Il problema del seizing ottimale nel trading

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Risk management vs. money management

Ho avuto il piacere di scaricare la scheda di trading in Excel che qui sul FOL ha postato Peter Pan (Trading plan) per il monitoraggio del trade. Le righe "price 5, 6, 7" di trplan.xls indicano nelle intenzioni del progettista del foglio Excel l'aggiunta di ulteriori acquisti al trading plan per mediare il prezzo di carico.
 

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  • calcolo dinarisk telecom.xls
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Scritto da Piedi a Terra
Ho avuto il piacere di scaricare la scheda di trading in Excel che qui sul FOL ha postato Peter Pan (Trading plan) per il monitoraggio del trade. Le righe "price 5, 6, 7" di trplan.xls indicano nelle intenzioni del progettista del foglio Excel l'aggiunta di ulteriori acquisti al trading plan per mediare il prezzo di carico.

Ripropongo qui la scheda di planning del trade preparata da Peter Pan, indubbiamente molto utile al money management dei trade.
Spero di far cosa utile ripubblicandola, evitando cosi' la perdita di tempo necessaria ad una sua ricerca.
Buona domenica
PAT
 

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  • tr plan.xls
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La seconda scuola ritiene invece che il money management dei trade (piramidalizzazioni, trailing stop, stop loss, etc.) possa aggiungere un oggettivo elemento di incertezza del rischio, accrescendone a dismisura i gradi di liberta'.
Ciao,
molto interessante l'argomento, potresti farmi capire meglio questo passaggio?
Grazie
 
scusa piedi per terra ma gentilmente potresti spiegare ad un profano come si immettomo i valori sul tr plan
grazie
 
Scritto da gastone1
scusa piedi per terra ma gentilmente potresti spiegare ad un profano come si immettomo i valori sul tr plan
grazie

E' Peter Pan che ha creato il foglio. Ma non e' certo difficile capirne l'utilizzo. E' ottimamente ben fatto.
Ciao :)
 
Scritto da ikxx
La seconda scuola ritiene invece che il money management dei trade (piramidalizzazioni, trailing stop, stop loss, etc.) possa aggiungere un oggettivo elemento di incertezza del rischio, accrescendone a dismisura i gradi di liberta'.
Ciao,
molto interessante l'argomento, potresti farmi capire meglio questo passaggio?
Grazie

Per quel che mi riguarda io non uso gli stop loss per il semplice motivo che nei miei metodi, così come ho delle regole per l’ entrata ho anche delle regole per l’ uscita, ragion per cui non è necessario ricorrere al salto del sistema. Aggiungere uno stop “loss”, “trailing” o “profit” che sia ad una serie di regole significa aumentare il numero stesso di regole e quindi i gradi di libertà del sistema che diventerà più complesso e con un comportamento meno riproducibile nel futuro.
 
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carissimo piedi a terra
il problema di fondo non è essere fautori o meno del money management .
Il nocciolo è come impiegare il raziocino di una scelta programmata e -intelligente- in rapporto ad una configurazione del territorio borsistico in preda alla più feroce speculazione immobiliare.

Questi mixer non mi hanno mai convinto.
Rimane l'ennesima proposta degli chef di borsa nel confezionare portate ammiccanti per i golosi palati degli investitori.

Penso che l'unico money management possibile sia quello dello scettico per giunta disilluso.
Lasciamo alle banche l'ipotesi di costruire questi assemblages coerenti e di presentare queste armoniche proposte ai portafogli della loro clientela.
La conseguenza di tali offerte sono sotto gli occhi di tutti.
La ricchezza non è stata congruentemente disseminata.
Mentre l'indice di povertà si è apprezzata su scala globale.
Questo modo autenticamente generalista di osservare il reale -finanziario - non distorce l'ottica dello scettico.
Anzi legge il prisma della povertà nei suoi autentici confini.

