secondo la legge del contrappasso. L'opera si articola, come nel Giardino, in piani sovrapposti dal basso verso l'alto, che qui hanno un lieve movimento zigzagato. I toni a differenza delle altre parti sono molto più cupi e tenebrosi, ottenuti da un sottile gioco di chiaroscuri tra le figure chiare ed il fondo nero. Anche qui i simboli alchemici sono numerosi e sparsi un pò ovunque, ad iniziare dal mostro centrale, che costituisce il momento figurativo culminante e che rappresenta l'uomo alchemico. I colori che lo contraddistinguono (dal basso verso l'alto, nero, bianco e rosso) riflettono gli stadi di cottura del mercurio, le gambe poggiano entro i due vascelli dell'Arte e della Natura che portano alla Grande Opera. Nel cavo dell'uomo è una bettola, in cui demoni e streghe gozzovigliano (critica ai costumi della società), sulla testa, che probabilmnte è un autoritratto, intorno ad una corna musa rosa, simbolo sessuale, danzano diavoli e peccatori. L'arpa, il liutoe l'organo, divenuti strumenti di supplizio e circondati da dannati che cantano sullo spartito sono, per alcuni, simboli sessuali della punizione del peccato carnale, mentre per altri, secondo l'interpretazione adamitica, sono ricordi dell'armonia del Paradiso. Il mostro in trono, con testa di uccello e i piedi nelle brocche è Satana: egli inghiotte i dannati e li passa sottoforma escrementi in una bolla trasparente, contrappasso delle bolle voluttuose del Giardino, su cui i lussuriosi si esibiscono in danze lascive. In basso a sinistra, è il supplizio dell'iracondo trafitto, con allusione ad una lite fra giocatori di dadi, che sono dietro di lui, la mano benedicente trafitta dal coltello è la carità del Salvatore, annientata dai peccatori, l'uomo sbranato dai cani simboleggia l'invidia. L'orecchia gigantesca trapassata dalla freccia è ritenuta l'emblema dell'infelicità. La chiave penzolante dal bastone del monaco è interpretata come simbolo del desiderio coniugale proibito al clero. Nello sfondo è la visione dell'inferno di fuoco, in cui sono contenute le simbologie dei quattro elementi alchemici: il villaggio è la terra, il fiume infernale è l'acqua, il mulino a vento è l'aria, il vulcano è il fuoco.

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Trittico del fieno 1500-02 Madrid, Museo del Prado.
Il trittico illustra la "nascita, lo splendore e castigo del male. Un proverbio fiammingo, cui sembra che Bosch si sia ispirato recita: "Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne arraffa quello che può." Sull'anta destra, tra edifici caliginosi e fumanti in cui si aggirano ladri sacrileghi, sono rappresentati i castighi che attendono chi segue ciecamente le cose del mondo, mentre sulle ante esterne è raffigurato un simbolico pellegrino che rischia di imbattersi nei più grandi pericoli se lascia la via maestra del bene.

Parte sinistra
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Il trittico del fieno
Pannello centrale

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Il trittico del fieno
L'inferno- pannello laterale

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San Gerolamo in preghiera 1505 Gand, Musèe de Beaux-Arts


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Dettaglio del San Gerolamo in preghiera
Notare il bellissimo cretto del dipinto su tavola

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Le tentazioni di San Antonio c.1505
Museo Nacional de Arte Antiga Lisbona
Pannelli esterni

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