il declassamento di S&P dimostra che senza tagli alla spesa pubblica è default

deltamarco

Non auro,sed ferro
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Altro che IVA E IMU...qua occorre tagliare di ALMENO 50 mld la spesa pubblica e riportarla ai livelli del 2007....ma il pd preferisce il default, per non perdere consensi elettorali
 
con 50 mld non risolvi niente

servono 50 mld di risparmi effettivi
e riequilibrare una situazione socioeconomica che sfiora il dramma

io credo che complessivamente
servono sbadilate dell'ordine di 200 mld
 
con 50 mld non risolvi niente

servono 50 mld di risparmi effettivi
e riequilibrare una situazione socioeconomica che sfiora il dramma

io credo che complessivamente
servono sbadilate dell'ordine di 200 mld

intanto tagli 50 mld di spese e riporti la spesa pubblica in pari con le entrate.....

poi continui, dismettendo e licenziando, come nel privato....
 
ma tanto, ribadisco, il pd vuole il default..

la gente non si rende conto di nulla, anche i laureati, la cosiddetta classe dirigente, che non lavora nella finanza, pensa che andrà avanti tutto come sempre....non c'è informazione, non c'è spiegazione di quello che accade...
 
siamo oramai ad un passo dalla spazzatura...in tutti i sensi.
 
Altro che IVA E IMU...qua occorre tagliare di ALMENO 50 mld la spesa pubblica e riportarla ai livelli del 2007....ma il pd preferisce il default, per non perdere consensi elettorali
tav f35 e ponte di messina

ecco i tagli da 50 mld:D:wall:

quando lo stato ha debiti con i suoi fornitori per oltre 200mld scaduti da oltre 500 giorni...
 
Altro che IVA E IMU...qua occorre tagliare di ALMENO 50 mld la spesa pubblica e riportarla ai livelli del 2007....ma il pd preferisce il default, per non perdere consensi elettorali

bisogna anche intaccare lo stock di debito e riportarlo immediatamente a 2.000 miliardi e non muoverlo più, altrimenti cresce anche la spesa per interessi e non si può... soprattutto in un paese a pil negativo.
 
Altro che IVA E IMU...qua occorre tagliare di ALMENO 50 mld la spesa pubblica e riportarla ai livelli del 2007....ma il pd preferisce il default, per non perdere consensi elettorali


Il PD è il partito di riferimento dei parassiti e non taglierà MAI la spesa pubblica.





:bye:
 
Altro che IVA E IMU...qua occorre tagliare di ALMENO 50 mld la spesa pubblica e riportarla ai livelli del 2007....ma il pd preferisce il default, per non perdere consensi elettorali

se ne sono accorti anche i bambini di questo :yes::yes:

ma la politica ha da difendere l'orticello construito in tanti anni di saccheggio
non ci pensa manco pu' cazz a staccare un unghia dal malloppo conauistato

ladri !!!
 
bisogna anche intaccare lo stock di debito e riportarlo immediatamente a 2.000 miliardi e non muoverlo più, altrimenti cresce anche la spesa per interessi e non si può... soprattutto in un paese a pil negativo.
:Deh gia'

e come fanno poi

a pagare le commesse per cui hanno intrallazzato gli amici degli amici dei partiti...:wall: con l'indebitamento continuo

è come se una famiglia con mutuo subisce la cassaintegrazione del capofamiglia ed il licenziamento della moglie e pur di non rinunciare alle vacanze ed all'auto nuova con un nuovo indebitamento cominciano a tassare i figli sui viveri e sulla salute.. Ecco l'Italia di questi castaiolo televisivi che ci sta governando.. da 1960 mld a 2040 di stock in 3 anni ,,5 mld di spending review di nuove tasse su sanità e scuola
 
se ne sono accorti anche i bambini di questo :yes::yes:

ma la politica ha da difendere l'orticello construito in tanti anni di saccheggio
non ci pensa manco pu' cazz a staccare un unghia dal malloppo conauistato

ladri !!!
agiscono di conseguenza basandosi sui consensi provenienti dai sondaggi tarocchi ....è tutto uno spettacolo nello spettacolo
Son 3 mesi di "fare " che a testa alta si vantano di tutto il lavoro che stanno eseguendo per il paese , sudore che i sondaggisti premiano con consensi bipartizan paritari al 30% per pd e pdl:D ...
 
dal 2014 dobbiamo rientrare obbligatoriamente sul debito per 45mld di fiscal compact....;) mes e ci venderemo le aziende di stato , magari pure i monumenti ed il demanio agli stranieri...


La grecia c'ha anticipato...ha venduto il suo piu' importante porto industriale e turistico ai cinesi....l'unica risorsa che aveva.

