Il diritto bancario post-atomico

Verm & Solitair

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Fare un discorso sull'evoluzione del diritto bancario non è facile del tutto, ma ci è venuto lo sfizio di farlo. Il titolo "post-atomico" non è scritto a caso e lo si capirà nel corso del discorso. Cominciamo dal '42, quando appena 27 articoli furono dedicati alla disciplina dei contratti bancari nel codice civile, per terminare ai giorni d'oggi ed ai recenti interventi giurisprudenziali.
 

Verm & Solitair

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Come dicevamo, non è un caso che la disciplina del codice civile sia così scarsa (confrontantela con quella di altri contratti): ma ci fu una decisione di fondo, quella di lasciare un certo margine di elasticità all'autonomia privata. E vedremo mano mano come sono andate le cose.
 

mtb369

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Scritto da Verm & Solitair
Come dicevamo, non è un caso che la disciplina del codice civile sia così scarsa (confrontantela con quella di altri contratti): ma ci fu una decisione di fondo, quella di lasciare un certo margine di elasticità all'autonomia privata. E vedremo mano mano come sono andate le cose.
Up, up!!!300.00 bancari, compreso il sottoscritto, PENDONO DALLE TUE LABBRA!!! Illuminaci tu!!
P.S.Scritto da un bancario laureato in legge con tesi in Dir.Comm.le
dal titolo "Lo sconto bancario":D :D
 

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Infatti (a proposito della tua tesi)

la scarsità di norme del codice civile è apparsa opportuna agli interpreti, in quanto - così si sosteneva - il contenuto tecnico dell'attività bancaria e la sua costante evoluzione suggerivano l'opportunità di non "ingabbiare" la disciplina in schemi precisi, affidando il completamento della fattispecie agli usi normativi e negoziali.
 

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e dal '42 così è stato! Per decenni la fonte principale della disciplina sono stati i c.d. usi e soprattutto le norme contrattuali, ben note cone NBU (norme bancarie uniformi) predisposte dall'A.B.I. L'uniformità di disciplina (in un periodo che chiameremo atomico) riguardava non solo la parte "normativa della disciplina" ma anche le condizioni contrattuali, dando luogo al c.d. Cartello delle Condizioni, raccomandato anche dalla Banca d'Italia.
 

mtb369

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Scritto da Verm & Solitair
e dal '42 così è stato! Per decenni la fonte principale della disciplina sono stati i c.d. usi e soprattutto le norme contrattuali, ben note cone NBU (norme bancarie uniformi) predisposte dall'A.B.I. L'uniformità di disciplina (in un periodo che chiameremo atomico) riguardava non solo la parte "normativa della disciplina" ma anche le condizioni contrattuali, dando luogo al c.d. Cartello delle Condizioni, raccomandato anche dalla Banca d'Italia.
Esatto!!!!! E allora? Da ciò cosa ne discende???;)
 

Verm & Solitair

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Spostiamoci un attimo a valutare il periodo storico. Negli anni '50-'60 si assistì ad una maggiore concentrazione aziendale, ricerche di nuovi servizi da offrire alal clientela, nuove tecniche contrattuali. Ciò aumentò il potere delle singole imprese bancarie con corrispondente aumento del potere del sistema bancario nel suo complesso Ciò comportò un uso diffuso e quasi generale delle condizioni generali di contratto, rese necessarie da:
a) contrattazione di massa
b) scarsezza della disciplina del codice
c) esigenze più generali di standardizzazione dell'attività di impresa.
 

mtb369

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Scritto da Verm & Solitair
Spostiamoci un attimo a valutare il periodo storico. Negli anni '50-'60 si assistì ...
o "si assistette"...
 

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periodo atomico

In questi anni, perciò, e per molti anni è stato così, era diffusa l'opinione che l'impresa bancaria, inq uanto raccoglieva un bene così prezioso, e anche costituzionalmente tutelato come il risparmio, DOVESSE ESSERE TUTELATA E PROTETTA, perchè rimanesse stabile, DUNQUE IL SISTEMA RISERVA ALLA BANCA UNA PROTEZIONE SPECIALE PIù INTENSA DI QUELLA APPRESTATA AD ALTRE IMPRESE (e....... ai.... risparmiatori e clienti delle banche!!)
 

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Le banche (e i bancari che ci seguono con spirito goliardico, mentre i clienti aspettano allo sportello) HANNO GODUTO E PROFITTATO A LUNGO (e sicuramente troppo) di questa "condizione privilegiata", che si manifestava in qualsiasi settore (compreso il fallimento).
 

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Le banche (e i bancari che ci seguono con spirito goliardico, mentre i clienti aspettano allo sportello) HANNO GODUTO E PROFITTATO A LUNGO (e sicuramente troppo) di questa "condizione privilegiata", che si manifestava in qualsiasi settore (compreso il fallimento).
 

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Negli anni '90 le cose cambiarono. E non si allude soltanto alla disciplina sulla trasparenza bancaria (del '92, poi confluita nel Tub). Le cose cambiarano anche per un diverso orientamento generale della giurisprudenza verso i problemi tra banche e clienti.

La prima attenzione fu rivolta alla c.d. fideissione omnibus che oramai conoscono anche i non addetti ai lavori. Dalla nullità della f. per indeterminatezza dell'oggetto si giunse poi alla fissazione di un limite massimo (principio dapprima indicato dalle NBU e poi previsto dalla legge con una modifica del codice).

Grabde attenzione fu poi rivolta alla revocatoria delle rimesse in conto corrente.

In sintesi, la giurisprudenza cominciava a mettere in crisi lo strapotere delle banche.