Immobili Inps,vendite ferme.

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Immobili Inps, vendite ferme - Il Sole 24 ORE


Immobili Inps, vendite ferme


La corsa alle pensioni assomiglia sempre più a quella di Achille con la tartaruga, ma per l'Inps questo dinamismo non si applica in modo uniforme. Sul patrimonio immobiliare sembra dominare, in perfetta coerenza semantica, la staticità più assoluta. Con un patrimonio di 1,5 miliardi, nel 2010 sono stati vendute 395 unità immobiliari incassando 61,6 milioni. Nel 2011, dicono al l'Inps, non sono state registrate novità tendenziali.
Certo il patrimonio ha anche la funzione di creare reddito. Ma purtroppo anche qui l'Inps non raggiunge risultati eccellenti: l'ultima gestione disponibile (2010) segna un meno 55 milioni. I canoni non coprono neppure le spese. Così il rosso è passato da 1,09 milioni nel 2006 a 55,1 milioni nel 2010, con un incremento, nel giro di soli cinque anni, del 5mila per cento.
Le pochissime vendite effettuate riguardano immobili che per legge e non per scelta devono essere dismessi: sono quelli "ritornati" all'Inps dopo la fallimentare chiusura di Scip 2, la seconda cartolarizzazione degli immobili pubblici, che si chiuse con una massa di invenduto. Gli enti previdenziali, ex proprietari espropriati di quel patrimonio, se lo dovettero ricomprare nel 2009 per chiudere i debiti (1,7 miliardi) con gli investitori che reclamavano le cedole dell'operazione. In cambio ricevettero immobili dal valore ufficiale di 2,3 miliardi. L'Inps, in particolare, si dovette riprendere 108 milioni di abitazioni e 40 di non residenziale, più la quota Inpdai, 686 + 271 milioni. A farla breve 1,1 miliardi, il grosso, appunto, di quanto si deve vendere.
E che si dovrebbe vendere in fretta, perché è scritto chiaramente nella legge 14/2009 e nella direttiva interministeriale del 10 febbraio. In particolare per quelli con trattative o contenziosi in corso: «Occorre procedere alla loro dismissione nel rispetto delle procedure già previste favorendo soluzioni transattive che consentano di stipulare contratti di compravendita che prevedano un corrispettivo pari al valore di mercato dell'immobile, determinato a suo tempo dal l'Agenzia del Territorio, con il versamento di una quota parte di tale prezzo». Invece l'Inps - spiega Mario Milano, coordinatore inquilini dei "cosiddetti" immobili di pregio - ha sinora ritenuto «che nessuna soluzione transattiva possa riguardare il contenzioso sugli immobili di pregio, rifiutando, quindi, la proposta degli inquilini del gennaio 2011 che ipotizzava un accordo basato sui prezzi di mercato del 2001 senza ulteriori sconti e/o benefici. Questo perché ha escluso il "pregio" dalla legge 14/2009 anche se non è scritto da nessuna parte. Così tutto il "pregio" resta invenduto».
C'è anche un numero imprecisato di inquilini che ha già versato una quota del prezzo a suo tempo (2001) determinato, esercitando un'opzione come previsto dalla legge. Ma le lentezze sono tali che alcuni di questi (si veda Il Sole 24 Ore del 12 gennaio) hanno ottenuto sentenze da tribunali per versare il saldo e diventare proprietari.
E ancora non basta: per queste lentezze l'Inps sconterà da quest'anno anche gli aumenti Imu del 70% su tutto l'invenduto.
Si sa che l'Inps, dal 2009, ha avviato la costituzione di un fondo immobiliare. Ma per ora, anche per ritardi nella normativa ministeriale, questo fondo ancora non c'è. Lì potrebbe confluire l'invenduto ma, a parte i soliti Cdep o Finmeccanica (cioè, alla fine, lo Stato stesso), chi potrebbe mai acquistare quote se non con una fortissima svalutazione dei valori al momento del conferimento? Incertezze e scelte rinviate potrebbero, in ogni caso, far sfiorare all'Inps i confini della palude del danno erariale.
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IL RESIDUO SCIP
Con la chiusura di Scip 2 l'Inps riacquista gli immobili invenduti (più quelli dell'Inpdai) per un valore di 1,1 miliardi, da vendere al più presto anche transando sul contenzioso
LE VENDITE
Nel 2010 sono state vendute 365 unità immobiliari tra residenziali e non, per un valore di 61,6 milioni. Nel 2011 le vendite si sono mantenute sullo stesso trend
IL PATRIMONIO
1,5 miliardi è il totale del patrimonio, tra residenziale e non, che l'Istituto eve gestire. Di fatto i tre quarti provengono dalla "restituzione" dell'invenduto di Scip 2
COMPENSI D'ORO AI GESTORI
Nel 2010 l'Inps ha pagato 23,17 milioni, il decuplo dell'anno precedente, per compensi destinati alla gestione del patrimonio
 
