il Pd presenta il ddl Zanda-Mucchetti per cambiare la legge attuale

ceck78

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Cambiare la legge 361 del 30 marzo 1957 sostituendo il principio di ineleggibilità con quello di incompatibilità.

È quanto prevede il disegno di legge del Pd depositato al Senato di cui sono primi firmatari Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria, e Luigi Zanda capogruppo a Palazzo Madama e che permetterebbe di sciogliere, una volta per tutte, il nodo del conflitto di interessi che riguarda Silvio Berlusconi.

In pratica, con le nuove norme, in un caso come quello del leader del Pdl, la Giunta delle elezioni invece di dover decidere sulla ineleggibilità, che porterebbe alla decadenza immediata dal seggio, dovrebbe valutare una eventuale incompatibilità che non comporta nessuna decadenza automatica ma dà la facoltà di optare: starà all'eletto rimuovere la causa senza rinunciare all'ufficio parlamentare o rinunciare al seggio conservando la causa dell'incompatibilità. La rimozione del conflitto potrà avvenire, prevede il ddl, soltanto vendendo la partecipazione di controllo di un'azienda in un tempo certo (il lasso previsto è un anno) oltre il quale il parlamentare inadempiente decade.

Detto in altre parole, se si vuole restare senatori o deputati, si dovranno vendere le aziende di cui si è azionisti
. Il ddl riprende lo spirito delle parole pronunciate ieri da Anna Finocchiaro, secondo la quale con le norme del '57 non si può dichiarare l'ineleggibilità di Berlusconi. La presidente della commissione Affari costituzionali aveva aggiunto: "quello è un testo mal fatto, la legge va cambiata perché non è adeguata a fotografare in maniera compiuta le ipotesi di ineleggibilità. Non è adeguata alla modernità del paese non è una legge moderna".

"La principale novità del disegno di legge- scrive il primo firmatario Mucchetti nella relazione del ddl presentato con Zanda in Senato- è rappresentata dalla proposta di qualificare come cause di incompatibilità le situazioni finora definite come cause di ineleggibilità dall'articolo 10 del decreto del presidente della repubblica n. 361 del 1957". Allo stesso modo, "i casi di incompatibilità - continuano gli esponenti del Pd - vanno a loro volta estesi dagli esponenti e dai consulenti delle imprese che si trovino nelle condizioni di cui sopra "agli azionisti che abbiano il controllo di diritto o di fatto o che esercitino il controllo, di diritto o di fatto, in forma congiunta attraverso la partecipazione a patti di sindacato o ad altri accordi".

Il disegno di legge prevede che la situazione di conflitto d'interessi di eletti, che siano anche azionisti di controllo, non dia luogo all'immediata decadenza dal mandato parlamentare, ma determini una situazione di incompatibilità. In tal modo, "si offre ancora la scelta tra il restare parlamentare, rimuovendo in radice la causa di incompatibilità, e il rinunciare al mandato, salvaguardando la propria posizione di azionista". Per rimuovere la causa di incompatibilità, "l'azionista di controllo eletto parlamentare deve conferire entro trenta giorni ad un soggetto non controllato né collegato il mandato irrevocabile a vendere entro trecentosessantacinque giorni le partecipazioni azionarie di cui sopra a soggetti terzi, ossia a soggetti senza rapporti azionari né professionali con il venditore e comunque a soggetti diversi dal coniuge, dal convivente more uxorio e dai parenti fino al quarto grado e affini fino al secondo grado, nonché a soggetti diversi dagli amministratori delle società. I due termini di 30 e di 365 giorni devono intendersi come perentori".

I promotori del ddl spiegano di aver scelto "la rimozione in radice della partecipazione di controllo" e non un blind trust, giacché, "la devoluzione a un blind trust elimina sì l'influenza del parlamentare nella gestione aziendale, ma non la ben più grave possibilità che il parlamentare pieghi la sua opera a favore della società nella quale conserva il suo interesse patrimoniale. L'autorità garante della concorrenza e del mercato provvede a svolgere l'istruttoria preliminare sulla condizione di incompatibilità e ad accertare che la vendita delle partecipazioni azionarie avvenga nelle modalità previste dal disegno di legge". Decorso invano il termine per rimuovere la causa di incompatibilità si decade dal seggio con delibera della camera di appartenenza.

