I Top e i flop prima di Natale

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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Frà67

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27/11/02
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I flop (Eurosport)

l 2011 va in archivio e non ci sono soltanto rose e fiori. Non poteva mancare il flop 11 del campionato di Serie A.

Alexandros Tzorvas (Palermo): non era tutta colpa di Pioli e Mangia. Se i dirigenti rosanero hanno deciso di rimpiazzare un portiere di sicuro rendimento come Sirigu con lui, qualche problema vero c'era. Al punto che il greco è finito anche per perdere il posto a favore del non irreprensibile Benussi.

Simon Kjaer (Roma): "Ametrano, rifatti la foto che sei peggiorato". Guardando al rendimento del danese in giallorosso e paragonandolo a quello dei tempi di Palermo, viene da pensare alla celebre battuta di "Bianco, Rosso e Verdone". Evidentemente, come a uno dei protagonisti di quel film, il soggiorno in Germania non ha giovato particolarmente.

Ignacio Fideleff (Napoli): se gli azzurri non sono riusciti a fare il salto di qualità in campionato e — anzi — sono peggiorati decisamente, la colpa è soprattutto di un mercato che, salvo rari casi, non ha aggiunto nulla qualità della rosa. Fideleff e il suo svarione di Verona ne sono la prova.

Cristian Chivu (Inter): si era detto contento della difesa a tre di Gasperini, lamentandosi dopo anni passati a fare il terzino. Ma anche con quel modulo non ha fatto vedere grandi cose. E, dopo, ha confermato di essere ormai in china discendente. Con il contratto in scadenza a giugno, la permanenza in nerazzurro non è poi così scontata.

Milos Krasic (Juventus): ma non era l'erede di Pavel Nedved? Con la gestione Conte ha chiuso mestamente tra panchina e tribuna un 2011 davvero orribile, il più incredibile dei risultati se si considerano i fasti dei primi mesi in bianconero. Chissà dov'è finito il vero Krasic.

Wesley Sneijder (Inter): 6 partite e un gol in questo primo scampolo di campionato. Infortuni innumerevoli in tutto l'arco dei dodici mesi. E, soprattutto, un rendimento che è il lontano parente del primo anno da interista. Chissà che la mancata cessione estiva e l'intensa frequentazione della movida milanese non abbiano influito.

Juraj Kucka (Genoa): attenzione, amici interisti, se il rinforzo di gennaio sarà lo slovacco i problemi dei nerazzurri saranno tutt'altro che risolti. Una volta trovato l'accordo tra Preziosi e Moratti, Kucka ha praticamente smesso di giocare. Lento, involuto, irriconoscibile.

Houssine Kharja (Fiorentina): la sua vicenda ha dell'incredibile. A gennaio era uno dei rinforzi d'emergenza dell'Inter di Leonardo, non ha fatto granché e di conseguenza è stato ceduto dal Genoa alla Viola. E lì ha fatto notizia soprattutto per la decisione incredibile di non voler vivere a Firenze ma di preferire vivere da pendolare passando qualche ora al giorno su un Freccia Rossa che lo collega con Milano.

Alexandre Pato (Milan): soltanto un gol in questo avvio di stagione, nel quale non è mancato il solito infortunio. Ma, soprattutto, prestazioni sconcertanti come quelle di Napoli e Bologna, quando è parso ben più di un corpo estraneo alla squadra. A 22 anni sarebbe forse il caso di maturare anche da questo punto di vista.

Alberto Gilardino (Fiorentina): nell'anno dell'Europeo, il bomber viola sembra essere divenuto l'ombra di se steso. Due gol in 12 partite di campionato, un infortunio alle spalle e soprattutto una lentezza ai limiti dell'imbarazzante. Se non gli arriva un cross sul primo palo non è più lui. Ma, anche qui, le scorie delle polemiche estive sul mancato trasferimento al Genoa (peraltro non il Real Madrid) si sono fatte sentire.

Diego Milito (Inter): ora che gli infortuni non lo stanno martoriando, fa ancora più male vederlo faticare così tanto. A 32 anni sembra già il Bobo Vieri di fine carriera.
 
I Top

Un altro anno calcistico volge al termine ed eccoci qua, anche se della nuova stagione siamo solo al giro di boa, è tempo di elencare gli undici migliori giocatori che meritano di far parte del 3-4-3 del nostro dream team. Il 'compito' di scegliere undici giocatori in tutto il campionato comporta delle esclusioni più o meno illustri, ma sono le regole del gioco. Ecco le nostre scelte:

Gianluigi BUFFON - Se Conte guarda tutti dall'alto verso il basso, parte del merito va sicuramente a Buffon, tornato ad essere decisivo con parate importanti e capace di ritrovarsi insieme a tutto l'ambiente bianconero. In questo inizo di stagione, il miglior portiere del decennio, secondo l'IFFHS, si è sempre fatto trovare attento e concentrato trasmettendo a tutto il reparto la sicurezza che negli anni scorsi era venuta meno.

Christian MAGGIO - A Napoli c'è un ragazzo che dopo ogni partita è costretto a pagare multe per eccesso di velocità. Mazzarri,però, ha deciso di accollarsene la metà.Stiamo parlando di Christian Maggio esterno destro che da quattro anni fa la felicità dei tifosi partenopei. Con la maglia del Napoli ha definitivamente conquistato la nazionale di Prandelli. Capace di ricoprire tutti i ruoli da esterno, Maggio è dotato di uno spiccato senso del gol e anche di un ottimo stacco aereo; la sua qualità migliore, a nostro avviso, resta la capacità di inserimento che spesso lo porta a tu per tu col portiere avversario.