Il trader che non riesce a sbarcare il lunario giocherellando sulla sua azione o derivato ( ..che ritiene di conoscere meglio) pensa proprio di farlo caricandosi di rischio?
Il rischio spalmato non è necessariamente attenuato.
Credo che uno più femmine conosce, maggiori probabilità ha di essere presto o tardi ....
con stima lester






:censored:
 
ottimo l'argomento

a Pat vorrei chiedere, solo x curiosità, come fa a stabilire il suo ingresso nel mercato visto che asserisce di non conoscere e non credere nell'at, tanto che non legge neppure i costosi testi che ha comprato
inefficienze ?
arbitraggi ?
fondamentali ?
spread trading ?
insider trading ?
o + semplicemente lancio della monetina ?
poi ti dimostri avverso allo stop loss e al take profit, ma nello stesso tempo parli di regole d'entrata e regole di uscita dal mercato
cosa sono queste regole di uscita se non stop loss o take profit ?
nell'esempio che hai fatto sulle telecomn e le snam, già stabilisci a priori la perdita massima quantificata in 100 euro
ma non è uno stop loss pure questo ?
non sarà uno stop loss grafico, ma è pur sempre uno stop loss,
o forse ho capito male il tutto ?
una cosa è certa, che se stamattina non avessi chiuso in stop loss 2 trades sul dax future la perdita ora sarebbe stata + che doppia
magari se avessi tenuto avrei recuperato ugualmente in giornata, ma chi può dirlo ... ora ??

ciao
 
Scritto da Piedi a Terra


“Far correre i profitti e tagliare le perdite” è un bello slogan che indubbiamente fa presa sulle menti dei trader meno esperti, ma in realtà si tratta di un abile trucco escogitato da chi non ha mai puntato un Euro ed invece guadagna con altri metodi.


[/B]

Carissimo PAD ,
non credo tu sia ben informato ,ma lo slogan “Far correre i profitti e tagliare le perdite” non è stato inventato da chi non ha mai puntato un euro, ma da tanti grandi traders esperti che hanno dedicato una vita intera da professionisti di successo al trading e concordemente hanno riassunto in questo detto una delle regole più importanti della loro esperienza .


Il definire inoltre chi non è d'accordo con te : inesperto, incapace , illuso, in malafede ecc...ecc.... è una modalità ( da partiti politici) non certamente razionale di sostenere le proprie convinzioni , ma senz'altro scorretta e con un forde odore di disinformazione.

La realtà del trading è più complessa di una esemplificazione alla N. Taleb ( e credo che lui sia il primo ad essere convinto di ciò ) e ciò che può valere per una grande banca non è detto che valga per il reale trader alle prese con capitali limitati e problemi di tutti i generi.

Pertanto sostenere che lo SL è inutile e dannoso è una pericolosissima affermazione che qualcuno potrebbe avventatamente prendere per seria ed applicarla con conseguenze nefaste.

Lo SL non è altro che porre un limite alle proprie perdite ( ed anche le banche hanno un limite) preciso e razionale col presupposto che il futuro non si può conoscere.
Certamente lo SL comporta un aumento di costi , ed una diminuzione dei rendimenti , ma è anche un'assicurazione sulla vita indispensabile ( anche se non sufficiente) a cautelarci dalle evenienze disastrose più comuni modificando in modo notevola la curva di probabilità degli eventi possibili.
Qualsiasi simulazione ( Montecarlo o altro ) non ha nessuna validità al difuori del modello adottato e se questo non considera aspetti importanti e concreti della realtà la sua applicabilità ed il suo significato ,come ho sempre sostenuto, è molto ridotta e relegata ad un'astratta esercitazione matematica.
 
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"Di fronte a un movimento di prezzi casuale più lo stop è stretto e maggiori sono le chance che venga 'colpito', generando commissioni e spread ask/bid per la gioia del tuo TOL. "

:no:
in genere uno punta a creare un TS che entri in punti che abbiano un senso...non casuali

io ad esempio uso soltanto divergenze su 1 min con stop stretto e va benissimo....non capisco..:angry:

se mettessi stop larghi per includere altre operazioni positive (positive per caso) che senso avrebbe??

o il prezzo parte nella direzione giusta o altrimenti è un brutto segno, fin da subito...

del breakeven stop chissà cosa pensi allora...:confused:

Giacomo
 
Scritto da Piedi a Terra
Per quel che mi riguarda io non uso gli stop loss per il semplice motivo che nei miei metodi, così come ho delle regole per l’ entrata ho anche delle regole per l’ uscita, ragion per cui non è necessario ricorrere al salto del sistema. Aggiungere uno stop “loss”, “trailing” o “profit” che sia ad una serie di regole significa aumentare il numero stesso di regole e quindi i gradi di libertà del sistema che diventerà più complesso e con un comportamento meno riproducibile nel futuro.

