Immsi XXVIII - Il momento della rarità -

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Salvador Dali'

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Buongiorno a tutti gli immsiani, titolo che si mantiene sempre in un range ben delimitato tra la SMA100 e la SMA50. Volumi bassi e attesa per i prossimi Cda, quello di Piaggio il 3 e quello di Immsi il 12. Porrei l'accento sull'arrivo prossimo venturo sul mercato dell'atteso veicolo a tre ruote.
Salvador, ;)
 
ciao salvador, dillo quando cambi thread....
CMQ condivido e auguro un buon long Week End a tutti gli IMMSIANI del pianeta.
F
 
oggi nn c'è stata l'assemblea per l'approvazione del bilancio?? :confused:

Venerdì 28 aprile 2006
Assemblea per l’approvazione del bilancio
d’esercizio 2005.
Venerdì 12 maggio 2006Consiglio di Amministrazione per
 
dickdastardly ha scritto:
oggi nn c'è stata l'assemblea per l'approvazione del bilancio?? :confused:

Venerdì 28 aprile 2006
Assemblea per l’approvazione del bilancio
d’esercizio 2005.
Venerdì 12 maggio 2006Consiglio di Amministrazione per


sì ma non si sa ancora niente... :o
 
me ne vado a casa...un saluto a tutti e buon weekend! ;)
 
Auguro a tutti un buon fine settimana e buon 1°Maggio :)
Ottimo, come sempre, il nuovo titolo del 3d Salvador, OK!
effetto rarità=temporaneo bene rifugio :D :D :D


ad maiora
 
Salvador Dali' ha scritto:
Buongiorno a tutti gli immsiani, titolo che si mantiene sempre in un range ben delimitato tra la SMA100 e la SMA50. Volumi bassi e attesa per i prossimi Cda, quello di Piaggio il 3 e quello di Immsi il 12. Porrei l'accento sull'arrivo prossimo venturo sul mercato dell'atteso veicolo a tre ruote.
Salvador, ;)

accento posto
news_piaggio3ruote2.jpg
 
BORSA: i temi del giorno



MILANO (MF-DJ)--Questi i temi principali della seduta odierna:


Immsi: dovrebbe arrivare entro il 20 maggio il nulla osta della Consob e di Borsa Italiana alla quotazione di Piaggio.
 
Piaggio
I principali quotidiani riportano le dichiarazioni di Roberto Colaninno, numero uno di Piaggio, in merito alla prossima quotazione della società. Il manager ha dichiarato che: "Stiamo lavorando affinché chi investirà in Piaggio rimanga soddisfatto. Daremo al risparmiatore la possibilità di investire in tutta serenità e con trasparenza assoluta". I vertici della società hanno già presentato il prospetto informativo, anche se al momento non sono state ancora ufficializzate le tecnicalità dell’operazione. Il sogno di Colaninno sarebbe quello di portare Piaggio, nel lungo termine, a un fatturato di 2,5 miliardi di euro. Più realisticamente, il management della casa motociclistica punta a confermare nei primi tre mesi del 2006 il trend positivo dello scorso esercizio.
 