Rispetto a loro a noi resterà la rai per vedere questi personaggi televisivi da talk show che si mascherano da politici..
 


va messo per esteso....:yes:

AMMISTRAZIONE E SPRECHI
Aumenta la spesa pubblica ma crescita economica e occupazione restano al palo
Report del Centro studi economia reale: in dodici anni il costo della burocrazia è raddoppiato, arrivando a quota 805 miliardi
AMMISTRAZIONE E SPRECHI

Aumenta la spesa pubblica ma crescita economica e occupazione restano al palo

Report del Centro studi economia reale: in dodici anni il costo della burocrazia è raddoppiato, arrivando a quota 805 miliardi
Brutta bestia, la spesa pubblica made in Italy. Nessuno in Europa è stato capace quanto noi di bruciare risorse senza avere in cambio almeno un po’ di crescita economica, di occupazione, di speranza. Il perché lo spiega con i numeri uno studio elaborato per l’Associazione dei costruttori dal Centro studi economia reale dell’economista Mario Baldassarri, ex senatore di Fli: più che mai esperto del ramo, essendo stato per cinque anni, dal 2001 al 2006, vice ministro dell’Economia. Nei dodici anni intercorsi fra il 2001 e il 2012 la spesa pubblica è passata da 536 a 805 miliardi, con un aumento del 50,1 per cento. In termini reali, tenendo conto cioè dell’inflazione, il progresso è stato del 15,9 per cento. Ma questa crescita ha riguardato esclusivamente la spesa corrente, lievitata da 485 a 759 miliardi, mostrando un incremento monetario del 56,5 per cento e reale del 20,8 per cento.

CROLLO DEGLI INVESTIMENTI - E mentre la burocrazia si gonfiava a dismisura, ingoiando valanghe di denari pubblici così da superare per voracità addirittura le entrate fiscali (l’aumento degli introiti pubblici fra tasse e contributi previdenziali è stato di 228 miliardi contro 274 miliardi delle uscite correnti), gli investimenti pubblici crollavano. La spesa in conto capitale è scesa infatti da 51 a 46 miliardi, con un calo del 9,8 per cento. In termini reali, però, la flessione è risultata di ben diversa entità: -30,3 per cento. La spesa corrente è salita a un ritmo forsennato, addirittura superiore a quello delle entrate statali. Nel periodo considerato ha registrato un aumento di 274 miliardi, a fronte di un incremento dell’incasso generato da imposte e contributi previdenziali pari a 228 miliardi. Per Baldassarri perfino l’ultimo governo tecnico affidato a Mario Monti ha fatto crescere di 8 miliardi in un solo anno la spesa corrente. Ma è niente al confronto dei 60 miliardi in più accumulati in due anni (e mezzo) del centrosinistra. E soprattutto della crescita di ben 206 miliardi dei denari divorati dalla burocrazia negli otto anni (e mezzo) del centrodestra. Durante i quali, tuttavia, anche gli investimenti pubblici in infrastrutture hanno toccato il livello massimo del periodo preso in esame. Fu nel 2004, con 37,4 miliardi. Da allora una lenta ma inesorabile discesa: 35,9, 34,1, 33,1, 30,7, 28,6, 25,3, 22,6, 20,2. Per planare, quest’anno, a 18,9.

PROVVEDIMENTI MANCATI - Tanto da chiedersi: ma se l’andamento degli investimenti infrastrutturali fosse rimasto finora allo stesso livello del 2004, il che significa una maggiore spesa in conto capitale di 87,5 miliardi in nove anni, la situazione della nostra economia sarebbe la stessa? Secondo Baldassarri la risposta è no. La sua simulazione dice che senza tagli agli investimenti in opere pubbliche l’Italia avrebbe avuto un deficit pubblico e un rapporto fra debito e pil pressoché identici. Ma in compenso una maggiore crescita del Prodotto interno lordo del 3,4 per cento al 2013, il che avrebbe quantomeno mitigato il calo drammatico della ricchezza prodotta nel nostro Paese dal 2007 (meno 8 per cento). Più soldi, più lavoro, più occupazione: 400 mila posti di lavoro al 2013 e 700 mila al 2018. Con un tasso dei senza lavoro che sarebbe rimasto al di sotto del 10 per cento (esattamente 9,8) anziché superare il 12 per cento. Le cose, poi, sarebbero migliorate ancora in prospettiva. Entro il 2018 la disoccupazione si sarebbe ridotta all’8,7 per cento, il deficit sarebbe migliorato di quasi un punto e il debito pubblico di ben dieci punti rispetto al Pil.
 
nero....la spesa pubblica e' un treno in corsa verso il baratro....

solo che sul treno sono troppo occupati a magnare fino all'ultimo briciolo per pensare a fermarlo...

son tutti bravi saltatori dell'ultimo metro :yes:

non si parla mai dei problemi veri
e quindi non si affrontano neanche
 
Nessuno di quelli che "lavorano" per lo stato deve guadagnare più di 1.500 euro/mese.

Chi vuole guadagnare di più vada nel privato .....

Ci vuole tanto?:confused:
 
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