Tutti (o quasi) i libri di AT consigliano invece gli stop loss per favorire la tranquillita' psicologica di colui che imposta un trade senza aver impostato gia' una via di uscita che sia coerente e compatibile con l’ ingresso e che proprio per questa incapacita' di programmare fin dall'inizio l'evoluzione del trade vive costantemente l'assillo della perdita.

Contrariamente a quanto scritto nella maggioranza dei libri di AT, Nassim Taleb e' dell'opinione che un trader razionale dovrebbe uscire da una posizione solo quando si verificano le condizioni opposte a quelle che ne hanno determinato l’ apertura. Con un generatore casuale si puo' anche arrivare a dimostrare empiricamente l'irreprensibilita' della posizione di Taleb. Occorre far ricorso al cosiddetto test Montecarlo su PC ed e' semplice.

Si creano vari trading system causali per provare l’ efficacia di una specifica regola. In tutti i vari trading system che preliminarmente hanno impostata anche una strategia di uscita, poi si aggiungono ulteriori regole di stop loss, trailing o profit basate sull'AT.
Dagli output di milioni di prove nel test Montecarlo si evince dalle frequenze degli esiti che questi stop - se applicati - peggiorano i risultati anziché migliorarli, per una serie giustificata di validi motivi (commissioni, slippage, costi di spread).

E qui rispondo finalmente alla tua domanda, in questa gara tra trading system sopravvivono alla fine solo i trading system che hanno il minor numero di gradi di liberta'.

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“Far correre i profitti e tagliare le perdite” è un bello slogan che indubbiamente fa presa sulle menti dei trader meno esperti, ma in realtà si tratta di un abile trucco escogitato da chi non ha mai puntato un Euro ed invece guadagna con altri metodi.

Sparare sulla Croce rossa di chi vende libri e reports non e' nelle mie intenzioni e sarebbe anche ingiusto, dal momento che i veri predicatori del money management con lo stop loss stretto sono proprio coloro che il trader ingenuo meno sospetta, e che magari crede addirittura suoi amici.

Sono proprio le societa' di TOL che fanno capo ai vari market maker e che organizzano cosi' tanti corsi pressantemente in tutt'Italia e di scarsa utilita', dove in pratica l'unico messaggio subliminale trasmesso e' l'importanza dello stop loss nel money management.

Di fronte a un movimento di prezzi casuale più lo stop è stretto e maggiori sono le chance che venga 'colpito', generando commissioni e spread ask/bid per la gioia del tuo TOL.
Ecco perche' i TOL che vi danno l'MTA a prezzi apparentemente stracciati ( i "regali" dei 3 Euro) alla fine guadagnano comunque tonnellate di denaro, proprio perche' con i corsi sono riusciti a forgiare le loro galline dalle uova d'oro dello "stop-trailing" facile.

Pare incredibile, ma finalmente sono d'accordo con lei su qualcosa ;)
L'evidenza empirica mi ha detto da tempo che gli stop-loss fissi sono dannosi, e che è molto meglio affidarsi a stop-loss di tipo embedded, ossia impliciti, perchè forniti da una regola dello stesso t.s.
DEVE essere il t.s. stesso a dirti quando uscire.
Ciò non toglie che su alcuni particolari strumenti, anche se alla lunga si perde in performance, sia meglio metterli fissi, questo per limitare o ridurre il carico psicologico del trader.
Drawdown troppo alti fanno male alla psiche.
Va beh, lo so che lei odia tutto quello che riguarda la psicologia applicata al trading, quindi torniamo agli aspetti tecnici.
Mi piace questo suo atteggiamento più "pratico": continui così.
E mi piace anche questo uso del sistema monte carlo, che non sempre apprezzo e considero aderente alla realtà.