THIAGO SILVA - Il brasiliano è la dimostrazione vivente che i fuoriclasse non sono soltanto i cosiddetti "avanti", gli attaccanti, bensì ne possono nascere anche in difesa. Secondo gli ultimi exit poll in casa rossonera il difensore, senza dubbio l'attuale miglior centrale al mondo, sarebbe sempre più vicino a indossare la fascia da capitano per guidare in futuro la sua squadra. Tecnica, velocità, fisico, versatilità, tempismo, intelligenza tattica: non gli manca nulla.

Mehdi BENATIA - Dopo un po' di trasferimenti tra la prima e la seconda divisione francese, il difensore marocchino ha trovato la definitiva consacrazione nel campionato italiano al suo secondo anno con la maglia dell'Udinese. Nella scorsa stagione ha messo a segno tre reti, quest'anno è già a quota due ed il suo feeling con la porta promette di migliorare ulterioremente. Le sue doti lo rendono un sicuro oggetto di interesse per le future sessioni di mercato; insieme a Isla, Armero e Asamoah è destinato a fare la fortuna (in tutti i sensi) del presidente Pozzo.

Simone PEPE - Fu uno dei primi acquisti della 'nuova' Juventus ed ora più che mai ha saputo dimostrare il suo valore anche con una maglia che ha un blasone significativamente più grande di quello dell'Udinese. Un periodo di alti e bassi caratterizzato da una scarsa fiducia iniziale nei suoi mezzi ora ha fatto spazio alla sua esplosione. Il segreto del successo è nascosto, oltre che nelle sua doti tecnico-tattiche, nell'intesa con mister Conte, il cui merito è quello di aver creduto in lui più di altri.

Claudio MARCHISIO - Non tutti i mali vengono per nuocere. Stagione 2006-07 Juventus in Serie B, alla guida Deschamps, il tecnico francese butta nella mischia il ventenne Marchisio che da allora non uscirà più dal campo. Cinque anni dopo Marchisio è uno dei migliori centrocampisti in Italia e in Europa; un giocatore completo, dotato di ottima tecnica, visione di gioco e tempi d'inserimento che gli consentono di vedere la porta come pochi altri, quest'anno tra campionato e coppa ha già timbrato il cartellino 7 volte. Un predestinato, il futuro del calcio italiano, icona di serietà massima dentro e fuori dal campo, un capitano. Ma se la Juve fosse rimasta in Serie A ne avremmo mai potuto tessere le lodi?

Mauricio ISLA - Forse l'ala destra più in forma del momento è proprio Isla; il cileno, classe '88, sta vivendo un 2011 da favola, nel quale a suon di cavalcate lungo la fascia destra, ha contribuito in modo prepotente, prima alla straordinaria qualificazione in Champions e poi ad un girone d'andata da vera protagonista insieme all'Udinese. Motorino instancabile e pedina fondamentale nel gioco di Guidolin, l'esterno sembra anche aver trovato un buon feeling con la porta, per lui già 3 centri in campionato.

Antonio NOCERINO - Scusi c'è Cesc? No, c'è Antonio. Arrivato in rossonero con l'esborso di soli 500 mila euro, il centrocampista partenopeo lascia la maglia che lo ha condotto alla convocazione in nazionale e accetta la corte del Diavolo per dimostrare di essere più che utile alla causa rossonera. Lui stesso ha pensato personalmente a demolire lo scetticismo iniziale a suon di gol, sei finora.

Zlatan IBRAHIMOVIC - Lo svedese si conferma uno dei giocatori più decisivi di tutta Europa. E' vero che in Champions League qualcosa sembra ancora mancargli (anche se in questa stagione conta già quattro centri), ma in campionato (e specialmente nel nostro) rimane inattaccabile. Dopo aver conquistato un anno fa il suo campionato nazionale numero otto di fila, Zlatan continua a siglare reti importanti; prima della sosta i sigilli in campionato sono già undici.

Antonio DI NATALE - Chiudesse da primo anche la classifica cannonieri della stagione in corso per lui sarebbe il terzo trionfo consecutivo nella massima serie italiana, che altro aggiungere? Intramontabile talento e anima dell'Udinese, all'età di 34 anni continua a mettere la firma a reti di pregevoli fattura. Nonostante il fisico snello ma non imponente riesce tranquillamente a far reparto da solo, si riconferma fondamentale e non sembra minimamente intenzionato a lasciare il suo posto da 'mostro sacro' del nostro campionato.

Miroslav KLOSE - Partito in sordina considerata l'ultima opaca stagione con la maglia del Bayern Monaco (6 gol stagionali), il centravanti tedesco si è invece rivelato il miglior acquisto dell'ultima sessione estiva del mercato delle squadre italiane. Dotato di tutti i migliori colpi della prima punta, l'ex bavarese ha dimostrato di essere il valore aggiunto della Lazio di Reja. In questa stagione per lui già undici reti, nove in campionato e due in Europa League.
 
beh, la formazione che viene fuori dai Top sembra effettivamente un po' più forte e sicuramente più in palla di quella dei Flop, ma penso che in una partita secca questi potrebbero anche giocarsela

ovvio che con 3 punte che non tornano, il peso sul centrocampo sarebbe eccessivo
 
beh, la formazione che viene fuori dai Top sembra effettivamente un po' più forte e sicuramente più in palla di quella dei Flop, ma penso che in una partita secca questi potrebbero anche giocarsela

ovvio che con 3 punte che non tornano, il peso sul centrocampo sarebbe eccessivo

Mah nel calcio si può dire tutto, per me finirebbe 3 o 4 pappine a zero, quella dei flop è una squadra dove ci sono parecchi giocatori che attualmente hanno dei grossi problemi
 
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