Il ddl Mucchetti-Zanda, depositato in Senato, sarebbe applicabile anche nella legislatura in corso. Il testo, che mira a modificare la legge n.361 del 1957, contiene una norma transitoria che prevede che, in sede di prima applicazione, per i membri del Parlamento in carica, per i quali esista o si determini qualcuna delle incompatibilità previste le disposizioni avranno effetto all'entrata in vigore della legge, previsto per il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Il ddl è sottoscritto anche da Claudio Martini, Vannino Chiti, Miguel Gotor, Franco Mirabelli, Maurizio Migliavacca, Salvatore Tomaselli, Giorgio Tonini, Walter Tocci, Paolo Guerrieri Paleotti, Mauro del Barba, Stefano Collina, Rosa Maria di Giorgi, Paolo Corsini, Magda Angela Zanoni, Doris Lo Moro, Mario Tronti, Luciano Pizzetti, Mauro Maria Marino, Nerina Dirindin, Emma Fattorini, Giorgio Pagliari, Rita Ghedini.

Il ddl consta di 4 articoli. Per varare le nuove norme si propone di abrogare l'articolo 10 della legge del '57 in materia di inellegibilità. Per definire le causa di incompatibilità si aggiunge quindi un nuovo articolo (il 2-bis) all'articolo 2 della legge n.60 del 15 febbraio 1953 sulle incompatibilità parlamentari. L'articolo 10 della legge del '57, si spiega nel testo, al primo comma reca disposizioni volte ad evitare che il parlamentare venga a trovarsi in conflitto d'interessi ove intrattenga, 'in proprio' o quale esponente di imprese private a scopo di lucro, rapporti contrattuali di notevole entità economica con le pubbliche amministrazioni. È stata pertanto ritenuta causa di ineleggibilità soltanto la proprietà di imprese individuali e la rappresentanza legale di società di capitali, non altrettanto la detenzione della proprietà della maggioranza delle azioni o delle quote sociali di una società titolare di una concessione di notevole entità economica. Ciò comporta la situazione paradossale per cui attualmente può essere dichiarato ineleggibile un imprenditore individuale titolare di una concessione di notevole entità economica, ma non chi di una tale società abbia il controllo azionario ma non rivesta in essa alcuna carica formale.

"Prim'ancora dell'amministratore o dell'alto dirigente- continua il ddl Mucchetti-Zanda - , è l'azionista di controllo della società titolare della concessione o della licenza d'uso ovvero dell'impresa attiva in settori sottoposti a regolazione specifica ad avere l'interesse maggiore, per entità economica e durata temporale, a influenzare pro domo sua le decisioni del parlamento e del governo. Sotto questo profilo, le norme sull'ineleggibilità si dimostrano inadeguate a cogliere e risolvere i problemi dell'oggi. È Dunque venuta l'ora di rimediare".Si ricordano quindi i precedenti affrontati dalle giunta delle elezioni in parlamento: nel 1989 il 'caso D'angelo' e nel 1994, 1996 e 2002 il 'caso Berlusconi'. "In questi casi- si ricorda- è stata respinta la tesi di coloro che propendevano per un'interpretazione estensiva della norma che, al fine di scongiurare conflitti d'interesse, riconduce l'inciso 'in proprio', citato in precedenza, agli aspetti 'sostanziali' del nesso con l'attività di impresa".

Finora, la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, continuano i senatori Pd, "ha inteso che l'espressione 'in proprio' sia riferita alla persona fisica titolare del rapporto contrattuale. Sulla base di un'interpretazione costante, la norma di cui all'articolo 10 del testo unico viene infatti riferita alle concessioni ad personam, assegnate cioè a persone fisiche. È stata pertanto ritenuta causa di ineleggibilità soltanto la proprietà di imprese individuali e la rappresentanza legale di società di capi ali, non altrettanto la detenzione della proprietà della maggioranza delle azioni o delle quote sociali di una società titolare di una concessione di notevole entità economica. Ciò comporta la situazione paradossale per cui attualmente può essere dichiarato ineleggibile un imprenditore individuale titolare di una concessione di notevole entità economica, ma non chi di una tale società abbia il controllo azionario ma non rivesta in essa alcuna carica formale".