Charlie
 
Scritto da Piedi a Terra
Ho avuto il piacere di scaricare la scheda di trading in Excel che qui sul FOL ha postato Peter Pan (Trading plan) per il monitoraggio del trade. Le righe "price 5, 6, 7" di trplan.xls indicano nelle intenzioni del progettista del foglio Excel l'aggiunta di ulteriori acquisti al trading plan per mediare il prezzo di carico.

Da quanto mi pare di aver capito leggendo questo forum, esistono sul tema del seizing (cioe' l'allocazione ottimale della posta) qui sul FOL due filosofie di trading diverse: i fautori del money management e i suoi detrattori.

La prima scuola, a cui appartiene il progettista del foglio di Peter Pan, sottolinea la necessita' di mediare i prezzi di carico al ribasso in caso di direzione del trade contraria alle aspettative, con la necessita' di effettuare gli stop loss in caso di accrescimento eccessivo del rischio

La seconda scuola ritiene invece che il money management dei trade (piramidalizzazioni, trailing stop, stop loss, etc.) possa aggiungere un oggettivo elemento di incertezza del rischio, accrescendone a dismisura i gradi di liberta'.

Secondo coloro che privilegiano questo secondo approccio, il trade va iniziato solo in presenza di un valore atteso positivo della scommessa, e che proprio in virtu' di tale condizione, peraltro inevitabilmente soggettiva, l'uscita dal trade vada stabilita a priori (e necessariamente rispettata). Esempi sono chi compra in apertura e vende alla sera, cercando di rimanere sempre liquido durante la notte.
Oppure anche chi inizia il trade e lo conclude sempre il giorno successivo.

Ipotizzando di disconoscere il valore aggiunto fornito dal money management, come affrontare il problema del seizing di ogni singolo trade ?

Non sono certo un esperto di argomenti come la scelta del seizing ottimale del trade, che e' un problema molto complesso e che coinvolge la specifica funzione di utilita' del trader.
Spero anche di non scrivere delle stupidaggini, perche' non ho una formazione di borsa basata sui libri di analisi tecnica, che confesso di non aver ancora avuto ne' tempo ne' voglia di leggere, dati i prezzi astronomici a cui vengono venduti.
Pur tuttavia essi disegnano situazioni puramente teoriche, che ben difficilmente hanno riscontro nella realta' operativa dei trader.
Basti considerare all'unica obiezione che tutti gli escamotage di Kelly, Vince, Thorp etc. descritti in dettaglio nei libri di AT prendono in considerazione i trader in modo indistinto e generalizzato, cioe' li considerano aventi tutti una funzione di utilita' lineare, mentre nella realta' ognuno di noi ragiona e agisce motivato da funzioni di utilita' del tutto diverse e non assimilabili tra di loro (lineari, concave, convesse).

Pur tuttavia, ho sempre creduto, a ragione o a torto, che un buon punto di partenza nella scelta del seizing ottimale del trader potesse essere costituito da una misura approssimata della perdita massima sopportabile alla fine dell'orizzonte temporale considerato.

A tale scopo si puo' agire discrezionalmente, stimando l'accettabilita' di una perdita presunta all'uscita del trade oppure utilizzando i vari indici di rischio pubblici disponibili come parametri di rischio del trade .

Ad esempio, per un l'inizio di un trade daily, la tabella di Dinarisk indica la perdita massima teorica in open al grado di confidenza voluto (mi ricordo che tempo fa esisteva anche un sito sull'argomento www.dinarisk.com), che esponeva giornalmente la perdita teorica in apertura per ogni titolo del MIB 30. Ora non trovo piu' la pagina del dinarisk sul Web, non so se la societa' del Dinarisk e' stata assorbita da Riskmetric groups oppure se il servizio e' diventato a pagamento)

Poi l'E.S. (significa expected shortfall) che e' un criterio piu' moderno e quindi ancora piu' restrittivo del famoso VAR (value at risk) , che misura la massima perdita teorica nel giorno successivo e puo' essere calcolato sia in un mondo gaussiano che sulla distribuzione reale dei rendimenti passati dell'azione.