io so per certo che diversi immobili (non necessariamente di pregio) qui a roma gli enti (non solo INPS ma anche IPDAP, per esempio) li hanno dati in locazione ad amici e parenti o agli stessi dipendenti, salvo poi venderglieli con la cartolarizzazione 6 mesi dopo a prezzo scontato, circa 200k per 160-180 mq in zona centrale o semicentrale negli anni d'oro del boom, 2005-2006.
se ci fosse una cosa che assomiglia alla corte dei conti in italia che danno erariale addebiterebbe? ah, dimenticavo, tra gli inquilini ci stavano anche loro :D
 
anche il comune ha svenduto ;) con le aste fuffa di risorse per roma (zero pubblicita, tutto passaparola)
 
Inps, dal mattone perdite per 380 milioni durante la gestione Mastrapasqua - Il Sole 24 ORE

Inps, dal mattone perdite per 380 milioni durante la gestione Mastrapasqua

L'Inps è un'enorme macchina che di fatto intermedia flussi di entrate e uscite. Raccoglie contributi da datori di lavoro ed eroga pensioni e assegni assistenziali. Ma non fa solo questo.

Il più grande ente pensionistico d'Europa, presieduto fino a ieri dall'uomo dalle decine di poltrone, Antonio Mastrapasqua, è un ricco (sulla carta come vedremo) possessore di immobili di ogni tipo. Case, uffici, negozi. Un patrimonio in pancia all'Inps che dopo l'incorporazione a inizio del 2012 dell'ex Inpdap e dell'ex Enpals si è ulteriormente ampliato.

Mattone ricco (sulla carta)
Le stime degli uffici dell'ente assegnano un valore di 3,2 miliardi al mattone di proprietà. Di questi, 2,4 miliardi sono uffici e case affittate e 800 milioni sono gli uffici delle sedi Inps. Ma quell'ingente patrimonio ha una pecca. Da anni non solo non fa guadagnare all'ente pensionistico neppure un euro, ma presenta addirittura perdite rilevanti.

Perdite per oltre 300 milioni
Dal 2008 al 2012, tutti anni della gestione Mastrapasqua, il rosso di bilancio portato in casa Inps ammonta a 380 milioni. Una cifra consistente. Su un patrimonio che dovrebbe valere oltre 3 miliardi le perdite hanno un rendimento negativo di oltre il 10%.

Il mattone sarà in crisi da tempo e dappertutto, ma difficile che la gestione immobiliare finisca addirittura in negativo. Un costo in più anziché un guadagno per le casse dell'istituto. Un danno con annessa beffa finale dato che nel 2012 su ben 272 milioni di perdite l'Imu ha contribuito per ben 217 milioni. Cosa produce le perdite del parco immobiliare dell'ente? Semplice: gli affitti non coprono mai le spese.