Da "Il Giornale"
n. 100 del 28-04-2006 pagina 21

E Piaggio sogna un fatturato da 2,5 miliardi

- di Pierluigi Bonora -
nostro inviato a Pontedera (Pisa)
Piaggio si prepara a diventare una piccola multinazionale, una «pocket multinational» - come l'ha definita il presidente Roberto Colaninno - il cui cervello avrà come base la sede storica di Pontedera, ma pronta a crescere sui principali mercati mondiali. Il sessantesimo compleanno della Vespa ha dato lo spunto ai vertici della Piaggio per delineare le strategie di crescita del gruppo. «Non sono previste nuove acquisizioni - ha precisato l'amministratore delegato Rocco Sabelli - ma vogliamo consolidare il perimetro interno, rafforzando la nostra presenza in India, Stati Uniti e resto dell'Europa». E proprio l'India è destinata ad avere un peso sempre maggiore nei futuri piani dell'azienda. Nel Paese asiatico la casa motociclistica di Pontedera opera attraverso una società detenuta al 100%, con 1.500 addetti e un volume d'affari che da tre anni a questa parte ha portato le vendite dei veicoli italiani da 60mila a 150mila unità. «In India - ha spiegato Colaninno - abbiamo una società che non ha debiti e guadagna. A fine anno avvieremo nello stabilimento la produzione del furgoncino Quargo, che già proponiamo in Europa, e più avanti pensiamo di lanciare anche un mezzo su due ruote».
Portato a termine il risanamento della Piaggio, con le ultime arrivate Aprilia e Moto Guzzi in dirittura d'arrivo su questo fronte, davanti a Colaninno e Sabelli si presenta ora la sfida più complessa: «È venuto il momento di pensare alla gestione della crescita - ha ribadito il presidente -: in pratica dobbiamo cambiare le dimensioni della nostra impresa, visto che asset, soldi e voglia di fare non ci mancano».

Del resto, se raffrontato ai colossi del settore, nonostante i grandi passi avanti compiuti, il gruppo italiano, con oltre 600mila veicoli prodotti l'anno, non può certo competere con colossi del calibro della Honda che da sola sforna più di 10,2 milioni di moto. E se per Colaninno il sogno nel cassetto è di far raggiungere all'azienda nel lungo termine un fatturato di 2,5 miliardi, per Sabelli il giro d'affari di 1,5 miliardi è in linea con i piani di rilancio, prima, e di sviluppo attuale. I 60 anni della Vespa, coincidono quest'anno con un altro passaggio importante nella storia della Piaggio: la quotazione a Piazza Affari prevista entro l'estate. «L'approdo in Borsa - ha sottolineato Sabelli - è un passaggio tecnico che deve consentire ai soci finanziari di uscire dalla Piaggio e di riprendersi il loro ruolo naturale, perché il socio industriale Immsi (la holding di controllo, ndr) intende rafforzare la sua quota nell'azienda (dall'attuale 40 al 54%, ndr) e proseguire su questa strada». I vertici Piaggio fanno infine trasparire un primo trimestre positivo.
 
Da "Il Giornale"

n. 100 del 28-04-2006 pagina 21

Un ronzio lungo sessant’anni che ora viaggerà su tre ruote


- di Enrico Artifoni -
Enrico Artifoni

da Pontedera (Pisa)