L'esempio allegato in Excel mostra ad esempio un procedimento di calcolo dell'ES per le Telecom. Come funziona ?

Ipotizzando che la mia avversione al rischio sia di perdere 100 Euro in un trade in cui ho gia' deciso l'uscita al giorno successivo, quanto investiro' nel trade?

Calcolata nel foglio Excel allegato una perdita teorica entro l'orizzonte del giorno successivo del 3,14 % con grado di confidenza del 99%, una banale equazione ci indichera' la seize adeguata al rischio che siamo disposti a correre.

3,14:100=100:x
Telecom = 3.184 Euro

Mentre per SNAM, titolo ovviamente meno rischioso (Expected Shortfall =2,51 %), la perdita teorica di 100 Euro in un trade con uscita al giorno successivo comporta l'investimento di

2,51:100=100:x
SNAM= 3.984 Euro

Un trader che operasse daily e che volesse calcolare il rischio della sua allocazione ottimale della posta in gioco, non farebbe male a ricopiare dagli appositi siti i valori di Dinarisk, VAR, Kilovar, Es, Riskmetrics, etc. e poi usare delle seizing diverse a seconda del rischio teorico del titolo tradato. Sappiamo tutti che e' un rischio ben diverso un trade di 10000 SNAM rispetto a 10000 STM ... :)

Beh, concludendo c'e' da dire che l'argomento del seizing ottimale con cui entrare in ogni singolo trade e' complesso e certamente tutte le banalita' introduttive che ho finora scritto non rendono conto compiutamente della complessita' di un processo di valutazione accurata del rischio quando si fa trading.

Personalmente preferisco i trader che entrano in una posizione ed hanno gia' deciso aprendo il trade quando uscire, piuttosto dei trader che entrano e solo allora decidono il money management della posizione, a seconda dell'andamento dell'azione.

Come al casino' e cosi' anche in borsa, a mio modesto avviso il money management non e' mai la risposta appropriata al diffuso problema della scommessa iniqua. Se una scommessa e' iniqua gia' in partenza (esempio Certificates, CW ed affini) non vi e' tecnica basata su processo di martingala che salvi e l'eventuale successo in un contesto di trade ripetuti e' assimilabile al ruolo svolto dal caso in giochi a valore atteso negativo

Posizione personale e non necessariamente condivisibile, ovviamente :)

Devo fare i complimenti piu' sinceri a Piedi a Terra per il suo esaustivo post sul'argomento...tra l'altro mi ricorda un personaggio con cui ho passato a discorrere vivacemente (ed inconcludentemente purtroppo) per un certo tratto della mia "carriera" di trader.Vorrei però soffermarmi su un punto del suo post..il libro di Taleb...Ho letto recentemente questo capolavoro di ingegneria della casualità e, pur non essendo completamente d'accordo sulle sue pessimistiche posizioni anti-inferenzistiche (ed è anche logico essendo io uno statistico come formazione di base...) devo ammettere che le riflessioni sull'importanza sottovalutata del caso sono ineccepibili.
Il punto di vista è semplice (anche se abilmente da lui filosoficizzato) ed un buon trader quantitativo, anche senza aver letto il suo libro, dovrebbe aver avuto almeno l'intuizione di quanto potrebbe accadere senza un adeguata stima dell'importanza del caso sul track record di un qualsiasi metodo statistico matematico applicato a serie storiche di prezzi.(prendo come esempio il trading ma le sue eccezioni possono essere rivolte a qualsiasi riferimento razionale della nostra vita, ad eccezione, come dice lui, dell'odontoiatria...)
Il libro di Taleb merita un plauso per la sua intellegibilità ed il suo originale approccio che mai nessun trader avrebbe potuto svelare così chiaramente...qui non si parla di metodi pratici per guadagnare in borsa, anzi questo libro ne è l'antidoto...purtroppo rischia di spazzare via anche molto del buono che in anni di ricerca alcune persone possono aver fatto....la mia definizione finale lo metaforizza ad una chemio del trading, ad una ghiogliottina per curare il mal di testa, ma, in tutti i casi...un must per chi decidesse di affrontare la difficile strada del trading meccanico.
Saluti a Piedi a Terra, grazie per avermi dato l'aggancio giusto per parlare del forse piu' controverso libro che abbia mai letto...