Nel 2010 ad esempio, che ha chiuso con 55 milioni di rosso, l'Inps ha incassato affitti per 34 milioni. Ma tra manutenzione, spese e tasse sono usciti dalle casse 64 milioni, quasi il doppio delle entrate. Ma poi c'è pure da pagare chi gestisce il patrimonio (in perdita). Ebbene quell'anno, il 2010, l'Inps ha pagato 23 milioni per una gestione in perdita. Quanto meno singolare. Una vera e propria zavorra, quella del mattone, sui già precari conti dell'Inps che si avvia a chiudere un altro anno consecutivo in perdita miliardaria, dopo l'incorporazione dell'ente dei dipendenti pubblici in grave dissesto.

La vendita? Sempre rinviata
Va detto che più volte il dimissionario Mastrapasqua, ma anche la direzione generale dell'Inps, hanno esortato il Governo alla vendita del patrimonio. L'Inps deve gestire pensioni, non fare l'immobiliarista. Non sono mai pervenute risposte in tal senso e quel mattone continua a produrre danni ai conti dell'istituto.

Certo, la dismissione non si presenta semplice. Gran parte del patrimonio è figlio delle vecchie e mal riuscite cartolarizzazioni Scip1 e Scip2 di tremontiana memoria. I pezzi pregiati sono già stati ceduti e all'Inps sono tornati indietro gli immobili invenduti dalle fallite cessioni delle Scip.

Gli alti affitti delle sedi Inps
Ma qualche problema e non di poco conto lo danno anche gli immobili usati come sedi dell'istituto. Costano molto, dato che in gran parte sono stati girati al Fip il fondo immobili pubblici, e l'Inps ma anche l'ex Inpdap ci paga l'affitto. La magistratura contabile ha più volte sollevato perplessità. Nella relazione di bilancio 2012 invita l'Inps a un'opera di razionalizzazione delle sedi e alla chiusura di molti affitti ridondanti. Un richiamo doveroso dato che tra canoni di locazione e manutenzione l'Inps spende ogni anno circa 240 milioni di euro. Non poca cosa. Se si sommano le annose perdite milionarie del mattone di proprietà con i lucrosi affitti per le sedi, il conto si fa drammaticamente ingente.

grafico-gestione-patrimonio-immobiliare-inps-258.jpg
 
Una cosa veramente sconcia, che dovrebbe farci arrabbiare tutti, è proprio questa : lo Stato, gli Enti Previdenziali pubblici e gli Enti locali sono proprietari di un consistente patrimonio immobiliare.

Eppure, grazie alla loro bravura, riescono :

1) a non riscuotere gli affitti;

2) a lasciare andare tutto alla malora, con manutenzione pari a zero;

3) a pagare affitti per milioni di euro per sedi a privati.

Sarebbe sufficiente :

1) utilizzare parte dei propri immobili per le proprie sedi (azzerato il pagamento degli affitti, azzerata parte della spesa pubblica);

2) utilizzare la parte residua da locare a privati ed aziende gestendo la cosa comune come se fosse un gestore privato, quindi incassando reddito locativo (incremento delle entrate erariali).

Io sono contraria alla vendita/svendita degli immobili pubblici, sono dell'idea che dovrebbero essere in parte direttamente utilizzati ed in parte locati.
Questa vergogna coinvolge anche Comuni, Province e Regioni.
Sapere, ad esempio, che la Regione Lazio paga affitti d'oro per poi tagliare i posti letto mi fa veramente indignare.
A quando il prossimo scandalo?
 
Mattone ricco (sulla carta)
Le stime degli uffici dell'ente assegnano un valore di 3,2 miliardi al mattone di proprietà. Di questi, 2,4 miliardi sono uffici e case affittate e 800 milioni sono gli uffici delle sedi Inps. Ma quell'ingente patrimonio ha una pecca. Da anni non solo non fa guadagnare all'ente pensionistico neppure un euro, ma presenta addirittura perdite rilevanti.

Ma non fa un po' ridere che tutti questi aggettivi "ingente", "ricco", ecc siano applicati a 3,2 miliardi di roba (stimata chissà come, poi...)?

In fondo l'Inps intermedia 260 miliardi di sole pensioni annui, il patrimonio immobiliare se interamente venduto non pagherebbe neppure una settimana di pensioni.
 
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