Il condominio senza pietà

frankyone

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Costretto sulla sedie a rotelle dal diabete, a dividerlo dalla libertà e dalle cure di cui ha bisogno ci sono nove gradini. Per superarli c’è un servoscala che i residenti del palazzo vogliono eliminare perché antiestetico. Ci provano da più di un anno. Non ci sono ancora riusciti solo perché la legge lo impedisce. E così nell’ultima assemblea di condominio hanno votato — all’unanimità — di installare un contatore elettrico per «quantificare il consumo effettivo del montascale». Contro ogni buon senso, ma così è stato deliberato, la bolletta finirà nella cassetta della posta dell’unica famiglia che lo utilizza.

A usare il servoscala, seduto sulla sua carrozzina, è Piero Pennati, 85 anni, in dialisi da cinque. Ad assisterlo in casa, tutto il giorno, c’è la moglie Fabrizia, 72 anni, poi all’occorrenza ci sono i due figli Enrico, il maggiore, e Pierluigi. Dal 1966 abitano al quinto piano di una palazzina al civico 9 di via Cavour, nel salotto buono di Sesto San Giovanni. A meno di 100 metri c’è il Comune e da qui partono le vie dello struscio. Per arrivare nel loro appartamento c’è l’ascensore. Il problema è salire quei gradini che dal portone arrivano al pianerottolo rialzato. Dieci anni fa una ragazza che soffriva di sclerosi a placche aveva fatto richiesta di montare l’apparecchio. Alcuni mesi di discussione e poi il via libera: una ditta specializzata aveva installato guida e pedana.

Lo scorso anno la donna decide di trasferirsi. I condomini credono di essersi sbarazzati del problema e fanno richiesta all’amministratore di togliere il montascale «perché antiestetico». Ma nello stesso periodo le condizioni dell’85enne peggiorano, le gambe cedono e fare anche solo due passi diventa un problema. Adesso è lui ad usarlo. Tre volte alla settimana Piero viene prelevato dall’ambulanza fuori dal portone e portato in ospedale per la dialisi. «Se non fosse per questo maledetto diabete, mi sentirei un leone: di arrendermi non ho proprio voglia», dice combattivo. Quel montacarichi gli serve. «E come faremmo senza? — domanda la moglie — Il suo utilizzo costerà sì e no quattro euro al mese, ma quei soldi non li tireremo fuori. È una spesa condominiale e va divisa come tutte le altre. Abbiamo già pagato un avvocato per bloccare la rimozione, piuttosto spendo altri soldi perché questa sta diventando una battaglia di principio».

«Non vogliamo impugnare la delibera di condominio — fa sapere il figlio Enrico — ma se sarà il caso faremo anche questo». L’amministratore dello stabile, Salvatore Bomparola, non commenta, così come i residenti. Solo uno di loro si è opposto alla decisione, un medico che però era assente all’ultima riunione condominiale: «Come si fa a prendere una decisione del genere? Tutti un giorno potremmo aver bisogno di quel servoscala». «È brutto? — domanda uno dei figli — Allora sostituiamolo con uno di gradimento dei condomini e con il loro concorso economico, come prevede la legge. Per mio papà quello strumento a tutti gli effetti è un salvavita».
(23 dicembre 2012)

Sesto, il condominio senza pietà "Il disabile si paghi il servoscala" - Milano - Repubblica.it

Quando si capirà che in Italia il problema principale non risiede tanto nei politici quanto piuttosto in ciò che sono una grossa fetta di italiani, allora si sarà fatto un bel passo avanti per risolvere i problemi.
 
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Costretto sulla sedie a rotelle dal diabete, a dividerlo dalla libertà e dalle cure di cui ha bisogno ci sono nove gradini. Per superarli c’è un servoscala che i residenti del palazzo vogliono eliminare perché antiestetico. Ci provano da più di un anno. Non ci sono ancora riusciti solo perché la legge lo impedisce. E così nell’ultima assemblea di condominio hanno votato — all’unanimità — di installare un contatore elettrico per «quantificare il consumo effettivo del montascale». Contro ogni buon senso, ma così è stato deliberato, la bolletta finirà nella cassetta della posta dell’unica famiglia che lo utilizza.

A usare il servoscala, seduto sulla sua carrozzina, è Piero Pennati, 85 anni, in dialisi da cinque. Ad assisterlo in casa, tutto il giorno, c’è la moglie Fabrizia, 72 anni, poi all’occorrenza ci sono i due figli Enrico, il maggiore, e Pierluigi. Dal 1966 abitano al quinto piano di una palazzina al civico 9 di via Cavour, nel salotto buono di Sesto San Giovanni. A meno di 100 metri c’è il Comune e da qui partono le vie dello struscio. Per arrivare nel loro appartamento c’è l’ascensore. Il problema è salire quei gradini che dal portone arrivano al pianerottolo rialzato. Dieci anni fa una ragazza che soffriva di sclerosi a placche aveva fatto richiesta di montare l’apparecchio. Alcuni mesi di discussione e poi il via libera: una ditta specializzata aveva installato guida e pedana.