Malan (Pdl): "Il Pd vuole l'esproprio proletario". "Chiamiamolo pure con il suo nome: Esproprio proletario". È il commento di Lucio Malan, senatore Pdl e componente della giunta delle elezioni del Senato. Malan aggiunge: "Sarebbe più facile e semplice se a questo punto scrivessero in una legge che 'non si può candidare chi si chiama Berlusconi, senza neanche mettere il nome di Silvio, perché con quel testo non si potrebbe candidare in politica nessun Berlusconi, nemmeno i figli". Inoltre, aggiunge il senatore del Pdl, "siccome in Italia non sono molti ad avere i miliardi necessari per comprare le aziende di Berlusconi vorrebbe dire costringerlo a svendere le sue aziende per 4 soldi. A meno che non si voglia fare in modo che a comprarle sia De Benedetti, che dopo aver vinto la causa contro di lui, è l'unico che forse ha i soldi".

Ineleggibilità Silvio Berlusconi: il Pd presenta il ddl Zanda-Mucchetti per cambiare la legge attuale


Bello il PD ha iniziato a fare le leggi ad personam per Silvio
 
resteranno solo due partiti M5S e l'ammucchiata :D :D :D
 
non è gia cosi ? :mmmm:

:D:D

confermo, m5s e i democratici della libertà con a guida padron silvio sono gli attuali poli maggioritari della politica a livello nazionale, quello che rappresenta le fasce deboli e impoverite del paese e quello che rappresenta parassiti e maneggioni con le loro clientele e la filiera della corruzione e del malaffare
 
É bello leggere tutti questi commenti dei grillini, che non hanno neanche capito la proposta di legge e che questa di fatto non si applicherebbe a Berlusconi
 
É bello leggere tutti questi commenti dei grillini, che non hanno neanche capito la proposta di legge e che questa di fatto non si applicherebbe a Berlusconi

io non sono grillina anzi ho votato per berlusconi, pensa tu :specchio:
 
puppato e civati

due nomi una garanzia
 
Resta il fatto che la legge non sarebbe applicata a Berlusconi, quindi polemiche fuori luogo
 
Il tempismo resta magnifico
 
Resta il fatto che la legge non sarebbe applicata a Berlusconi, quindi polemiche fuori luogo

per adesso non sarebbe applicata
dopo ci infilate il cavillo o cavallo che sia e, ••per il bene del paese••, farete l'ennesima porcata

prevenire è meglio che curare, giuste e doverose le critiche fino ad ora esposte
 
Il tempismo resta magnifico

guarda, Silvio Berlusconi è un cadavere politico e quindi sembrerebbe una legge inutile.
Ma visto che un'altra Belusconi si ste scaldando a bordo campo direi che proprio tanto inutile non è.
Poi se si critica il diirigismo eterodiretto di giornali e TV e ci si "informa" solo sul blog di PeppeKrilloh capisco che certe cose possano sfuggire, ma vi svelo un segreto: "la rete" è una roba un po' più ampia, e a saper cercare si trovano anche fonti affidabili.
 
Il pd toccato il fondo scava alla grande... é in sindrome cinese, siamo già al mantello:D
 
guarda, Silvio Berlusconi è un cadavere politico e quindi sembrerebbe una legge inutile.
Ma visto che un'altra Belusconi si ste scaldando a bordo campo direi che proprio tanto inutile non è.
Poi se si critica il diirigismo eterodiretto di giornali e TV e ci si "informa" solo sul blog di PeppeKrilloh capisco che certe cose possano sfuggire, ma vi svelo un segreto: "la rete" è una roba un po' più ampia, e a saper cercare si trovano anche fonti affidabili.

Nel principio lo ritengo un buon disegno di legge, certo che dal '94 ad oggi, ce n'è voluto di tempo e toh salta fuori adesso.
Lascia perdere Marina B. che tanto questo governo reggerà ancora.
Puoi cominciare a pensare che cadrà, solo dopo che verrà fatta (forse), la nuova legge elettorale, il resto è fumo negli occhi.
Magari se fanno anche le riforme, sarebbe meglio.
 
Il pd toccato il fondo scava alla grande... é in sindrome cinese, siamo già al mantello:D

io direi sindrome di stoccolma
dopo essere stati incarcerati da silvio (politicamente parlando) ora lo amano

non sanno vivere senza di lui, senza di lui la politica non esiste
ed in effetti in 20 anni hanno solo parlato male di lui, il resto era secondario
 
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