I margini stretti della deroga concessa dalla Ue all'Italia

ceck78

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La Commissione europea ha concesso sì un po' di flessibilità all'Italia e agli altri paesi usciti dalla procedura d'infrazione, ma all'interno di paletti molto rigidi, che saranno illustrati ai ministri delle Finanze e dell'Economia delle nazioni interessate nella lettera che il commissario Oli Rehn spedirà tra oggi e domani.

Il primo di questi paletti è che in ogni caso non sarà è possibile superare il limite del 3% nel rapporto tra Pil e deficit pubblico.

"Il margine di flessibilità è per eventualmente consentire, caso per caso, una deviazione temporanea dal percorso di convergenza verso l'obiettivo di medio termine (il pareggio strutturale del bilancio), ma in nessun caso per infrangere la regola del 3%", spiega Marco Buti, direttore generale della Direzione Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea.

Difficile anche tradurre in cifre i margini di manovra concessi all'Italia. La flessibilità, infatti, come spiegato nel comunicato del presidente della Commissione Barroso, riguarda innanzi tutto settori ben definiti, ossia "i progetti cofinanziati dall’Ue nell’ambito della politica di coesione, delle reti trans europee Ten o di Connecting Europe" e che abbiano "un effetto sul bilancio positivo, diretto, verificabile e di lungo termine".

Se tutte queste condizioni saranno rispettate e limitatamente ai soli progetti in questione, la commissione potrà autorizzare uno scostamento temporaneo nel percorso verso il pareggio strutturale. Complessivamente, insomma, si tratta al massimo di qualche decimale di punto rispetto al Pil.

Le deroghe, dunque, saranno concesse caso per caso. Entro il 15 ottobre prossimo, infatti, i governi dei paesi usciti dalla procedura d'infrazione dovranno inviare alla Commissione i progetti delle diverse leggi di Bilancio trasmesse ai parlamenti. La Commissione avrà una settimana di tempo per chiedere chiarimenti e un'altra settimana per sollecitare i cambiamenti. La decisioni finale sarà della Commissione, che comunque discuterà i vari programmi anche con l'Eurogruppo. Se il risultato sarà considerato coerente con le linee guida ci sarà il via libera, altrimenti scatterà il disco rosso.

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