Lo scorso anno la donna decide di trasferirsi. I condomini credono di essersi sbarazzati del problema e fanno richiesta all’amministratore di togliere il montascale «perché antiestetico». Ma nello stesso periodo le condizioni dell’85enne peggiorano, le gambe cedono e fare anche solo due passi diventa un problema. Adesso è lui ad usarlo. Tre volte alla settimana Piero viene prelevato dall’ambulanza fuori dal portone e portato in ospedale per la dialisi. «Se non fosse per questo maledetto diabete, mi sentirei un leone: di arrendermi non ho proprio voglia», dice combattivo. Quel montacarichi gli serve. «E come faremmo senza? — domanda la moglie — Il suo utilizzo costerà sì e no quattro euro al mese, ma quei soldi non li tireremo fuori. È una spesa condominiale e va divisa come tutte le altre. Abbiamo già pagato un avvocato per bloccare la rimozione, piuttosto spendo altri soldi perché questa sta diventando una battaglia di principio».

«Non vogliamo impugnare la delibera di condominio — fa sapere il figlio Enrico — ma se sarà il caso faremo anche questo». L’amministratore dello stabile, Salvatore Bomparola, non commenta, così come i residenti. Solo uno di loro si è opposto alla decisione, un medico che però era assente all’ultima riunione condominiale: «Come si fa a prendere una decisione del genere? Tutti un giorno potremmo aver bisogno di quel servoscala». «È brutto? — domanda uno dei figli — Allora sostituiamolo con uno di gradimento dei condomini e con il loro concorso economico, come prevede la legge. Per mio papà quello strumento a tutti gli effetti è un salvavita».
(23 dicembre 2012)

Sesto, il condominio senza pietà "Il disabile si paghi il servoscala" - Milano - Repubblica.it

Quando si capirà che in Italia il problema principale non risiede tanto nei politici quanto piuttosto in ciò che sono una grossa fetta di italiani, allora si sarà fatto un bel passo avanti per risolvere i problemi.


La classe politica è da sempre lo specchio del popolo che rappresenta, che piaccia o meno.
 
senza parole...
 
Perdonatemi... ma se hanno deliberato all'unanimità... significa che la bolletta la vuole pagare separatamente anche il condomino portatore di handicap...!!!

Comunque sia... il mio consiglio al signore... installi un interruttore a chiave perchè se no quando traslocano gli elettrodomestici pesanti... lo useranno per far scendere le lavatrici...!!! ;)
 
A parte che la bolletta sarà di qualche euro... mi sembra una cosa assurda...!!! ;)
 
se non ci fosse il montascale l'ambulanza verrebbe a prendere l'anziano in barella e lo porterebbe giù a mano come fanno in molti edifici privi di ascensore. il montascale quindi non è un salvavita come afferma il figlio, il quale pretenderebbe che venisse sostituito (ha ormai 10 anni a quanto ho capito) a spese degli altri condomini.
 
magari si prepara il terreno per rendere obbligatorio il montascale in tutti gli edifici privati.

cmq a proposito di motivazioni estetiche quell'ingresso anche senza montascale fa ugualmente cacàre
 
se non ci fosse il montascale l'ambulanza verrebbe a prendere l'anziano in barella e lo porterebbe giù a mano come fanno in molti edifici privi di ascensore. il montascale quindi non è un salvavita come afferma il figlio, il quale pretenderebbe che venisse sostituito (ha ormai 10 anni a quanto ho capito) a spese degli altri condomini.

l'articolo non spiega per bene, c'è qualcosa che non quadra..
Il montascale, fu messo a proprie spese da un'altra abitante del palazzo..
senza dubbio era collegato al quadro eletrico di quest'ultima
è rimasto per un periodo inutilizzato e il condomino a proprie spese
aveva deciso di eliminarlo poichè antiestetico, non ci vedo nulla di male
se non serviva si poteva benissimo eliminare.. ha fatto bene l'altra persona a
a fermare la decisione del condominio, poichè ne avrebbe fatto uso lui
poichè diabetico e impossibilitato di fare le scale..
Il condominio gli addebita il consumo.. non vedo cosa c'è di male, lo usa solo lui è giusto che paghi sia il consumo che la manutenzione e in caso di guasto provvedere alla sua riparazione.
dov'è il problema??
Se il montascala era parte integrante del'atrio entrata la storia era diversa, la spesa toccava a tutti..
 
magari si prepara il terreno per rendere obbligatorio il montascale in tutti gli edifici privati.

cmq a proposito di motivazioni estetiche quell'ingresso anche senza montascale fa ugualmente cacàre

non penso, che cio' avvenga, nessun condomino sborserebbe soldini, per una macchina che serve solo un altro condomino, le strutture moderne oltre 2 piani devono aver obbligatoriamente l'ascensore..

se posso, abbiamo appena montato un montascala al suocero.. si è fatto iul regalo di Natale da solo..
 
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L'articolo dice solo che i condomini hanno provato ad eliminare il coso per motivi estetici, il resto sono solo speculazioni.
Poi è chiaro che i giornalisti possono aver montato il caso ma questo è un altro paio di maniche.
 
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