Basta la parola. Un mito delle due ruote, come la Cinquecento per le auto. La Vespa è un simbolo della creatività italiana conosciuto in tutto il mondo, ma anche un prodotto che rinnova puntualmente il proprio successo. Compie i suoi primi sessant'anni. E la Piaggio li festeggia alla grande: con tre edizioni speciali, un rivoluzionario modello a tre ruote che sarà presentato il prossimo 11 maggio a Roma, in Campidoglio e l'annuncio della realizzazione di un museo dedicato ai prodotti del marchio firmato da Massimiliano Fuksas, il papà del nuovo polo fieristico di Milano.
Le celebrazioni sono cominciate ieri con una conferenza stampa trasformata da Bruno Vespa (quando si dice il nome...) in un vero e proprio talk show, un ruota a ruota fra gli artefici del rilancio in soli due anni della Piaggio, il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli, ma anche illustri ospiti fra cui Paola D'Ascanio, nipote di Corradino, l'ingegnere che in pochi giorni creò lo scooter più famoso del mondo. Erano i primi di aprile del 1946.
Con la Repubblica Italiana nacque anche il prototipo di un veicolo pensato per la mobilità urbana a basso costo. D'Ascanio, che non amava le motociclette, ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell'abbigliamento. Una posizione di guida che consentiva di stare comodamente seduti e di non staccare mai le mani durante la guida da un manubrio simile a quello delle bici. Davanti al veicolo, Enrico Piaggio esclamò: «Sembra una Vespa». E Vespa fu.
Aveva un motore di 98 cc e costava 55mila lire. Gl esperti la liquidarono come «un trabiccolo», ma in pochi mesi fu baciata da un grande successo e diventò presto un vero e proprio fenomeno di costume, il simbolo della simpatia, della libertà di movimento, dello sfruttamento intelligente degli spazi e il mezzo più semplice e immediato per facilitare i rapporti sociali.
Nel tempo, con le varie versioni, anche le più fantasiose, si calcola che sia stata sottoposta a ben 20mila modifiche, restando però sempre fedele a se stessa.
Il 1963 è stato l'anno del Vespino, il '77 quello della PX, la Vespa più Vespa che c'è, ancor oggi sul mercato dopo due milioni di unità vendute. Nel 1996 debuttò la ET4, la prima quattro tempi che ha permesso alla Piaggio di tornare sul mercato Usa, mentre il terzo millennio ha portato i modelli più potenti e tecnologicamente avanzati, le Granturismo, la LX e la GTS. La storia continua oggi, dopo oltre 16 milioni di unità vendute, con le edizioni speciali del sessantesimo anniversario: la GTV e la LXV, sapienti reinterpretazioni stilistiche con interventi limitati alle parti accessorie del corpo metallico, ma soprattutto la GT 60° a tiratura limitata a 999 esemplari, con la sella divisa in due parti rivestite in pelle, il faro sul parafango come lo volle D'Ascanio, il manubrio denudato e lo speciale colore grigio pastello che replica esattamente quello del primo esemplare.
Poco si sa dell'originale triciclo a motore che sarà svelato fra un paio di settimane. Dovrebbe avere due posti e, al contrario dell'Ape, due ruote davanti e una dietro, oltre a un sistema che consente di sollevarne una per parcheggiare facilmente lungo i marciapiedi. Che sia destinato al successo o meno (Colaninno si è detto «molto fiducioso»), è certa la sua destinazione finale: l'avveniristico museo a bolle di vetro sospese dentro un vecchio magazzino di stoccaggio dei ciclomotori. Tempo un anno e saremo di nuovo a Pontedera per inaugurarlo. Intanto si profila all'orizzonte uno scooter totalmente nuovo a cui i progettisti della Piaggio stanno lavorando alacremente.
«Sarà il più tradizionale e, al tempo stesso, il più innovativo di sempre», butta lì Sabelli. Cos'altro, se non una Vespa?
 
scusate???? ma quante ruote ha????:D:D:D:D
 
.... se è per questo conta anche la ruota di scorta...

5 ruote.... :D :D :D
 
hanno fatto un servizio su Piaggio nel TG5 poco fa.....
nel Museo di Pontedera ce n'è una personalizzata da Salvador Dalì!!! :D

Ho visto un Colaninno...sereno...:D
 
tepuzzo ha scritto:
........a mio avviso importante al momento è fare una base, se pur piccola, sopra 2,52......e comunque portare pazienza... :yes:

Poi andremo tutti a cena! :D



..........niente è cambiato.......... ;)

Un abbraccio a tutti gli amici delle vespe! Buoni gain a tutti! :)

E buon 1° MAGGIO: OK!
 
Una bella giornata (non per il tempo :( ) a San Gimignano ! :)

San Gimignano è un comune toscano situato in provincia di Siena.
Per la sua caratteristica e unica architettura medioevale è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, caratteristica data dalle torri che la compongono..........originariamente in numero maggiore ad oggi, distrutte dal susseguirsi di guerre e battaglie. Delle settandadue medioevali, ne rimangono oggi, solo tredici.

Consiglio spassionato è di andarci se siete in zona. Ne vale davvero la pena. Raccapricciante e allo stesso tempo interessantissimo è Museo della tortura
che conserva e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione particolarmente rari.

Colgo l'occasione per saluatre tutti gli amici del FOL, e in particolare i PIAGGISTI! :D
 

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