Albano
 
Scritto da Piedi a Terra
... Pero' il money management e' sicuramente interconnesso al problema del seizing, dal momento che nessuno di voi interviene con PDN casuali, ma subordinate ad un programma complessivo di pianificazione del trade.
ohhhhhh, finalmente, qui mi trovi pienamente d'accordo, il money management DEV'ESSERE sempre interconnesso al sizeing e quindi alla consistenza della pdn sulla singola operazione
in pratica, bisogna necessariamente fare il capitale a fette
questo è l'unico modo che io conosco, al momento, per gestire nel miglior modo possibile i drowdown che inevitabilmente sono insiti in qualsiasi sistema, meccanico o discrezionale che sia
:clap:
 
Spett. PAD
Vedo che non è possibile qualsiasi colloquio e pertanto mi asterrò d'ora in avanti dal disturbare i suoi thread con qualsiasi intervento.
Se ho parlato di commissioni un po' di giorni fa'era solo per confutare la sua ipotesi che 300 euro al mese fossero le tipiche commissioni di un trader attivo, facendole un esempio circostanziato.
Del resto non ho chiesto nulla e non devo nulla e quindi non vedo perchè dovrei sottostare al diktat di sciorinare i miei fatti privati. Può poi pensare quel che le pare , tanto per me è lo stesso.

Per finire devo sottolineare che "il pelo perde il lupo ma non il vizio " ,e che al ragionamento razionale si continua a preferire il sistema dell'intimidazione psicologica e della suggestione emotiva .
 
Chiudo il thread del seizing riportando questo ultimo grande intervento

Scritto da sciabola
ohhhhhh, finalmente, qui mi trovi pienamente d'accordo, il money management DEV'ESSERE sempre interconnesso al sizeing e quindi alla consistenza della pdn sulla singola operazione
in pratica, bisogna necessariamente fare il capitale a fette
questo è l'unico modo che io conosco, al momento, per gestire nel miglior modo possibile i drowdown che inevitabilmente sono insiti in qualsiasi sistema, meccanico o discrezionale che sia
:clap:

E' verissimo.
Un giorno ho addirittura deciso di stampare, ritagliare e mettere sul "comodino" della mia postazione da trading le illuminanti parole che ho avuto la fortuna nella mia vita di aver ricevuto da parte di quello che nel mio intimo considero uno dei piu' grandi pensatori liberi nel campo del trading riguardo il problema del seizing. Costui, un vero e proprio gigante del pensiero razionale nel trading di cui ho la massima stima assoluta, mi ha fatto finalmente capire con chiarissime parole quanto siano disinformativi i corsi di trading sul money management e sullo stop loss tenuti dalle SIM, dove insegnano null'altro che "illusioni ottiche".

Vi consiglio di leggere queste poche frasi e riflettere a lungo.
Se farete un piccolo sforzo intellettuale e le capirete (dubito che non possaite farcela), vi si aprira' un nuovo orizzonte, come e' successo a me..

Da parte mia ho esaurito quello che dovevo dire su questo thread.
Un saluto a tutti ed un arrivederci al prossimo argomento.

Se decidi di acquistare un titolo per inserirlo in portafoglio, sarà solo ed esclusivamente perchè le tue aspettative sulla crescita futura del titolo saranno positive. In questo caso, piuttosto che acquistare l'intero ammontare al prezzo iniziale P, meglio spezzare il lotto in più sotto-lotti acquistati a prezzi decrescenti inferiori a P, se la cosa in qualche modo ti è possibile.
Nel caso (più frequente) in cui le aspettative su un titolo GIA' in portafoglio mutino diventando negative, ovviamente la miglior strategia è eliminarlo, per cui non si pone il problema della media.
Il luogo comune sull'inutilità del "fare media" nasce da un errore pregresso: mantenere in portafoglio un titolo con aspettative negative. Ovviamente in questo caso aumentare la quantità di un titolo con aspettative negative è aggiungere fesseria a fesseria (il non liberarsi del titolo).
 
Re: Chiudo il thread del seizing riportando questo ultimo grande intervento

Scritto da Piedi a Terra
E' verissimo.
Un giorno ho addirittura deciso di stampare, ritagliare e mettere sul "comodino" della mia postazione da trading le illuminanti parole che ho avuto la fortuna nella mia vita di aver ricevuto da parte di quello che nel mio intimo considero uno dei piu' grandi pensatori liberi nel campo del trading riguardo il problema del seizing. Costui, un vero e proprio gigante del pensiero razionale nel trading di cui ho la massima stima assoluta, mi ha fatto finalmente capire con chiarissime parole quanto siano disinformativi i corsi di trading sul money management e sullo stop loss tenuti dalle SIM, dove insegnano null'altro che "illusioni ottiche".

Vi consiglio di leggere queste poche frasi e riflettere a lungo.
Se farete un piccolo sforzo intellettuale e le capirete (dubito che non possaite farcela), vi si aprira' un nuovo orizzonte, come e' successo a me..

Da parte mia ho esaurito quello che dovevo dire su questo thread.
Un saluto a tutti ed un arrivederci al prossimo argomento.

Se decidi di acquistare un titolo per inserirlo in portafoglio, sarà solo ed esclusivamente perchè le tue aspettative sulla crescita futura del titolo saranno positive. In questo caso, piuttosto che acquistare l'intero ammontare al prezzo iniziale P, meglio spezzare il lotto in più sotto-lotti acquistati a prezzi decrescenti inferiori a P, se la cosa in qualche modo ti è possibile.
Nel caso (più frequente) in cui le aspettative su un titolo GIA' in portafoglio mutino diventando negative, ovviamente la miglior strategia è eliminarlo, per cui non si pone il problema della media.
Il luogo comune sull'inutilità del "fare media" nasce da un errore pregresso: mantenere in portafoglio un titolo con aspettative negative. Ovviamente in questo caso aumentare la quantità di un titolo con aspettative negative è aggiungere fesseria a fesseria (il non liberarsi del titolo).
 

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"Se decidi di acquistare un titolo per inserirlo in portafoglio, sarà solo ed esclusivamente perchè le tue aspettative sulla crescita futura del titolo saranno positive. "

... cerchiamo di comprendere questo perchè è importante.
Se io ,indipendentemente ,da ciò che vedo del titolo, presuppongo che SALGA, comprerò a piccole dosi quando lo vedo scendere.

Il criterio ha una sua indubbia razionalità, applicato nei due sensi di marcia.
Il massimo che può esprimere l'analisi tecnica nella versione più sincera e meno togata da presupposti di natura falsamente scientifica.
Quella che invita a -provarci!-
Devi comprare una cosa per convinzione e pregarci sopra.
Appena un ondina tradisce, tu non preoccupartene più di tanto. Ricompra a prezzo inferiore.
L'altra ondina nega il guadagno e tu compra ancora!
L'argomento per piedi a terra si esaurisce perchè è stato compreso.

Io non ho compreso nulla se il termine comprensione dovrebbe insegnarmi a produrre profitto.

Quale ulteriore mezzo tecnico è stato consegnato all'investitore per operare con affidabilità.
Vuoi andare avanti con la tua auto , ma devi innestare la marcia indietro?
Non fare come gli altri autisti che invece mettono la prima!

Ancora una volta ci accorgiamo di quale grado di incertezza si consegni agli investitori per la pratica borsistica.
Fra procedure lecite e contrarie le nostre scansioni operative si consumano soltanto nell'arroganza inferta dai colpi e contraccolpi dai capitali di controllo su questa o quell'azione.

Coi tempi stabiliti non dalle nostre osservazioni, dai nostri calcoli, ma soltanto dalla fede delle nostre convinzioni.
Il nostro TS si muove in anticipo sulla massificante impostazione altrui; è studiato per essere ideologico e fondato sul dogma di un'onda di fede.

La prassi del trading ha qui il suo puntello maggiore.
Spazza via ogni tipo di ricognizione analogica, descrittiva, probabilistica.
Ne' pratica, nè teoria.
Niente improvvisazione ,come nessuna scienza.

Il livello di quella prassi che deve scordarsi la relazione con la probabilità altissima, ma deve sostenersi con il convincimento della circostanza attesa .
L'analisi tecnica si nutre di questa forma di aspettativa truccandola con la semiotica dei numeri.
Mentre si invita all'esercizio della fede ,che viene prima del rigore del calcolo.
Non quello aiuta , ma solo la sua profonda convinzione.
Devi essere convinto dei tuoi numeri.
Per se stessi non possiedono alcun significato, anche se imbastiti addosso al miglior TS.
Se questa -credenza- è costruita la speculazione, non nell'astrazione delle sue esatte forme.
Tu speculi.
Speculi e basta.
Come il devoto si affida all'archetipo mistico della croce, l'analista a quello dei suoi strumenti.
Nel primo caso, come nel secondo, l'importante è crederci.

La realtà prodotta non è il frutto delle nostra convinzioni.
Noi rimaniamo convinzioni , mentre la realtà -è-.
Nella sua forma più artificosa e pre-costruita essa maggiormente sfugge.
Perchè il dialogo non è più umano.Ma muove contro di esso.
Lo controlla e lo aggira.
Per sfuggire ad una tale perversione il distacco dalla pratica del tradare è l'unica via possibile.
La vera retromarcia.

Quelle intermedie ( vie) di cui ampiamente e variamente si discute sul FOL sono percorsi alternativi e scivolosi che non soltanto non offrono quegli elementi portanti alla causa del trading; ma neppure ne' circoscrivono il grado di pericolosità.
La minaccia della povertà.
Il sistema non rilascia alcuna prospettiva di lavorabilità ,tutte le soluzioni -ottiche- lasciano la luce che trovano.
Con questa profonda insicurezza convive il trader.
Tutti i giorni ci prova confortato dal suo modellino.
Quel modello non è la realtà, ma una sua profonda convinzione.

Un editto di fede con il quale si invita a vendere quando il titolo sale, ed a comprare quando lo stesso scende.
La maggioranza dopo aver ben compreso tale ovvietà, si accorge , ....sempre dopo, di essere impossibilitata a farlo.
Il titolo in carico è stato acquistato o fatto comprare ad un livello tale dove il vendere come il comprare assume l'evidenza di una perdita.

Inutile elaborarla intellettualmente come fa il trader, o accettarla fatalmente come l'investitore occasionale.
In ambedue i casi, con o senza atti di fede ,la realtà ha ragionato e controllato per loro.
La realtà di sistema,in questo senso, prevarica sempre la maggior parte delle sue componenti minoritarie, lasciando fuori alcune comparse interpreti di una vincita.
Quelle che sono abilitate a mantenerlo in vita, al suo perpetuarsi.
L'aspetto dialettico deve mantenersi . Gli eserciti non possono essere totalmente debilitati o debellati.
Il vampiro deve sapere di avere colli da mordere.
Non è suo interesse causare sanguinamenti globali. Ma piccole emorragie.
Gli scampati a questi delitti si sono stretti ai loro crocefissi come i traders ai loro grafici.
Quel vangelo tecnico di puri atti di fede e di sincere preghiere.
lester


















:censored:
 
Scusate l'intrusione,

ma come fate a postare messaggi così lunghi e ben conditi se fate veramente trading? :rolleyes:

Giacomo
 
Scritto da jakeglb
Scusate l'intrusione,

ma come fate a postare messaggi così lunghi e ben conditi se fate veramente trading? :rolleyes:

Giacomo

OTTIMA OSSERVAZIONE
 
Scritto da lester
Non è suo interesse causare sanguinamenti globali. Ma piccole emorragie.

Anche oggi è andata male?
Coraggio lester: andrà meglio domani! OK!
 
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